<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578</id><updated>2011-12-06T14:05:37.363-08:00</updated><category term='polemos'/><title type='text'>radiolondra</title><subtitle type='html'>blog del poeta, sceneggiatore e autore tv, Andrea Margiotta</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7279264337279884024</id><published>2011-11-15T10:15:00.000-08:00</published><updated>2011-11-15T13:13:33.486-08:00</updated><title type='text'>Cinque pezzi facili (4 + Zeffirelli) ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-wUABTV4PuY4/TsKx-kofqTI/AAAAAAAAAO8/NyTl57nX6Mk/s1600/Giulietta%2Bal%2BBalcone.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; 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&lt;/span&gt;… &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Comincio da un film del passato (1968, anno in cui sono nato): Romeo e Giulietta del maestro Franco Zeffirelli e dico subito: film bellissimo che avrei voluto vedere a vent’anni e invece mi è toccato a quaranta (ma forse questo ne aumenta lo struggimento e la nostalgia?) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A Zeffirelli non sono stati perdonati alcuni peccati – gravi secondo la casta dei critici italiani di sinistra che l’hanno imbozzolato in una specie di Visconti minore e più di maniera … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si dice che Zeffirelli abbia ereditato da Visconti un estetismo ancor più estenuato senza avere, come contrappeso, l’impegno ideologico né la cultura né la profondità del suo maestro (ma Visconti non è stato il solo maestro di Zeffirelli) … Tuttavia,  se egli avesse avuto le caratteristiche di cui lo si incolpa, sarebbe stato un clone di Luchino: io credo, invece, che Franco Zeffirelli sia uno dei pochi registi italiani a risultare veramente nazional popolare, e, in questo caso, intendo il termine in senso positivo, richiamandomi, quasi paradossalmente, proprio a certe considerazioni di Antonio Gramsci intorno alle caratteristiche della letteratura italiana: ciò mi porta dritto al melodramma, l’unica espressione italica autenticamente nazional popolare, sempre secondo il fondatore del Partito Comunista … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco: Zeffirelli (noto forse ancor più per le regie di opere liriche in teatro) ha portato il melodramma italiano nel cinema e certo lirismo inteso come pathos (che accende sempre la lucina rossa del patetico, in senso negativo, nella vulgata dei critici di sinistra, veri mandarini nel cinema italiano e francese) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E, dunque, riecco l’altro peccato grave di Franco Zeffirelli: aver parlato di sentimenti, di uomini e donne che amano e soffrono senza curarsi troppo di messaggi politici o di pisciatine sociologico giornalistiche (altri “peccatori”, registi come Zurlini o Avati) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma i peccati di Zeffirelli – per i critici radical sinistrati -&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;non sono ancora finiti: omosessuale dichiarato ma cattolico (per di più anche eletto senatore con il centrodestra) e molto critico verso il gaismo più folkloristico: no, Zeffirelli, così come un grande drammaturgo quale Giovanni Testori, non ha mai voluto far della propria sessualità esibizionismo (quello sì, di maniera) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E ancora: Franco Zeffirelli – da buon fiorentino – ha sempre parlato chiaro e schietto: ed invece, si deve essere anche “carini” furbetti e politicamente corretti: devi dire le cose giuste, in conferenza stampa, strizzare l’occhietto alla casta pseudo clultural critico giornalistica … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma ora mi fermo: non voglio più parlare dei peccati di Franco Zeffirelli ma esaltare il suo Romeo e Giulietta del 1968: film bellissimo, pieno di grazia, ritmo, leggerezza, freschezza, bellezza, come di vetro soffiato … Fu nominato agli Oscar, anche come miglior film e regia ma vinse solo per costumi e fotografia … Non mancarono però altri premi (David, Nastri, Golden Globe) e le solite assurdità censorie: Olivia Hussey, minorenne, – a causa del divieto per la scena di nudo – non poteva vedere in sala ciò che invece vedeva ogni giorno guardandosi allo specchio … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gli attori non erano in parte, scriveva qualche critico sordocieco? No, gli attori – adolescenti – portavano una sorta di meravigliosa e meravigliata freschezza, bellezza e giovinezza (strepitosa e splendida Giulietta, Olivia Hussey che poi sarà la Madonna nel Gesù di Nazareth): e questo esaltava ancor più la tragedia shakespeariana, riproposta con grande umiltà e fedeltà (grazie anche alla presenza di Masolino D’Amico in sceneggiatura) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I costumi e le scene: preziosi e sontuosi, belli e poetici i dialoghi (anche per merito del bardo inglese, ovviamente) …La musica di un Nino Rota in stato di grazia: sublime ...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Manierismo patinato e illustrativo? No: caldo pathos, sussulti, palpiti del cuore, amore, intensità di gesti e sguardi, slanci, movimento (si pensi alla scena dell’uccisione di Mercuzio e poi di Tebaldo)&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;… &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E perché, forse non si poteva dire lo stesso del Gattopardo di Visconti che, tra l’altro, ha un ritmo molto più sonnacchioso? Se Romeo e Giulietta è manierismo patinato allora lo è anche il Gattopardo viscontesco … Ah, già, dimenticavo: Visconti era un non troppo misterioso simpatizzante del Partito Comunista Italiano, nella versione del nobile di sinistra … Un intoccabile … In anni recenti, un critico – di cui ho dimenticato il nome ma giornalisticamente rintracciabile – dichiarava che ci furono stagioni lontane in cui non si poteva dir male di Luchino Visconti … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora: io non voglio certo sminuire un regista come Visconti – adoro Rocco e i suoi fratelli (anche per merito di Testori) e trovo un’altissima tensione in Ossessione: ma amo pure molti altri suoi film, anche Morte a Venezia (intendi: anche quelli – per tornare al termine di cui sopra – più esteticamente estenuati) …&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Non sminuire Visconti ma dare a Zeffirelli quel che è di Zeffirelli ...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma qui, il mio discorso si arresta proprio perché sarebbe materia di un libro o di una tesi di laurea: voglio solo concludere dicendo che, se certi critici di sinistra o, altri, semplicemente poco acuti cinici e superficiali hanno spesso "massacrato" il maestro fiorentino, il pubblico italiano e il resto del mondo lo hanno quasi sempre  amato … La gente ... Quelli che andavano o vanno al cinema per emozionarsi e immergersi nel sogno magico di una storia (non gli intellettuali del menga o quelli che vogliono vedere le americanate tutta action ed effetti speciali) hanno sentito il tocco di Zeffirelli: perché andare a vedere un film di Franco era un po’ come trovarsi in un teatro d’opera lirica … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E – sul piano internazionale – non sono mancati i riconoscimenti come il titolo di Cavaliere Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico, da parte della regina Elisabetta (tra le più importanti  onorificenze  &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Facciamo un balzo temporale in avanti e nominiamo, in maniera fuggitiva o fuggiasca, qualche altro titolo … &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per il Faust di Sokurov ho una sola parola: capolavoro! Opera mondo, forse più dantesca che goethiana (L’Ulisse dantesco di "... fatti non foste a viver come bruti/ ma per seguir virtute e canoscenza ..."), ma anche per il dinamismo del protagonista – che si muove sempre come il Dante viator; per la fotografia verdastra e marroncina, polverosa che pare suggerire un sogno uscito dal medioevo più che dal proto romanticismo (benché i due momenti siano, non cronologicamente ma culturalmente, contigui e parenti) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E, in ultimo, per l’infernale (anche questa di sapore dantesco) scena finale … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Forse sarà anche un film un po’ misogino come ha detto il critico Mereghetti (però non si deve dire misogino = medioevale, senza prima adeguatamente documentarsi sulla storiografia meno faziosa intorno al periodo) ma le inquadrature di Margherita sono di una bellezza pittorica e di una intensità che rare volte ho visto al cinema … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il Mereghetti mi fa saltare subito a un altro bellissimo film (dal critico invece non troppo apprezzato, ma mi pare che questi l’abbia sempre con Lars Von Trier, quasi come per partito preso): Melancholia; io l’ho trovato bellissimo non solo per la musica wagneriana (non ritengo che sia stata usata con effetto kitsch ma che contrappunti mirabilmente come un senso di attesa, un preludio, insomma …) ma pure per tutto l’impianto visivo fotografico figurativo pittorico (intendendo anche la bellezza di certe inquadrature, sia pur con la macchina mossa, o certi riferimenti pittorici); ho amato quella felicità nuziale, (sì, anche io ho pensato subito all’altro film del club Dogma, Festen) dove il selvaggio naturale e anche cattivo prevale sulle convenzioni borghesi seguita poi da una parte seconda dove aleggia una sorta di turbamento romantico della folgorante e bravissima Kirsten Dunst che culmina nella scena del nudo, figurativamente notevole, anche per il movimento di linee che la prepara; doveKirsten Dunst – Justine è una valchiria wagneriana depressa ma la luce eburnea del suo corpo nudo e disteso raggiunge anche un cielo pieno di inquietudini sinistre … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed ecco il merito di questo film che fa ritornare Lars Von Trier ai valori dei suoi film più belli e meno sperimentali (Le onde del destino): dire molto senza troppe parole e senza un grande intreccio (ma attraverso i silenzi, i gesti, gli sguardi, i volti) e riuscire a legare il segreto del cuore e della mente umana al segreto moto degli astri con qualche prossimità, tematica più che stilistica, con il Tarkovskij di Solaris o di Sacrificio … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Direi che Melancholia è più vicino al romanticismo letterario rispetto al&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Faust di Sokurov …&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Taglio … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;Il film di Sorrentino “scianpenn”: buon film ma non completamente riuscito (forse mi piace più come scrittura); esso è diviso in due parti che non si accordano, l'olocausto sembra appiccicato ad hoc (tanto per cambiare); la prima parte è più interessante (e ricorda: Le conseguenze dell'amore, per lo stato catatonico, quasi astratto, quasi assente del protagonista; così ci chiediamo il perché di tutte le sue azioni ); la seconda parte è una specie di raccolta di belle riprese su paesaggio americano con dialoghi lunari alla Coen (ma tutto il film pare una strizzatina d'occhio ai fratelli Coen, la maniera - e la donna - dei Coen + la maniera di Sorrentino, che gira, anche un po'  a vuoto, con stile più barocco napoletano) … Dunque, alla fine, hai un film minimalista (alla Coen) che ti scivola sulla pelle senza lasciarti troppo, con un surplus di movimenti di macchina&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;più elaborati (e non voglio dire compiaciuti) del necessario;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;ma ho apprezzato certe zone poetiche del film … Ricordo che Paolo Sorrentino è uno dei registi italiani che più ammiro, specie per i primi due film (ma anche per il Divo) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il problema: cerco nei film cose che trovo, purtroppo, soltanto fuori dall’Italia (almeno, da quella di oggi, non certo quella di Fellini, Rossellini e Antonioni)…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad esempio: un certo modo di raccontare usando le immagini come metafore (e penso agli orientali) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Terraferma di Crialese: mi è piaciuto per il finale e per il “cuore” o centro di senso del film (un po’ demagogico e furbetto ma condivisibile); però non mi hanno convinto tante altre zone del testo filmico, da certi stereotipi a certe forzature oleografiche, buone per gli americani, a certe cadute, a una certa indecisione di fondo tra il rigore e il “televisivo pop” : perché Crialese – per questo tipo di film - non ha seguito la strada neorealistica del capolavoro iraniano uscito, di recente, nelle sale? (La separazione)&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Credo che Respiro fosse molto più ispirato, inquieto, magico … E alto …&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;Andrea Margiotta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7279264337279884024?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/watch?v=gNoh3mN4GW4' title='Cinque pezzi facili (4 + Zeffirelli) ...'/><link rel='enclosure' type='' href='http://youtu.be/gNoh3mN4GW4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7279264337279884024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7279264337279884024&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7279264337279884024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7279264337279884024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2011/11/cinque-pezzi-facili-4-zeffirelli.html' title='Cinque pezzi facili (4 + Zeffirelli) ...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-wUABTV4PuY4/TsKx-kofqTI/AAAAAAAAAO8/NyTl57nX6Mk/s72-c/Giulietta%2Bal%2BBalcone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-4707136918366485100</id><published>2011-10-31T06:24:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T06:43:21.473-07:00</updated><title type='text'>ANTOINE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FL32wNc9Eno/Tq6i621fi9I/AAAAAAAAAOw/6Vm-bUv3E3E/s1600/Mio%2Bpadre.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FL32wNc9Eno/Tq6i621fi9I/AAAAAAAAAOw/6Vm-bUv3E3E/s320/Mio%2Bpadre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669648112942025682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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Non posso scrivere nulla, adesso … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond"&gt;Dunque, lascio qui &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;una mia poesia che gli dedicai anni fa, dal titolo "Antoine", tratta dal mio libro Diario tra due estati  pubblicato nel 2000 ... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;Antoine - lui Antonio -  era una scritta che vedevo sulla cassa di un vecchio suo orologio d'oro - che ricordo da bambino - e rappresenta bene quel leggero tratto aristocratico (di spirito, tipico di altri meridionali dell'area normanna) che lui celava, pur nella sua schiettezza, bontà e generosità di cuore, quel cuore che lo ha tradito all'improvviso, in maniera fulminea, tremenda, assurda ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;Alla fine, c'è l'immagine della procellaria - grande uccello che sfiora le onde e gli scogli, simbolo forse di quella nostra comune voglia di librarci da terra (chi mi darà ali di colomba - dice un Salmo ripreso da Petrarca) e di volar via verso l'orizzonte lontano ... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;Spero che, per lui, ora sia così ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;Sarà il più freddo inverno ma per una nuova primavera, ancora insieme … &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt;Andrea Margiotta&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond; mso-bidi-font-family:Arial"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14.0pt;font-family:Garamond"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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 &lt;p class="MsoNormal"&gt;stringe i ricordi, agita le pene &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;se mai fu così cupa l’erba &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;spruzzata tra le case di bassura &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;dove il ragazzo impasticcato sfida il drago&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e lentamente s’incammina il vecchio &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;in cadenze di luna.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel tuo studio di legno fiorentino &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ti muovi incerto tra lo schermo viola,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;con il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mouse&lt;/span&gt; che volteggi come un lembo&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;d’ala di rondine sola. È una notte, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;una notte affilata nell’attesa &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;di qualcuno o qualcosa che ci unisca &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;come la luna d’improvviso al cielo &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e il fiume ai ponti e le due stelle al nero.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oh, direttore … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;illustre personaggio di città &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;d’avari e di teatri,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;in quest’inverno di aride foglie,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;in questo fuoco bagnato dal gelo &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;così prepari &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ignoti a me bilanci, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;strategie importanti &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ma deserto è il viso &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e perso come non lo vidi mai.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E così, padre mio, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;grandine e vento d’inespresso amore, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sempre da sempre per noi, silenziosi &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e vaghi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Tu nel tuo elisio di pianure e luci &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;ma con il pane degli uomini semplici,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;io nel mio inferno di luciferi morti,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;nella palude d’uno strano pianto &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;guardi questo figlio che invecchia &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;nella notte più sorda,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;la procellaria che ritorna &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;e non si ferma. &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;mso-bidi-font-family:Arial;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Garamond;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-4707136918366485100?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/4707136918366485100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=4707136918366485100&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4707136918366485100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4707136918366485100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2011/10/antoine.html' title='ANTOINE'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FL32wNc9Eno/Tq6i621fi9I/AAAAAAAAAOw/6Vm-bUv3E3E/s72-c/Mio%2Bpadre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-571069438707047578</id><published>2011-03-27T11:37:00.000-07:00</published><updated>2011-03-27T11:37:59.918-07:00</updated><title type='text'>Habemus Nanni Moretti</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/oS8stdHmOuU?fs=1" allowfullscreen="" frameborder="0" height="295" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-571069438707047578?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/571069438707047578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=571069438707047578&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/571069438707047578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/571069438707047578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2011/03/habemus-nanni-moretti.html' title='Habemus Nanni Moretti'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/oS8stdHmOuU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-2895185198647852065</id><published>2011-01-18T04:59:00.000-08:00</published><updated>2011-01-22T06:42:54.692-08:00</updated><title type='text'>Hereafter: capolavoro solo annunciato?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWO_FfCBZI/AAAAAAAAAOY/9W_Y9DyAw20/s1600/hereafter.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 201px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWO_FfCBZI/AAAAAAAAAOY/9W_Y9DyAw20/s320/hereafter.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563510129141351826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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 &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;L’ultimo film di Clint Eastwood &lt;i style=""&gt;Hereafter&lt;/i&gt; è un capolavoro come da più parti si scrive? (ma esiste anche qualche voce che dissente). Se fossi un esperto di statistica, vorrei studiare la casistica su quanti veri e oggettivi capolavori del cinema abbiano avuto un immediato riconoscimento da parte di pubblico e critica: e allora prendo, tra i non pochi a disposizione, un titolo meno scontato quale &lt;i style=""&gt;La morte corre sul fiume&lt;/i&gt;, anche esso di un attore che passò dietro la macchina da presa, C.Laughton : ai tempi - (1955) - non suscitò grandi entusiasmi tanto che il regista-attore non potè dare un seguito alla nuova “vocazione” …&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Invece &lt;i style=""&gt;Hereafter&lt;/i&gt; mi pare osannato da più parti, da subito. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Da qui, una considerazione: cosa s’intende per capolavoro? Per me, il capolavoro è come un’aquila che vola troppo in alto per essere vista immediatamente ma che pure la si possa scorgere sia pur vagamente: per farlo, occorrerebbe un punto di vista alto per lo meno quanto il volo del nobile volatile … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;Seconda considerazione, più personale: ritengo il film &lt;i style=""&gt;Hereafter &lt;/i&gt;inferiore ad altri di Clint Eastwood (un regista che considero tra i più grandi ma non geniale come per taluni critici, forse perché ho cuore e mente più dalle parti di Orson Welles e di Ejzenstejn, di Truffaut, Rossellini e di Tarkovskij che da quelle di Griffith o di Ford), inferiore, solo considerando gli ultimi lavori, a Mystic River, a Million Dollar baby, a Changeling e a Gran Torino: dunque come può essere un capolavoro? Non sono prive di fondamento, a mio avviso, certe critiche e perplessità dello scrittore Luca Doninelli sulle pagine de Il Giornale: titolo: “Peccato, anche il duro Clint cade nella melassa new age”, Il Giornale, 7-1-2011.&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Bene: cominciamo da alcune considerazioni, diciamo così, molto marginali: l’effetto speciale all’inizio, che ricrea l’impatto devastante dello tsunami è eccezionale – come ha scritto qualcuno -&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;o invece non è un granché? come ha scritto Maurizio Cabona – sempre sulle pagine de Il Giornale, in un articolo – mi pare – comunque elogiativo ma senza troppi squilli di tromba.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;E la mamma drogata e instabile con la macchina nuova di zecca? E la dottoressa che si chiama Rousseau ma che – stranamente, dato il cognome – non parla in francese con la protagonista di una delle tre storie emblematiche del film (quella francese appunto. Io credo che sia un espediente dello sceneggiatore per non disperdere in un’altra lingua un momento importante nell’evoluzione del personaggio interpretato da Cécile de France) … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Ma questi sono solo dettagli di importanza minima. La moda o consuetudine di film con episodi che si intrecciano (un’evoluzione più intelligente, raffinata e sofisticata dei film a episodi staccati che tanto piacevano ai produttori di qualche decennio fa) o ha uno sceneggiatore bravo quasi come il nostro grande poeta Ludovico Ariosto dell’Orlando Furioso, nel tenere sempre il bandolo della matassa oppure rischiano di essere spunti abbozzati ma privi di sviluppo, con l’aggravante di diluire ritmo e tensione: &lt;i style=""&gt;Amores perros&lt;/i&gt; di&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapedefaults ext="edit" spidmax="1026"&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapelayout ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap ext="edit" data="1"&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-style: normal;"&gt; Iñárritu&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt; e &lt;i style=""&gt;Mary&lt;/i&gt; di Abel Ferrara mi paiono – da questo punto di vista – migliori di &lt;i style=""&gt;Hereafter&lt;/i&gt;. Tanto per non scomodare il Kieslowski dei Tre colori e del Decalogo … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;In &lt;i style=""&gt;Hereafter &lt;/i&gt;sembra quasi che le tre storie comincino con la fretta di arrivare al momento in cui i tre si incontrano e, ciascuno, trova la sua risoluzione di conflitto: il bambino impara a non appoggiarsi più alla presenza del suo gemello, la giornalista francese e il medium americano incrociandosi troveranno probabilmente l’amore e la corrispondenza o similarità di certi loro bisogni interiori profondissimi&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;… Nel suo complesso, &lt;i style=""&gt;Hereafter &lt;/i&gt;è un bel film che scava in maniera discreta e delicata nelle emozioni del pubblico, ma da qui a gridare al miracolo o al capolavoro, ne corre! La presenza dei morti tra i vivi? Ma con quale maggiore raffinatezza artistica lo aveva trattato J.Rivette nel suo &lt;i style=""&gt;Storia di Marie et Julien&lt;/i&gt; o – in un contesto culturale molto lontano dal nostro – il film (quello sì – a mio avviso – forse un capolavoro&lt;i style=""&gt;) Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti&lt;/i&gt; del quarantenne Apichatpong Weerasethakul, vincitore a Cannes … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Insomma: sarà pure che, autore dello script, l’inglese Peter Morgan (come scrive il critico Alberto Crespi) sia considerato lo scrittore di film del momento, ma io ci vedo una sceneggiatura che, pur riuscendo bene nel caratterizzare i personaggi nei tre episodi, manca&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di insufflare lo spirito vitale, di vita propria e autonoma – agli stessi e alle loro storie … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Intelligente e ben scelto invece il momento in cui il gemello morto decide di rivelare la sua presenza prima dell’attentato in metropolitana (realmente accaduto anni fa), facendo cadere il cappellino al fratello vivo che, dunque, perde la metro nel tentativo di recuperare il copricapo e si salva … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Lo scrittore Doninelli ha accusato il regista di cadere in una specie di melassa new-age, un po’ modaiola e d’aver confezionato uno dei suoi film più conformisti, e, di conseguenza, accolti bene dalle sentinelle del pensiero più in linea …&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Aggiungo: e il “messaggio” – se proprio lo si voglia sviscerare – è la forza virile e stoica e individuale dell’accettazione del proprio destino con la speranza – ottimistica – della possibilità di una vita oltre la morte, che tutto non finisca o si risolva su questa Terra … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;In barba a tutte le religioni con i loro riti, dogmi e quant’altro che “pretenderebbero” di ingabbiare l’oceano smisurato&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;e la forza impetuosa del Mistero della vita e della morte. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;L’essenza vera della propria vita contro il potere di qualsiasi istituzione o società. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;(Ma, nel caso specifico del cristianesimo: bisognerebbe come minimo verificare seriamente questa pretesa: potere e controllo o, invece, rispetto, nella continuità, del metodo con il quale Cristo si è manifestato nella storia dell’uomo?).&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;E non ha tutti i torti, Doninelli, anche se &lt;i style=""&gt;Hereafter&lt;/i&gt; prende un po’ in giro certi ciarlatani americani pseudo-sensitivi che campano sulla creduloneria delle persone ma anche sul dolore delle stesse per la perdita dei propri cari … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Non so se -&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;come dice Doninelli, ma la fonte è una frase di Don Giussani – :“Al cristianesimo, che conosce il senso della sconfitta meglio di Clint Eastwood, non interessa molto l’aldilà, a meno che non sia già dentro l’al di qua. Più della sopravvivenza dell’anima il cristiano chiede la resurrezione della carne, e più della vendetta gl’interessa essere perdonato. Su questa terra, in questa vita” ...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Non so, ma mi pare molto ragionevole l’affermazione di Doninelli … Più di alcune narrazioni sul tema dell’aldilà o della presenza impalpabile dei morti tra i vivi, le quali assomigliano a certe cose del tipo: “c’è vita su Marte?” e che non hanno la forza poetica di un Tarkovskij o la tensione ascetica di un Bresson&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;o la sublime bellezza e nitore di un Dreyer e del suo “nipotino” Lars von Trier, quello di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Breaking the Waves - &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;tit.italiano:&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;i style=""&gt;Le onde del destino&lt;/i&gt; … &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt;Andrea Margiotta&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="line-height: 150%;font-size:11pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-2895185198647852065?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/2895185198647852065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=2895185198647852065&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2895185198647852065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2895185198647852065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2011/01/hereafter-capolavoro-solo-annunciato.html' title='Hereafter: capolavoro solo annunciato?'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWO_FfCBZI/AAAAAAAAAOY/9W_Y9DyAw20/s72-c/hereafter.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-374475212972188976</id><published>2011-01-18T04:54:00.000-08:00</published><updated>2011-01-18T04:57:29.072-08:00</updated><title type='text'>I sogni poco ispirati e molto sparati di Inception</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWODUKEFZI/AAAAAAAAAOQ/7VeXv4Whf6M/s1600/inception-movie.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWODUKEFZI/AAAAAAAAAOQ/7VeXv4Whf6M/s320/inception-movie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563509102287787410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt; 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 &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 22pt;"&gt;“We are such stuff /As dreams are made on …” scriveva Shakespeare nella Tempesta: per non citare poi il notissimo monologo di Amleto o certe suggestioni del grande Borges … Dunque: avete visto il nuovo film Inception? Pensate che Nolan sia un grande regista? Vi siete fatti innestare l’idea che il suo ultimo sia un capolavoro? Direi che è un capolavoro solo di costi – spropositati – per un “filmone” comunque interessante e da vedere come prototipo di un qualcosa di topicamente contemporaneo nel cinema mondiale … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Ma non è il tipo di cinema che mi piace … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Una premessa: ritengo che le incursioni oniriche (o visionarie o memoriali) nei films – con gli annessi tecnici dei flashback o flashforward - &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;siano da usare con molta accortezza e con prudenza.&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;E vi domando: i vostri sogni assomigliano a quelli del protagonista Dom Cobb (un bravo Di Caprio) e degli altri della sua squadra? hanno quel ritmo, quella precisione nei dettagli, quelle architetture mentali e gelide? hanno le sparatorie e gli inseguimenti – con la scusa del subconscio blindato come un antivirus? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;O, piuttosto, non assomiglino forse ai film di Buñuel, di Fellini o del Tarkovskij più visionario (per intenderci, quello male interpretato dal critico Mereghetti, l’Andrej che non ha la cadenza epica o la struttura lignea del Rublёv) ? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;I sogni di Nolan sono freddi piani d’azione giustapposti – superficialmente complicati – senza profondità, senza emozioni … Al servizio del congegno narrativo … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;La sfera immaginativa raramente si attiva dalle sensazioni di personaggi che risultano mono dimensionali come un qualsiasi film di James Bond … La ragazzetta architetto (di sogni e bella come un sogno), buttata lì gratuitamente e che agisce come un figurino con il ruolo di guidare un po’ gli spettatori nel labirinto delle situazioni, dei concetti e dei giochi di prestigio delle immagini … La moglie ossessione del protagonista Mal (Marion Cotillard), bellissima e inquietante ma inconsistente come vita o arco di trasformazione del personaggio: pura proiezione mentale; che giustifichiamo solo, ai fini della storia, nella sottotrama più bella che fa anche da collante, come un’ anafora poetica &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;… &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;I pugni estetici? Le sequenze – abbastanza bruttine e gratuite -&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sulla neve (reminiscenze vintage di 007), in particolare, ma anche altre scene d’azione non troppo brillanti e un po’ goffe … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Lo scheletro narrativo è semplice: Dom Cobb è un abile ladro, in grado di inserirsi nei sogni degli altri per scoprire i segreti nascosti nel subconscio, quando la mente è più vulnerabile. Un estrattore di idee, dunque molto ricercato nel campo dello spionaggio industriale; ma ha un problema: non può tornare a casa a riabbracciare i propri figli perché accusato dell’assassinio della sua moglie adorata (donde il senso di colpa e la di lei continua presenza nei suoi sogni e nei sogni degli altri in cui riesce ad entrare). &lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Cobb fallisce una missione contro Sato, un potente e luciferino industriale giapponese, che, tuttavia, gli offre la chance di un riscatto con la promessa di poter ritornare negli Stati Uniti, a casa dai suoi bambini; questo se Cobb riuscirà&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;- cosa ben più complicata – non ad estrarre ma a innestare un’idea semplice nella mente di un rivale del nipponico – il giovane Robert Fischer Jr., erede di un grande impero finanziario; quella di smembrare l’impero finanziario del padre lasciando così il campo libero al giapponese.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nel corso della storia, Nolan – anche sceneggiatore – segue i consigli, in maniera però molto libera, di uno dei testi “sacri” della sceneggiatura americana, in it. &lt;i style=""&gt;Il viaggio dell’eroe&lt;/i&gt; di Vogler (si pensi all’Ombra- la moglie scomparsa e ritornante nei sogni) .&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;La difficoltà sta che – per la riuscita – occorre profondarsi nel subconscio sino a penetrare dentro al terzo livello del sogno: quindi un sogno nel sogno nel sogno e una bella dose di sonnifero da stendere un cavallo (e qui rimando al discorso di Vogler sulle armi dell’eroe&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;– topos e rituale degli OO7) … I tre livelli, mi ricordano un po’ le prove dei videogames … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Ad ogni modo, occorre una squadra e un nuovo architetto virtuale in grado di costruire dettagliatamente tre livelli del sogno, un po’ come una villa a tre piani, con piscina; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;nuovo poiché il precedente era stato fatto fuori: ed eccolo fornito dal&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;vecchio nonno dei figlioletti di Cobb, nonché suo maestro nell’arte dell’estrazione (poi distorta a scopi illegali): Ariadne (interpretata dall’ attrice &lt;strong&gt;Ellen Page)&lt;/strong&gt; una ragazzetta che impara in fretta (anche troppo!) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;A differenza della vita reale (dove i sogni sono individuali), nel film di Nolan si può accedere o fare incursione nel sogno di un altro: e questo – naturalmente – offre una libertà di movimento, a livello visivo, soprattutto, e narrativo; ma pure presta il fianco a soluzioni gratutite …&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;A me – ad esempio – non convince l’impasto onirico-finzione-realtà tra la beby architetta e il protagonista Cobb che, scoprendo le carte come il giocatore di poker, poco alla volta, spiega i suoi misteri (a lei e allo spettatore): espediente troppo didascalico che toglie vita propria soprattutto al personaggio femminile …&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Dunque: le domande drammatiche sono: riusciranno Cobb e la sua squadra a innestare codesta idea nella mente del giovane rampollo? Riuscirà Cobb a liberarsi dal senso di colpa e dall’ossessione della moglie defunta? E tornerà a riabbracciare i propri figli? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Come dicevo, lo schema narrativo è piuttosto semplice: quel che invece c’è di complicato sono i modi e i meccanismi della narrazione e la loro trasposizione in immagini: poiché sussiste un surplus di complicanza, dove rientrano gli ambiti specifici delle scienze cognitive e di una psicoanalisi da corso accelerato e il compiacimento per strutture narrative non lineari ma spiazzanti; il gusto del prestigiatore postmoderno che si diverta a mescolare le carte a imbrigliare (imbrogliando?) i fili (ma in modo meno caldo e convincente di Tarantino, lui più viscerale, mitopoietico, memorabile e colmo di citazioni ) … Cronenberg di eXistenZ e de La zona morta ha fatto di meglio, benché lo preferisca nelle ultime incursioni noir e carnali.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Quindi: Inception non è assolutamente un capolavoro, anzi, io lo trovo forse più ambizioso ma inferiore ad altri di Nolan, quali Batman Begins, dark cupo ma umanissimo e spesso emozionante, o Insomnia. E ammetto di non rientrare nel novero dei&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;fans di Memento, visto due volte senza provare il minimo di emozione, pathos, identificazione o coinvolgimento … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Inception, come opera d’arte, non esiste dal punto di vista estetico: come prodotto d’intrattenimento può tenere inchiodato lo spettatore per il tempo della sua durata … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Le cose migliori: alcune sequenze “parigine” (forse perché hanno acceso il “memento” di situazioni che ho vissuto nella vita reale) e la scena del grande specchio (citazione dal Welles de La signora di Shangai?), una certa libertà – anarchica o surrealista, ma senza le altezze di Buñuel -&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nella grammatica cinematografica, le immagini dei bimbi che si vedono solo di spalle e che poi vediamo in viso, nel finale e la sottortama dell’amore ossessione di Cobb verso la moglie – rimembranza dell’Orfeo ed Euridice e del Solaris di Tarkovskij (quello sì, un capolavoro, poetico, a patto che lo si guardi nella versione originale russa e non nella pessima versione italiana) … &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Mi restano due dubbi: il primo: il fatto che venga inquadrato – e non a caso – il dettaglio della piccola trottola-totemica – in sceneggiatura, pay off di un set up precedente, oggetto su cui volgere la mente per capire d’esser sempre nel sogno proprio e non in quello di un altro - significa che nel finale siamo ancora nella dimensione del sogno&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;(del protagonista o, addirittura, della moglie defunta, visto che la trottola era il di lei oggetto totemico ?) . C’è un dibattito in rete. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Il secondo: il fatto che mi sia capitato d’addormentarmi in vari momenti del film e d’averlo visto – tra sonno e veglia, significa che l’abbia sognato? O c’era qualche innestatore in sala?&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt;Andrea Margiotta &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 22pt;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-374475212972188976?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/374475212972188976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=374475212972188976&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/374475212972188976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/374475212972188976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2011/01/i-sogni-poco-ispirati-e-molto-sparati.html' title='I sogni poco ispirati e molto sparati di Inception'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/TTWODUKEFZI/AAAAAAAAAOQ/7VeXv4Whf6M/s72-c/inception-movie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-8893468339898899080</id><published>2010-04-27T20:13:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T20:18:29.609-07:00</updated><title type='text'>Il mistero di Dante e Beatrice</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S9eo38BWEHI/AAAAAAAAAN8/bL774G_JHds/s1600/dante_e_beatrice.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 320px; height: 219px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S9eo38BWEHI/AAAAAAAAAN8/bL774G_JHds/s320/dante_e_beatrice.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465022351795425394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RAI 1  - nella notte tra giovedì 29 aprile e venerdì 30 aprile, ore 2,30 - 40 circa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;questo è un "evento" particolare, nel senso che non  dovete spostarvi in qualche posto, se non in direzione del vostro  televisore di casa ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia vuole  essere solo una nota informativa, almeno per questa prima puntata ...&lt;br /&gt;Ovviamente,  indicando venerdì 30 significa che giovedì 29 uno dovrebbe far scorrere  la mezzanotte e poi accendere la tv verso le 2, 30 su Rai1 (che è già  venerdì), magari tornando da un'uscita o programmando il registratore  nella fascia oraria indicata ... (vi assicuro che questa indicazione per  i non nottambuli è più profonda di quel che sembri  ;-) ...&lt;br /&gt;Comunque,  il programma è una cosa di qualità ...&lt;br /&gt;Prima Puntata ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea  Margiotta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-8893468339898899080?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/8893468339898899080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=8893468339898899080&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8893468339898899080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8893468339898899080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2010/04/il-mistero-di-dante-e-beatrice.html' title='Il mistero di Dante e Beatrice'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S9eo38BWEHI/AAAAAAAAAN8/bL774G_JHds/s72-c/dante_e_beatrice.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-3979478094603003146</id><published>2010-03-07T07:00:00.000-08:00</published><updated>2010-04-27T20:24:26.582-07:00</updated><title type='text'>I giorni che perdiamo senza i baci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S5PAU6mzXNI/AAAAAAAAAN0/0CumRmfaaDA/s1600-h/nuvole0tl.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445907839982984402" style="width: 320px; cursor: pointer; height: 240px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S5PAU6mzXNI/AAAAAAAAAN0/0CumRmfaaDA/s320/nuvole0tl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giorni che perdiamo senza i baci&lt;br /&gt;braci che imbiancano di anno in anno,&lt;br /&gt;nuvole che s’infrangono all’orizzonte&lt;br /&gt;e anneriscono e turbano il profilo&lt;br /&gt;stellare dei monti.&lt;br /&gt;L'amore che hai nascosto nel Giardino&lt;br /&gt;tra i rami e l'erba,&lt;br /&gt;promessa, grido d'infinito del sangue&lt;br /&gt;si desterà come un bambino dalle ombre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Andrea Margiotta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-3979478094603003146?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/3979478094603003146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=3979478094603003146&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3979478094603003146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3979478094603003146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2010/03/i-giorni-che-perdiamo-senza-i-baci.html' title='I giorni che perdiamo senza i baci'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S5PAU6mzXNI/AAAAAAAAAN0/0CumRmfaaDA/s72-c/nuvole0tl.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-479153455763002595</id><published>2010-01-24T00:10:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T00:23:16.217-08:00</updated><title type='text'>Una nota su Pasolini ...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S1wDXVUch9I/AAAAAAAAANs/5DNtvt4WVqs/s1600-h/ppp-callas-parigi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S1wDXVUch9I/AAAAAAAAANs/5DNtvt4WVqs/s320/ppp-callas-parigi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430218950096750546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S1wDRdOJ6bI/AAAAAAAAANk/dXJkCVF20gU/s1600-h/La_Notte_Brava.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 222px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S1wDRdOJ6bI/AAAAAAAAANk/dXJkCVF20gU/s320/La_Notte_Brava.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430218849138633138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un bel film di Bolognini - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La notte brava&lt;/span&gt; - c’è un momento in cui uno dei “ragazzacci”, ritrovatosi per una serie di circostanze in casa di ricchi, sfoglia uno dei volumi della elegante biblioteca e comincia a leggere una poesia: “Amore, mio giovane emblema … ” e, quasi subito, abbandona quella lettura trovandola assolutamente fuori dalla propria esperienza. Naturalmente, tra gli sceneggiatori e ispiratori di quel film, figura Pier Paolo Pasolini e sono sicuro che, l’idea di far leggere Ungaretti a un ragazzo che poi lo getta via quasi con disprezzo, è stata sua. Il punto, per me, è che Pasolini, in senso strettamente poetico, non è stato grande né importante come Ungaretti. Il che non vuol dire che non abbia avuto una grande risonanza, anche a livello internazionale: ma le risonanze dipendono anche dagli apparati che stanno dietro e si prodigano per diffondere un autore (Pasolini) piuttosto che un altro (Testori) ... E che vogliamo dire, ad esempio, di Dino Campana? Quanto è stata frenata la sua diffusione,  quanto l'organizzazione di convegni o altro? Colpevole, egli, di rappresentare culturalmente, un pericoloso irrazionalismo pre-fascista?&lt;br /&gt;Tuttavia, i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Canti orfici &lt;/span&gt;di Campana è un grande libro di poesia anche se l'autore risulta sicuramente meno noto di Pasolini e di Montale ... Pure in letteratura, la storia la fanno i vincitori, cioè quelli che hanno le leve del potere culturale ...&lt;br /&gt;E con questo non voglio assolutamente adombrare il valore di Pasolini, autore che amo, ma solo dire che egli fu una geniale costellazione di forme espressive diverse ...&lt;br /&gt;Pasolini è stato comunista? Secondo me, di comunista Pier Paolo aveva solo l'afflato verso gli ultimi, che però è anche una prerogativa cristiana. Penso che Pasolini "credesse" di essere comunista perché quella era la religione del suo tempo e in quella direzione andava, anche ideologicamente ma sempre polemicamente non allineato e spesso con prese di posizione a sorpresa come sui temi del divorzio, aborto e altri ...&lt;br /&gt;Io vedo Pasolini come un grande cristiano eretico, un luterano dallo spirito tragico: e la sua era una fame corporea, eucaristica che non trovava il Corpo Mistico.&lt;br /&gt;Tuttavia, la grande sinistra italiana e i piccoli assessorati culturali, ne hanno fatto una bandiera alla propria causa, tanto più con il crisma sacro del martirio ...&lt;br /&gt;Diciamoci la verità: le celebrazioni pasoliniane sono state troppe negli anni, per non avere sospetti di strumentalizzazioni a fini politici ... Forse per questo motivo, un ex allievo, il bravo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami, bel tipo umano, aggiungo, ha sempre cercato di aderirvi col contagocce, scegliendo solo quelle davvero importanti.&lt;br /&gt;Tornando al discorso del Pasolini poeta: in un saggio della sua ultima raccolta, l’intelligente Giovanni Raboni arrivava a quelle conclusioni che sono poi implicite nel titolo dello scritto stesso: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pasolini, poeta senza poesia&lt;/span&gt;. Sono molto d’accordo e penso che Pasolini sia stata una grandissima figura di intellettuale e un poeta importante nella somma di tutte le sue forme espressive (specie il cinema); ma che in poesia, pur abilissimo ed esperto tecnicamente, con sensibilità linguistica notevole, da filologo e da poeta, non ci abbia lasciato un’opera come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’Allegria&lt;/span&gt; o come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Occasioni&lt;/span&gt; o come altre. Le sue tanto celebrate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le ceneri di Gramsci &lt;/span&gt;volevano essere una specie di sperimentalismo nuovo e anarchico contro il novecentismo e contro l’ermetismo, ma in che modo? Regredendo nell’ottocento, con una certa retorica e oratoria a sostegno. E introducendovi un mix di prosa e di termini impuri accostati a sintagmi ultralirici e preziosi e al metro nobile, dantesco e pascoliano, della terzina incatenata. Il tutto in maniera molto artificiosa e letteraria, dunque non diversa, in questo aspetto, dall’ermetismo che attaccava. Voglio dire: non è che leggendo Pasolini io faccia un bagno di realtà più che, ad esempio, leggendo il Caproni che entra in una latteria come se fosse all’Averno o esplorando il mondo di Sandro Penna (per dire di due che con l'ermetismo c'entravano poco) ... Come al solito, bisognerebbe sempre intendersi sul termine realtà. Se la realtà sia solo il conoscibile, il razionale, il misurabile; o se possa entrarvi l’alta fantasia dantesca, la visione. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le ceneri di Gramsci&lt;/span&gt; sono state il libro per i rimorsi di coscienza di una certa sinistra progressista (e non amato da un’altra sinistra, più dura e “scientifica”). E invece si è sottovalutato un libro importante come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’usignolo della Chiesa cattolica&lt;/span&gt;, dove emerge più sinceramente la vera natura di Pasolini, il suo narcisismo, il suo quaresimalismo, la sua percezione sacra delle cose. E penso anche che ci sia un sadiano legame profondo e un destino, quasi, tra questo libro e l’ultima opera cinematografica di Pier Paolo, quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Salò o le 120 giornate di Sodoma&lt;/span&gt;, per il cui recupero delle pizze Pasolini si ritrovò quella famosa e tragica notte in un’ infernale imboscata; sulla quale, tutti vorremmo conoscere la verità ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-479153455763002595?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/479153455763002595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=479153455763002595&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/479153455763002595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/479153455763002595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2010/01/una-nota-su-pasolini.html' title='Una nota su Pasolini ...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/S1wDXVUch9I/AAAAAAAAANs/5DNtvt4WVqs/s72-c/ppp-callas-parigi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-8644019702041977163</id><published>2009-10-05T04:49:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T04:50:48.284-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SsndXsEEtnI/AAAAAAAAANc/tUtWprq6tC4/s1600-h/rebecaLin1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SsndXsEEtnI/AAAAAAAAANc/tUtWprq6tC4/s320/rebecaLin1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389081828160484978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                                                                                    a Rebeca Linares&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come potevo biasimarti&lt;br /&gt;se non volevi finire cassiera&lt;br /&gt;in una qualche bottega profumiera&lt;br /&gt;a Barcellona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a darla a vita, magari, a qualche spagnolo ottuso&lt;br /&gt;e qualche amante di facile uso …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non lo poteva accettare&lt;br /&gt;il tuo cuore da star, Veronica detta Rebeca,&lt;br /&gt;nome corto e intenso, come dicevi …&lt;br /&gt;E così anche tu hai trovato la tua America,&lt;br /&gt;nella tua logica che non fa una piega:&lt;br /&gt;“mi piace il sex” -&lt;br /&gt;dici - “mi pagano&lt;br /&gt;e pure mi diverto!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora: che la pax&lt;br /&gt;sia con te, splendida creatura&lt;br /&gt;con gli occhi della notte più scura&lt;br /&gt;e luminosa …&lt;br /&gt;                        E cosa sogni?&lt;br /&gt;Una casa per te, una macchina nuova,&lt;br /&gt;e un’altra casa per la famigliola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se guardo la tua alta bellezza&lt;br /&gt;che cela come una strana tenerezza&lt;br /&gt;penso come sarebbe immenso&lt;br /&gt;se quella tua furia da pantera in foia&lt;br /&gt;si convertisse in amore e amore …&lt;br /&gt;E se quell’ amore si unisse alla bellezza&lt;br /&gt;come i fiumi alla musica del mare …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tu, regina della notte,&lt;br /&gt;tu bambina basca e catalana&lt;br /&gt;e un po’ americana,&lt;br /&gt;diventassi un angelo&lt;br /&gt;per incendiare i nostri petti di fuoco&lt;br /&gt;e rinfrescarli col tuo dolce vento …  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;by Andrea Margiotta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-8644019702041977163?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/8644019702041977163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=8644019702041977163&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8644019702041977163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8644019702041977163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2009/10/rebeca-linares-e-come-potevo-biasimarti.html' title=''/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SsndXsEEtnI/AAAAAAAAANc/tUtWprq6tC4/s72-c/rebecaLin1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-3469153187995249267</id><published>2009-09-27T10:06:00.000-07:00</published><updated>2009-09-27T13:17:34.332-07:00</updated><title type='text'>Registro dei fragili o fragile registro?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Sr-cj0IlwiI/AAAAAAAAANE/s50EyzdWJcw/s1600-h/Registro+dei+fragili.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 149px; height: 244px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Sr-cj0IlwiI/AAAAAAAAANE/s50EyzdWJcw/s320/Registro+dei+fragili.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386195818462429730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono due poeti di mia conoscenza, classe '68, il primo e '64,  il secondo,  che hanno sempre volto il loro sguardo ai fragili, ai “vinti”: uno si chiama Andrea Margiotta (e di costui non dirò molto), l’altro si chiama Davide Rondoni … E, sia pur stilisticamente (e umanamente) molto diversi, è come se avessero lo sguardo fisso verso un punto comune: guardano lo stesso mare …&lt;br /&gt;C’è poi un altro poeta – ancora più young– che ha manifestato in molti suoi testi questo tipo di sensibilità ma che – rispetto ai primi due – segue un corso d’acqua diverso, che forse sfocerà nello stesso mare, chi lo sa, ma che, al momento, prende direzioni altre, interessanti:  si chiama Davide Nota from Ascoli …&lt;br /&gt;Infine, c’è un altro ancora – from Emilia-Romagna – il quale, in maniera meno drammatica e sofferente dei primi tre citati, non come intenzioni o sentimento ma come scelta di registro e stilistica, ha comunque, tra un testo e un altro, posato la propria  attenzione, affissando gli “sfigati” rifiutati  dalla italica società del Videocracy e dei lustrini: si chiama Matteo Fantuzzi.&lt;br /&gt;Apprendiamo recentemente dell’uscita di Registro dei fragili di Fabiano Alborghetti , del quale potete leggere qui alcuni testi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.nazioneindiana.com/2009/09/22/registro-dei-fragili/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ma in questo verso credo ci sia un errore di stampa:&lt;br /&gt;Occorreva l’attenzione e lo faceva da già da mesi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il quale, si aggiunge, dunque, alla compagnia …&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Se la scelta dell’argomento – ma trattandosi di poesia, si direbbe meglio del tema – mi trova decisamente entusiasta (benché mi insospettisca un po’ e mi chiedo: è una scelta di furbo politically correct di sinistra o è una autentica vocazione da crocerossina, dunque nobilissima e altruistica e grandiosamente pietosa?), non posso dire altrettanto dei risultati poetici … Più che del registro dei fragili, di fragile registro mi pare si tratti …&lt;br /&gt;Non basta costruire più o meno bene (ma il mio orecchio sente molte zeppone) una ritmica e una metrica attorno ad un’idea – ottima - per far scattare il lampo poetico e, dunque, il risultato, dalla potenza all’atto …&lt;br /&gt;Sono descrizioni piatte, fotograficamente visive più che di visione, spesso monotone, fredde e prive di respiro: più che di un poeta, parrebbero quelle di un entomologo intento a classificare e a sistemare il proprio campionario di insetti “doloranti”  …&lt;br /&gt;Un libro più pensato e progettato che sentito o ispirato o “dittato dentro”, un libro con nessun arcobaleno: grigio, plumbeo, “svizzero” ... (Una piccola notazione su questo ultimo termine: noi italiani diamo dello "svizzero" a quelle persone ultra-precise come degli orologi … Ovviamente, una generalizzazione: la Svizzera è tedesca, francese e italiana … La Svizzera è uno di quei posti che popolano i miei più segreti retro pensieri … C’è una poesia di Mario Lunetta – un poeta con il quale mi scontrai civilmente in tv, un poeta ESATTAMENTE agli antipodi delle mie rotte e preferenze e concezioni letterarie e di vita – che mi piace molto: allude a un luogo segretissimo, dei suoi sogni, della sua mente e, alla fine, dice: quel luogo è Budapest …&lt;br /&gt;Ebbene, se quella poesia l’avessi scritta io, avrei detto che ci sono due strani luoghi-non-luoghi nella mia vita onirica: uno è Lugano l’altro è Praga, magica … Dunque: massimo mio rispetto per la Svizzera, ma di certo non si può parlare di una solarità esotica e sensuale di Lugano al pari di una solarità di Marrakesh o siciliana o romana … ).&lt;br /&gt;Sicuramente, pesano alcune scelte – a priori – per me discutibili: l’anti-lirismo di partenza, ad esempio; e con questo non voglio dire che tra un lirico e un anti-lirico io preferisca sempre il primo: ci sono poeti lirici (specie donne) che mi fanno salire il tasso glicemico e che trovo inconsistenti e poeti anti-lirici che spesso mi colpiscono: tralasciando i molti stranieri, io amo Luzi, Conte, Penna e Caproni ma mi piacciono molto anche tante cose di Raboni, di Pagliarani e di Roversi, perfino di Fortini … Per non dire di due poeti come Pasolini o Pavese che meriterebbero una trattazione specifica …&lt;br /&gt;Nel caso di Alborghetti, la scelta anti-lirica -  a mio avviso – è poco felice …&lt;br /&gt;Nell’altro caso del “nominato” Matteo Fantuzzi – invece – quella scelta anti-lirica si sposa ottimamente con una capacità di usare lo strumento dell’ironia – benché di ironia amara si tratti – che ricorda certi film di Pupi Avati …&lt;br /&gt;Altra scelta sbagliata di Fabiano: il venerando e carducciano doppio ottonario che martella per tutto il corso della lettura contribuendo ad acuire quel senso di monotonia e di meccanicità dei testi …&lt;br /&gt;E se qualcuno parlasse di melodramma - dimostrerebbe di capire molto poco di lirica, in senso operistico ...&lt;br /&gt;Ma ancora: l’intento progettuale di partenza suggerisce una presa di distanza da un’estetica della bellezza, e potrei essere anche d’accordo se s’intenda la bellezza falsa e vuota che domina le nostre vite, tra veline, attricette e showgirl: ma questo non vuol dire sfociare in un’estetica della bruttezza, o per essere più precisi, nello scrivere testi piuttosto bruttini anche se – qua e là – appare la chiarità di qualche passaggio o movimento felice o di qualche immagine riuscita …&lt;br /&gt;E non vuol dire che la bellezza non possa essere un valore (nonostante la fretta con cui – certe solerti sentinelle delle lettere, da noi o in Europa – l’hanno messa in cantina bandendola dall’arte)&lt;br /&gt;Bellezza, questa grande esiliata … Vedere: Stefano Zecchi, L' artista armato, Mondadori, 1999&lt;br /&gt;e bibliografia …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei invitare Fabiano Alborghetti a leggere i libri poetici di Davide Rondoni per imparare (sì, proprio per imparare) a sostenere la vista del dolore e della sofferenza senza rimanerne imbrigliati …&lt;br /&gt;E non dico solo gli ultimi libri più noti: parlando di fragili, si può infatti cominciare da un libretto “clanDestino” del Rondoni young intitolato “O les invalides” …&lt;br /&gt;Se io mi sono avvicinato al cristianesimo – benché continui ad essere fondamentalmente un anarchico, ribelle, un esistenzialista – lo devo anche alle poesie dell’ottimo forlivese …&lt;br /&gt;E, dunque, se Davide riuscì a far accadere qualcosa, a far muovere l’aria, a scalfire la scorza dura del mio cuore, (e di molti altri) la sua parola ha centrato il bersaglio …&lt;br /&gt;Ma Alborghetti per chi scrive? Mostra il solito catalogo di necrosi dell’umano – così come quelli che – ideologicamente e quindi non realisticamente - elencano solo gli sfasci o le nefandezze – e poi? E poi lo andrà a leggere in giro in posti ultraborghesi gongolando tutto in ghingheri e giacca e cravatta?   E poi? Sarà chiamato in giro a rappresentare la Svizzera da questo o quell’altro Ente o Istituto, sarà tradotto ancora, come se non lo fosse già ben oltre i propri meriti reali …&lt;br /&gt;C’è qualcuno che mi sa spiegare, oggi, l’insondabile mistero degli inviti da parte di enti di prestigio , non solo in Italia? C’è qualcuno che mi sa spiegare l’altro insondabile mistero delle traduzioni di poeti italiani ancora non "storicizzati" e, dunque, ancora un po' sommersi,  nel mondo? …&lt;br /&gt;Devo ridere o piangere apprendendo che un Alborghetti venga tradotto in spagnolo, tedesco, arabo, francese, inglese e sloveno?&lt;br /&gt;Scusatemi, ma  io ero rimasto all’idea che – prima di ‘circolare’ a livello internazionale – un poeta dovesse essere molto bravo …&lt;br /&gt;E ai tempi di Montale e Ungaretti, accadeva così: tu pubblicavi un libro di poesia e – se il libro aveva un valore – qualcosa si innescava …&lt;br /&gt;E via via – fino a circolare poi anche all’estero …&lt;br /&gt;Questo perché? Perché c’era maggiore coesione, più valori condivisi, meno frammentazione soggettivistica: esisteva ancora una comunità letteraria fatta di critici, scrittori, poeti e lettori attenti (poi, certo, mafiette, antipatie e simpatie varie, esistevano anche allora …) …&lt;br /&gt;E c'era più educazione da galantuomini e meno cinismo ...&lt;br /&gt;E in quel tempo – si poteva anche pubblicare un libercolo in editori minuscoli e sperare che qualcuno ne riconoscesse il valore per poi compiere il proprio arco stilistico nel tempo  …&lt;br /&gt;Ma oggi? Non parlo a livello personale: non ho questo problema perché – per cultura letteraria, intuito, doni naturali varii, io il poeta bravo, autentico, vocato, lo fiuto a molti metri di distanza …&lt;br /&gt;Parlo per quelli che non abbiano questo dono e che – come gregge     - vagano un po’ circolanti di festival in festival, tra vinello e provolone e mortadella (per cortesia: se un giorno aveste la compiacenza e benevolenza di invitare a leggere il su “nominato” poeta Andrea Margiotta, si potrebbe fare una lettura con aragosta, caviale e champagne e belle donne?) O anche soltanto con del buon vino italiano al posto del blasonato francese …&lt;br /&gt;Tornando ad Alborghetti e al suo libro nuovo: in verità, mi sembravano migliori  i suoi testi che lessi  anni fa, dopo che mi scrisse nel blog e ci conoscemmo, almeno di nome   …&lt;br /&gt;Poi – nel tempo – deve essere scattata qualche molla, deve essersi accesa la spia del narcisismo, di chi, travestito da falso francescano ed eticamente immacolato (ma anche un po’ da vampiro), sia sempre pronto a scandalizzarsi del “gangsterismo” altrui  (il narcisismo che, invece, fa sempre scandalo negli altri – ed io sono stato  uno dei bersagli preferiti di moralisti di professione che poi, in altra sede, si vantavano di questo o quel premio vinto o di essere arrivati alla “cinquantesima” edizione dei loro libri …)&lt;br /&gt;Fino ad arrivare al comico involontario di pensare – sia pur battutisticamente - che il tilt del sito di Casagrande edizioni sia dipeso dalla moltitudine di invasati presi dal sacro fuoco dei suoi versi immortali …&lt;br /&gt;Ma per favore!  Alborghetti, si contenga!&lt;br /&gt;E mi costa scrivere queste cose: vorrei solo parlar bene dei libri o non parlarne affatto (che non vuol dire sempre ignorarli ma anche apprezzarli tanto da non aver nulla da aggiungere): ma si deve: bisogna finirla con questo mondo di belle statuine nelle lettere che si fanno le carezzine e moine a vicenda, in parallelo a un “taglia e cuci” in segreto e – intanto - preparano le loro “carrierine” …&lt;br /&gt;Si deve scuotere l’ambiente, altrimenti si cade in un generico e indifferenziato acquitrino paludoso e si favorisce il potere dei pochi …&lt;br /&gt;Io dico quel che penso: poi ciascuno è libero di valutare: qualche volta, la critica negativa si trasforma in vantaggio per l’altro … E questo va benissimo e rientra nella natura delle cose …&lt;br /&gt;In positivo, invece, non ho mai avuto problemi ad esternare il nome di poeti – magari anche idealmente lontani da me – in cui riconoscevo un valore e una autenticità di voce …&lt;br /&gt;Stile Bloom – grande critico americano – che apprezzo in molti suoi affondi e meno in altri …&lt;br /&gt;Ecco perché: se io dico – mi è piaciuto molto Tema dell'addio di Milo De Angelis o l'ultimo libro poetico di Conte – anche i sassi sanno che non sto facendo una marchetta o una leccatina – in un regime di scambio di favori; ecco perché non amo certe pre-fazioni inflazionate, (e non si vuole alludere assolutamente al bravo, lui sì, Pusterla) anzi, sarei per la generale abolizione delle stesse benché qualcuna, rara purtroppo, riesca a centrare bene il poeta che introduce …&lt;br /&gt;E questo, non perché io sia migliore di altri, Dio me ne guardi! Non vanto titoli di purezza o di superiorità etica o morale …&lt;br /&gt;Penso solo alla frase – già ve lo raccontai – che il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli (morto a Lugano …) disse ad un giovane: “In arte o sei bravo o vai fuori dai coglioni!” …&lt;br /&gt;Tutto qui …&lt;br /&gt;Un fatto di buon senso …&lt;br /&gt;E benché sia conscio dell’impossibilità  di estirpare il cancro del velleitarismo e delle ambizioni sbagliate o di tacitare i vari egotismi e la mancanza di autocritica o di semplice ragionevolezza, mi lancio in queste sortite che non mi portano nulla di sostanzioso in tasca, se non la stima di chi condivide il mio pensiero … Perché almeno, se nella prosa esiste uno Zeitgeist, più o meno condivisibile e, soprattutto, un pubblico “sovrano”, in poesia siamo alle Memorie del sottosuolo: tutto è confuso e, ripeto, tutto favorisce il potere di pochi … Ho la sensazione, purtroppo confermata dai fatti, di un grande brogliaccio e guazzabuglio …&lt;br /&gt;Ogni tanto, ci sono dei tentativi davvero molto seri di lavoro critico, nei territori dell’ultima poesia: voglio ricordare almeno l’antologia Parola plurale e, tra gli altri, due suoi collaboratori: Paolo Zublena e Andrea Cortellessa, i quali si sono impegnati per davvero in una fatica lunga e non facile …&lt;br /&gt;Ne parlai già in un vecchio post&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://supermargiotta.blogspot.com/search?q=parola+singolare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;esplicitando alcune mie riserve per l’impianto chiaramente ideologico del progetto, un po’ alla “AnnoZero”, ma non certo per l’impegno notevolissimo e per l’impiego di una strumentazione critica puntuale …&lt;br /&gt;Un lavoro molto di parte e ancora molto incompleto (e quello è umanamente perdonabile) ma fatto ad arte …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei invitare Fabiano Alborghetti a leggere i libri poetici di Davide Rondoni per imparare&lt;br /&gt;quella potenza di sguardo e profondità di visione … E con felicità di canto, perché la poesia, signori miei, sì: deve anche cantare (e non necessariamente a voce spiegata)…&lt;br /&gt;Altrimenti quale altro motivo spingerebbe il poeta – come fa Alborghetti - ad usare la dicitura: Canti?&lt;br /&gt;E, soprattutto, con una luce e una speranza – reale e non sognata, concreta e non utopistica - che possano rendere meno cupo il male e la sofferenza e meno disperata la disperazione …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;by Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-3469153187995249267?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/3469153187995249267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=3469153187995249267&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3469153187995249267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3469153187995249267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2009/09/registro-dei-fragili-o-fragile-registro.html' title='Registro dei fragili o fragile registro?'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Sr-cj0IlwiI/AAAAAAAAANE/s50EyzdWJcw/s72-c/Registro+dei+fragili.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6803523360049663856</id><published>2009-04-05T09:54:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T11:32:46.827-07:00</updated><title type='text'>Rialzare la testa, prego …</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SdjjiOEisGI/AAAAAAAAALE/d90LusNtuhM/s1600-h/13051164~Painter-Jackson-Pollock-Working-in-His-Studio-Cigarette-in-Mouth-Dropping-Paint-Onto-Canvas-Posters.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321253136770445410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SdjjiOEisGI/AAAAAAAAALE/d90LusNtuhM/s320/13051164~Painter-Jackson-Pollock-Working-in-His-Studio-Cigarette-in-Mouth-Dropping-Paint-Onto-Canvas-Posters.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma dove va l’arte oggi in Italia? Quel geniaccio di Vittorio Sgarbi – gentilissimo nelle due volte che lo incontrai da sottosegretario – ha pubblicato un nuovo libro …&lt;br /&gt;Siccome Sgarbi, secondo me, è un Bene Culturale, vi consiglio la lettura …&lt;br /&gt;Se rinasco? Voglio fare l’artista visivo: o meglio, vorrei incanalare le mie intuizioni artistiche in una forma espressiva molto trendy … E fare mostre con i fighetti di ogni città e le bellone e le bottiglie di vino …&lt;br /&gt;E magari ci tiro pure qualche soldino …&lt;br /&gt;Ma fare il poeta? Per carità: come confessare un delitto! … Lo sceneggiatore? E cu fu? Mica siamo negli Usa o in Francia … A parte qualcuno che si fa il nome, per merito o per circostanze varie: mestiere da clandestini … Tanto i registi credono d’essere tutti Alessandro Manzoni o Kafka …&lt;br /&gt;E, ancor peggio, tutti sono registi …&lt;br /&gt;E, magari, si scrivono i film con qualche amichetto, perché sono timidi o con le loro mogli o compagne così i diritti o i premi ministeriali o gli omaggi restano in famiglia …&lt;br /&gt;Perfino i tassisti dicono: “aò, me piacerebbe de scrivè un firme” : perché uno pensa: “e che ce vò? Na carta e na penna, ar massimo er PC" …&lt;br /&gt;Ovvio poi che non sia così: bastassero solo carta e penna!&lt;br /&gt;Scrivere una sceneggiatura è un lavoro molto serio e impegnativo e, se riesci a farlo bene, hai già fatto un grande passo avanti nel film che poi si farà (o no ) …&lt;br /&gt;Insomma, ragazzi: il problema del velleitarismo o di certo eclettismo dilettantesco come corollario di una falsata idea di democrazia cominciano ad essere molto fastidiosi negli ultimi anni …&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perché non è libertà, codesta: libertà non è poter dar sfogo a tutti i più bassi istinti, tanto si vive in una società istintiva e sentimentale e distratta e confusa ...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Libertà, per me, è sempre tesa a una positività ultima ...&lt;br /&gt;Qui l’arte è diventata la terra di nessuno … O peggio: la terra delle solite cordate o gruppi consolidati nel tempo, più qualche nuovo arrivato affiliato alla banda …&lt;br /&gt;Tutti fanno tutto … E abbondano tutti i tipi di evento, dalla sagra con la porchetta e lettura di poesie, ai famosi “corti” che tutti girano (spesso in maniera pedestre) …&lt;br /&gt;E ti invitano sempre dappertutto …&lt;br /&gt;Alle grandi case editrici che pubblicano di tutto, ma che fanno mille storie per i libri di poesia o per certi romanzi troppo “difficili” …&lt;br /&gt;Tranne qualche eccezione, per fortuna, che fa sperare …&lt;br /&gt;Il tutto in una generalissima marmellata, in una fantasmagorica festa del marzapane e del mangia-pane (spesso a tradimento) …&lt;br /&gt;Con enti o associazioni stranissime (spesso finanziate) che si occupano del tran tran eventistico come se fossero il Fato della Cultura …&lt;br /&gt;O film di e per fantasmi …&lt;br /&gt;Nel frattempo: i politici pensano poco all’arte o la imbrigliano per scopi extra (male, molto male) ...&lt;br /&gt;I giornali seguono le loro linee aeree, le loro rotte prestabilite …&lt;br /&gt;(E, comunque, non mi pare che la gente legga molto le pagine della cultura) …&lt;br /&gt;Le televisioni seguono gli ascolti e le inserzioni pubblicitarie …&lt;br /&gt;I critici sonnecchiano o vivono di strane simpatie o antipatie o pruriti o sbavano narcisisticamente per nomine o libri propri …&lt;br /&gt;OK: siamo il paese di Pulcinella: ma se ci ricordassimo anche che abbiamo dato i natali a Michelangelo, a Caravaggio e a Leonardo?&lt;br /&gt;Ma si stava meglio con il Papa Re? …&lt;br /&gt;Non so se la crisi economica farà bene all’arte: può anche darsi visto che il grande neorealismo italiano cominciò tra la guerra e il primo dopoguerra …&lt;br /&gt;Rispolveriamo Pound e cominciamo a pensare a come si impoverisca una nazione se non ha più una vera arte …&lt;br /&gt;Riconsideriamo l’emergenza – per me prioritaria – dell’educazione alla bellezza, alla fruizione artistica, sin da piccolissimi … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E anche Beppe Grillo: che cominci a parlare di queste cose senza aver paura di perdere “ascolti”!!! …&lt;br /&gt;Un tempo si scriveva sui muri: W Verdi (cioè viva Vittorio Emanuele Re d’Italia) oltre che il grande Giuseppe …&lt;br /&gt;Basta con la plastica, i pupazzi e i fondali di cartapesta! Oggi sui muri tutti dovrebbero scrivere: “W L’Arte vera, W la vera Vita” ---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6803523360049663856?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6803523360049663856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6803523360049663856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6803523360049663856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6803523360049663856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2009/04/rialzare-la-testa-prego.html' title='Rialzare la testa, prego …'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SdjjiOEisGI/AAAAAAAAALE/d90LusNtuhM/s72-c/13051164~Painter-Jackson-Pollock-Working-in-His-Studio-Cigarette-in-Mouth-Dropping-Paint-Onto-Canvas-Posters.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7966581871713140108</id><published>2009-02-11T11:16:00.000-08:00</published><updated>2009-02-11T11:22:41.716-08:00</updated><title type='text'>Guardando negli occhi Beppino …</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SZMk1rJLmsI/AAAAAAAAAK8/VMt5g4uIl3I/s1600-h/orig_c_0_articolo_422854_immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301621690878106306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SZMk1rJLmsI/AAAAAAAAAK8/VMt5g4uIl3I/s320/orig_c_0_articolo_422854_immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando l’altra sera un amico giornalista – mentre eravamo in giro – mi comunicava “Non lo sai? Eluana è morta mezz’ora fa”, ho sentito una stretta al cuore …&lt;br /&gt;Non sono scoppiato a piangere – io che piango poco - come quando la cameriera di un ristorante, anni prima, mi aveva detto a bruciapelo della morte di Karol Wojtyla (così importante nella mia vita ) ma poco ci è mancato …&lt;br /&gt;Ci avevo messo un po’ del mio cuore, nella storia di questa ragazza che somigliava tanto, nelle foto che ci hanno dato da vedere, ad un’altra di cui ero stato innamorato e – strani casi della vita – anch’ella vittima di un terribile incidente stradale con conseguenze meno gravi, ma che le avevano lasciato dei vetri nel corpo: per fortuna, riprendendosi perfettamente e completamente, dopo …&lt;br /&gt;Eluana, purtroppo, da quel terribile incidente non è più tornata indietro … L’orologio della sua vita cosciente, diciamo normale, sana, si fermò dopo quello schianto …&lt;br /&gt;E ciò che seguì fu una lunga e dolorosa forma di misteriosa vita, che chiamano vegetativa, e che conoscono bene tutti quelli che le sono stati vicini, dal padre, ai medici, alle suorine che si prendevano cura …&lt;br /&gt;Ed io l’altra sera continuavo a pensarci: guardavo un film al cinema – di un amico e collega – che parlava di amori e di ex, in un modo troppo dolciastro e sentimentalistico per i miei gusti – ed io invece avevo la testa altrove, ogni quarto d’ora …&lt;br /&gt;Pensavo a quel che avrebbe potuto essere la vita di Eluana – se non le fosse toccato quel terribile incidente d’auto – piena di incontri, di giorni felici, di amori …&lt;br /&gt;La vita di una bella ragazza che oggi sarebbe stata una giovane donna, quasi della mia età …&lt;br /&gt;E pensavo a come fosse – da tempo - diventata un’icona – senza mai vedere le foto d’oggi – una bandiera issata in un campo in cui guerreggiavano opposte fazioni e schieramenti …&lt;br /&gt;Ma è quello che ci tocca nella realtà – condizionata dai massmedia – di oggi …&lt;br /&gt;Io non voglio più dire nulla su questa tragica storia …&lt;br /&gt;Ma voglio conservarla sempre dentro, nella memoria, anche quando nessuno ne parlerà più, come accadrà …&lt;br /&gt;Vorrei soltanto trovarmi a guardare negli occhi il signor Englaro e dirgli: “Riesco solo lontanamente a immaginare il tuo dolore, tutto quello che hai provato ma credo che tu abbia forse confuso – per l’annebbiamento che il dolore di quell’ affetto strappato ti aveva dato - il ruolo di tutore con il ruolo di padrone e ultimo giudice, con alle spalle un altro giudice del tribunale, della vita di un’altra persona: tua figlia … Una figlia, Beppino, ti è vicina nel sangue, nella biologia: ma non ti appartiene nella sua sostanza profonda, nella sua unicità d’individuo irripetibile e unico …&lt;br /&gt;Una figlia, Beppino, anche a te carissima, non è roba tua, non è tua, completamente …&lt;br /&gt;Questo, avrei voluto dirti, perché tu potessi lasciare aperta una porta …&lt;br /&gt;Perché tu la lasciassi vivere senza accanimenti terapeutici ma solo di acqua e alimenti …&lt;br /&gt;Lei non sarebbe stata d’accordo – mi diresti …&lt;br /&gt;Tu avresti ancora addosso una croce – che capisco difficile da sopportare …&lt;br /&gt;Ma io – e te lo giuro – ora che adesso Eluana è morta, ora che non è più come un uccelletto indifeso in un lettino, bisognosa di tutto, sento una strana solitudine che non ti so spiegare …&lt;br /&gt;E penso che – nel mistero della vita e della morte in cui tutti siamo – quella solitudine forse la senta anche tu, infinitamente più di me” …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREA MARGIOTTA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7966581871713140108?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7966581871713140108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7966581871713140108&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7966581871713140108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7966581871713140108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2009/02/guardando-negli-occhi-beppino.html' title='Guardando negli occhi Beppino …'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SZMk1rJLmsI/AAAAAAAAAK8/VMt5g4uIl3I/s72-c/orig_c_0_articolo_422854_immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-2399901637727409213</id><published>2009-02-09T00:27:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T00:58:08.976-08:00</updated><title type='text'>Non c’è più molto tempo ...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SY_v_joZ8_I/AAAAAAAAAK0/GnjZK6AExVk/s1600-h/eluana01g.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300719161613874162" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SY_v_joZ8_I/AAAAAAAAAK0/GnjZK6AExVk/s320/eluana01g.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se penso al caso di Eluana, avverto un disagio: innanzitutto, un disagio per il sistema informativo e mass-mediatico che trasforma dei fatti anche importanti ma anche molto privati e degni del massimo rispetto in casi clamorosi che calamitano l’attenzione di tutto il paese : e spesso non per spirito di vera informazione o di amor di verità o di reale confronto e discussione, ma solo per biechi interessi di ascolto che si traducono in altro, come sapete …&lt;br /&gt;E, tralasciando troppo spesso, d’informare su altre realtà non secondarie, o di darne adeguato spazio … Insomma, nell’inseguire più un primato dell’ascolto che dell’intelligenza …&lt;br /&gt;Dunque, c’è un mio disagio per quelli che diventano “casi” che poi sfociano in scontro di parti politiche (e di interessi di parte) …&lt;br /&gt;Ma superato questo primo disagio, devo ammettere che la vicenda di Eluana, dolorosa un po’ per tutti e oltremodo per la famiglia e i più vicini e coinvolti, è realmente un caso di delicatissimi sommovimenti del cuore e delle sensibilità varie oltre che dell’intelligenza e del ragionamento …&lt;br /&gt;Una storia davvero importante, non solo per chi purtroppo ha dovuto affrontarla da vicino e con la nebbia e il buio di un affetto strappato, privato, così all’improvviso e senza senso, come tutte le disgrazie umane, o il dolore in sé stesso, nel suo mistero profondo …&lt;br /&gt;Ci vorrebbero le parole di un grande scrittore come Dostoevskij per carezzare dolcemente il corpo di Eluana, sussurrate e accostate al letto …&lt;br /&gt;Ma anche le parole di uno scrittore immenso non basterebbero, non direbbero poi molto di più …&lt;br /&gt;E allora ci vorrebbe il silenzio, uno smisurato silenzio, che però sarebbe anche un po’ rinunciatario e vigliacco …&lt;br /&gt;E allora? Allora tutto quello che accade oggi, i commenti, gli articoli, le posizioni differenti, gli scontri sono il risultato di un’ umanità che ancora vuol dire qualcosa aggirandosi nella selva del mistero, della vita, della morte, del senso delle cose, del dolore, della sofferenza …&lt;br /&gt;Almeno, io spero … E che sia un muoversi e uno scontrarsi per degli ideali e per un futuro stato delle cose: che ci toccherebbe tutti e non uno scontro di parti politiche come qualcuno dice …&lt;br /&gt;E, soprattutto, per il tempo presente che resta a Eluana …&lt;br /&gt;Cosa penso? In un primissimo momento, una tentazione mi porterebbe a dire: “ Che Eluana viva da morta o che muoia da viva” non è forse l’identica cosa?&lt;br /&gt;O non sono forse due facce dell’identica medaglia? Insomma: ci sono troppe incognite, c’è troppo mistero anche per quella scienza che ormai pretenderebbe di spiegare tutto – grazie al signor Newton che tanto dispiaceva a Goethe …&lt;br /&gt;È come se ci si scontrasse su incognite profonde, partendo però da una drammatica realtà dinanzi agli occhi …&lt;br /&gt;Ma questa prima tentazione è solo il frutto di un atteggiamento di scetticismo che non porta a nulla … è solo una posizione della mente …&lt;br /&gt;Una tentazione, appunto … Forse un peccato di ignavia …&lt;br /&gt;La realtà, la realtà particolare di Eluana chiederebbe invece un’azione ragionevole …&lt;br /&gt;Ed allora?&lt;br /&gt;Interrogo il mio cuore come centro di sentimento e ragione, il mio cuore in senso biblico, e non posso non sentire come più vicine, più ragionevoli, più umane, più sensate, più adeguate e meno oscure, le posizioni di tutti quelli che non vogliono far morire Eluana, di tutti quelli che non vogliono intervenire sul corso misterioso e doloroso di quella vita …&lt;br /&gt;Soprattutto, quelle suore che si sono occupate concretamente e quotidianamente di lei … E che ora piangono …&lt;br /&gt;Mi pare una posizione più ragionevole che tenga conto di tutti i fattori della realtà …&lt;br /&gt;Una posizione che non censura e che non sopprime … Che non forza nulla …&lt;br /&gt;Le varie posizioni di quelli che invece vogliono che si porti a termine – con terribile determinazione in alcuni, perfino con una certa violenza e livore in altri – la sentenza di autorizzazione alla fine dell’alimentazione, in nome di un amore che francamente non capisco, in nome di una libertà che non vedo, in nome di una fedeltà ad una volontà non scritta ma appena accennata molti anni fa, quando lei stava bene, mi appaiono meno chiare …&lt;br /&gt;E mi sembrano più un modo per chiudere qualcosa – in una strana forma di coerenza – un modo per far calare, dopo molti anni, un silenzio che tanti – tranne il padre e i più vicini a Eluana – tra non molto non ricorderanno nemmeno più …&lt;br /&gt;Un modo per zittire quell’urlo terribile che la vita ridotta a non-vita ma viva, in molte manifestazioni che si possono dire anche primitive ma che non si possono negare, di Eluana provoca … Un urlo, dico: per chi dovesse guardarla da vicino: un urlo interiore, della coscienza, della mente, del cuore: “dove sei?” … In che zona misteriosa, in che selva oscura?&lt;br /&gt;E quello che non capisco è il punto d’arrivo, per chi voglia continuare a non più nutrire Eluana …&lt;br /&gt;In un viaggio – si parte per arrivare in qualche posto e si spera di trovare qualcosa, emozioni, incontri … Per questo si parte …&lt;br /&gt;E nel viaggio doloroso di Eluana? E nel viaggio terribile di quelli che le sono stati vicini e che ora vogliono la fine di questo calvario, quale sarebbe il punto d’arrivo? La fine del viaggio? La fine del calvario? Ma quello non finirà mai nella vita di chi le voleva più bene …&lt;br /&gt;E allora, perché?&lt;br /&gt;Ma poi – una domanda che pongo al padre di Eluana: signor Englaro, ma come fa ad andare avanti – con tale determinazione – di fronte alle infinite richieste e preghiere di mezza Italia – quella che in questo momento più sento vicina – che le chiedono di ripensarci, di tornare indietro …&lt;br /&gt;Di fronte a tutti quelli che – pur non essendo così dentro affettivamente, come lei, a sua figlia – ci hanno messo il loro cuore?&lt;br /&gt;Come il caro amico da una vita, il poeta Davide Rondoni – nel suo monologo in versi “Passare la mano delicatamente” – che fa piangere anche me?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perdonatemi, ma voglio accennare appena una considerazione da bambino di sei anni …&lt;br /&gt;Si dice che Eluana si trovi in uno stato vegetativo: come un albero, come un fiore …&lt;br /&gt;Ma perché quando si toccano le piante e i fiori e gli alberi, gli ambientalisti, i laici, i verdi (spesso giustamente) insorgono e, invece, se si tratta di un essere umano ridotto come un fiore o un albero ma gerarchicamente infinitamente più grande e importante, una donna che respira, pare che cambino le carte in tavola?&lt;br /&gt;Sì, questo potrebbe dirlo un bambino o potrebbe essere considerato quasi un paradosso: ma è una verità dello strano modo di concepire e sentire le cose …&lt;br /&gt;Sullo sfondo c’è sempre la grande tentazione di tutti i tempi ma ancor più viva in secoli e secoli di “dimenticanza” di Dio (direbbero assenza) di sostituirsi a Dio …&lt;br /&gt;La Scienza al posto di Dio … L’Uomo – perfino con i suoi dubbi, difetti e debolezze - al posto di Dio …&lt;br /&gt;Ora si può solo fare silenzio e pregare … Il tempo è ormai pochissimo … Ma ancora pregare Dio e gli uomini che possano fermarsi …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREA MARGIOTTA &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-2399901637727409213?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.daviderondoni.altervista.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=136&amp;Itemid=136' title='Non c’è più molto tempo ...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/2399901637727409213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=2399901637727409213&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2399901637727409213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2399901637727409213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2009/02/non-ce-piu-molto-tempo.html' title='Non c’è più molto tempo ...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SY_v_joZ8_I/AAAAAAAAAK0/GnjZK6AExVk/s72-c/eluana01g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-5028462376729696239</id><published>2008-12-02T03:42:00.000-08:00</published><updated>2008-12-02T04:08:59.477-08:00</updated><title type='text'>Un carnevale a Ivrea</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi4AaeqQI/AAAAAAAAAKk/q_p20mDse44/s1600-h/este_04142602_26340.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 210px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi4AaeqQI/AAAAAAAAAKk/q_p20mDse44/s320/este_04142602_26340.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275160884113484034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi3_rhfUI/AAAAAAAAAKc/_RNY6yFg1CI/s1600-h/1964%2520solo%2520noi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 228px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi3_rhfUI/AAAAAAAAAKc/_RNY6yFg1CI/s320/1964%2520solo%2520noi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275160883916537154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi3k8nvTI/AAAAAAAAAKU/eqF8oTEnjDI/s1600-h/145_2.gif"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 193px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi3k8nvTI/AAAAAAAAAKU/eqF8oTEnjDI/s320/145_2.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275160876740492594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;So che non è il periodo giusto (ci avviciniamo al Natale) ma permettetemi un piccolo omaggio ai visitatori di Ivrea, gli eporediesi come si chiamano, che transitano in questo mio blog (è capitato di notarne una discreta presenza) .&lt;br /&gt;Una poesia che mi ricorda una "stagione" felice della mia vita: dunque mi è particolarmente cara.&lt;br /&gt;Forse non è tra le più riuscite o originali che ho scritto (ma solo perché si avverte particolarmente l’influenza del Montale più araldico) ed è molto diversa, stilisticamente, dalle cose che scrivo adesso e che spero di pubblicare presto in un secondo libro: ma resta una “signora” poesia, mi pare: e magari fossero capaci di scrivere testi così (o migliori) tanti scrittorucoli o poetastri che brigano per presenziare a questo o quel festival internazionale o italico, o che si fanno tradurre all’estero grazie alle proprie relazioni o conoscenze (mafietta): nulla di male, se non fossero delle capre! …&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mario Luzi mi diceva che ho una mentalità mitica e una certa capacità suggestiva ed evocativa: forse per questo le mie cose non dispiacciono al poeta ligure Giuseppe Conte che stimo ...&lt;br /&gt;È un tempo di barbarie culturale e di barbari: spunta un regista cinematografico al minuto, “trionfa” l’eclettismo di chi, senza neppure essere lontanamente un artista, passi dal libro, al film, allo spettacolo teatrale, con mediocri risultati in tutto.&lt;br /&gt;La democrazia sarà pure una forma avanzata di organizzazione e convivenza sociale, sarà anche un dogma ma porta inevitabilmente a false aspettative e aspirazioni, ed è un controsenso a cominciare dall’etimologia (demos+kratos, ma quando mai il popolo ha avuto il potere?) …&lt;br /&gt;Funziona forse negli USA ma non troppo in un paese così culturalmente “familistico” e di clan o tribù come il nostro.&lt;br /&gt;Non è ipocrita dirlo, se non altro per studiarne meglio certi meccanismi …&lt;br /&gt;Lasciate l’eclettismo aristico a chi veramente possa farlo e a chi, soprattutto, sia veramente un artista senza magari volerlo, dunque suo malgrado, per natura, destino …&lt;br /&gt;Rallegriamoci per artisti autentici come Antonio Stagnoli – i cui disegni sono ferite lancinanti – &lt;a href="http://www.antoniostagnoli.it/opere.php"&gt;http://www.antoniostagnoli.it/opere.php&lt;/a&gt; o per qualche regista di cinema che ha qualcosa da esprimere e sa come, stilisticamente, farlo (penso ai Soldini, Ferrario, Sorrentino, Garrone, Saverio Costanzo) …&lt;br /&gt;Ci sarebbero tante cose da dire, dai fatti stringenti della politica, a certi nodi etico-morali da sciogliere …&lt;br /&gt;Se in tv non si fosse ossessionati dall’audience e dagli introiti della pubblicità, tanto da giocare spesso al ribasso facendo trionfare la volgarità da trivio (per fortuna con qualche bell’eccezione), una poesia come quella che vi presento, potrebbe essere letta in prima serata, se non dal poeta autore (cioè da me) magari da una bionda di bellezza mozzafiato (purché sappia leggere ;-)) …&lt;br /&gt;Sarebbe un salto in avanti …&lt;br /&gt;Ma la poesia in tv resta un’utopia (io realizzai un programma nel 2004 che fu trasmesso in 10 puntate intorno alle 3 di notte): nonostante quello che uno degli autori chiama “formattino” sulla poesia, introdotto recentemente dentro la trasmissione &lt;em&gt;Domenica in &lt;/em&gt;(e me lo viene pure a dire, dimenticandosi che per mesi glielo avevo suggerito e ispirato) che ovviamente è un po’ una cosettina adattata al pubblico che di solito guarda quel programma (e questo è il male minore) …&lt;br /&gt;Non pensiamoci, cediamo invece al nostro ottimismo …&lt;br /&gt;E dunque vi lascio alla mia poesia – tratta dalla sezione Inverno del mio libro Diario tra due estati, L’Obliquo, Brescia, 2000 (Premio Città di Borgomanero 2001; segnalato al Premio Internazionale Eugenio Montale 2001); con un pensiero al Carnevale e al grande critico Bachtin che ne scrisse, e con un cordiale omaggio alla affascinante città di Ivrea e ai suoi abitanti … &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;UN CARNEVALE A IVREA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;S’incrina l’esile lamina che in cucina&lt;br /&gt;veste la poco nobile mobilia&lt;br /&gt;all’urto delle mie scarpe corpose.&lt;br /&gt;Rimesto al tavolo le carte lucide,&lt;br /&gt;guardo i miei specchi, enumero le molte&lt;br /&gt;pagine da sfogliare, quando il tempo&lt;br /&gt;più s’assottiglia e una gelida luce&lt;br /&gt;tra i capelli s’impiglia.&lt;br /&gt;La caffettiera evoca i suoi spettri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E un Carnevale, viluppo di fuochi&lt;br /&gt;o d’istanti nati da mille mani,&lt;br /&gt;ritorna coi tamburi che rullavano&lt;br /&gt;i battitori nel palazzo antico,&lt;br /&gt;quando ad un cenno il capo dei goliardi&lt;br /&gt;schiuse i sigilli e ordinò quei balli&lt;br /&gt;di maschere più tristi tra i festoni&lt;br /&gt;e gli stemmi, gli arazzi e i gonfaloni&lt;br /&gt;di picche e cuori e fiori biliottati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guizzavano già fuori i goliardi variegati&lt;br /&gt;come pesci nella notte vinosa&lt;br /&gt;e dalle logge&lt;br /&gt;pendevano le fiaccole fumose,&lt;br /&gt;dopo che bruciò verde&lt;br /&gt;e arancio il vecchio scarlo&lt;br /&gt;e tu fosti perduta nella folle&lt;br /&gt;farandola di occhi o cupi specchi&lt;br /&gt;dove quel gelo morse il tuo bel viso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ritrovarti ancora nel mattino,&lt;br /&gt;nella piazza purpurea d’arance&lt;br /&gt;come un campo di sangue. E poi lo schianto&lt;br /&gt;allo scocco della campana, il colpo&lt;br /&gt;del lanciatore scelto sopra il carro&lt;br /&gt;che frantumò il tuo orgoglio.&lt;br /&gt;Non ti parò la rete nel tuo sbaglio&lt;br /&gt;né il braccio o l’osso, ma non ci fu danno,&lt;br /&gt;mentre la festa finiva e le grida&lt;br /&gt;sparivano nel fiume. Ma non è più il tuo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è questo il tempo che rimescoli&lt;br /&gt;il vetro e lo smeraldo e ricomponga&lt;br /&gt;i fili e gli anni,&lt;br /&gt;ora che un’altra donna a me ritorna&lt;br /&gt;nella luce d’inverno&lt;br /&gt;e dai pontili un’altra vita appare.&lt;br /&gt;Si sfoglia la stella rossa di Natale&lt;br /&gt;nella stanza lontana,&lt;br /&gt;il pappagallo stride, il cane latra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Andrea Margiotta by Diario tra due estati – L’Obliquo – Brescia – 2000.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-5028462376729696239?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/5028462376729696239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=5028462376729696239&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5028462376729696239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5028462376729696239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/12/un-carnevale-ivrea.html' title='Un carnevale a Ivrea'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/STUi4AaeqQI/AAAAAAAAAKk/q_p20mDse44/s72-c/este_04142602_26340.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7101546558822679534</id><published>2008-09-26T05:25:00.000-07:00</published><updated>2008-09-29T04:33:19.848-07:00</updated><title type='text'>Una lettera a Matteo Fantuzzi in margine ad un suo post estivo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SNzcg3xAulI/AAAAAAAAAHc/w7QE3bgIdRw/s1600-h/poesia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250313722890598994" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SNzcg3xAulI/AAAAAAAAAHc/w7QE3bgIdRw/s320/poesia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Matteo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho seguito, un po’ in ritardo, la discussione estiva che, pieno di volontà e di buone intenzioni, avevi avviato nel tuo blog: molti sono stati gli interventi ma non si è concluso proprio un bel niente … Non che si debba necessariamente concludere qualcosa (anche nel cinema esistono i finali aperti) però alla fine le uniche parole di lungimirante saggezza sono venute da Anila Resuli che diceva di essere un po’ cinica di mattina per rendere meno impietoso il suo lucido intervento (e alla quale consiglio il bel film "&lt;em&gt;Il matrimonio di Lorna&lt;/em&gt;", se non lo ha ancora visto) …&lt;br /&gt;Ma davvero pensi di cambiare qualcosa con un post nel tuo blog? O la tua è una furba messinscena per creare un po’ di maretta e farti ancor più pubblicità di quella che hai già (e mi auguro di no), o sei un ingenuo, oppure ... (oppure spiegami tu il perché, dato che sei un bravo ragazzo e un poeta che cerca una sua strada espressiva con molta serietà) …&lt;br /&gt;Molti interventi avevano un loro punto di vista interessante ma generico, molti pisciavano fuori dal vaso, molti erano sfoghi, esibizioni di cultura ecc. ecc. Il succo è che si annaspava nella zona della “chiacchiera e distintivo” di &lt;em&gt;robertdeniriana&lt;/em&gt; memoria …&lt;br /&gt;La situazione della poesia italiana è quella che abbiamo sotto gli occhi: il catalogo è questo …&lt;br /&gt;Possiamo dire che all’estero le cose funzionino meglio: ok, diciamolo, e allora? Visto che noi siamo in Italia e non abbiamo intenzione di “emigrare”, che importa?&lt;br /&gt;La poesia ha vissuto momenti più o meno felici ma non è mai stata un fenomeno di massa, da un punto di vista di seria fruizione … Poi, certo, tutti scrivono, dagli adolescenti sui diari, agli innamorati sui muri: tutti segni pseudopoetici … Ma se uno sente il bisogno di scrivere qualcosa, non siamo ancora in un ambito poetico: siamo nel generico sfogarsi … Si entra nel poetico nel momento in cui c’è uno Stile espressivo riconoscibile che si forma anche nel rapporto con quello che già è stato fatto, dunque nell’incontro con i grandissimi, grandi o semplicemente bravi o ottimi poeti e con gli incontri nella vita di tutti i giorni … Potenza d’immaginazione, cultura, orecchio, sensibilità, conoscenza della metrica, della retorica sono aspetti importanti del formarsi di uno Stile, benché non siano il primo vagito del poeta che è sempre un qualcosa di misterioso che abbiamo dentro, chiamalo cuore, mente, anima o come ti pare e che risponde alle pro-vocazioni del mondo, cogliendone la sua voce segreta … Talento (innato) e cultura e disciplina : ed ecco che il campo si restringe, a cominciare dallo scarso numero di compratori di libri di poesia, perché è lì il vero problema … Le case editrici che contano, specie le grandi e blasonate, non sono i Salesiani o Don Bosco: se vedono che una cosa vende o tira, ci investono sopra, sennò ciccia!&lt;br /&gt;I critici non sono degli sprovveduti ma non vogliono neppure essere dei palombari o voci che urlano nel deserto: e anche per loro vale lo stesso postulato di prima: se la poesia tira, improvvisamente tirerebbe anche a loro quel cosino (o quel cosone) che muove i loro pensieri letterari …&lt;br /&gt;E allora? Al di là dei festival che funzionano abbastanza bene – magari perché uno vuole andare a vedere se c’è figa o perché non vuole starsene a casa, o magari, perché &lt;em&gt;se magna&lt;/em&gt;, al di là, insomma, della spettacolarizzazione del poeta (in cui, quelli come me, animali da palcoscenico, ci guadagnano rispetto ai “timidoni”) il vero problema è: perché sono ancora pochi, troppo pochi, quelli che comprano (e, si spera, leggano) libri di poesia? Avarizia, mancanza di pecunia? E no! Il cellulare, anche due o tre per volta, l’hanno tutti, idem computer, auto e altre diavolerie, perfino i vestiti firmati … Non solo: il cinema non vive gli splendori degli anni 50-60 ma nemmeno si trova nello stato comatoso della poesia: idem le mostre d’arte, sempre molto fighette e mondanucce, la musica, ecc. ecc. Insomma, per nostra sfiga, la Cenerentola delle Arti oggi è proprio quella che un tempo veniva vista e sentita come la Regina: la poesia …&lt;br /&gt;A noi non interessa fare della storia della cultura o della sociologia spicciola per capire il fenomeno: prendiamo atto, realisticamente, della situazione … E, senza sbraitare troppo, consideriamo che forse il bisogno di poesia (intendo sempre di fruizione poetica e non di scrittura-sfogo che gode di splendida e sempreverde salute) non è che sia così naturale nell’uomo comune … L’uomo comune non sente il bisogno di poesia: sente invece – e dalla notte dei tempi – il bisogno di Storie (dunque romanzi, fiction, film) … E allora inutile ergersi a volenterosi paladini del “Che Fare?” – marxisticamente animati da impeto rivoluzionario e pragmatico (come praxis) perché non si va molto lontano …&lt;br /&gt;Meglio smorzare certe ambizioni di “cambiare il mondo” ( in questo caso, il piccolo mondo antico della poesia) e concentrarsi solo sulla propria ricerca espressiva … E poi vivere molto e incontrare molto … Ecco: il metodo vincente oggi è quello di Davide Rondoni …&lt;br /&gt;Davide Rondoni, mio amico da più di vent’anni, è l’unico poeta prossimo alla mia generazione (ha qualche annetto di più) e alla tua, Matteo, che sia riuscito ad affermarsi in poesia in maniera seria e virile e non limitata a qualche cazzatina o letturina in qualche festival di provincia … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per chi, come me, leggeva e molto apprezzava, più di vent'anni fa, il suo libretto d'esordio &lt;em&gt;"La frontiera delle ginestre" &lt;/em&gt;e lo accompagnava nei vari giri in auto, in posti suggestivi per incontrare altra gente, non ci può che essere un po' di orgoglio e commozione, un po' come accade al fratello minore quando il fratello maggiore "ce la fa" ... Orgoglio anche nel dire: i miei primi maestri sono stati Rondoni e Mario Luzi ...&lt;br /&gt;Nel caso di Davide, le cose si fanno serie e importanti ed anche vantaggiose per il poeta stesso, a livello di opportunità, porte aperte, spazi in tv o sui giornali, relazioni internazionali con la coroncina di essere sempre appellato come “uno dei poeti italiani più importanti di oggi” …&lt;br /&gt;Fino alla pubblicazione nello Specchio mondadoriano, dove altri arrivano già sfiatati e con un piede nella fossa, e lui ci è arrivato in piena forma e maturità …&lt;br /&gt;E questo senza mai lamentarsi e senza tante chiacchiere, ma con una tenacia, una furia quasi, incredibile nell’andare avanti a forza di gesti e azioni …&lt;br /&gt;Qualcuno poi, non sprovveduto e non digiuno di poesia, dice che Davide come poeta non è più bravo di uno come Andrea Gibellini (vedi, tra gli altri, Galaverni) o di me stesso: ma questa è una questione per me di poca e scarsa importanza, dato che Rondoni è stato il mio primo e paziente maestro e non mi sono mai posto il problema di una classifica di capacità poetica, neppure quando vincevo qualche premio letterario qualche anno dopo di lui, a ruota, neppure quando certi editor importanti mi facevano riflettere sulle nostre differenze ma alla luce di una parità di valore … Semmai, mi sono un po’ addolorato quando non riuscivo a scorgere la perla dell’amicizia, quando mi pareva ci si fosse un po’ allontanati, quando non vedevo troppo aiuto da parte sua, più grande e più potente, benché lui conosca – e meglio di tanti altri – il mio valore …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me contano i risultati, e, nel caso di Davide, ci sono alla grande …&lt;br /&gt;Rondoni lo si può odiare ferocemente, sminuire e combattere (come fanno quelli come Cortellessa o Andrea Inglese) o lo si può amare soffrendo per certe sue stranezze o per certi suoi insondabili e misteriosi comportamenti, come accade a me, o lo si può incensare e leccare come fanno moltissimi nel tentativo di strappargli qualche favore … Ma una cosa è certa: il suo metodo, nel tempo, è stato ultravincente …&lt;br /&gt;E in cosa consiste, dunque, il metodo Rondoni? Presto detto: in un realistico “farsi il culo” e “dare il culo” … Nel primo caso, si trattava di lavorare e spendersi molto e in questo il poeta forlivese ha generosità e fiato da vendere … Nel secondo caso, si trattava di “usare” brutalmente e opportunisticamente tutti i contatti e i rapporti che gli potevano servire, ma vorrei rendere meno negativa la mia proposizione aggiungendo che, nel caso di Davide, è proprio una innata capacità di costruire ponti e rapporti anche grazie ad un suo innegabile carisma …&lt;br /&gt;E, in ultimo, ma questa poi è la cosa essenziale e fondamentale, Rondoni è, a mio avviso, un ottimo poeta … Dunque …&lt;br /&gt;Insomma, Davide è stato un esempio di pensiero e azione e senza troppi piagnistei o lamentazioni …&lt;br /&gt;Azione, già: perché la poesia ha bisogno più di gesti che di chiacchiere o discussioni sul suo stato di salute o altro …&lt;br /&gt;E, dunque, cosa possono fare gli altri poeti che non abbiano il carisma o la rete di rapporti di Davide, ma che siano dotati di medesime capacità poetiche o sostenuti da eguale o superiore cultura? Semplice, devono continuare a lavorare per trovare la parola giusta, devono cercare di scrivere qualcosa di buono, tentare di pubblicare bene e poi darsi un po’ da fare per farsi conoscere … Punto …&lt;br /&gt;Perché c’è un po’ di pigrizia intellettuale …&lt;br /&gt;E magari intervenendo – per esempio – nel blog di Orgiazzi per dire che le poesie dell’argentino Hugo Mujica, pubblicato con grande acume da Raffaelli, sono superiori (perfino in traduzione) a quelle della Bettarini (almeno, dalla mia personale specola), le quali risultano programmatiche e si muovono, ronzano e ruotano a vuoto … &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E nominando &lt;em&gt;en passant&lt;/em&gt; il blog di Orgiazzi, che ha svolto una buona funzione di servizio alla fruizione poetica in internet, tra i migliori, direi, non posso non constatare il periodo di stanchezza e di apatia dei blog: in effetti, non è che internet possa servire più di tanto alla causa poetica – che ripeto – si deve sintetizzare in una fondamentale e principale considerazione: i più non COMPRANO libri di poesia …&lt;br /&gt;Quando aumenteranno le vendite, sarà sparito il problema … Semplice …&lt;br /&gt;Ma se la gente non compra libri di poesia che cosa vuol dire: vuol dire che non gliene può fregare di meno … O, magari, che preferisce usare le biblioteche o la stessa rete (come accade per lo scarico di films o dischi che ha provocato un vero tracollo, con produttori che intentano pateticamente e senza troppi successi cause )&lt;br /&gt;Se da una parte ci sono gli “ignavi” cioè quelli che della poesia proprio non sanno che farsene, dall’altra parte della barricata – giornali, editoria, tv – non si vedono grandi sforzi per creare interesse intorno ad essa … E allora si entra in un circolo vizioso – con qualche eccezione o acuto (le pagine del tanto vituperato, ma per me ottimo &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt;, hanno spesso uno spazio dedicato alla poesia, che sia un articolo di Giuseppe Conte o un intervento di Nicola Crocetti per commentare un testo …) …&lt;br /&gt;Anche io, dagli undici ai 17 anni, non m’interessavo di poesia: leggevo moltissimi romanzi, anche impegnativi ma la poesia proprio no, non mi prendeva: c’erano solo le cose che si studiavano a scuola, e lì, essendo il migliore nei primi anni, mi appassionavo comunque a Leopardi o Foscolo ma quello era studio, i famosi compiti … Nel tempo libero, non compravo certo o leggevo libri di Luzi (che poi frequentai a Firenze) o Caproni o Penna … Scrivevo canzoni dunque compravo dischi e andavo al cinema …&lt;br /&gt;E allora come si sviluppò il mio interesse per la poesia? Verso la fine del liceo classico, mi ritrovai a scrivere delle cose che non erano canzoni ma avevano una loro tessitura metrica: era un inconsapevole e selvaggio avvicinamento alla poesia … Fu l’incontro memorabile con Davide Rondoni young, cioè con il poeta italiano oggi tra i più noti e affermati, e l’amicizia con lui a illuminarmi su molte cose e a lasciare alle spalle o alla polvere tanti altri falsi problemi …&lt;br /&gt;Dunque, io ho cominciato ad amare e a leggere assiduamente la poesia imbattendomi in una personalità affascinante e stimolante, da un punto di vista intellettuale … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oggi, ai quindicenni nelle scuole direi che quello che cercano nei Tokyo Hotel, simpatici, possono trovarlo in Rimbaud: a una temperatura molto più alta ...&lt;br /&gt;E allora è questa la parolina segreta: incontro … Bisogna lavorare per scrivere cose di qualità e poi aprirsi al mondo, INCONTRARE …&lt;br /&gt;Questo è il seme, aspettiamo i frutti …&lt;br /&gt;Un caro abbraccio e un augurio per il tuo libro ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Andrea Margiotta&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="mailto:anmargio@alice.it"&gt;anmargio@alice.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7101546558822679534?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://universopoesia.splinder.com/post/17890715#comment' title='Una lettera a Matteo Fantuzzi in margine ad un suo post estivo'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7101546558822679534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7101546558822679534&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7101546558822679534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7101546558822679534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/09/una-lettera-matteo-fantuzzi-in-margine.html' title='Una lettera a Matteo Fantuzzi in margine ad un suo post estivo'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SNzcg3xAulI/AAAAAAAAAHc/w7QE3bgIdRw/s72-c/poesia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-5142656108414956552</id><published>2008-06-24T18:38:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T01:43:00.474-08:00</updated><title type='text'>Impressioni di giugno</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SGGiBt6g3aI/AAAAAAAAAHA/aJaTUt-ZAo8/s1600-h/TaxiDriver.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215627993860332962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SGGiBt6g3aI/AAAAAAAAAHA/aJaTUt-ZAo8/s320/TaxiDriver.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Non vi tragga in inganno la foto: non voglio recensire il film di Scorsese che pure amo tanto per mille motivi ( e ricordo che fu sceneggiato dal mio preferito Paul Schrader), un film pieno di scene e momenti memorabili … Quel romanticismo e quella profondità di certi films degli anni ’70, purtroppo non si vedono più: ma, per fortuna, c’è qualche buon film, e rallegriamoci per i due nostri italiani, Garrone di Gomorra e Sorrentino de Il divo che hanno avuto il loro meritato successo in Francia e che io seguo e apprezzo ormai da anni …&lt;br /&gt;Mi è piaciuto anche il brasiliano Tropa de elite – Orso d’oro a Berlino …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, niente recensioni di film: solo una breve poesia “minore” (priva della sua sorella gemella) dedicata a una bella e giovanissima ragazza con cui esco ultimamente …&lt;br /&gt;Sapete che non posto quasi mai i miei testi di poesia ma voglio fare un’eccezione per questa poesia lieve che non so se entrerà (come l’altra, sempre dedicata alla stessa persona) nel mio secondo libro …&lt;br /&gt;Nell’economia di una raccolta poetica spesso possono esserci momenti meno tesi e più leggeri …&lt;br /&gt;Non so …&lt;br /&gt;Un saluto …&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;I tassisti sapevano che non mi amavi ancora&lt;br /&gt;e in fondo in fondo era meglio così …&lt;br /&gt;Ma che gran mare di vita quando tu&lt;br /&gt;cantavi e ridevi come una giostra …&lt;br /&gt;I tassisti si specchiavano nei tuoi occhi&lt;br /&gt;e innervosivano gialli d’invidia …&lt;br /&gt;I tassisti di Roma sono pazzi di te …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-5142656108414956552?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/5142656108414956552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=5142656108414956552&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5142656108414956552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5142656108414956552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/06/impressioni-di-giugno.html' title='Impressioni di giugno'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/SGGiBt6g3aI/AAAAAAAAAHA/aJaTUt-ZAo8/s72-c/TaxiDriver.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-257096542189095895</id><published>2008-03-07T01:33:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:00.635-08:00</updated><title type='text'>Elogio di Pamela Anderson</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R9EMcX_99oI/AAAAAAAAAG4/qzWpwPyVZ6E/s1600-h/pamela-anderson-picture-5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174931128443598466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R9EMcX_99oI/AAAAAAAAAG4/qzWpwPyVZ6E/s320/pamela-anderson-picture-5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche tempo fa, trovandomi a passare per via Veneto e guardando le vetrine di una libreria, mi è capitato di notare due libri vicini, di diverso formato e genere; il primo era una raccolta di fotografie, di colore nero ai bordi e con al centro una bella foto di Pamela Anderson, il secondo un romanzo di un autore di cui non faccio il nome …&lt;br /&gt;Di solito, nello scegliere se comprare o meno un romanzo, mi fido di 3 cose 1) il mio fiuto e cultura personali 2) l’incipit 3) circostanze misteriose o fattori astrologici o contatti sciamanici con l’Assoluto …&lt;br /&gt;E ammetto di non aver ancora svolto tali pratiche per quanto concerne il suddetto romanzo di cui taccio il nome dell’autore … Dunque sono in difetto …&lt;br /&gt;Ma lasciatemelo dire: sapendo le relazioni dell’autore del romanzo, essendo un po’dentro, per amicizie romane, alle cose di lui (o di lei), immagino che qualche aiutino o aiutone lo avrà avuto …&lt;br /&gt;Ed ecco allora l’illuminazione: nessun dubbio che, tra i due libri in questione, avrei scelto mille e mille volte la raccolta delle foto di modelle con Pamelona in copertina …&lt;br /&gt;Sarò un tipo da spiaggia con predilezione per le bagnine?&lt;br /&gt;Italiani, continuate pure a fare i furbetti o i piccoli ras da quartierino! Continuiamo così, facciamoci del male … (O – guardando Pamela Anderson – del bene ;-))) …&lt;br /&gt;Serietà, ragazzi, nelle cose di cultura o arte … E cazzeggio nel tempo libero …&lt;br /&gt;Meglio quando eravate dei semplici e poveri contadini, anche perché, in fondo in fondo, lo siete rimasti, sia pur con il macchinone, il trafficone, il cementone e tre telefonini a figlio … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;a.m&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-257096542189095895?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/257096542189095895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=257096542189095895&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/257096542189095895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/257096542189095895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/03/elogio-di-pamela-anderson.html' title='Elogio di Pamela Anderson'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R9EMcX_99oI/AAAAAAAAAG4/qzWpwPyVZ6E/s72-c/pamela-anderson-picture-5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6125128071867995716</id><published>2008-02-18T17:02:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:00.807-08:00</updated><title type='text'>Caos fin troppo calmo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R7osNlzIX1I/AAAAAAAAAGw/FnQ5X0vnNEQ/s1600-h/CAOS+CALMO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168492134357557074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R7osNlzIX1I/AAAAAAAAAGw/FnQ5X0vnNEQ/s320/CAOS+CALMO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma cosa volete che sia per un satanasso cattolico come me, che ne ha fatte di cotte e di crude (e nella vita, non nella finzione cinematografica), un po’ di sesso tra quel "pennellone" geniale e intelligente di Nanni Moretti (ora anche più ironico, sbottonato e simpatico che mai) e la sempreverde e bella Isabella Ferrari … Roba da educande (certo, sempre dal mio smaliziatissimo punto di vista) … Se leggerete il mio secondo libro di poesie, che spero di pubblicare prima o poi, c’è roba più forte, almeno in quel senso lì …&lt;br /&gt;Forse il mio caro Procacci pensava di fare una specie di &lt;em&gt;Ultimo tango a Parigi&lt;/em&gt; in salsa romanesca?&lt;br /&gt;C’è stata un’idea di marketing, guardando forse un po’ alla scena bollente tra la Bellucci e Scamarcio nel &lt;em&gt;Manuale d’amore&lt;/em&gt; numero 2 del fratello più “vascorossiano” di Sandro, cioè Giovanni Veronesi, con il quale ho avuto anche la fortuna di collaborare, sia pur per un breve periodo?&lt;br /&gt;Non sono informato sugli incassi del film, ma certo il lancio dello stesso come: “Nanni Moretti si scatena” ecc. ecc. è stata un’idea vincente, mi pare … E non era nemmeno tanto difficile da prevedere …&lt;br /&gt;Ad ogni modo, signori, il Catalogo è questo, tanto per fare una citazione colta e collegandola agli elenchi simpatici di Moretti; il film mi sembra ben girato, Nanni è bravissimo, gli altri pure … Un discreto film, un punto di vista interessante, forse un po’ privo di voli o di ambizioni metafisiche …&lt;br /&gt;La scena di sesso arriva un po’ buttata lì, mentre nel libro appare più chiara nella conseguenzialità di causa – effetto, nelle motivazioni … E qui è un problema di sceneggiatura e avrebbero forse fatto bene a consultare sceneggiatori anche esperti nella struttura dello script come me o come altri …&lt;br /&gt;E dunque? Nulla di particolarmente nuovo, io continuerò ad amare i film di Kar-Wai e tanti altri, a commuovermi per la loro bellezza e per lo spessore simbolico e per la forza evocativa … O a turbarmi – in senso non moralistico ma emozionale – per altre scene di sesso, viste purtroppo quasi sempre in film non italiani …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuerò a prendere con una certa ironia tutte le cose che accadono nel mio Paese, affetto dal terribile morbo del sentimentalismo e del moralismo e della &lt;em&gt;pruderie &lt;/em&gt;o sindrome da buco della serratura e dei titoli che parlano sempre d’amore (ma in modi sentimentalistici) …&lt;br /&gt;Fortuna che c’è Benigni che legge Dante, uno che amava davvero la sua Beatrice … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fortuna che c'è sempre Caravaggio e altri satanassi, che ci guardano con le loro opere nei vicoli di questa meravigliosa Roma ...&lt;br /&gt;Continuerò a sognare da lontano il lungometraggio che spero di fare (da una bellissima idea, che non vi dico…), a pensare agli attori che so già (e pure non vi dico), a vagheggiare le musiche; continuerò ad ammirare la freschezza e l’entusiasmo dei giovanissimi ragazzi della mia scuola di cinema, forse futuri registi, forse linfa futura e vitale … &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;a.m &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6125128071867995716?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6125128071867995716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6125128071867995716&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6125128071867995716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6125128071867995716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/02/caos-fin-troppo-calmo.html' title='Caos fin troppo calmo'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R7osNlzIX1I/AAAAAAAAAGw/FnQ5X0vnNEQ/s72-c/CAOS+CALMO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-8591908320072142975</id><published>2008-01-02T17:22:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:00.989-08:00</updated><title type='text'>W Dante e W Roberto Benigni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R3w5nkLkJSI/AAAAAAAAAGI/7BHbBw-BQqw/s1600-h/Benigni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151055425694868770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R3w5nkLkJSI/AAAAAAAAAGI/7BHbBw-BQqw/s320/Benigni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commovente … Entusiasmante … Bellissimo …&lt;br /&gt;Ogni tanto la RAI si ricorda di essere anche un servizio pubblico e tira fuori certi assi nella manica come Celentano o Roberto Benigni che commenta e recita Dante …&lt;br /&gt;Quando Roberto Benigni recita i versi più toccanti dell'episodio di Paolo e Francesca ha le lacrime agli occhi …&lt;br /&gt;Una delle poche cose autentiche che si vedono a giro, in mezzo a tante altre cazzatine taroccate o omologate … E a tante altre cose piene di volgarità che non si vedono punto in Europa …&lt;br /&gt;Un gran servizio al Paese, un gran servizio alla cultura, un gran servizio alla poesia …&lt;br /&gt;Grazie, grazie di cuore, Roberto …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-8591908320072142975?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/8591908320072142975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=8591908320072142975&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8591908320072142975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8591908320072142975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2008/01/w-dante-e-w-roberto-benigni.html' title='W Dante e W Roberto Benigni'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R3w5nkLkJSI/AAAAAAAAAGI/7BHbBw-BQqw/s72-c/Benigni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6471370812477812809</id><published>2007-12-11T08:49:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:01.176-08:00</updated><title type='text'>EDITORIA ALLE BAHAMAS, EDITORIA DELLE BANANE …</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R17AGiont1I/AAAAAAAAAGA/SsUh-NBOYZQ/s1600-h/BAHAMAS.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142759043112613714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R17AGiont1I/AAAAAAAAAGA/SsUh-NBOYZQ/s320/BAHAMAS.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Speravo di non dover fare un discorso che mi tocca particolarmente visto che io sono la prima “vittima” poetica del nuovo anno che arriva … E non mi è mai piaciuto fare la vittima …&lt;br /&gt;Potevo essere una delle novità poetiche di una Major editoriale, avevo superato tutti i soliti ostacoli , avevo convinto il, da me stimatissimo, curatore, con la sola qualità del mio lavoro, ed ecco, negli ultimi mesi, come regalo di Natale, la notizia che detta Major non aprirà a novità poetiche per parecchi anni, non oserà …&lt;br /&gt;Decisioni strategiche di una casa editrice industriale: tradotto vuol dire: interesse volto in maniera un po’ troppo esagerata al profitto, alle esigenze, pur sacrosante, del fatturato …&lt;br /&gt;Ma un conto è il giusto guadagno nelle attività industriali, (per non parlare di individui eroici come Scheiwiller o il vecchio Bompiani o il buon Sereni o molti altri editori amici e gentiluomini di un tempo…), un altro è la cieca, drogata brama di denaro che in genere porta spesso a dover abbassare la qualità (e questo in tutti i campi, a cominciare dalla tv) o ad andare sul sicuro, sul già collaudato (quando va bene) …&lt;br /&gt;Sarebbe come se la scienza cessasse di sperimentare e si accontentasse dei risultati già ottenuti …&lt;br /&gt;Cultura da museo, da catacomba, da sarcofago, cultura del vecchio, del déjà vu …&lt;br /&gt;Io non dico che una casa editrice industriale debba andare in perdita, ci mancherebbe!&lt;br /&gt;Io non voglio criticare certe realtà del mercato o del capitalismo liberale, che però, se è selvaggio, tanto liberale e liberante non è …&lt;br /&gt;Ma quanti romanzi – pur pubblicati – vendono zero?&lt;br /&gt;In giro si dice che oggi (lo diceva per esempio, in vita, Crovi e tanti altri) i “giovani” poeti sono molto più bravi dei colleghi romanzieri … Però nelle case editrici italiane sussiste il pre-giudizio che la poesia non venda una mazza …&lt;br /&gt;Ma ripeto: chi dice che il mio libro (o quello di 50 altri autori miei pari) non avrebbe potuto vendere più copie di qualche romanziere (pubblicato) dalle vendite non proprio esaltanti? …&lt;br /&gt;Nel mio caso, sono arci-sicuro che avrebbe fatto anche vendite discrete …&lt;br /&gt;Dunque, io credo che il discorso esuli da un fatto solo tecnico-matematico di vendite e approdi a una questione culturale, che ha vari nomi possibili: imbarbarimento, involgarimento, cinismo, odio verso i poeti e verso la poesia da parte dei manager o di chi comanda davvero nelle Major editrici&lt;br /&gt;(e da parte di tanti altri capoccia nei Mass-media, giornali o tv) …&lt;br /&gt;Già me lo vedo il manager che ha “sgobbato” su libri del tipo: “Come convincere gli altri a fare quel che volete voi” o similia, e che ha letto al massimo i versi ineffabili dei baci perugina, dare disposizioni e decidere il destino degli altri …&lt;br /&gt;Diciamo che questi manager, che approntano le strategie in editrici a carattere industriale, non sono stati educati ad amare la poesia, la vedono col fumo negli occhi, come una terribile nemica del profitto …&lt;br /&gt;Eppure, pensate che differenza di obiettivi: io che volevo solo pubblicare il mio bel libro di poesia; i padroni delle major che vogliono invece qualche villa, viaggio, barca, ristorante o auto extra lusso in più …&lt;br /&gt;Ci sarebbe davvero da mettere il ditino nella piaga dell’attuale filosofia aziendale, dai colpi bassi o dal cinismo dei capi del personale alle discutibili strategie manageriali …&lt;br /&gt;Per arrivare a tutti i messaggi inutili, pieni di promesse di convenienza che mi manda il mio gestore di telefonino e che io cancello subito …&lt;br /&gt;La funzione principale dei consigli di amministrazione (pagati) è oggi quella di riunirsi per studiare il modo più raffinato di metterlo in culo alla gente, di spremerla … (certo, non tutti i consigli, ovviamente...) ... Ma per qual motivo deve essere così? Da dove nasce codesto cinismo?&lt;br /&gt;In generale, non c’è rispetto per la PERSONA, per L’UOMO, singolo, io, tu …&lt;br /&gt;Si ragiona per categorie sociologiche o grafici e proiezioni di marketing …&lt;br /&gt;Come se la gente fosse un gregge di pecore, una massa informe e non storie, volti, destini …&lt;br /&gt;Ci si complica inutilmente la vita con tante stronzate …&lt;br /&gt;Continuerò a dire che il buon libro è un prodotto molto diverso dai generi alimentari e a cantare le possibilità di libertà che esso può portare: liber-liberi …&lt;br /&gt;Tutto il mondo è paese, Robert Redford (ma pensa…) fatica a trovare i soldi per un film, W.Allen deve girare in Europa, dato che spesso ormai gli studios di Hollywood prendono i capitali da società esterne agli stessi, e questo per dire che è una situazione di penalizzazione dell’arte e della creatività che tocca molti paesi dall’economia avanzata e in tutte le manifestazioni, che ha cominciato a delinearsi soprattutto a partire dagli anni ottanta …&lt;br /&gt;Con sfumature e spazi di sopravvivenza molto diversi, da paese a paese …&lt;br /&gt;Accompagnato dall’altra faccia della medaglia: che, quando un “prodotto” pseudo-artistico culturale ha un po’ di successo, lo si sfrutta in tutti i modi, come il suino di cui non si butta via nulla … Ed ecco così dal film che incassa subito pronto il libro e il remake nei paesi esteri e le ideuzze tv e i cloni ecc. ecc. O il contrario …&lt;br /&gt;Tutti vogliono mangiarci qualcosa, non solo il povero autore che un po’ di merito l’ha, ma tutta la gente intorno, spesso gente infima che meriterebbe un digiuno a vita!!!&lt;br /&gt;Si spreme all’inverosimile …&lt;br /&gt;Cultura della spremitura ;-)) manco fosse l’olio d’oliva …&lt;br /&gt;A proposito: visto che siamo in tema agricolo, avete mai assaggiato l’insalata o la frutta o il vino di qualche vostro amico che ha una campagna e coltiva con metodi tradizionali?&lt;br /&gt;Tutto un altro sapore dalle cose prodotte in serie …&lt;br /&gt;Dico che oggi tutto è adulterato, a cominciare dalle menti e dai sentimenti …&lt;br /&gt;Abbiamo perso il sapore o il sale della vita …&lt;br /&gt;Ma chi ce lo fa fare? Perché?&lt;br /&gt;Ma, tornando al discorso di partenza, permettetemi di dire – appoggiandomi all’inusuale e violento sfogo di un Mario Luzi, in tv, a tarda notte – che l’Italia resta il buco nero dell’Europa per le questioni di cultura e, in particolare, per la poesia …&lt;br /&gt;Si spera che la moda e l’andazzo cambino, in futuro, visto che oggi tutti rincorrono il trendy, più che il vero e l’essenziale …&lt;br /&gt;Una civiltà che si appoggia sul trendy non è una civiltà: è vacua: è il nulla sotto forme colorate di bellezze effimere …&lt;br /&gt;Io posso solo rimboccarmi le maniche e ricominciare il giro degli editori veri per cercare di pubblicare bene almeno questo secondo e ultimo libro di poesia e poi togliermi dalle palle … Sono un poeta in fuga dalla poesia ma che combatterà perché la poesia non fugga dal cuore di un popolo …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che i più giovani siano più tenaci e tignosi di me e che ribaltino un po’ le cose …&lt;br /&gt;Ce ne sono di bravi e si danno un gran da fare …&lt;br /&gt;Quel che posso dirvi: abituatevi alla critica, al pensiero, non al consumo cieco e imposto in modi subdoli … Abituatevi a paragonare tutto quello che succede all’esterno, nella realtà, con quelle che sono le esigenze ed evidenze originali del vostro cuore …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Su un tema simile, segnalo l’articolo di Luigi Mascheroni e Davide Brullo che condivido in vari punti ma non nelle parti forse un tantino moralistiche …&lt;br /&gt;Comunque è una fotografia …&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ildomenicale.it/articolo.asp?id_articolo=769"&gt;http://www.ildomenicale.it/articolo.asp?id_articolo=769&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6471370812477812809?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6471370812477812809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6471370812477812809&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6471370812477812809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6471370812477812809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/12/editoria-alle-bahamas-editoria-delle.html' title='EDITORIA ALLE BAHAMAS, EDITORIA DELLE BANANE …'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/R17AGiont1I/AAAAAAAAAGA/SsUh-NBOYZQ/s72-c/BAHAMAS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-4235823651711142986</id><published>2007-10-11T06:16:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T01:43:01.688-08:00</updated><title type='text'>Ricordando due bei giorni al Premio Marazza di Borgomanero e le figure di Giorgio Calcagno e Sergio Pautasso  …</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rw4jnApYohI/AAAAAAAAAF4/vFHVS4kKSQE/s1600-h/Giorgio+Calcagno1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120068979462283794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rw4jnApYohI/AAAAAAAAAF4/vFHVS4kKSQE/s320/Giorgio+Calcagno1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rw4jZgpYogI/AAAAAAAAAFw/HcTVNT1WyZI/s1600-h/800px-Veduta_di_Borgomanero.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120068747534049794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rw4jZgpYogI/AAAAAAAAAFw/HcTVNT1WyZI/s320/800px-Veduta_di_Borgomanero.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando in una giornata d’autunno – poteva essere forse ottobre o novembre del 2001 – la graziosa segretaria del Premio Fondazione Marazza di Borgomanero passava dall’albergo in cui ero alloggiato per presentarmi i giurati e andare tutti assieme a cena, notai un’espressione di sorpresa nel suo viso …&lt;br /&gt;Il mio libro – Diario tra due estati – Edizioni L’Obliquo, 2000 - era stato scelto come vincitore, prevalendo in finale sul già “premioviareggino” Sempre aperto teatro – Einaudi, 1999 - di Patrizia Cavalli e su In altro modo – Campanotto, 2001 - di Lamberto Pignotti …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeggiando poi, lungo le strade del borgo, lei mi rivelò che non si aspettava un tipo come me, quale vincitore per il libro edito di poesia: un po’ per la mia giovane età, un po’ per i miei modi che nulla avevano del letterato tipico e azzimato e un po’ per il mio essere un autore non ancora troppo noto nell'ambiente (anche perché non frequento troppo l'ambiente, ispirandomi in altri ambienti più "bassamente" mondani... aggiungo); il quale riceveva invece un premio che – nelle edizioni passate - aveva avuto gente come Giovanni Giudici o Dante Isella tra i vincitori e che in futuro avrebbe premiato altri nomi illustri come Edoardo Sanguineti ed Elio Pagliarani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: il Premio della Fondazione Marazza è sempre stato definito un premio in &lt;em&gt;cachemire&lt;/em&gt; …&lt;br /&gt;Tutte queste cose ovviamente – me le diceva o faceva capire con grande signorilità e cortesia …&lt;br /&gt;E del resto non c’era nulla di offensivo: mica potevo cambiarmi l’età …&lt;br /&gt;L’altro vincitore – per la sezione traduzione – era il prof. Giuseppe Sansone per la sua antologia sulla Poesia Catalana del Medioevo, un anziano e distinto e raffinato gentiluomo napoletano noto agli specialisti …&lt;br /&gt;Andammo tutti a cena in un posto delizioso, assieme ad alcuni dei giurati; ricordo il prof. Carlo Carena – filologo e umanista finissimo, di fama internazionale – e lo scrittore Ernesto Ferrero, Premio Strega per il libro N su Napoleone (da cui è stato tratto il film di Virzì con la Bellucci) , attuale Direttore della Fiera Internazionale del Libro di Torino, dopo essere stato direttore editoriale di Einaudi e Garzanti e Direttore Letterario di Mondadori …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi Franco Contorbia, professore di letteratura all’Università di Genova, che gli studiosi di poesia conoscono , e le rispettive mogli …&lt;br /&gt;Il vino rosso bevuto quella sera, grazie all’intenditore Carena , poteva essere forse un Barolo o un Barbera: ma io ricordo solo che era buonissimo e vi parlo da uomo abituato – e non poche volte – a ottimi vini nelle cene fuori …&lt;br /&gt;Tutto all’insegna di una raffinata signorilità e di una misura e finezza intellettuale da illuministi del settecento …&lt;br /&gt;Ci fu poi una cerimonia serale di apertura e l’appuntamento – per la mattina del giorno dopo – riservato alla premiazione vera e propria …&lt;br /&gt;Ed ecco – la mattina, arrivato io come mio solito un po’ in ritardo – mi presentano gli altri giurati, il prof. Sergio Pautasso, noto e bravissimo studioso e critico letterario e Giorgio Calcagno scrittore poeta e giornalista culturale de La Stampa di Torino, purtroppo ora entrambi scomparsi …&lt;br /&gt;Il prof. Pautasso mi chiamò dalle scale e – avvicinatomi – mi disse: “Bello, bello il libro…” - e poi ci fermammo a parlare: sembrava quasi volesse rassicurarmi in quel mio tipico spaesamento un po’ da leopardo in città …&lt;br /&gt;Devo dire che avevo sentito molta simpatia per tutti i membri della giuria, in particolare per Ernesto Ferrero che mi dava meno soggezione, per una sua certa aria da ragazzo : ma quando spuntò Calcagno, nei suoi modi così parchi e misurati e schivi, quasi timidi, da maestro buono, ma con gli occhi vividi di interesse conoscitivo, il quale mi invitava a leggere quel testo che lui ricordava per l’elemento della rosa e che gli era piaciuto molto, non fu solo simpatia per me, ma una strana e affabile familiarità, che placava la suddetta mia agitazione ferina …&lt;br /&gt;Giorgio Calcagno era una di quelle figure che avevano respirato l’aria di quella grande stagione di poesia, dei Fortini, Montale, Sereni – ritagliandosi quasi un piccolo spazio di silenziosa meditazione e lavoro, come un segreto giardino dove coltivare i propri frutti poetici …&lt;br /&gt;Sergio Pautasso, che vinse il Premio Viareggio nel ’67 per una monografia su Vittorini , ha lasciato importanti contributi critici per lo studio della letteratura e poesia italiana …&lt;br /&gt;Vi lascio con la paginetta che proprio Giorgio Calcagno volle dedicare come motivazione della premiazione al mio libro …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tu sei la rosa, nella molta morte”, dice uno fra i versi più belli di Andrea Margiotta, in &lt;em&gt;Diario tra due estati.&lt;/em&gt; Sono molti i versi più belli di Andrea Margiotta. Ricchi di sensi imprevisti, condotti per progressivi spostamenti di segno: dove le donne hanno “i seni bagnati d’uva e di luna” , il vento “suona sul vetro verde delle onde” e il vino è “brullo”. Sono così belli che talvolta danno l’impressione di spiccare isolati “in un contesto non del tutto compiuto e risolto” come osserva Fernando Bandini, maestro di poesia, nella nota introduttiva.&lt;br /&gt;Bandini ha ragione. Ma quel non risolto è la spia di un cammino in fieri, che può portare a risultati alti. Questo giovane scrittore, così coinvolto nella ricerca della parola significante da rischiare la discontinuità, accende la pagina con immagini fulminanti e, per loro natura, contraddittorie.&lt;br /&gt;Il suo mondo vive nel gioco della luce e dell’ombra, proiettato verso l’amore e insieme consapevole dello stretto intreccio con la morte.&lt;br /&gt;Non è un caso che i suoi modelli, trasparenti nelle citazioni testuali, oltre che nella sintassi poetica, siano Montale e Caproni: i due autori che hanno più bisogno dell’oscurità per esprimere la loro tensione verso la luce; portati, sempre, ad affermare negando.&lt;br /&gt;Margiotta, sulla loro scia, procede per cancellazioni, antifrasi, ossimori; la sua sola luminosità possibile è nel chiaroscuro. Come in Montale, c’è sempre un tu , accennato, smentito, a cui egli si rivolge: la donna, stella polare del suo insicuro firmamento, “rosa dolorosa”, angelo “con la luce d’oro e di sangue” . Donna e angelo, fra loro sinonimi, sono due fra le parole decisive di questo canzoniere, popolato di albe che hanno il colore delle notti e di sguardi “neri e luminosi”, come quelli della nascosta ispiratrice.&lt;br /&gt;La terza parola, allusa e non pronunciata, perché non pronunciabile, è Dio. Come in Caproni, l’uomo può dargli la caccia, “preda tra i rami nudi e i monti”, solo sapendo che non sarà mai certo di trovarlo. Il tu della donna angelo rimanda all’interlocutore più alto, per l’interrogativo ultimo, che resterà sospeso .&lt;br /&gt;Giorgio Calcagno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da “Quaderni del Premio di Poesia Achille Marazza – Città di Borgomanero – Edizione 2001 ”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Calcagno, giornalista, critico letterario, scrittore e poeta, è nato ad Almese nel 1929, nella casa che la sua famiglia possedeva in paese. Laureato in lettere a Genova, nel 1953 ha iniziato subito la carriera di giornalista, svolta prevalentemente sulle colonne de La Stampa. Calcagno si è occupato soprattutto di critica letteraria, contribuendo a fondare il mensile Tuttolibri, che ha diretto dal 1976 al 1989. Con Lorenzo Mondo e Gaetano Scardocchia ha fondato la sezione "Cultura &amp;amp; spettacoli" de La Stampa. Dal 1992 è passato al ruolo di collaboratore del giornale.&lt;br /&gt;Uomo coltissimo e giornalista attento all'uso del linguaggio, Calcagno non disdegnava la letteratura di consumo e tenne sempre d'occhio la narrativa rosa. Inventò concorsi, aprì con Giampaolo Dossena una rubrica di giochi, e con Giorgio Cavallo introdusse, tra le pagine dei libri, la vignetta. Intensa anche la sua attività di scrittore. Come narratore ha pubblicato i romanzi "Il vangelo secondo gli altri", "Il settimo giorno", "Il gioco del prigioniero", "Notizie dal diluvio", "Dodici lei" (premio selezione Campiello) e, postumo, "Il passo nel giardino".Calcagno è stato pure un apprezzato poeta. Numerose le sue raccolte di versi: "Visita allo zoo", "La tramontana di Ravecca", "Galileo e il pendolare", e "Sul sentiero dei Franchi".&lt;br /&gt;Come critico ha pubblicato i saggi "La storia ora per ora". "Venti grandi cronache del Novecento italiano" e, con Gabriella Poli, "Echi di una voce perduta. Incontri, interviste e conversazioni con Primo Levi". Negli ultimi anni, pur continuando a collaborare con La Stampa, si è dedicato alla scrittura e alla divulgazione culturale, partecipando a molti incontri e dibattiti in valle di Susa. Un'attività stroncata dalla morte improvvisa nel 2004. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A lui è stato intitolato il Premio Letterario Giorgio Calcagno che si svolge ad Almese e, nella sua prima edizione, assegnato ad Umberto Eco .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sergio Pautasso, critico e storico della letteratura, è morto a Milano all’età di 73 anni. Nato il 29 maggio 1933 a Torino, Pautasso fu direttore editoriale della Rizzoli, oltre che consulente per varie case editrici, a cominciare dall’Einaudi, critico e storico della narrativa del nostro Otto E Novecento, poeta e, per un ventennio, dal 1982, docente di lingua e letteratura italiana all’Università Iulm di Milano, oltre che direttore della Scuola superiore per interpreti e traduttori.&lt;br /&gt;Tra i suoi studi più significativi, oltre a saggi su Manzoni e Verga, sono da ricordare Le frontiere della critica del 1972, in cui espone la sua concezione della critica, intesa come opera creativa autonoma; Anni di letteratura del 1980 e Il laboratorio dello scrittore del 1981, in cui raccoglie scritti sparsi e ordina un discorso sulla narrativa italiana del Novecento, proseguito in La Letteratura degli anni ’80 del 1991.&lt;br /&gt;Era anche un grande – più che collezionista - amante di libri: ne aveva raccolti circa 70.000 sparsi nelle sue due case di Milano e Forte dei Marmi un po’ ovunque e la sua collezione è una delle più interessanti e complete per quanto riguarda il Novecento italiano che poi era l’ambito di studio critico in cui si era specializzato . Potete trovare un articolo divertente di Isabella Bossi Fedrigotti&lt;br /&gt;Pubblicato sul Corriere della Sera&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.24sette.it/contenuto.php?idcont=442"&gt;http://www.24sette.it/contenuto.php?idcont=442&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’uomo nella foto è Giorgio Calcagno. Non sono riuscito a trovare foto di Sergio Pautasso.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-4235823651711142986?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/4235823651711142986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=4235823651711142986&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4235823651711142986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4235823651711142986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/10/ricordando-due-bei-giorni-al-premio.html' title='Ricordando due bei giorni al Premio Marazza di Borgomanero e le figure di Giorgio Calcagno e Sergio Pautasso  …'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rw4jnApYohI/AAAAAAAAAF4/vFHVS4kKSQE/s72-c/Giorgio+Calcagno1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-4900758588244554160</id><published>2007-10-01T06:35:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T01:43:02.083-08:00</updated><title type='text'>PENSIERI STUPENDI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RwD43QpYofI/AAAAAAAAAFo/7HZzuewUVLM/s1600-h/Patty+pravo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116362804937925106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RwD43QpYofI/AAAAAAAAAFo/7HZzuewUVLM/s320/Patty+pravo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RwD4ZgpYoeI/AAAAAAAAAFg/3E1VSy7Qnoo/s1600-h/PattyPravo+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116362293836816866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RwD4ZgpYoeI/AAAAAAAAAFg/3E1VSy7Qnoo/s320/PattyPravo+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) ROMA CAPOCCIA E BISBOCCIA 1&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Roma torna la FESTA DEL CINEMA: scusate, potete spiegarmi che cazzo c’è da festeggiare?&lt;br /&gt;Vogliamo chiamar Tarantino a fare un po’ di casino?&lt;br /&gt;Il cinema italiano è morto da un bel po’, tranne qualche lampo, ogni tanto …&lt;br /&gt;Il Ministero spesso finanzia films di scarso interesse culturale o, peggio, altri che nemmeno escono al cinema … Se uno scrive un soggetto su Dante Alighieri, o semplicemente un soggetto un po’ più sofisticato del prodotto medio, deve sperare in un miracolo, o in un finanziatore privato benemerito …&lt;br /&gt;Il trucchetto di certi pseudo-produttori è farsi dare i soldi dallo Stato (cioè da noi) o dalle Tv e poi, chi si è visto s’è visto … Se il film diventa un successo commerciale, tanto di guadagnato (per loro …) . Se non esce neppure al cinema, non trovando un distributore, comunque si sono avuti li sordi …&lt;br /&gt;Un produttore vero, invece, dovrebbe essere uno che rischia, investe (come un vero imprenditore) …&lt;br /&gt;E lo Stato, invece, dovrebbe proteggere e finanziare i prodotti di qualità (con commissioni meno politiche e più specializzate)…&lt;br /&gt;Cioè, ci dovrebbero essere prodotti diversificati: films di qualità e films commerciali …&lt;br /&gt;Invece in Italia si ragiona per interessi di parte … Interessi politico-economici …&lt;br /&gt;Oppure il solito menefreghismo e il vivacchiare pigro che non cambia mai …&lt;br /&gt;Io vorrei che si ragionasse in termini di libertà: la libertà dei cittadini di andare a vedere un film commerciale o di provare con qualcosa di più impegnativo e sofisticato …&lt;br /&gt;Libertà per l’arte, dunque, in primis, senza togliere libertà al commercio (solo limitare il Far Mal o il Far West di certi comportamenti, magari riportandoli al vero e più nobile significato del Genere come Mito e Libertà e Avventura) …&lt;br /&gt;Si chiama: coscienza civile, necessaria ad una vera comunità che non sia solo composta da gente che annaffi il proprio orticello …&lt;br /&gt;Se tutti fanno il proprio interesse, chi farà l’interesse di tutti?&lt;br /&gt;Perché dobbiamo diventare necessariamente la cloaca solo dei prodotti USA? (paese dove però convivono cinema industriale e cinema di qualità, spesso con interscambi …) … Siete voluti entrare in Europa? E allora prendete esempio dall’Europa, a cominciare dalla Francia che i suoi prodotti nazionali, spesso di qualità, sa difenderli bene …&lt;br /&gt;Basta con i films televisivi che sono solo manfrine sentimentali in confezione accattivante o da spot, innocui, che cavalcano le mode, trendy, politicamente corretti e che servono semmai a titillare la media o alta borghesia che poi ne parla superficialmente in qualche salottino o festa …&lt;br /&gt;Bisognerebbe rispettare la passione e il lavoro di quei distributori grazie ai quali, ad ottobre, potrò vedere Angel di Ozon, che certo non sarà la solita cazzata Usa o di certo cinema italiano …&lt;br /&gt;E che fanno una fatica bestia per cercare di far valere la qualità nella settima arte … (Come del resto i piccoli editori, nel settore libri …)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia è una freccia avvelenata scagliata contro una mentalità ammazza-cinema e ammazza-arte…&lt;br /&gt;La mia è una difesa come quella dei samurai contro i briganti nel capolavoro “I Sette samurai” di Kurosawa …&lt;br /&gt;La mia è una difesa anche delle case di distribuzione indipendenti che vogliano vendere films non USA o Non italo-televisivi e si sentono rispondere picche da gestori di sale o dalle Tv …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno ha la cultura che si merita (però ci sono anche le tristi conseguenze, nella vita di tutti i giorni …): fate pure a pezzi il nostro grande italico passato e bevetevi i prossimi “capolavori” al cine …&lt;br /&gt;Chi ci guadagnerà? Non certo tu, popolo bue, ma qualche “genio” che comprerà qualche casa o auto sportiva in più, gongolandosi di averlo, ancora una volta, messo in quel posto a tutti … è il Paese dei furbi, no?&lt;br /&gt;Ma lo Stato non deve fare gli interessi (o il gioco) di qualche produttore medio-piccolo o di qualche politico o di qualche furbacchione … Lo Stato deve fare gli interessi dei cittadini, almeno in una democrazia che invece somiglia tanto ad un regime oligarchico …&lt;br /&gt;C’è una via di mezzo tra uno Stato soffocante e uno Stato menefreghista o in vacanza …&lt;br /&gt;Liberalismo è anche possibilità d’esser liberi per un bene che non può essere solo economico (dei pochi) …&lt;br /&gt;Il cinema italiano è un cadavere: l’ha ucciso anche il controllo politico … (fate una telefonata a Dino DeLaurentiis negli Usa, e se non vi manda al diavolo, vi saprà dire qualcosa di ragionevole su come sia stato possibile che l’Italia, negli anni ’50 – ’60 una delle maggiori cinematografie mondiali, sia oggi una delle peggiori) …&lt;br /&gt;Se per voi un funerale è una festa … Se per voi si risolve tutto con le feste o il glamour o le domande sceme di qualche giornalista del gossip (quelli odiati da Lucio Battisti) …&lt;br /&gt;No, bisogna lavorare per bene, con intelligenza e impegno, ascoltare produttori, registi, attori, sceneggiatori, quelli che il cinema lo fanno, provare a risolvere i problemi, creare strutture, aprire scuole di cinema serie e non sganciate dal mondo del lavoro, studiare il rapporto con la televisione e pensare a leggi che portino alla qualità; pensare ad una legge, come in Francia, che garantisca una certa diversificazione del prodotto nelle Multisale, invogliare finanziatori privati o industrie con de -tassazioni o altro per films di qualità; regolamentare certi comportamenti da far-west e la distribuzione, parlare con i gestori delle sale, aprirsi a una mentalità internazionale, studiare un po’ i sistemi dei paesi europei (o anche USA) riguardo alle cose di cultura … Insomma, ci saranno pure dei consulenti veri e preparati? … E non solo merendinati …&lt;br /&gt;Lo scopo è quello di ri-avviare la macchina cinema … E realizzare films belli, originali, magari anche un po’ sofisticati e un po’ diversi dal prodotto medio da tv generalista …&lt;br /&gt;L’unico motivo per cui uno possa voler andare al cinema: oppure films avvincenti come “Romanzo criminale” o divertenti come quelli comici o autenticamente popolari come fu il “Dottor Zivago” che ancora prende …&lt;br /&gt;Ma non quei prodotti informi e inutili …&lt;br /&gt;Insomma: agire come in Danimarca o in Spagna o in Francia mica come su Marte o Giove …&lt;br /&gt;Ho visto dei bei films messicani, ultimamente: e il Messico non è certo una potenza economica …&lt;br /&gt;Da noi, mancano le storie, la capacità di raccontarle o inventarle; manca lo sguardo poetico; manca la capacità allusiva o metaforica, quella di certi registi russi o orientali … (Tra Corea, Cina e Hong Kong, Giappone è un fiorire di talenti o di belle conferme …) … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;O forse non è che manchino: sta che non arrivano in porto ...&lt;br /&gt;Ci si deve rimboccare le maniche come operai, quelli che, una volta, ai comunisti piacevano tanto …&lt;br /&gt;E non solo buttare tanti soldi (dei cittadini) per fare un doppione a ridosso del Festival di Venezia, per far rifulgere la gloria dei politici che sappiamo già … Il consenso si deve creare con i fatti, non con i lustrini e le passerelle …&lt;br /&gt;Se ci sarà da festeggiare, poi, festeggeremo …&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) ROMA CAPOCCIA E BISBOCCIA 2&lt;br /&gt;A Roma torna Roma-poesia: Roma c’è… E la poesia? … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spottone per la neo-avanguardia e similia più qualche intruso... E Vabbé, pazienza ... Possiamo restare amici lo stesso, no? Certo, con qualche apertura in più, da parte vostra ...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stupitemi ... I sono un uomo che abbraccia, dialoga, incontra ... E voi?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sentite il titolo di questo articolo di Massimo Gezzi che incontrò Sanguineti: «A me della poesia importa pochissimo» Atelier, 2003 ... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Be', che ti importasse pochissimo della poesia ce ne eravamo accorti, caro vecchio Edoardo, materialista storico: te lo avevamo sempre detto ... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Però almeno tu conservi una tua coerenza e intelligenza, almeno non ti sei riciclato e riverniciato come altri ex che non sanno più dove andare se non 'ndo&lt;em&gt; se magna &lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) DIALOGHETTO SUL PONTE VECCHIO&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- “ Che Tu la conosci la Biagini?” - dice il Lapo – “E chi l’è?” – fa il Leo … - “L’è una che parla tanto d’OVA” – ridice -“ Una gallina?” - (stupito) – “Ma no!!! L’è una poetessa affamata&lt;br /&gt;Che ’un ti fa una poesia ma una frittata!!!” ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- “E l’OVA, - O Lapo – L’OVA indo le piglia?”&lt;br /&gt;- O che se’ grullo! Dal culo dello Struzzo:&lt;br /&gt;’un tu lo senti il puzzo? - …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;POESIA COME NOMEN&lt;br /&gt;Massimo Sannelli … L’ho ascoltato leggere un suo testo, in mp3 … Ma conosco un po’ anche altri suoi lavori poetici … La sua poesia, letta, mi ha fatto venire in mente una canzone di Fabrizio De André e non solo perché si nominava Rimini …&lt;br /&gt;Una poesia letta bene, una poesia di sinistro e un po’ inquietante fascino …&lt;br /&gt;Sicuramente i testi di Sannelli guadagnano nell’esecuzione orale-vocale …&lt;br /&gt;Ma poi? Poi scopri che non vuol dire assolutamente un cazzo e che ognuno può proiettarci quel che sente o desidera, oppure niente … E questo vale per tanti altri suoi testi: che sono semplici suoni de-semantizzati, svuotati e accostati a effetto, in un procedere spesso tautologico, ossimorico, a chiasmi, spesso negante, utilizzando un linguaggio cripto-mistico ma senza più l’oggetto d’amore dei mistici … Il mondo, l’Altro da sé, si risolve tutto nelle movenze del linguaggio … Tutto è già accaduto e scritto, non c’è più sorpresa o imprevisto … Dio è il linguaggio … C’è tutta una serie di rimandi culti che giocano a nascondino e si rincorrono: gli esperimenti di un filologo svegliatosi male …&lt;br /&gt;Non bastano gli sforzi intellettuali del compare di ricerca poetica Marco Giovenale per convincermi che&lt;br /&gt;“e aprire sempre e collegare, sia così, collegare, legare proprio.” – tanto per citare un verso tra i tanti possibili e, stranamente, intercambiabili – possa comunicarmi un’emozione o un salto dell’immaginazione o un passo in più di conoscenza … Di bellezza dei versi, poi, non parliamone neppure: in arte oggi la Bellezza pare sia stata rinchiusa in cantina, in punizione …&lt;br /&gt;Dimenticandone il valore e l’importanza per la costruzione della personalità o di una comunità o civiltà d’anime … Quella di Sannelli&lt;br /&gt;è una lingua virtuale, quasi sempre in potenza, come Internet … La realtà non esiste … Quel che si riflette è lo stesso specchio con un altro specchio, in un gioco di fonemi (come nel verso citato) …&lt;br /&gt;Non c’è vero dolore, non c’è patire …&lt;br /&gt;Non c’è la violenza dei mistici che piacciono a me: la violenza delle passioni e dell’amore …&lt;br /&gt;O l’agonismo, il corpo a corpo con Dio (si pensi a Testori ) …&lt;br /&gt;Forse, il mio disagio è quello d’essere un poeta più affascinato dall’ Incarnazione – il Divino che entra nella carne – Il Verbo che si fa carne – come unica possibilità di redenzione e di Non-morte,&lt;br /&gt;che dal Misticismo che è più una specie di annullarsi in Dio …&lt;br /&gt;Per questo motivo adoro Caravaggio …&lt;br /&gt;Nell’ambito di una scrittura – diciamo così – mistica, nei più giovani italiani, confesso la mia maggiore sintonia con una Cera Rosco più che con un Sannelli; nel secondo,&lt;br /&gt;tutto è fin troppo pacificato nella Scrittura che agisce autonomamente, autoriflette per piccoli movimenti tra lapsus, sdoppiamenti in continua partenogenesi …&lt;br /&gt;E in Sannelli che pena, invece, per me – sentir rivisitati in una maniera più mistificante che mistica – certi topoi del Medioevo, senza la dolce freschezza e l’alta fantasia dei testi originali … Ciò che è ancor vivo – nonostante il tempo - del Medioevo viene rimasticato, depotenziato, sul tavolo operatorio, e restituito morto, freddo, inerte … (preferirei quasi di più certe rivisitazioni parodiche di Berisso, sempre in ambito neo-avanguardista, più energiche e materiche ) …&lt;br /&gt;Ma quello di Sannelli è il solito gioco di stampo neo-avanguardista con infusioni di rimemorazioni lontane della latinità medioevale, più qualche teorico onanista francese in appoggio: una mistica del Nulla, più buddista che cristiana … Provate a confrontarlo (senza complessi di stature, ovviamente differenti) con l’Ungaretti mistico-barocco e notturno degli Inni…&lt;br /&gt;Lì c’è il vero mistico (e c’è il poeta…), benché un po’ teatralizzato ed esibito … Ma lì c’è e si sente, si prova emozione, partecipazione: il LETTORE legge e succede, accade qualcosa …&lt;br /&gt;Il Lettore fa l’evento poetico …&lt;br /&gt;Che cosa succede quando uno legge Sannelli? Lo chiedo in serena libertà ai suoi estimatori … Quante particelle del proprio essere si scuotono, si muovono, si agitano? Anche se ormai – noi della generazione X siamo diventati come automi che rispondano a sollecitazioni di ritmo (si pensi all’atmosfera, un po’ inebetita o drogata, in discoteca) … E la poesia è ritmo certo, linguaggio ma anche molto d’altro …&lt;br /&gt;Mi profonderei volentieri nei testi di Sannelli, ma sono respinto a priori: sento che c’è qualcosa che non funziona a monte, troppi filtri, schermi: c’è un trucco ab-origine … Non avverto le VERE PRESENZE (tanto per citare Steiner) …&lt;br /&gt;Sannelli si è cucita addosso questa specie di malattia dell’anima e della comunicazione, senza averne assolutamente bisogno … Si è travestito da problematico e pensosissimo intellettuale: ed è un vero peccato, e la mia sensibilità di poeta che riconosce, a vista, un altro poeta dalla vocazione pura, un po’ ne soffre …&lt;br /&gt;Riporto queste frasi di Berardinelli che dice: &lt;em&gt;L’affermazione di Yeats secondo cui “tutta la grande letteratura è fatta di simboli” deve essere integrata e letta alla luce dell’altra che dice: “La buona letteratura è un po’ simile alla storia narrata da una vecchia comare”. Grande letteratura non è dunque possibile in mancanza di un genuino senso della concretezza linguistica, della lingua parlata e perfino di un certo sapore locale.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Cortellessa, Andreone: che ne pensi? Che ne pensava Shakespeare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo di Sannelli: lo hanno “rovinato” letture e maestri sbagliati: ha scelto una linea progettuale che provoca orgasmini in certi critici (spesso accademici) amanti dello pseudo-difficile, oscuro, ricercato, snob … Amanti della filologia e della linguistica più che dell’estetica e della poesia …&lt;br /&gt;Mi fa pensare a certe cose che scriveva Viviani negli anni 70 e che, per fortuna, il senese ha presto abbandonato, (pena: l’afasia), cambiando completamente direzione di ricerca …&lt;br /&gt;La voce di Sannelli che legge è quella di un fantasma, di un ectoplasma o di uno zombie …&lt;br /&gt;L’IO lirico, mi pare non compaia mai, nemmeno indirettamente attraverso il TU della tradizione mistica e della lirica d’amore (tu, che invece è una mia costante in sede poetica) …&lt;br /&gt;Senza IO, senza TU senza Noi o Voi: una poesia senza rapporti … Irrelata, autosufficiente, autoreferenziale … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E direi anche - richiamandomi a un preciso riferimento culturale nelle dispute dei medioevali sugli &lt;em&gt;universali, &lt;/em&gt;continuate poi anche nella modernità - filosoficamente Nominalistica, tra Roscellino e Guglielmo d’OCKHAM ...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tempo fa, dissi che Sannelli era un poeta nato morto (una coincidenza, uno scherzetto del destino che lui e Giovenale pubblichino presso La camera verde che è anche il titolo del film più necrofilo del mio carissimo Truffaut?), come se fosse stato fatto a pezzi da un uccello rapace e poi disseminato nel testo in brandelli minimi di spazi metrici: ovviamente una battuta senza nessuna intenzione di offendere la persona … E molti – abituati ai complimentini e ai baci e abbracci nei blog (non so quanto veri) – hanno subito manifestato il loro finto scandalo e il loro moralismo da quattro soldi …&lt;br /&gt;Non capendo che, con quella boutade, volevo soltanto dire che Sannelli – come i morti, anzi più dei morti – aveva rinunciato alla poesia come comunicazione (o alla proiezione immaginativa-visionaria ) di senso, come figuralità, come confidenza, come cordialità … Aveva rinunciato a molto della realtà, a molto del mondo, per uno strano ombreggiare epilettico, alquanto letterario, analitico, spesso astratto e intellettuale, di morte … Appunto: i testi di Sannelli sono pallide incursioni della morte nella vita, cortocircuiti ma senza l’energia o la follia di Amelia Rosselli …&lt;br /&gt;Ma allora, perché scrivere? Il foglio bianco o il silenzio non risulterebbero tanto più espressivi, come linguaggio di una Non-Vita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POESIA COME SGUARDO SULLE COSE &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prendiamo invece una bella poesia di Gianfranco Lauretano – quella che comincia “Ho quarant’anni/domani mi sveglierò” … tratta dal suo ultimo libro “Occorreva che nascessi” …&lt;br /&gt;La quale contiene, come una memoria dolce, il soffio di un altro bel testo di Davide Rondoni che cominciava con “io non voglio diventare vecchio …” …&lt;br /&gt;Una poesia semplice e tesa, come certi alberi che ramificano verso il cielo …&lt;br /&gt;Una poesia che potrebbe sembrare anche facile, semplice, che potrebbe far storcere il naso (o il nasone) a certi critici o poeti snob o ai sacerdoti-farisei delle Lettere o ai tromboni di certe Accademie polverose, o a giovani ricercatori con alambicco, o a certe poetesse che rispondono al telefono come dall’Ade … Ma che non lascerebbe, di sicuro, indifferente un operaio o un meccanico di biciclette o un piccolo travet che impari, giorno per giorno, il mestiere di vivere, che torni a casa dai suoi figli e li guardi negli occhi … Il popolo, El pueblo …&lt;br /&gt;Quella di Lauretano è un' esperienza di respiro e d’amore, ma d’amore offerto in dono senza pretese, umile ma non umiliato, amore che guarda all’azzurro, al profilo dolce dei colli ma anche alla dura quotidianità del vivere … Concreto, reale, umanissimo, lieto e pietoso … Come quello di un giardiniere che annaffi con pazienza la sua piantina, giorno per giorno, e si stupisca, meravigliando di certi fiori …&lt;br /&gt;E Lauretano non è certo uno che non abbia molte letture o sapienza stilistica alle spalle, non è un improvvisatore o un naif … La sua è una conquistata tesa fermezza e chiarezza di dettato, nel confronto specie con i poeti russi … Deve aver vissuto molto, e amato …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) UN BACIO&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto passo dal &lt;em&gt;Piper, &lt;/em&gt;oggi una normale disco ... E penso ai tempi in cui si facevano i concerti e si potevano incontrare la Bardot o Marlon Brando ... (ed io non ero neppure nato) ...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E poi sei arrivata tu, mia bellissima e aristocratica ... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Patty Pravo è stupendamente fantastica con quella eleganza un po' snob che amo: una che disse no ai Fellini e Antonioni che la volevano anche per il cinema … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mica come certe sgallettate di oggi che direbbero sì pure al regista più burino de Centocelle ... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Peccato, peccato che la vita non ci abbia fatto incontrare: avrei scritto molte e belle canzoni per lei … O reine ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREA MARGIOTTA &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-4900758588244554160?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/4900758588244554160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=4900758588244554160&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4900758588244554160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/4900758588244554160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/10/pensieri-stupendi.html' title='PENSIERI STUPENDI'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RwD43QpYofI/AAAAAAAAAFo/7HZzuewUVLM/s72-c/Patty+pravo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-3429256553016737355</id><published>2007-07-26T06:45:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T01:43:02.906-08:00</updated><title type='text'>D’Annunzio e le droghe e altri casi di ipocrisia…</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtfSRf_woI/AAAAAAAAAFY/1fKOli88w5w/s1600-h/leni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092268571212366466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtfSRf_woI/AAAAAAAAAFY/1fKOli88w5w/s320/leni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rqtb7Bf_wnI/AAAAAAAAAFQ/hFS8GyCkPUQ/s1600-h/stor_4652488_31040.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092264873245524594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rqtb7Bf_wnI/AAAAAAAAAFQ/hFS8GyCkPUQ/s320/stor_4652488_31040.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtbyBf_wmI/AAAAAAAAAFI/SIsd_41IJDo/s1600-h/leni1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092264718626701922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtbyBf_wmI/AAAAAAAAAFI/SIsd_41IJDo/s320/leni1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtbmRf_wlI/AAAAAAAAAFA/4275a7jOC0I/s1600-h/dannunzio1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092264516763238994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtbmRf_wlI/AAAAAAAAAFA/4275a7jOC0I/s320/dannunzio1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci avevano mai detto al liceo (ma neppure all’Università) che Gabriele D’Annunzio fu un discreto cocainomane, nella seconda parte della sua vita… Nel suo vivere inimitabile, oltre alla ricerca delle emozioni più intense e del lusso più sofisticato – anche quando non se lo poteva permettere, come in gioventù – pensò bene di ricorrere all’uso di droghe e non solo la cocaina, che era già abbastanza diffusa, ma anche ad altre più rare e ricercate, almeno da quanto ci fa sapere annotando sul suo diario – molto prima di Jim Morrison – una droga “sciamanico-indiana” come il peyote… Satanasso di un D’Annunzio! Non ci avevano mai detto – nei programmi scolastici impregnati di idealismo gentiliano e di conformismo borghese - che Gabriele andava anche con due donne contemporaneamente, specie nel suo periodo parigino, ed era il massimo per lui, attraverso strane acrobazie, fare anche la femmina in un rapporto a tre in cui una delle due donne era una nota lesbica parigina… Egli aveva persino un nome d’arte…&lt;br /&gt;Ma non ci furono solo le droghe e il sesso sfrenato a dargli quel surplus di vita e d’ebbrezza: c’erano quelle che lui chiamava le gesta…&lt;br /&gt;Durante la prima Guerra Mondiale, D’Annunzio, che da sempre aveva sentito il fascino dei velivoli aerei, potè volare e compiere alcune imprese come il volo su Vienna con lancio di volantini sulla città nemica...&lt;br /&gt;Qualche denigratore del Vate, le considera cose inutili ma io penso che D’Annunzio, in un’epoca in cui non c’era certo l’odierno bombardamento mediatico, avesse capito l’importanza e la risonanza delle sue imprese a livello propagandistico, e per la sua gloria e per quella dell’Italia…&lt;br /&gt;Io credo però, che l’impresa più memorabile del Poeta sia stata la marcia alla testa dei suoi fedeli legionari e la presa di Fiume che la viscida diplomazia internazionale aveva negato all’Italia, nonostante la vittoria in guerra… Così Fiume divenne la città dell’Utopia e dell’Immaginazione, altro che Hippies e ’68: si poteva praticare l’amore libero e il nudismo, tanto che si ritrovarono lì, in quel periodo, i personaggi più strambi e anticonformisti del tempo, soprattutto giovani (D’Annunzio era forse il più vecchio…) … Personaggi come Guido Keller, un pilota d’aerei di nobile famiglia belga, il quale fondò a Fiume il gruppo Yoga – con tendenze esoteriche e naturistiche – che aveva come simbolo la svastica (allora solo un simbolo mitico: rappresentava il carro del sole, come era stato nell’antichità per molti popoli) e la rosa a cinque petali…&lt;br /&gt;Guido Keller si faceva spesso fotografare nudo, sopra un albero dove dormiva e, da vero snob, pare che avesse un servizio da tè sul velivolo… Egli era il solo che potesse dare del tu al comandante D’Annunzio, al quale forse lo legava la comune sfrenatezza e sregolatezza… E, come D’Annunzio, anche Keller pensò bene di compiere qualche spacconata ironica ma di valore simbolico, come quella di volare sopra Montecitorio e lanciare un pitale…&lt;br /&gt;Ma la “vacanza” di Fiume non durò a lungo e ben presto D’Annunzio e i legionari dovettero abbandonare la città sotto la pressione del governo italiano che aveva spedito la marina militare per liberarsi di quei "buontemponi"… Così D’Annunzio iniziò il suo ritiro dorato al Vittoriale mentre cominciava a far sentire sempre più la sua voce il giovane romagnolo Benito Mussolini, che il Vate prendeva un po’ alla leggera considerandolo solo un rozzo maestrino elementare che non avrebbe mai avuto il seguito degli italiani… In ciò D'Annunzio commise un grande errore: sottovalutò Mussolini (che invece non sottovalutava D’Annunzio, anzi, un po’ lo temeva e lo imitava) …&lt;br /&gt;Peccato perché Gabriele D’Annunzio, che all’epoca era il letterato più famoso d’Europa, era forse l’unico che avrebbe potuto contrastare – con un movimento antagonista – l’ascesa inesorabile del futuro Duce…&lt;br /&gt;A questo proposito, fu emblematico uno strano e misterioso episodio: in un periodo di forti tensioni, di scontri e di scioperi (alimentati anche dai rossi italiani, che non erano certo pochi) ci doveva essere un incontro a tre per decidere le sorti italiane: Nitti, Mussolini e Gabriele D’Annunzio…&lt;br /&gt;Ma cosa accadde? Il Vate pescarese fece un volo dalla finestra della sua dimora e restò in uno stato comatoso… Non sono mai state chiarite le circostanze di quell’episodio né lo stesso D’Annunzio fece mai luce: era caduto mentre stava praticando le sue acrobatiche prodezze sessuali, o dopo la lite con qualche amante o era stato buttato giù? Fu un incidente casuale o provocato da qualcuno?&lt;br /&gt;Fatto sta che il famoso incontro a tre non ebbe mai luogo e, qualche tempo dopo, ci fu invece la Marcia su Roma, prodromo dell’ascesa mussoliniana…&lt;br /&gt;Con una lettera, Benito Mussolini invitava il celebre poeta, non a schierarsi apertamente, ma almeno a capire quella nuova gioventù rivoluzionaria che voleva cambiare l’Italia…&lt;br /&gt;Ma D’Annunzio non fu mai un sostenitore del fascismo: si defilò, si ritirò nel suo esilio dorato, coperto d’oro e di denaro, (da Mondadori e dal regime) quel denaro la cui mancanza era stata fonte di tanti problemi e fughe dai creditori in gioventù…&lt;br /&gt;La zona prossima al Vittoriale, residenza del "Principe" pescarese in (voluto o forzato?) esilio, negli anni del fascismo, fu un covo di spie: c’era addirittura un questore incaricato di spiare e di riferire i movimenti di D’Annunzio: come ho già detto, Mussolini non commise mai l’errore di sottovalutarlo e temeva il seguito di folla e di fedelissimi ma anche le importantissime relazioni internazionali del Poeta…&lt;br /&gt;D’altra parte, Mussolini non avrebbe potuto farlo fuori senza averne più danni che vantaggi, o forse nemmeno lo voleva perché, sotto sotto, lo ammirava…&lt;br /&gt;Dunque questa situazione durò fino al giorno della morte del Poeta, che fu onorata con solenni funerali dal Regime…&lt;br /&gt;Prima però, ci fu ancora un importante incontro in cui D’Annunzio aveva vivamente consigliato Mussolini di non allearsi con la Germania (e, in questo secondo caso, il pescarese ci aveva visto bene ma, probabilmente, l’ardito romagnolo in quel momento aveva considerato le parole del Vate come quelle di un vecchio glorioso trombone ormai alla fine dei suoi giorni e incapace di comprendere il nuovo che avanzava…)…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un’altra vita straordinaria e inimitabile, che l’ipocrisia della maggioranza silenziosa adombrò, fu quella della regista tedesca Leni Riefenstahl, nata a Berlino nel 1902 e morta in Germania nel 2003…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pare che finalmente, dopo sette anni di indecisioni, stia per cominciare la realizzazione del film &lt;em&gt;biopic&lt;/em&gt; in cui la grande regista tedesca sarà interpretata da Jodi Foster...&lt;br /&gt;La Riefenstahl, dopo una prima giovinezza come danzatrice di successo, un giorno si trovava in una stazione per aspettare un treno: e in un attimo, rimase folgorata da un manifesto cinematografico su un film di montagna. Il treno arrivò, ma lei non lo prese: si stava recando al cinema per vedere il film suddetto… E ne rimase talmente colpita, per il carattere innovativo – si trattava di un genere originale e mai visto, diciamo così, il genere alpino d’autore - da mettersi subito in movimento per contattare – non il regista Fanck come dicono certe sue biografie – ma l’attore, il protagonista che si trovava in vacanza sulle Alpi…&lt;br /&gt;La Riefenstahl lo raggiunse nel posto di vacanza, gli portò alcune foto e gli disse che avrebbe voluto assolutamente interpretare uno di quei film di montagna… Così l’attore mandò le foto al regista Fanck scrivendo in una lettera, più o meno, queste parole: “Ho conosciuto una, un po’ matta, che vorrebbe interpretare un film alpino, ti mando le foto di lei”…&lt;br /&gt;E Fanck rispose, più o meno con queste parole :“Il matto sei tu: questa ragazza diventerà una grande star tedesca”… Fatto sta che, proprio Fanck in persona si presentò in ospedale – dove Leni Riefenstahl era convalescente per un infortunio al ginocchio – con il copione pronto per lei…&lt;br /&gt;Così ella fu, nel 1926, la protagonista del film &lt;a title="Der Heilige Berg" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Der_Heilige_Berg&amp;action=edit"&gt;Der Heilige Berg&lt;/a&gt; («La montagna sacra») e, in breve, partecipando a numerosi film dello stesso regista, diventò la star indiscussa di quel genere allora molto popolare, impersonando il ruolo di una donna atletica e piena di energia (che era poi la sua reale natura di donna indomita e sprezzante del pericolo, del tipo: scalare le cime o farsi travolgere, senza trucchi cinematografici, da una valanga di neve…).&lt;br /&gt;Nel 1932, in un’epoca in cui dietro la macchina da presa c’erano sempre e solo uomini, Leni diresse e interpretò come protagonista il film &lt;a title="Das blaue Licht" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Das_blaue_Licht&amp;amp;action=edit"&gt;Das blaue Licht&lt;/a&gt; (La luce blu) distribuito in Italia con il titolo La bella maledetta…&lt;br /&gt;Apriti cielo! Il film fu visto da Adolf Hitler che rimase folgorato dall’artista (che all’epoca era pure bella), dalla danza di lei e dalle qualità del film, tanto da chiamarla in seguito per collaborare…&lt;br /&gt;Anche la Riefenstahl era rimasta molto colpita, dopo essere andata ad ascoltare un discorso di Hitler su suggerimento di un amico intellettuale ebreo, dalla potenza emotiva dell’oratoria di Baffetto… Apriamo una parentesi: nel 1932 non c’è da scandalizzarsi troppo se una giovane donna, bella ed energica, viva ed emotivamente intensa, possa essere rimasta impressionata dai discorsi di un uomo che, all’epoca, quasi tutta la Germania vedeva come un faro di luminosa speranza… Troppo facile condannare, a posteriori, dopo aver conosciuto i crimini inumani di quel pazzo e sadico individuo…&lt;br /&gt;In breve, Leni Riefenstahl incontrò Hitler in forma privata – e rimase colpita dalla differenza tra l’oratore trascinante, in pubblico, e l’uomo assolutamente normale, comune, modesto e perfino simpatico benché dotato di una strana e sinistra luce diabolica e ipnotica, nel privato…&lt;br /&gt;Le venne chiesto di girare un cortometraggio celebrativo, in occasione del &lt;a title="Raduno di Norimberga" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raduno_di_Norimberga"&gt;congresso del partito&lt;/a&gt; che si sarebbe tenuto a Norimberga nel settembre &lt;a title="1933" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1933"&gt;1933&lt;/a&gt; per celebrare l'ascesa al potere dei nazisti (Machtergreifung). Il film realizzato, dal titolo &lt;a title="Der Sieg des Glaubens" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Der_Sieg_des_Glaubens&amp;action=edit"&gt;Der Sieg des Glaubens&lt;/a&gt; («La vittoria della fede»), fu reputato un capolavoro da Hitler (ma, in realtà, era un film frettoloso e dilettantesco, per questo sempre un po’ misconosciuto dalla stessa regista, maniaca invece della perfezione…) che però fu obbligato a ritirarlo dalle sale in conseguenza della «&lt;a title="Notte dei lunghi coltelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Notte_dei_lunghi_coltelli"&gt;Notte dei lunghi coltelli&lt;/a&gt;». Tra il &lt;a title="29 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_giugno"&gt;29&lt;/a&gt; ed il &lt;a title="30 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/30_giugno"&gt;30 giugno&lt;/a&gt; &lt;a title="1934" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1934"&gt;1934&lt;/a&gt; Hitler, nel corso dell'iniziale lotta per il potere, purgò i vertici del partito nazista eliminando i dirigenti delle riottose &lt;a title="Sturmabteilung" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sturmabteilung"&gt;Sturmabteilung&lt;/a&gt; (SA) guidate da &lt;a title="Ernst Röhm" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernst_R%C3%B6hm"&gt;Ernst Röhm&lt;/a&gt;, che morì nel corso dell'operazione. Il girato di Der Sieg des Glaubens conteneva molte scene di Röhm ed altri dirigenti delle SA, allora osannati dalle folle e divenuti poi "innominabili"; per questo Hitler ordinò il ritiro e la distruzione di tutte le copie presenti sul mercato. Addolorato per la giovane regista, Hitler le propose di girare un film in occasione del successivo raduno del &lt;a title="Settembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settembre"&gt;settembre&lt;/a&gt; &lt;a title="1934" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1934"&gt;1934&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a title="Triumph des Willens" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Triumph_des_Willens"&gt;Triumph des Willens&lt;/a&gt; («Il trionfo della volontà»), girato in questa occasione, diverrà uno dei classici dei film di propaganda per la capacità di glorificare la figura del Führer, nuovo &lt;a title="Messia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Messia"&gt;messia&lt;/a&gt; del popolo tedesco. La sapiente regia della Riefenstahl riuscì a trasmettere agli spettatori un senso di potenza, ordine e rinascita attraverso inquadrature panoramiche di sterminate masse d'uomini marcianti in formazioni rigidamente inquadrate, &lt;a title="Musica classica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_classica"&gt;musica wagneriana&lt;/a&gt; travolgente e scenografie imponenti realizzate per il congresso dall'&lt;a title="Architetto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architetto"&gt;architetto&lt;/a&gt; &lt;a title="Albert Speer" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Speer"&gt;Albert Speer&lt;/a&gt;, destinato a diventare negli anni successivi uno dei più importanti leader nazisti. A completare l'opera e per intervallare l'incalzare delle immagini, la Riefenstahl inserì estratti dei discorsi tenuti dai capi del partito in occasione del raduno.&lt;br /&gt;Vedendo il film in originale, ho apprezzato alcuni momenti come quando una foce FC chiedeva ai soldati il luogo di provenienza (ripetendo und du - e tu...) ed essi pronunciavano il nome: uno diceva di venire dalla Foresta Nera e mi ha ricordato il grande scrittore ed eroe della Prima Guerra Mondiale Jünger (che non amava Hitler e i nazisti, anche se, come al solito, fu accusato di connivenze dai "poliziotti" del dopoguerra) ...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lodato da Hitler come, parole di lui, «incomparabile glorificazione della potenza e della bellezza del nostro Movimento [nazionalsocialista]», il film venne però criticato dai &lt;a title="Generale (esercito)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generale_%28esercito%29"&gt;generali&lt;/a&gt; della &lt;a title="Wehrmacht" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wehrmacht"&gt;Wehrmacht&lt;/a&gt; che affermarono di essere stati esclusi dalle riprese: in effetti il film contiene solo un breve spezzone relativo alle manovre dell'esercito. Hitler, desideroso di smorzare le polemiche dell'esercito, propose allora alla Riefenstahl di montare alcune scene aggiuntive che avrebbero dovuto mostrare la potenza del "nuovo" esercito tedesco. La Riefenstahl rifiutò il consiglio di Hitler e tornò l'anno successivo a Norimberga per girare un cortometraggio interamente dedicato alle forze armate che prese il titolo di &lt;a title="Tag der Freiheit - Unsere Wehrmacht" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tag_der_Freiheit_-_Unsere_Wehrmacht&amp;action=edit"&gt;Tag der Freiheit - Unsere Wehrmacht&lt;/a&gt; («I giorni della libertà - Il nostro esercito», dove il termine «libertà» si riferiva al ripudio del &lt;a title="Trattato di Versailles (1919)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Versailles_%281919%29"&gt;trattato di Versailles&lt;/a&gt; e alla reintroduzione della &lt;a title="Coscrizione obbligatoria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coscrizione_obbligatoria"&gt;coscrizione obbligatoria&lt;/a&gt; in Germania).&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1936" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1936"&gt;1936&lt;/a&gt; la Riefenstahl venne contattata da Hitler e dal Partito per realizzare un film celebrativo in occasione delle &lt;a title="XI Olimpiade" href="http://it.wikipedia.org/wiki/XI_Olimpiade"&gt;Olimpiadi di Berlino&lt;/a&gt;. Timorosa di eventuali interferenze creative da parte, soprattutto, del potente ministro della Propaganda &lt;a title="Joseph Goebbels" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Goebbels"&gt;Joseph Goebbels&lt;/a&gt; (il quale l’aveva un po’ con lei perché, in precedenza, lo aveva respinto come corteggiatore…) ella chiese e ottenne di poter produrre direttamente il film - a differenza di quanto era avvenuto con i precedenti film girati a Norimberga e prodotti direttamente dallo &lt;a title="NSDAP" href="http://it.wikipedia.org/wiki/NSDAP"&gt;NSDAP&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il risultato finale fu quello che è considerato il capolavoro della regista: &lt;a title="Olympia (film 1938)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olympia_%28film_1938%29"&gt;Olympia&lt;/a&gt;. In Olympia vengono ripresi i temi cari alla Riefenstahl, grandi masse d'uomini, esaltazione della bellezza virile dello sportivo, musica travolgente. Nonostante l'argomento principale riguardi la storia e lo svolgimento delle &lt;a title="Olimpiadi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Olimpiadi"&gt;Olimpiadi&lt;/a&gt;, dopo la caduta del nazismo non mancarono critiche al film; in molti affermarono che in realtà esso rappresentava una forma di propaganda in favore del regime hitleriano, che peraltro sfruttò l'intero evento olimpico come cassa di risonanza per mostrare al mondo gli aspetti più benevoli (durante il periodo vennero proibite le persecuzioni &lt;a title="Antisemitismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antisemitismo"&gt;antisemite&lt;/a&gt;) della "nuova" Germania.&lt;br /&gt;Nonostante le posteriori critiche, la libertà creativa che la Riefenstahl pretese le permise di dedicare all'&lt;a title="Afro-americano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Afro-americano"&gt;afro-americano&lt;/a&gt; &lt;a title="Jesse Owens" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jesse_Owens"&gt;Jesse Owens&lt;/a&gt;, atleta più rappresentativo delle Olimpiadi del 1936, una cospicua parte del girato nonostante i richiami di Goebbels che avrebbe voluto celebrare i trionfi &lt;a title="Razza ariana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Razza_ariana"&gt;ariani&lt;/a&gt; e non certo un atleta nero.&lt;br /&gt;Questo basterebbe a far capire come Leni Riefenstahl non fosse assolutamente razzista: era un’artista, grandissima in quanto a tecnica cinematografica e a sensibilità, che si era trovata a contatto con un certo tipo di loschi individui – che avevano allora il potere – e le avevano chiesto di girare dei films… In seguito – quando le vennero mostrati dagli Alleati i documenti filmici dei massacri nazisti – che lei ha sempre detto che fossero stati tenuti nascosti alla gente e a lei stessa – ebbe ovviamente una forte scossa emotiva…&lt;br /&gt;Non ci è dato sapere quanto effettivamente sia stata vicina a quella masnada di criminali, la grande regista… Io penso che la sua sia stata solo una collaborazione di tipo artistico: e che grande artista!&lt;br /&gt;Il film Olympia ha una potenza mitica e una forza delle immagini che ancora oggi lascia meravigliati pari forse soltanto a certi film di Ejzenštejn – come la bellissima versione di &lt;em&gt;Que viva Mexico!&lt;/em&gt;, quella più filologicamente corretta degli anni ’70 a cura dello stesso aiuto-regista del Maestro...&lt;br /&gt;Dunque è questo il problema: proprio perché i due film principali della Riefenstahl erano così alti da un punto di vista estetico-artistico, esaltavano giocoforza un’etica umanamente aberrante, quella nazista… Questo i tedeschi, dal dopoguerra in poi affetti da un conseguente Mea culpa e sempre più progressivamente attratti dalla cultura nordamericana – non gliel’ hanno perdonato… Questo non gliel’ha perdonato (ed è già più comprensibile benché comunque ingiusto) neppure l’intellettualità e la potenza economica ebraico-americana…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque, dopo questi due film, il destino della Riefenstahl cominciò ad essere un uccello sempre più spiumato e con difficoltà nel volo…&lt;br /&gt;Allo scoppio del &lt;a title="Seconda guerra mondiale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale"&gt;secondo confitto mondiale&lt;/a&gt; nel &lt;a title="Settembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Settembre"&gt;settembre&lt;/a&gt; &lt;a title="1939" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1939"&gt;1939&lt;/a&gt; la Riefenstahl stava lavorando al progetto del film Penthesilea, un film tragico, basato sull'opera del &lt;a title="Drammaturgo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Drammaturgo"&gt;drammaturgo&lt;/a&gt; &lt;a title="Heinrich von Kleist" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_von_Kleist"&gt;Heinrich von Kleist&lt;/a&gt;. Il conflitto portò però all'accantonamento del progetto che prevedeva scene girate in paesi ormai in guerra con la Germania. Nel settembre 1939 ella si trasferì in &lt;a title="Polonia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polonia"&gt;Polonia&lt;/a&gt; al seguito per documentare la vittoriosa avanzata tedesca ma tornò presto dal fronte, disgustata dalle atrocità commesse dall'esercito tedesco sul suolo polacco.&lt;br /&gt;A partire dall'inizio del &lt;a title="1940" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1940"&gt;1940&lt;/a&gt;, la Riefenstahl si dedicò alla produzione di &lt;a title="Tiefland" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tiefland&amp;action=edit"&gt;Tiefland&lt;/a&gt; («Bassopiano»), un film che aveva in mente già da diversi anni ma che venne completato solamente nel &lt;a title="1954" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1954"&gt;1954&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Nel &lt;a title="1940" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1940"&gt;1940&lt;/a&gt; inizia le riprese di "Bassopiano" che dovrà abbandonare a causa della guerra e potrà riprendere solo nei primi anni cinquanta dopo che, alla fine della &lt;a title="Seconda guerra mondiale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale"&gt;guerra mondiale&lt;/a&gt;, verrà chiamata a rispondere delle sue attività filonaziste. Nel &lt;a title="2002" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2002"&gt;2002&lt;/a&gt; esce il suo ultimo film, un documentario di riprese sottomarine: "&lt;a title="Meraviglie sott'acqua" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Meraviglie_sott%27acqua&amp;amp;action=edit"&gt;Meraviglie sott'acqua&lt;/a&gt;". Nell'autunno &lt;a title="2003" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2003"&gt;2003&lt;/a&gt; muore nella sua casa di &lt;a title="Pöcking" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=P%C3%B6cking&amp;action=edit"&gt;Pöcking&lt;/a&gt; (&lt;a title="Baviera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Baviera"&gt;Baviera&lt;/a&gt;) all'età di 101 anni.&lt;br /&gt;Ma pur essendo stata emarginata, come regista, dal dopoguerra in poi, anch’ella come una principessa in esilio e prigioniera del suo passato, l’incredibile energia contagiosa di questa donna non ne fece una reclusa lamentosa e aspra, ma, anzi, ne esaltò gli spiriti vitali in direzioni altre ed inconsuete… Ed eccola, negli anni ’60, sulle copertine di mezzo mondo, per il suo straordinario servizio fotografico sulle tribù africane dei Nuba (con i quali convisse per lunghi mesi, colpita dalla grande felicità che la cosa le dava); ed eccola, in anni più recenti, subacquea di novant’anni a fare pericolose immersioni per bellissimi documentari sottomarini insieme al baby marito che poteva esserle nipote…&lt;br /&gt;E nonostante codesta forzata e ingiusta emarginazione – l’emarginazione di una delle più grandi registe del mondo – ci fu chi, come Susan Sontag non mancò di dire un' assurdità condita da ideologia riguardo alle foto dei Nuba africani – criticandole come fasciste e celebrative del culto della forza e della virilità…&lt;br /&gt;In anni più recenti la Riefenstahl disse giustamente :“ Come poteva, una donna intelligente come la Sontag, dire una cosa così stupida? Io i Nuba li ho fotografati così come li ho visti… Se molti di loro sono belli e armoniosi nel corpo, è forse colpa mia?”…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Una nota polemica per concludere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo di 94 anni Erich Priebke: il &lt;a title="12 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/12_giugno"&gt;12 giugno&lt;/a&gt; &lt;a title="2007" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2007"&gt;2007&lt;/a&gt; il giudice militare gli concede il permesso per uscire di casa e recarsi al lavoro.&lt;br /&gt;Il &lt;a title="18 giugno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/18_giugno"&gt;18 giugno&lt;/a&gt; 2007 (Dio che puntualità, che solerzia…) alcuni dimostranti della Comunità Ebraica hanno protestato davanti all'abitazione in cui risiede Priebke agli arresti domiciliari e in via Panisperna, davanti allo studio dell'avvocato Paolo Giachini denominato "Associazione Uomo e Libertà". Lo stesso giorno il giudice dott. Isacco Giorgio Giustiniani revoca il permesso di lavoro precedentemente concesso; alla base del provvedimento il fatto che Priebke abbia omesso di comunicare alle autorità gli orari e le modalità dei suoi spostamenti per recarsi a lavorare nello studio del suo avvocato. Il magistrato dell'ufficio militare di sorveglianza ha quindi disposto, si legge nel provvedimento, che il detenuto "Eric Priebke non possa ulteriormente allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi allo studio dell'avvocato Giachini…&lt;br /&gt;La vicenda processuale italiana di Priebke pare il balletto di uno schizofrenico, se non sapessimo che, probabilmente non è così… Nel &lt;a title="Maggio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maggio"&gt;maggio&lt;/a&gt; &lt;a title="1994" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1994"&gt;1994&lt;/a&gt; il giornalista statunitense &lt;a title="Sam Donaldson" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sam_Donaldson&amp;action=edit"&gt;Sam Donaldson&lt;/a&gt; intervistò Priebke in &lt;a title="Argentina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Argentina"&gt;Argentina&lt;/a&gt; per conto dell'emittente &lt;a title="American Broadcasting Company" href="http://it.wikipedia.org/wiki/American_Broadcasting_Company"&gt;ABC&lt;/a&gt; (e questo già dimostra come l' ex ufficiale tedesco non cercasse di nascondersi…). Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine (che strano: nel caso di Priebke fu concessa senza troppe difficoltà, in altri casi non fu così... Forse che Priebke non era protetto da nessuno? Forse che Priebke non doveva essere usato, come altri ex nazisti ben più responsabili, dal controspionaggio)... Estradato in &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;Italia&lt;/a&gt;, nel &lt;a title="Novembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Novembre"&gt;novembre&lt;/a&gt; &lt;a title="1995" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1995"&gt;1995&lt;/a&gt;, venne rinchiuso nel carcere militare "Forte Boccea" di Roma. Il governo, guidato allora da &lt;a title="Lamberto Dini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lamberto_Dini"&gt;Lamberto Dini&lt;/a&gt;, chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per &lt;a title="Crimini di guerra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra"&gt;crimini di guerra&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Priebke fu quindi imputato di concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani per i fatti accaduti presso le &lt;a title="Eccidio delle fosse Ardeatine" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_delle_fosse_Ardeatine"&gt;Fosse Ardeatine&lt;/a&gt; il &lt;a title="24 marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/24_marzo"&gt;24 marzo&lt;/a&gt; &lt;a title="1944" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1944"&gt;1944&lt;/a&gt;. Il &lt;a title="1 agosto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1_agosto"&gt;1 agosto&lt;/a&gt; &lt;a title="1996" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1996"&gt;1996&lt;/a&gt;, il &lt;a title="Tribunale militare" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tribunale_militare"&gt;Tribunale militare&lt;/a&gt; dichiarò di non doversi procedere ...omissis... essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato.&lt;br /&gt;La sentenza non fu mai eseguita anche a causa delle molte critiche ricevute, sia in &lt;a title="Italia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia"&gt;Italia&lt;/a&gt; sia all'estero, dalle &lt;a title="Comunità ebraica" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Comunit%C3%A0_ebraica&amp;amp;action=edit"&gt;comunità ebraiche&lt;/a&gt; che si sentivano offesi dall'assoluzione.&lt;br /&gt;La &lt;a title="Corte di Cassazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Cassazione"&gt;Corte di Cassazione&lt;/a&gt; annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, (ma cumulando gli anni di prigionia dopo la guerra e il condono di 10 anni, da scontare solo alcuni mesi); poi, nel &lt;a title="Marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marzo"&gt;marzo&lt;/a&gt; &lt;a title="1998" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1998"&gt;1998&lt;/a&gt;, la &lt;a title="Corte d'Appello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corte_d%27Appello"&gt;Corte d'Appello&lt;/a&gt; militare lo condannò all'&lt;a title="Ergastolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ergastolo"&gt;ergastolo&lt;/a&gt;, insieme all'altro ex ufficiale delle &lt;a title="Schutzstaffel" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schutzstaffel"&gt;SS&lt;/a&gt; &lt;a title="Karl Haas" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Karl_Haas&amp;action=edit"&gt;Karl Haas&lt;/a&gt;. La sentenza è stata confermata nel &lt;a title="Novembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Novembre"&gt;novembre&lt;/a&gt; dello stesso anno dalla &lt;a title="Corte di Cassazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Cassazione"&gt;Corte di Cassazione&lt;/a&gt;; a causa della sua età avanzata, a Priebke sono stati concessi gli arresti domiciliari.&lt;br /&gt;Fino ad oggi, Priebke - nonostante l’atteggiamento ipocrita di molti, l’ingiustizia nei suoi confronti, non verso il nazista delle SS ma verso l’uomo che vorrebbe una giustizia vera, giusta appunto, verso l’uomo calunniato, cui hanno attribuito (falsamente) torture e mille altre cose - ha mantenuto una grande dignità umana e la speranza e la forza di lottare… Ecco le sue parole in una bella intervista: "Le invenzioni di alcuni falsi testimoni sulle mie responsabilità in atti malvagi, torture e cose del genere sono un male veramente gratuito e quindi per me più doloroso. E’ propria questa cosa che più di ogni altra, ancora oggi mi fa soffrire. La ingiustizia della condanna all’ergastolo, rientra tutto sommato nella logica della vendetta, meccanismo questo che anche se aberrante è comprensibile alla mia mente. Le menzogne diffamanti però manipolano l’immagine della persona snaturandola agli occhi dei suoi simili, dei suoi amici e parenti, sono un’onta insopportabile, un male veramente raffinato contro il quale non mi stancherò mai di lottare. Proprio per questo da tempo ho intentato una serie di cause civile contro i miei diffamatori e a tutt’oggi ho già ottenuto contro giornalisti mistificatori e falsi testimoni ben 8 condanne per diffamazione, altre presto verranno". (da &lt;a href="http://www.antonellaricciardi.it/interviste.asp?id=18"&gt;http://www.antonellaricciardi.it/interviste.asp?id=18&lt;/a&gt; )... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una di queste cause per diffamazione è stata vinta contro lo scrittore cileno Sepùlveda... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E ancora Priebke dice: "Su tutte le sentenze che mi riguardano posso dirle che non si è mai processato l’uomo Priebke, innocente o colpevole che fosse, ma l’ideologia che si voleva a tutti i costi che egli incarnasse. Si è giudicato non secondo i canoni del diritto ma all’unico scopo di inscenare un processo mediatico che avrebbe imposto all’attenzione dell’opinione pubblica il solito pacchetto emozionale, confezionato per suggestionare le masse con la figura di un mostro a uso e consumo dei giochi di potere dei potenti. Il caso Priebke doveva essere l’ennesima occasione per riaffermare e giustificare i principi su cui si fondano le suggestioni politiche e sociali del mondo attuale. Un mondo programmato nella conferenza di Yalta, autolegittimato con i processi farsa di Tokio, Norimberga e gli altri, inscenati via via contro chi non voleva allinearsi alle logiche del nuovo corso. Doveva essere l’ultima occasione per usare il soldato tedesco come simbolo del male, contrapposto a tutto ciò che in termini sempre più categorici viene imposto ai popoli della terra come il bene: il nuovo ordine mondiale, quello globalizzato da un ristretto gruppo di plutocrati cosmopoliti e dai politicanti al loro servizio"... (da &lt;a href="http://www.antonellaricciardi.it/interviste.asp?id=18"&gt;http://www.antonellaricciardi.it/interviste.asp?id=18&lt;/a&gt;)... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli hanno chiesto di pentirsi e lui ha subodorato quello che in realtà volevano: la solita confezione d’emozioni da dare in pasto ai mass-media e da utilizzare per i giochi di potere e di carriera di qualcuno… E ha detto: “come faccio a pentirmi di una cosa che non ho voluto io?”... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Priebke è stato l’esecutore di ordini militari (in guerra…) … Così come molti altri, da sponde opposte…&lt;br /&gt;Priebke fu costretto a uccidere, in guerra, solo due persone… Kappler era il suo superiore...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che mi fa incazzare del caso Kappler - ricordo la sua fuga, da bambino - lasciando stare le questioni giuridiche e processuali su cui non entro nel merito - è stato l'accanimento incredibile con il quale non si è dimostrata un po' di clemenza nemmeno negli ultimi istanti della sua vita, nemmeno dopo la malattia... è l'accanimento forcaiolo che mi dà fastidio... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come se servisse, sempre e costantemente di fronte all'opinione pubblica, un mostro, o un agnello da sacrificare alla sete di vendetta… (mentre i militari superiori di Kappler erano già graziati e in libertà dagli anni cinquanta, a parte uno stroncato dal cancro) …&lt;br /&gt;Ora c’è Priebke, che prima viene assolto, poi condannato ad una condanna di 15 anni dei quali deve però solo scontare pochi mesi, con accordo delle due parti; e all'improvviso, probabilmente con ordini dall'alto per la riapertura del processo, viene successivamente condannato all’ergastolo; poi gli viene concesso il permesso di uscire per lavoro, ma subito dopo negato, vengono vietate le manifestazioni in sua difesa, gli viene impedito di vedere la moglie, in Argentina… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la serie di "stranezze" nelle vicende processuali di Priebke rimando al suo libro autobiografico e al sito della giornalista Ricciardi, di cui sopra... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma si devono aggiungere, senza ipocrisia, alcune considerazioni generali... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno mi deve spiegare perché furono processati (giustamente) i crimini nazisti ma non i colpevoli per la bomba su Hiroshima o per Dresda rasa al suolo o per decine e decine di altri crimini "di guerra"... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Insomma: qual è il confine tra crimini di guerra e crimini contro l'umanità? A me paiono sempre crimini, tutti, anche i più recenti... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se non mi si dà una risposta io devo pensare allora che il processo di Norimberga sia stato un &lt;em&gt;coup d'effet&lt;/em&gt; per colpire solo i nomi più famosi: e che serviva soprattutto a mostrare i muscoli degli americani agli occhi del mondo; a preparare il nuovo ordine mondiale LIBERAL-GLOBAL dove sarebbe stato lecito tramare e far tremare per gli affari USA: contro Allende, che Nixon chiamava S.O.B (e avete capito benissimo il gentile appellativo in inglese…), contro Castro (che Bob Kennedy voleva far assassinare e perennemente condannato all’embargo), contro qualsiasi disturbatore degli interessi USA… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cos’erano per gli USA il Centro e il Sud dell’America? Erano il cortile di casa… E l’Africa: un posto da sfruttare nelle ricchezze del sottosuolo…&lt;br /&gt;Tutto dopo sarebbe stato lecito, agli USA, anche inventarsi armi irakene, anche condurre una politica talmente individualistica da dimenticare le esigenze del resto del Mondo…&lt;br /&gt;Ma quanti processi di Norimberga ci dovrebbero essere contro altri crimini nel mondo?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sia ben chiaro: io non c'entro nulla con certo pregiudiziale anti-americanismo dell'estrema sinistra (e destra)... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Amo gli USA e gli americani, gran bambinoni, sono loro grato per gli aiuti economici dopo la guerra e per la protezione contro i russi bolscevichi, e mi pare davvero ben funzionante il loro sistema democratico, dalla Fondazione in poi; ma non mi persuadono semplicemente tre cose:&lt;br /&gt;1) certi comportamenti arroganti, a cominciare dallo sterminio dei nativi indiani d’America, ma soprattutto dal dopoguerra in poi, (insomma finita l’epoca di quel grande uomo che fu Franklin Delano Roosevelt), della loro politica estera…&lt;br /&gt;2) La matrice protestante-puritana (e il fondo moralistico) della loro cultura, dai Padri pellegrini in avanti…&lt;br /&gt;3) La loro legge sulle CORPORATION e l’arroganza anche anti-ambientale delle stesse…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se prima c’era stata l’odiosa caccia all’ebreo, dopo la guerra ci fu, ovviamente più ragionevolmente motivata e giusta rispetto alla prima, ma altrettanto odiosa e poliziesca anche per la possibilità di errori, caccia al collaborazionista, da Céline a Furtwängler … E l'emarginazione per molti, anche grandi artisti dopo (vedi il caso della regista, di cui sopra)...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Odiosa perché in questi casi che assomigliano alle vendette dei vincitori, c'è chi la fa franca abiurando o cambiando casacca, per cui a pagare sono solo quelli che non hanno protettori forti o repentini ripensamenti...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornando al caso Priebke, io, da quel cristiano pieno di imperfezioni quale sono, non avrei dubbi a concedere la Grazia…&lt;br /&gt;La manifestazione terribile del Male, nell'episodio tragico delle Fosse Ardeatine, aveva un unico mandante: Adolf Hitler... Se Priebke o altri si fossero rifiutati d'eseguire l'ordine, sarebbero stati fucilati... Questo ricordiamolo, per favore... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A me pare che ciò che infastidisce molti sia l'atteggiamento, sempre fiero e dignitoso di Priebke: lo si vorrebbe piagnucolante e implorante un perdono che certo non può venire da uomini... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma Priebke è uno degli ultimi soldati tedeschi tutti d'un pezzo e probabilmente la teatralità piagnona di certo pentitismo italiano (o peggio di certo voltagabbanismo), non gli appartengono, non sono nel suo carattere... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E se l'ex soldato tedesco sentirà il bisogno profondo di chiedere perdono, lo farà davanti al buon Dio e non certo davanti alle TV o ai giornalisti per poi essere nuovamente dato in pasto all'opinione pubblica... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque, non capisco a cosa serva tenere un uomo bene in vista nella sua gabbia, al prezzo di un milione di euro all’anno sui contribuenti…&lt;br /&gt;Perché ostinarsi in una specie di vendetta, perché si processa il simbolo e non l’uomo, perché vengono calpestati certi diritti che, prima ancora che scritti nella legge, sono scritti nel cuore dell’uomo? E perché invece c’è anche qualche familiare delle vittime che ha voluto serenamente parlarci e colloquiare e i familiari delle vittime non ebree che ritirarono, a suo tempo, l'accusa riconoscendo la limitata responsabilità di Priebke?…&lt;br /&gt;Il desiderio di vendetta non è mai Giustizia… E non restituisce mai le vite di chi ci è stato caro…&lt;br /&gt;Spesso è Giustizia il Perdono… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma c'è sempre uno iato tra la legge scritta sulla carta e quella scritta nel cuore...&lt;br /&gt;Antigone docet…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è la mia domanda agli amici ebrei: a chi e a che cosa serve la vendetta? … &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANDREA MARGIOTTA &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: Mi sono avvalso - per alcune parti sulla regista tedesca e su Priebke - di Wikipedia per la comodità dei collegamenti... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non rispondo di inesatezze o altro per i passi tratti da essa anche nei collegamenti...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho corretto e integrato dove ho potuto... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono assolutamente d'accordo sulle prime parti di Wikipedia relative a Priebke - che non ho ripreso - che mi paiono gravate da approssimazione e mancanza di documentazione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-3429256553016737355?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/3429256553016737355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=3429256553016737355&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3429256553016737355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3429256553016737355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/07/dannunzio-e-le-droghe-e-altri-casi-di.html' title='D’Annunzio e le droghe e altri casi di ipocrisia…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RqtfSRf_woI/AAAAAAAAAFY/1fKOli88w5w/s72-c/leni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-5184133685330022399</id><published>2007-05-31T10:10:00.000-07:00</published><updated>2008-12-10T01:43:04.197-08:00</updated><title type='text'>PENSIERI SUL CINEMA DI UN SOGNATORE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GlFGS9vI/AAAAAAAAAEo/LoEypUNAK9A/s1600-h/andie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070778939535980274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GlFGS9vI/AAAAAAAAAEo/LoEypUNAK9A/s320/andie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GKFGS9uI/AAAAAAAAAEg/Ng7tvdwh9gw/s1600-h/novak-and-hitchcock.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070778475679512290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GKFGS9uI/AAAAAAAAAEg/Ng7tvdwh9gw/s320/novak-and-hitchcock.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GBlGS9tI/AAAAAAAAAEY/y2I44827wu4/s1600-h/kingkong.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070778329650624210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GBlGS9tI/AAAAAAAAAEY/y2I44827wu4/s320/kingkong.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8EeVGS9rI/AAAAAAAAAEI/wNcB7gdaVzU/s1600-h/milan7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070776624548607666" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8EeVGS9rI/AAAAAAAAAEI/wNcB7gdaVzU/s320/milan7.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha ragione Tarantino quando si scaglia contro il cinema italiano… Magari esagera un po’, ma coglie il bersaglio… Dice che la produzione degli ultimi anni lo deprime, lui che amava così tanto i poliziotteschi italiani anni settanta, tipo il memorabile &lt;em&gt;Milano calibro 9&lt;/em&gt; di Fernando di Leo, con una splendida Bouchet biondissima che balla… Una rivincita per certi registi come Lenzi o di Leo ingiustamente snobbati da molti critici (ma non dal pubblico)… Aggiungiamo che si potrebbe anche ricordare il cinema dei Rossellini, Pasolini, Antonioni, Fellini, Visconti, Zurlini, DeSica e Germi…&lt;br /&gt;Ed oggi? Storie un po’ del cazzo – o per continuare con le parole del mitico Quentin – sempre i soliti tiramenti intimistici, storie di ragazzetti foruncolosi che vanno in vacanza e ritmo e visione mutuati dalla Tv… Insomma: il desolato paesaggio di un paese provinciale senza il coraggio degli affondi o delle sperimentazioni, senza immaginazione… incadaverito in un generico conformismo e in piattezza, marionetta i cui fili sono spesso tirati da burocrati senza estetica o da politici senza gusto…&lt;br /&gt;Tran tran, respiro affannoso e vivacchiante ma senza neppure l’eroismo tragico dell’animale morente: piuttosto, l’untuosità burocratica e ragioniera che non ha nulla di artistico…&lt;br /&gt;Certo, Tarantino dimentica taluni buoni risultati, alcuni notevoli talenti sempre più in forma come i Sorrentino, Garrone, Winspeare, Soldini e tanti altri ancora come il Rubini de &lt;em&gt;La Terra&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;E dimentica anche un film che a lui forse poteva piacere molto, se lo avesse visto: &lt;em&gt;Romanzo Criminale&lt;/em&gt; di Placido, che mi ha inchiodato alla sedia, a me come ad altri…&lt;br /&gt;E perfino il primo &lt;em&gt;Notte prima degli esami, &lt;/em&gt;del mio ex collega Brizzi, aveva una leggerezza di tocco e un’atmosfera che facevano cogliere, a un occhio attento, la cultura cinematografica e la perizia drammaturgica dell’autore…&lt;br /&gt;In generale, però, Quentin non ha tutti i torti come ha sottolineato anche Pupi Avati…&lt;br /&gt;Ma Tarantino ha fatto bene perché è tipico di un paese come l’Italia risentirsi per le critiche, tanto più poi se vengono da un cugino "benestante e trendy" americano: e, come tutti i provinciali che però hanno una marea di talenti artistici “in sonno”, scuotersi dal torpore cercando di far meglio…&lt;br /&gt;Il cinema italiano è in ripresa: gli incassi lo confermano… Ma cerchiamo di ascoltare di più i consigli di un produttore come Dino DeLaurentiis costretto ad emigrare negli Usa anche a causa di una legge italiana sul cinema balorda che ha aumentato il controllo politico e messo il piombo alle ali del sistema industriale… Il sistema americano (almeno sul cinema) è da imitare: l’industria di Hollywood è il concentrato dei peggiori vizi e difetti umani e della più bieca e becera non cultura ma, accanto ad esso (ed anche grazie ad esso), si afferma un cinema indipendente spesso di grande qualità…&lt;br /&gt;Certo, un maestro come Bellocchio fa anche bene a reagire, piccato e offeso: “O Tarantino: io sono Bellocchio, mi conoscono dal ’68 e adesso arrivi tu a pontificare…Guarda che i pugni posso tenerli in tasca ma posso anche usarli…”…&lt;br /&gt;Scherzi a parte, ha fatto bene Tarantino ma ha fatto bene pure Bellocchio a reagire in difesa del prodotto nazionale anche perché il suo notevole &lt;em&gt;Regista di matrimoni&lt;/em&gt;, il Quentin sicuramente non ha avuto modo di vederlo…&lt;br /&gt;Ho apprezzato molto l’ultima produzione di Bellocchio: un regista che, tuttora, mi mette una certa soggezione… Lo sento come un idioma straniero, non avverto l’afflato che mi porta, pur nella lontananza ideologica, verso i Bertolucci e i Moretti… Bellocchio mi pare uno che segua una sua strada personalissima e solitaria, inusuale, impervia… Lo rispetto, lo ammiro ma non riesco a trovare una chiave per aprire le sue porte…&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorrentino che passeggia qui a Roma, in Piazza S.Lorenzo in Lucina con il suo gruppetto di collaboratori un po’ froci (almeno nelle movenze…) … Che starà mai cercando, forse angoli di ripresa per il suo prossimo film?… Grande talento, Sorrentino: però uno stramaledettissimo completo elegante, te lo vuoi fare o no? Sei uno dei migliori registi italiani, va’ là, probabilmente non fai gli incassi americani di Gabriele Muccino o le scorpacciate femminili di Gabriel Garko… Però non puoi girare come un universitario di materie letterarie in blusa e jeans, idem i tuoi collaboratori, identici nel look: non puoi, perché fa tanto ex Unione Sovietica…&lt;br /&gt;Boh! Forse è un’esigenza di comodità…&lt;br /&gt;Ad ogni modo, l’anticonformismo è una questione dello spirito così come il genio: non ha bisogno di divise minimal… Non ho mai visto Pasolini in tenuta da meccanico...&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silvio Muccino invece si veste bene (&lt;em&gt;d'accord&lt;/em&gt;, lui è pure attore…): si sta anche facendo i muscoletti in una palestra e proprio lì, aspettando la mia ex fidanzata, lo conobbi e ci parlai: fu gentilissimo… Poi lo incontrai nuovamente a Sorrento, per una mia premiazione: mangiavamo allo stesso tavolo perché eravamo nello stesso gruppo di produzione e gli feci una battuta un po’ cattivella che non deve aver gradito… Si vede che con i Muccino io proprio non mi ci ritrovo (vedi il precedente articolo sul fratello Gabriele)…&lt;br /&gt;Ma, mentre in Gabriele io riscontro un’inquietudine e un certo talento, in Silvio intravedo una ansiosa presunzione tardo-adolescenziale… Come attore funziona, non è male per le parti che fa (ma vorrei vederlo in ruoli diversi)… E se facesse sempre l’attore non avrei nulla da ridire… E invece no! Silvio aspira all' artista totale: prima ci prova come sceneggiatore, poi come scrittore di libri a quattro mani, infine, oggi, si lancia come regista… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vorrei dare uno schiaffetto a Muccino, un simpatico buffetto perché so bene che, tra dieci anni e con un po' di maturità in più forse mi ringrazierebbe...&lt;br /&gt;Poi dici che Tarantino si incazza! No, non è una cafonata quella di Quentin: è un urlo liberatorio come il Fantozzi della Corazzata…&lt;br /&gt;Ma Dio Santo! Possibile che un produttore italiano (e spero non sia chi penso io) sentendo il nome Muccino venga percorso da formicolii e brividini e pensi di eguagliare gli incassi americani del fratello?&lt;br /&gt;Ma che razza di visione poetica delle cose potrà mai avere Silvio, che è appena uscito dalle Scuole Superiori italiane e non è certo Rimbaud? Che razza di sapienza tecnica del mestiere… E soprattutto: che conoscenza della drammaturgia?&lt;br /&gt;Pochi sanno (o molti sanno e non vogliono ammetterlo) che il segreto di un film sta nella storia ben scritta, dunque nella drammaturgia… A meno che uno non sia uno straordinario talento poetico come Pasolini o un artista come Rossellini…&lt;br /&gt;La forza di un film non sta nei virtuosismi del piano-sequenza o delle angolazioni di macchina strane… No, il segreto è la storia ben scritta e ben recitata…&lt;br /&gt;E che conoscenza della drammaturgia potrà avere Silvio Muccino che probabilmente confonde Sofocle con Socrate?&lt;br /&gt;Ma no: il produttore italiano sente il cognome Muccino, concorda con lui un titolo di una banalità sconfortante come “Parlami d’amore” (pensando che ogni film con la parola amore debba essere sempre e soltanto un successo, ignorando forse certi flop come l’ultimo &lt;em&gt;Voce del verbo amore&lt;/em&gt;) e fissa un’uscita per il S.Valentino del 2008 (sperando che sia sciamanicamente propizia come il &lt;em&gt;Notte prima degli esami&lt;/em&gt; che almeno era fatto discretamente)…&lt;br /&gt;Io non voglio che a parlarmi d’amore, a me o alle ragazzine, sia Muccino: io voglio che a parlarmi d’amore sia Dante o Leopardi o Neruda o Baudelaire o Wong Kar-Wai o Kim Ki-Duk… Delle visioni stanco-sociologico televisive, stanco-borghesi del Muccino piccolo non so che farmene…&lt;br /&gt;Il film sarà una boiata pazzesca, dunque un flop: se ci sono ancora un cuore e un’intelligenza in codesto paese… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Continuiamo così: facciamoci del male…&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfred Hitchcock, che per lungo tempo fu considerato solo un abile artigiano magari con la banale definizione di maestro del brivido, è stato un grande cineasta e la di lui conoscenza costituisce una sorprendente lezione di cinema, una delle migliori… Lo sapeva bene Truffaut che lo amava e che lo intervistò in maniera memorabile… Hitchcock è un grande così come Bergman è invece, come dicono a Roma, una “sola”, se si escludono poche cose come &lt;em&gt;Il Settimo Sigillo&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Il posto delle fragole &lt;/em&gt;(che comunque scambierei volentieri per un film di Bresson o di Tarkovskij)… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo che proprio Tarkovskij ha realizzato nelle sue opere quello che Bergman forse avrebbe voluto, tentando, approssimandosi molto ma sfiorandolo appena ... Sintomatico uno scritto dello stesso Bergman, dove lo svedese con grandissima umiltà riconosce questo suo tentativo a lui non riuscito come al regista russo ... Filmare l'invisibile forse? Filmare il Mistero?  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'unico film di Bergman che davvero amo è &lt;em&gt;La fontana della vergine, &lt;/em&gt;film di rara bellezza e tensione ...&lt;br /&gt;Certo, Allen, in una celebre scena, se la prendeva con la Keaton rea di aver parlato male dello svedese che lui tanto ama, a tal punto da assumere lo stesso direttore della fotografia (io amo Allen ma non amo Bergman…) … Ma in Bergman c’è sempre una specie di morbosità, una pretenziosità, uno sguardo sociologico, una visione borghese, una angoscia protestante e solipsistica… E, soprattutto e non poche volte, una pesantezza gratuita che viene scambiata per profondità … Ma volete mettere con la bellezza e il nitore di un collega nordico benché danese come Dreyer?&lt;br /&gt;Del resto, furono emblematici i molti fiaschi iniziali di Ingmar, prima che divenisse l’autore tanto amato dagli pseudo-intellettuali di ogni dove…&lt;br /&gt;Non abbagliò però uno come Lévi Strauss che proprio non sopportava Bergman e sono d’accordissimo con lui…&lt;br /&gt;Invece, il celebre antropologo amava molto Hitchcock, non solo nel perfetto &lt;em&gt;La finestra sul cortile&lt;/em&gt;, capolavoro, ma anche in quel film imperfetto, secondo Truffaut capolavoro“malato” come &lt;em&gt;Vertigo – La donna che visse due volte&lt;/em&gt; che secondo me è splendido…&lt;br /&gt;Un purista o un esperto di drammaturgia avrebbe accorciato la prima parte e ampliato la seconda, inserendo qualche flashback informativo: avrebbe sviluppato e approfondito il tema che, in effetti, interessava maggiormente Hitchcock ovvero la ri-creazione di una donna dall’immagine ossessionante e fantasmatica di una morta, che avviene nella seconda parte…&lt;br /&gt;Tuttavia, a mio avviso, la prima parte, troppo lunga, è bella proprio per quel clima di mistero, ma anche di sogno o sospensione amorosa che riesce a creare…&lt;br /&gt;Forse il film doveva essere ancor più lungo, così da sviluppare meglio anche la seconda parte: ma sarebbe stato impossibile per i parametri e gli standard di durata di Hollywood…&lt;br /&gt;Truffaut ha fatto sua, benissimo, la lezione del Maestro ( in modo molto personale): bene anche Chabrol… Meno bene tanti altri, come Brian De Palma che sbaglia, non sempre ma almeno tutte le volte che invece di fare come Hitchcock fa Hitchcock…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;King Kong&lt;/em&gt;, il film del ’33, l’originale, unico ed inimitabile, è un capolavoro: è una straordinaria metafora, non solo degli Usa ma della vicenda umana in senso universale, un’opera piena di echi e simbolismi non soltanto erotici… La vicenda della Bella e della Bestia è senza tempo… Qui, è la Bella che alla fine uccide la Bestia…&lt;br /&gt;Film straordinario, per una miriade di motivazioni e non anche per i fantastici trucchi artigianali che impressionano ancora oggi, pur abituati ad ogni diavoleria digitale (ma spesso senz’anima)…&lt;br /&gt;Film che condensa il popolare e l’avventura, l’amore ma proiettandoli in una dimensione di grandezza e visionarietà onirica…&lt;br /&gt;Devo però anche salvare, forse perché la storia è troppo bella e regge anche quando il film non sia un capolavoro come l’originale degli anni trenta, la versione anni settanta con Jessica Lange da infarto… Da piccolo, potevo avere sette anni, mi presi una cotta cinematografica per la Lange, dopo quel film visto al cinema… Un febbrone e dolci sogni…&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;King Kong&lt;/em&gt; degli anni trenta è un diamante lucente che riesce a turbare l’inconscio così come un altro bellissimo film di luci ed ombre e mistero: &lt;em&gt;Il Bacio della Pantera&lt;/em&gt; &lt;em&gt;(Cat People)&lt;/em&gt;, l’originale del ’43 di Jacques Tourneur, rifatto da quel sapiente e colto sceneggiatore (&lt;em&gt;Taxi Driver)&lt;/em&gt; e talvolta bravo regista di Paul Schrader ( grande in &lt;em&gt;American Gigolò&lt;/em&gt;: ho anche la sua ascetica tesi di laurea che è diventata un libro in commercio…) negli anni ottanta senza però superare o reggere il modello…&lt;br /&gt;Se fossi un docente universitario di cinema partirei proprio da &lt;em&gt;King Kong&lt;/em&gt;, per poi saltare indietro all'immenso Chaplin e via…&lt;br /&gt;TAGLIO SU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non vorrebbe una moglie come Andie MacDowell, memorabile in &lt;em&gt;Green Card&lt;/em&gt; o in &lt;em&gt;Quattro matrimoni e un funerale?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Bellezza autunnale… &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-5184133685330022399?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/5184133685330022399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=5184133685330022399&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5184133685330022399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/5184133685330022399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/05/pensieri-sul-cinema-di-un-sognatore.html' title='PENSIERI SUL CINEMA DI UN SOGNATORE'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rl8GlFGS9vI/AAAAAAAAAEo/LoEypUNAK9A/s72-c/andie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-186962489950709408</id><published>2007-03-10T08:19:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:04.778-08:00</updated><title type='text'>La Divina Garbo...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLgH2tad-I/AAAAAAAAAD8/lj-3ffY9Ing/s1600-h/garbo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040337358530705378" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLgH2tad-I/AAAAAAAAAD8/lj-3ffY9Ing/s320/garbo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLf3mtad9I/AAAAAAAAAD0/H4Mlrbm1w_I/s1600-h/Grt.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040337079357831122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLf3mtad9I/AAAAAAAAAD0/H4Mlrbm1w_I/s320/Grt.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLfkmtad8I/AAAAAAAAADs/UcyoTEKDwmE/s1600-h/gretagarbo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5040336752940316610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLfkmtad8I/AAAAAAAAADs/UcyoTEKDwmE/s320/gretagarbo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Mario Luzi piaceva la Garbo… In effetti, se penso a un volto femminile da associare alla poesia del Maestro fiorentino (anche mio...), non esiterei a scegliere quello – come disse R.Barthes in un suo saggio – di “neve e solitudine” della &lt;em&gt;Divina&lt;/em&gt; Greta Lovisa Gustafsson in arte Garbo…&lt;br /&gt;Un volto che metteva soggezione, come dichiarava Fellini…&lt;br /&gt;Pur non essendo un fan della Garbo (anche per motivi generazionali) e pur preferendo altre bellezze come la stessa sua “rivale” Dietrich o la Bacall o Julie Christie o perfino bellezze tanto carnali quanto lei era algida, austera e aristocratica, come Pamela Anderson o Jenni Lo (Lopez…) , non posso negare di subire sempre e sistematicamente il suo strano, misteriosissimo e inquietante fascino tutte le volte che mi capita di guardare un suo film… C’è qualcosa nella Garbo che mi attrae e qualcosa che mi respinge… Sempre Barthes scrisse del viso della Garbo come espressione di un’Idea (platonica) e che “rappresenta quel momento fragile dove il cinema tira una bellezza esistenziale da una bellezza essenziale, dove l’archetipo inclina verso il fascino ambiguo di figure perenti, dove la luminosità delle essenze carnali cede il posto a una lirica della donna»… Un viso che riportava a qualcosa di mistico e sacrale ma che trascinava anche verso la perdizione…&lt;br /&gt;Inutile soffermarsi sui cento aneddoti, veri o falsi, che la sua leggenda contribuì ad alimentare: dalle ambiguità sessuali all’isolamento protetto dai suoi amici miliardari, dalla dicotomia tra la persona reale e la Diva alle sue umili origini natali, dal suo senso di inadeguatezza, dal suo sottrarsi alla stampa, al suo precoce ritiro dalle scene…&lt;br /&gt;Dopo il fiasco del suo film &lt;em&gt;Non tradirmi con me&lt;/em&gt; di Cukor, del ’41, la Garbo a 36 anni abbandonò per sempre il set cinematografico: in verità, visionò a lungo copioni, (avrebbe voluto interpretare la parte di S.Francesco ma non se ne fece nulla); tuttavia, nonostante le richieste di tanti, compresi Bergman e il nostro Visconti, non tornò più sugli schermi… Una vita di buon ritiro ma anche di viaggi (sotto falso nome, per proteggere la privacy) e di yacht…&lt;br /&gt;E tornando al suo viso, al suo bel volto da sfinge nordica, che diventa ancor più bello, a mio avviso, le poche volte che ride (come nel film &lt;em&gt;Ninotchka&lt;/em&gt; di Lubitsch), cos’è che mi attrae e cosa mi respinge?&lt;br /&gt;Mi attrae sicuramente quel misticismo, accentuato ancor più dalla fotografia dei tempi e dalla circonfusione di luce dei suoi primi piani, quella sacralità, quell’austerità aristocratica…&lt;br /&gt;E cosa mi respinge? Forse quel tremendo senso di lontananza che suscita, dunque, una certa malinconia…&lt;br /&gt;Il Dio della Bellezza a cui rimanda la Garbo è freddo e lontano, quasi disincarnato: una caratteristica della religione Protestante, con la nordica severità e rigidezza di rimando… Ed ecco che torna la Svezia, torna la neve e la solitudine che non può conciliarsi con il mio temperamento e carattere Mediterraneo, africano, californiano e con il mio rimbaudiano amore per il Sole… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;andrea margiotta&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-186962489950709408?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/186962489950709408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=186962489950709408&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/186962489950709408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/186962489950709408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/03/la-divina-garbo.html' title='La Divina Garbo...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RfLgH2tad-I/AAAAAAAAAD8/lj-3ffY9Ing/s72-c/garbo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-3259353168577247181</id><published>2007-02-22T18:23:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:05.054-08:00</updated><title type='text'>CATALOGO DELLA GIOIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rd5QcK277gI/AAAAAAAAADA/CPWV5Yz66aU/s1600-h/Gong_Li_10.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5034549878328126978" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rd5QcK277gI/AAAAAAAAADA/CPWV5Yz66aU/s320/Gong_Li_10.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;W Vivaldi&lt;br /&gt;W Bach&lt;br /&gt;W la Bellezza&lt;br /&gt;W La Poesia&lt;br /&gt;W Ludwig van Beethoven&lt;br /&gt;W Mozart&lt;br /&gt;W LE PERSONE LIBERE COME VITTORIO SGARBI QUANDO PARLA DI ARTE…&lt;br /&gt;W I POETI LIBERI COME CONTE E RONDONI…&lt;br /&gt;W BERLUSCONI...&lt;br /&gt;W GONG LI…&lt;br /&gt;M l’Italietta come l’hanno ridotta…&lt;br /&gt;M La falsa Democrazia&lt;br /&gt;M La Demagogia…&lt;br /&gt;M L’Illusorietà e la Falsità dei dibattiti televisivi che non servono a capire un bel nulla…&lt;br /&gt;M l’IGNORANZA ABISSALE DI MOLTI POLITICI!!!&lt;br /&gt;M LA VITA RIDOTTA A MERCE…&lt;br /&gt;M LA BUROCRAZIA&lt;br /&gt;M I GIOCHETTI POLITICI…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-3259353168577247181?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/3259353168577247181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=3259353168577247181&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rd5IpK277eI/AAAAAAAAACo/nNqJ3loFQTs/s320/FONTE.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da un romanzo di Ayn Rand che scrisse anche la sceneggiatura (della quale il regista non era troppo entusiasta ma, altri tempi, non riuscì a scartarla) King Vidor, nel 1949, trasse questo film La fonte meravigliosa (tit. orig.The Fountainhead) che divide (molti estimatori e molti detrattori allo stesso tempo)… è la storia di un architetto che non accetta compromessi e che combatte per l’affermazione delle proprie idee (lavorando anche come operaio in una cava) e per la propria opera contro la moltitudine ottusa…&lt;br /&gt;è la lotta della forza creativa e creatrice dell’individuo contro la collettività mediocre che vuole schiacciarlo…&lt;br /&gt;è uno scontro di forze in campo in conflitto che talvolta si incontrano: la libertà assoluta della donna (Patricia Neal), il potere vuoto e illusorio del marito miliardario proprietario di un grande giornale (Raymond Massey), la demagogia intellettuale del critico di cose artistiche del giornale, che pensa di manovrare le persone come burattini e l’architetto (Gary Cooper) che è il genio che crede nella forza creativa dell’individuo come motore del mondo…&lt;br /&gt;Nel film si sentono tracce culturali di Freud e di Nietszche e un esplicito anticollettivismo (e probabilmente anti-comunismo, se si pensa anche ai tempi) …&lt;br /&gt;Personaggi più metafisici che etici, più astratti che incarnati: infatti, anche l’amore tra la Neal e Gary Cooper appare quasi di tipo ideale (anche se i due si innamorarono per davvero, nella vita reale)…&lt;br /&gt;Questo è un po’ il limite del film: il fatto che i personaggi siano quasi allegorie un po’ schematiche e non persone in carne ed ossa con contraddizioni e sfumature, quasi per un intento didascalico e per la dimostrazione di una tesi…&lt;br /&gt;Ma è di sicuro un film che prende e contagia per il piglio combattivo del protagonista, nella lotta per l’affermazione del suo desiderio di libertà creativa…&lt;br /&gt;Da rivalutare e da far vedere a scuola… &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-1104846613473525883?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/1104846613473525883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=1104846613473525883&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/1104846613473525883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/1104846613473525883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/02/la-fonte-meravigliosa.html' title='La fonte meravigliosa'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rd5I3K277fI/AAAAAAAAACw/-18cYh9xwtU/s72-c/fontemeravigliosa130.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-3456082231376461308</id><published>2007-01-30T17:26:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:05.737-08:00</updated><title type='text'>Su Maria di Aldo Nove</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rb_ysYLNiyI/AAAAAAAAACc/IB3HVgSZb18/s1600-h/delparto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026002553386404642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rb_ysYLNiyI/AAAAAAAAACc/IB3HVgSZb18/s320/delparto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono stato felicemente sorpreso da questi nuovi testi di Aldo Nove, e non perché mi interessi particolarmente la sua conversione o il suo ateismo, che sono questioni personali e sue, ma perché c’è un tragitto d'amore e dolore che non sento tanto lontano dalle mie “ossessioni” poetiche…&lt;br /&gt;Poco m’importa anche quanto sia ortodossa la dottrina mariana di Nove: valuto solo se i testi abbiano una loro forza e una loro capacità di entrare in un circolo vita-mondo-cose, in cui, il soggetto Io-Lettore senta l’accadere e l’accendersi di qualcosa che viene chiamata l’emozione poetica…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al riguardo, c'è un post su Absolute Poetry, sul quale mi permetto di dire due parole...&lt;br /&gt;I due interventi che mi hanno più colpito sono il testo di commento, perplesso e molto critico in senso negativo di Nevio Gambula e quello più accogliente di Lello Voce; tuttavia, mi paiono entrambi ideologici in senso speculare: l’uno interpreta il poema come resa e conversione di Nove, per rifiutarlo in nome di un anticlericalismo e di un’ idea mutila e astratta di ragione (ignorando quanto sulla ragione dissero Wojtyla e quanto afferma il nuovo Papa), l’altro cerca di salvare a tutti i costi il laicismo o ateismo di Nove e propone una sua interpretazione che però dà per scontate troppe cose… Rilanciando anche un’ originale interpretazione di Jacopone: giacché c’era, Voce poteva dire che Maria di Nove è Madonna, la cantante (che, peraltro, a me piace) … E quel suo parlare di luce, sì interessante ma, inserito nel contesto del suo discorso, è un fantasma gnostico...&lt;br /&gt;C’è un passaggio interessante di Gambula quando, rivolgendosi idealmente a Cortellessa, dice,&lt;br /&gt;“se anziché Maria il personaggio del poema fosse Lenin o, declinandolo al femminile, Rosa Luxemburg” e via dicendo…&lt;br /&gt;Ecco: notare il se…&lt;br /&gt;Invece, il dato reale è che Maria rimanda a una persona precisa e storica, concreta, così come in Jacopone: non è un’idea…&lt;br /&gt;Questo è un dato non da poco che non si può tralasciare: dunque, mi appare un poco più puntuale, nel senso di rispettoso del fatto in sé – e cioè che Nove ha scritto un poema di ispirazione mariana – l’intervento di Gambula, anche se sono a me lontanissime le ragioni ideologiche del suo rifiuto… Che però sono poste come interrogazioni (spero non retoriche...)&lt;br /&gt;Un plauso acceso al mio vicino di casa Cortellessa, invece, per aver privilegiato il risultato poetico sul pregiudizio ideologico che Andreone mette tra parentesi in un’ epoché fenomenologica…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Segnalo ai redattori di Absolute Poetry la presenza di un commento disgustoso nel post (quello di rasputin, riconoscibile da molti caratteri maiuscoli, che qualsiasi persona di buon senso avrebbe buttato nel cesso)…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;andrea margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-3456082231376461308?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article664#forum3705' title='Su Maria di Aldo Nove'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/3456082231376461308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=3456082231376461308&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3456082231376461308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/3456082231376461308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/01/su-maria-di-aldo-nove.html' title='Su Maria di Aldo Nove'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/Rb_ysYLNiyI/AAAAAAAAACc/IB3HVgSZb18/s72-c/delparto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-8362972037637629442</id><published>2007-01-19T12:42:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:06.165-08:00</updated><title type='text'>Scuse a Gabriele Muccino, da gentiluomo…</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RbEz-9V7YrI/AAAAAAAAACM/IUovuXkgPMk/s1600-h/denkanmich4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021852216206254770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RbEz-9V7YrI/AAAAAAAAACM/IUovuXkgPMk/s320/denkanmich4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RbEvJtV7YqI/AAAAAAAAACE/sm3esoWw-TI/s1600-h/romanoff1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021846903331709602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RbEvJtV7YqI/AAAAAAAAACE/sm3esoWw-TI/s320/romanoff1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Importa più a me che a lui, claro: ma sicuramente devo delle scuse al regista Gabriele Muccino…&lt;br /&gt;Una sera di febbraio, dopo la prima del suo film &lt;em&gt;Ricordati di me&lt;/em&gt;, il produttore Procacci me lo aveva presentato… Ed io dissi a Gabriele, tra le altre cose, che avevo trovato più bello il precedente film, &lt;em&gt;L’ultimo bacio&lt;/em&gt;… Glielo hanno detto anche altri, dopo e in diversi contesti…&lt;br /&gt;Muccino, dopo quella mia affermazione, nel momento in cui andai via, replicò, più o meno, con Procacci - “Ma come fa a criticare il mio, lui che scrive i film di Natale?”… Lo fa perché è libero, caro Gabriele (e in realtà, dopo qualche settimana, avrei collaborato un po' a &lt;em&gt;Manuale d'amore 1&lt;/em&gt; di Veronesi )…&lt;br /&gt;Be’, a parte il fatto che i film di Natale sono tra i pochi che incassino e quindi piacciono al pubblico, a parte l’enorme svalutazione e i pregiudizi dei moralisti sui film comici o, semplicemente, divertenti, io, di certo, non potevo dire a Muccino - “Guarda che io quei film li faccio perché mi è capitato e si guadagna bene e ci si diverte molto – anche se è più faticoso che fare un film d'autore, almeno per me”… (così come amerei collaborare a un film di Pieraccioni)…&lt;br /&gt;Una cosa che capì benissimo un sicuro poeta e fan del cinema popolare come Valentino Zeichen, quando gliene parlai…&lt;br /&gt;Poi sono un bravo poeta, di fiuto e intuito, di raffinata cultura (anche cinematografica) e acuta sensibilità… E, se mi proponessero di girare un film da regista, con budget adeguato, sarebbe sicuramente un film con l’occhio rivolto ai Tarkovskij, Ferreri, Pasolini, Bresson, Truffaut, Wong Kar-Wai, Dreyer, Welles, Kaurismaki, più che ai fratelli Vanzina o altri: dunque, un film improponibile a un produttore medio italiano (o americano)…&lt;br /&gt;La verità è che quel suo &lt;em&gt;Ricordati di me&lt;/em&gt;, non è che mi fosse sembrato brutto rispetto alla media del cine italiano, anzi aveva un senso del ritmo notevole (più una Bellucci diretta bene): solo che mi era parso uno sguardo disperato sulla realtà… Mi faceva rabbia e dolore…&lt;br /&gt;Mi pareva un film non tragico o drammatico ma, più che altro, di una tristezza desolante…&lt;br /&gt;E, ad ogni modo, calamitava meno del precedente…&lt;br /&gt;L’occhio del regista guarda quel che vuole: ma non può pretendere d’essere “assolto” o compreso solo perché si sia limitato a mostrare (anche un po’ ammiccando a una certa mentalità televisiva), senza dar giudizi…&lt;br /&gt;Perché un giudizio lo dà, implicitamente, anche senza intenzioni…&lt;br /&gt;Quella sera dissi a Muccino semplicemente ciò che pensavo: cosa rara nel mondo ruffiano dello spettacolo…&lt;br /&gt;Forse dovrei chiedergli scusa per averlo detto così, educatamente ma schiettamente, nella sera della prima… è capitato…&lt;br /&gt;Del resto, non faccio fatica ad ammettere che Muccino ha un suo segno tipico, un suo stile che piace a tanti e un po’ anche a me… Però Will Smith lo ha chiamato in USA per &lt;em&gt;L'ultimo bacio&lt;/em&gt; e non per &lt;em&gt;Ricordati di me&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;Gabriele Muccino mi sta simpaticissimo, da un punto di vista umano… Se fossimo stati compagni di strada, forse saremmo diventati amici… Mi piace la sua umiltà, la sua energia e il suo stupore quasi infantili…&lt;br /&gt;Sono contento del suo successo americano anche se non mi è ancora capitato di vedere il suo ultimo film, che mi pare interessante come molte storie vere lo sono…&lt;br /&gt;In un’ intervista su Sky, Muccino era così umano, nella sua “pazzia” e nelle sue inquietudini, quanto la giornalista era irritante a cominciare dal timbro di voce e dal tono finto intellettuale ma sostanzialmente gossipparo e banaluccio…&lt;br /&gt;Gli faccio tanti auguri… E sono sinceri come la piccola critica di quella sera… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-8362972037637629442?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/8362972037637629442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=8362972037637629442&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8362972037637629442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/8362972037637629442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/01/scuse-gabriele-muccino-da-gentiluomo.html' title='Scuse a Gabriele Muccino, da gentiluomo…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RbEz-9V7YrI/AAAAAAAAACM/IUovuXkgPMk/s72-c/denkanmich4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7274862517442950493</id><published>2007-01-16T04:18:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:06.306-08:00</updated><title type='text'>Due o tre cose che so di lei…</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RazI4tV7YpI/AAAAAAAAAB0/x7c-5N5cyhw/s1600-h/laurenbacall1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020608561181057682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RazI4tV7YpI/AAAAAAAAAB0/x7c-5N5cyhw/s320/laurenbacall1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al di là delle polemiche, il mio è un blog poetico: dunque, vorrei annotare, modestamente, due piccole osservazioni riguardo al mio secondo libro (per ora manoscritto), che, ai pochissimi a cui è stato sottoposto, ha fatto una buona impressione… Sempre che tra i miei lettori del blog ci sia qualcuno interessato anche a quel che scrivo in poesia: me lo auguro…&lt;br /&gt;Il mio secondo libro – titolo ancora incerto tra due - mi è parso un lavoro con una notevole carica di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Streben&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;(tensione, inquietudine) e di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sehnsucht&lt;/em&gt; &lt;/strong&gt;(smania del desiderare una felicità indistinta, anche attraverso il sogno)…&lt;br /&gt;Dunque, siamo in pieno spirito romantico… Ovviamente, di un romantico che vive ai giorni nostri… Ad ogni modo, c’è anche una vena espressionistica, da poemetto denso e incandescente dell’Est Europa…&lt;br /&gt;Che dire: intanto la mia vita quotidiana procede e si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, tanto per citare Ungà…&lt;br /&gt;Sono sempre molto interessato al dialogo con le persone… Sono allergico ai discorsi troppo teorici, alle analisi spocchiose e a ciò che non sia carnalmente concreto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un caro saluto &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7274862517442950493?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7274862517442950493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7274862517442950493&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7274862517442950493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7274862517442950493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/01/due-o-tre-cose-che-so-di-lei.html' title='Due o tre cose che so di lei…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RazI4tV7YpI/AAAAAAAAAB0/x7c-5N5cyhw/s72-c/laurenbacall1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-2192350915533043198</id><published>2007-01-08T05:14:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:06.540-08:00</updated><title type='text'>Dubbi sulla maturità democratica del sito AbsolutePoetry…</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RaJE4DvzGFI/AAAAAAAAABc/EBCr0kr_VG0/s1600-h/Lauren%20Bacall.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017648664713304146" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RaJE4DvzGFI/AAAAAAAAABc/EBCr0kr_VG0/s320/Lauren%2520Bacall.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RaJEqDvzGEI/AAAAAAAAABU/PfazNhmW8Yo/s1600-h/kobal-collection-humphrey-bogart-7600020.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5017648424195135554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RaJEqDvzGEI/AAAAAAAAABU/PfazNhmW8Yo/s320/kobal-collection-humphrey-bogart-7600020.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molto spesso, nei blog o in rete in genere, si attaccano i poteri forti della grande editoria…&lt;br /&gt;Io invece ho sempre pensato che, fuori dalla rete, ci fossero le competenze migliori spesso anche nella grande editoria, nelle major… E che in rete girassero parecchi palloni gonfiati o individui incompetenti o gente frustrata o poeti da strapazzo o velleitari o illusi di vario genere… (Certo, con molte e varie eccezioni…)&lt;br /&gt;I primi giorni dell’anno, mi hanno confermato questa mia sensazione… Buone notizie dal fronte del mio personale lavoro poetico…&lt;br /&gt;Dunque sono di buon umore, a parte un fastidioso raffreddore…&lt;br /&gt;Qualcuno potrebbe dirmi: e allora perché tu continui a tenere un blog di argomento diaristico-letterario, che, tra l’altro, è presente anche nell’aggregatore Poecast ed ha avuto un’ottima forza di penetrazione nella comunità web dei poeti?&lt;br /&gt;E badate, anche se nell’inchiesta di Macchianera su Absolute Poetry, qualcuno si vergogna a dire di frequentare spesso il mio blog, altri lanciano messaggi criptati chiaramente contro il mio blog o similia, e altri dicono onestamente di venirci, io so (per verifica sui visitatori) che le loro belle capatine ce le fanno un po’ tutti… La cosa non è molto importante, almeno per me…&lt;br /&gt;Io il blog lo faccio per divertimento e per dialogare con chi mi incuriosisca… Palazzeschianamente  incendiario...&lt;br /&gt;Quanto al mio lavoro in proprio come poeta, i miei referenti e i miei interlocutori sono fuori dalla rete: la grande editoria, qualche grande poeta, qualche critico intelligente, e la gente comune…&lt;br /&gt;Detto questo, nonostante i consigli di questi potenti della letteratura che mi dicono: “ma lascia perdere! ma chi te lo fa fare!” io il blog vorrei continuare a farlo ancora…&lt;br /&gt;E, dunque, occorrerebbe sfatare una serie di “miti” che i miei interventi in rete hanno provocato (anche per la stupidità di certi utenti):&lt;br /&gt;1) io non sono un clerico fascista&lt;br /&gt;2) non sono un troll che voglia disturbare o far polemica a tutti i costi&lt;br /&gt;3) non sono uno che voglia attirare l’attenzione a tutti i costi, non ne ho bisogno e presto capirete perché…&lt;br /&gt;4) non sono una guardia svizzera del Vaticano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono semplicemente un anarchico, come poteva esserlo Céline, Baudelaire o altri, il quale, pur allergico ad ogni borghesismo, benpensantismo, moralismo e ad ogni ordine costituito (dall’uomo), ha incontrato un’esperienza di fede, non in contrasto con la propria lucida ragione, ed ha imparato a riconoscere, in maniera agonistica, ribelle, faticosa, un unico ordine costituito: quello della Chiesa (che non è stata fondata da semplici uomini ma da Cristo stesso)… Stop…&lt;br /&gt;Vorrei essere dunque rispettato per le mie idee che non sono certo da criminale, mi pare…&lt;br /&gt;Non vorrei tutte le volte essere etichettato in qualche modo singolare o essere punzecchiato o addirittura insultato solo perché non parlo secondo certe vulgate che qualcuno vorrebbe sentire…&lt;br /&gt;Manifesto una diversità, un’alterità? benissimo, ma si stia sugli argomenti e non si faccia il processo alle intenzioni o non si tirino fuori i fantasmi dagli armadi delle vostre menti…&lt;br /&gt;Se proprio volete a tutti i costi darmi un’etichetta, vi pregherei di usare, eventualmente, solo quella di Bogart del Web: perché Bogart – non il personaggio cinematografico – ma l’uomo, nel privato, poteva essere anche un po’ brusco e rude, poteva essere molto schietto e sincero: e non era un &lt;em&gt;macho&lt;/em&gt; donnaiolo ma, anzi, uno che cercava relazioni stabili e con donne di qualità (appunto come me che, tra l’altro, avrei adorato Lauren Bacall giovane)…&lt;br /&gt;E se vi danno fastidio l’aneddotica o euristica personale – che è un modo tipico della critica anglosassone, in quello stile della conversation e della leggerezza, quanto invece i tedeschi e gli italiani son densi e pesanti, potete riparare altrove…&lt;br /&gt;Precisate codeste cose, consentitemi qualche appunto su una recente discussione avvenuta nel sito di Lello Voce , in un post che ha collezionato quasi 100 commenti (anche grazie ai miei interventi); e c’è pure chi ha detto che la cosa non andava bene o che i miei argomenti non erano interessanti per gli altri…&lt;br /&gt;Sono stato punzecchiato o provocato per tutto il tempo: sono stato insultato, mi hanno fatto un augurio di morte, con grande sensibilità per il capodanno, mi hanno dato del porco maschilista, del rimescolatore del torbido, senza neppure leggere o capire quel che scrivevo… Infine mi hanno censurato l’ultimo commento finale, pur dicendo che loro non censurano, poi bannato e dato del troll (il disturbatore di professione)…&lt;br /&gt;Tutto questo solo per due motivi: 1) perché ho qualche dubbio sull’alto valore delle poesie di Voce (e, nella sua zona, preferisco Cepollaro) e 2) perché sono contrario ad una certa cultura del nulla e della morte che avanza e che si sposa con l’empirismo dell’Utile a tutti i costi… Io ho ancora un rispetto sacro della persona e del dolore… Ri-stop…&lt;br /&gt;La concezione di democrazia di codesta gente è la stessa di coloro i quali assassinarono ferocemente Mussolini e Petacci – SENZA PROCESSO ALCUNO – e fecero scempio orinando sui corpi, tanto che si dovette metterli appesi per ovviare…&lt;br /&gt;Il parallelo è ardito, certo, ma dà ragione dell’unica prassi che questi comunistelli (alcuni anche comunistelli di sagrestia) adottano: la persecuzione a priori del nemico, una volta individuato (male)… (un po’ come il Curzio Maltese che, se gli togliessero Berlusconi, non saprebbe proprio contro chi scrivere)…&lt;br /&gt;Qualcuno, come la professoressa Erminia Passannanti o l’attore Nevio Gambula ha cercato di dialogare serenamente e con educazione…&lt;br /&gt;Certo, se fosse solo questo, si potrebbe anche passare sopra… Fino a quando il problema sia un post…&lt;br /&gt;Diventa grave quando si formino queste cordate che agiscono – usando la praxis e il darsi da fare, come edere assassine, saltabeccando da una parte e dall’altra ma spesso scrivendo vere schifezze che tentano di spacciare a giro – cordate che agiscono per edulcorare e per rendere ideologico e fazioso il dibattito sulla poesia e la serena valutazione della pura e nuda qualità dei testi…&lt;br /&gt;Per fortuna, la grande editoria non se li fila…&lt;br /&gt;Totò diceva anche “Ma mi faccia il piacere…” … &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-2192350915533043198?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/2192350915533043198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=2192350915533043198&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2192350915533043198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2192350915533043198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/01/dubbi-sulla-maturit-democratica-del.html' title='Dubbi sulla maturità democratica del sito AbsolutePoetry…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RaJE4DvzGFI/AAAAAAAAABc/EBCr0kr_VG0/s72-c/Lauren%2520Bacall.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7728599581614995451</id><published>2007-01-03T01:35:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:06.711-08:00</updated><title type='text'>una discussione con Lello Voce e friends su Absolutepoetry</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RZt6XS7dfoI/AAAAAAAAABI/cCKcI44uTvw/s1600-h/grunewald-01x.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5015737150643994242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RZt6XS7dfoI/AAAAAAAAABI/cCKcI44uTvw/s320/grunewald-01x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Penso che non si debba ragionare solo in termini empirici-pratici-utilitaristici ma culturali.&lt;br /&gt;Altrimenti, il passo dal considerare utile la soppressione di tutti gli individui non rispondenti a criteri di sanità, bellezza, intelligenza, efficienza e purezza della razza è molto più breve di quanto pensiate…&lt;br /&gt;Se progresso significa diventare come l’ Olanda e i suoi comitati etici, io preferisco un paese del Terzo Mondo o il SudAMERICA, come il Pasolini che chiamava l’Africa sua unica speranza…&lt;br /&gt;Non dimentichiamo che dietro al dibattito sull’eutanasia ci sono forti interessi internazionali riguardo al controllo delle vite (e delle morti) e alla paura della sovrappopolazione…&lt;br /&gt;Tutto anche per biechi fini egoistici e di controllo economico…&lt;br /&gt;Pontiggia scrisse un libro per raccontare la sua esperienza con un figlio con grave handicap…&lt;br /&gt;La parola sacrificio è ormai stata bandita dal lessico politically correct, resta solo in un bellissimo film di Tarkovskij… Si vorrebbe eliminare anche la parola dolore: come, si dice, con tutti i progressi scientifico-tecnologici ancora dobbiamo sopportare questo fardello?&lt;br /&gt;E allora ci si dovrebbe chiedere come mai una come Madre Teresa di Calcutta abbia scelto di spendere la vita a contatto stretto con il dolore e a portare un piccolo sollievo ai malati: piccolo perché le forze di un uomo o di una donna sono limitate… E ci si dovrebbe chiedere pure, che senso avessero i continui dolori corporali di Padre Pio da Pietralcina che faceva i miracoli per gli altri…&lt;br /&gt;E ancora, ci si potrebbe chiedere che senso avesse il dolore lancinante di Cristo sulla croce…&lt;br /&gt;Legalizzare la morte, in termini culturali, significa rendere ancora meno importante la vita di un uomo, come se già non lo fosse abbastanza in questa epoca così schiavizzata dalla Tecnica…&lt;br /&gt;Significa eliminare l’individuo come una particella non più produttiva… E quindi ragionare in termini economico – capitalistici…&lt;br /&gt;Ma l’individuo è qualcosa di più di una combinazione di cellule… è rapporto con l’infinito, a immagine e somiglianza di DIO… Solo questo può salvarlo dall’essere schiacciato dall’ingranaggio del POTERE - STATO - LEGGE … Solo in questo rapporto con qualcosa di più grande del POTERE - STATO - LEGGE …&lt;br /&gt;Io ho ancora in mente il volto di Giovanni Testori – lo scrittore e drammaturgo – scarno, smagrito in una stanza di ospedale ma con una letizia e una pazienza e una luce negli occhi, pur nella sofferenza di una malattia terminale… &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andrea Margiotta&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7728599581614995451?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://lellovoce.altervista.org/article.php3?id_article=616#forum3278' title='una discussione con Lello Voce e friends su Absolutepoetry'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7728599581614995451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7728599581614995451&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7728599581614995451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7728599581614995451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2007/01/una-discussione-con-lello-voce-e.html' title='una discussione con Lello Voce e friends su Absolutepoetry'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RZt6XS7dfoI/AAAAAAAAABI/cCKcI44uTvw/s72-c/grunewald-01x.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6981800371579811829</id><published>2006-12-13T09:21:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:06.987-08:00</updated><title type='text'>Su Merlin critico angusto e poeta amatoriale…</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RYA3ZWg6quI/AAAAAAAAAA4/43lMPRGUzsc/s1600-h/andrew.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5008063694315891426" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RYA3ZWg6quI/AAAAAAAAAA4/43lMPRGUzsc/s320/andrew.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RYA3AGg6qtI/AAAAAAAAAAw/i3yH2X-qsdY/s1600-h/convegno02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5008063260524194514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RYA3AGg6qtI/AAAAAAAAAAw/i3yH2X-qsdY/s320/convegno02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quante volte io e Merlin abbiamo incrociato le spade in rete… Come &lt;em&gt;I duellanti&lt;/em&gt; del bel film di R. Scott... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se volete una parola definitiva, autentica, giusta e vera sulla questione, dovete continuare a leggere questo post…&lt;br /&gt;La rivista Atelier in superficie è sembrata a molti buona; si muoveva su due fronti: valorizzando una cerchia di poeti nati negli anni ’70 – alcuni bravi – e tentando un giudizio sui poeti di annate precedenti, (spesso già storicizzati) - scavalcando i nati nei ’60 … (premetto che io, per età, son più vicino a uno nato nel ’71 che nel ’63…) … Forse accorgendosi di questo peccatuccio veniale, il Merlin suddetto, ha steso – in apartheid - un lungo e inutile lavoro critico su poeti nati negli anni ’60, parecchi dei quali mai sentiti nominare da me che pure cavalco nelle praterie della poesia forse da prima di Merlin (un vero limbo)…&lt;br /&gt;Dal giudizio tardivo e risentito - (ammesso che si possa definire tale un’ accozzaglia di battutine) - che Merlin ha dato al mio primo libro, in quindici righe avvelenate, cafonissime e incivili, che tanti dei cosiddetti Blanchot de noantri avevano goduto a leggere (perché molti poetucoli, di fondo, non sono un granché umanamente, soprattutto se ancora frustrati da una propria emarginazione e sgomitanti e contenti appunto quando qualcuno spari a chi sia più cigno poetico di loro…) io pensai che il Merlino o stava facendo una recita per il pubblico, un’esibizione retorica di violenza gratuita e isterica, o era un critico parecchio incapace…&lt;br /&gt;Se lo avessi avuto nei paraggi, lo avrei preso per un orecchio e gli avrei dato tante di quelle percosse e sganassoni che dopo si sarebbe occupato come minimo di giardinaggio; ché con certi soggetti, penso funzionino più gli schiaffoni che la dialettica…&lt;br /&gt;Ha inanellato una serie di cazzate degne del peggior cabarettista di Zelig… Inutile riportarle tutte perché sarebbe un cattivo servizio fatto a lui stesso come pseudo-critico …&lt;br /&gt;Dove il “descrittivo”, per esempio, invece che una modalità stilistica mia propria di chi guardi il mondo più che lo specchio della sua mente o il tavolo dei suoi libri, diventa una categoria negativa… Accipicchia che gran pezzo di critico, che po’ po’ di cervellone, che mente! (che mente sapendo – o forse ancor più grave non sapendo – di mentire)…&lt;br /&gt;E sfregiando ironicamente un testo, da lui non capito nella accensione visionaria né nella dolcezza biografica di un momento di luce intensa – stesso testo che altri come Roberto Carifi, poeta ben più profondo, aveva riportato sulla rivista di Crocetti - Poesia n 144 - 11/2000 pag. 77-78, (ironia, proprio il numero in cui si parla dell'antologia &lt;em&gt;L'Opera comune&lt;/em&gt;), facendolo precedere da un - “tra le più interessanti novità del panorama attuale” - senza averne alcun motivo o interesse non conoscendomi personalmente…&lt;br /&gt;Vedermi liquidato così, io che mi ero macerato notti intere a Firenze, nella villa di una mia ex fidanzata, a cercare la bellezza e la perfezione di molti versi come mi hanno riconosciuto grandi critici come Citati o altri… Io che allora non avevo macchine da scrivere o computer ed ero così felice quando trovavo uno studio di architettura o un altro luogo dove poter scrivere in pace…&lt;br /&gt;E che ira silenziosa doveva salirmi quando il Merlo sparava boiate gratuite su me, dopo avermi mandato due copie della rivista con bollettino allegato per l’abbonamento – invece di chiedere umilmente scusa per esser stato distratto su un ottimo libro, il mio, che aveva vinto il premio serissimo ed elegantissimo del paese di lui e della sua rivista, Borgomanero, - vinto anche da Giudici, da Sanguineti e da Pagliarani – tanto per far capire il livello – come potete verificare da voi &lt;a href="http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php"&gt;http://www.fondazionemarazza.it/9b2.php&lt;/a&gt; e da altri ottimi della traduzione letteraria, - di chiedere scusa della sua “distrazione” perché troppo impegnato a titillare i cazzini dei nati negli anni ’70, insomma degli amichetti suoi di merenda, attività che poi è stato il volano per accedere in Einaudi; giusto per essere buoni… perché io non voglio credere a certe “leggende” che circolano come causa vera, che a me non interessa approfondire, essendo talvolta d’accordo che il fine giustifichi i mezzi (che non è una massima di Machiavelli ma una sintesi gesuitica rispetto a una più sottile formulazione del fiorentino…)… Scava scava, moltissimi poeti oggi noti hanno qualche scheletro nell’armadio all’origine delle loro pubblicazioni in editrici maggiori… (che poi, non si sa perché, pare essere la patente che consente di potersi fregiare del titolo di poeta senza imbarazzo e di entrare nel circolo dei poeti pseudo-veri fatto di recensioni reciproche e collaborazioni giornalistiche…) – ma non è questo che mi preme… Merlin ha lavorato bene per i suoi personali interessi: ma ha lavorato molto male per gli interessi di poeti altri che non fossero quella generazione che doveva essere la claque alla sua ascesa, la testa d’ariete per gettare giù il portone di una grande editrice: la luce per poter brillare un po’ di riflesso… Ma quale era il fine che giustificava eventualmente il mezzo? Il fine è stato mettere in vetrina il libretto di un professorino più versificatore che poeta, più di scheletro che di cuore… Un libro che non commuove…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon stratega Merlin, ma pessimo critico e poeta così così… Diciamo che è un poeta che scrive poesie come Ingres suonava il violino… Amatoriale… Con la preoccupazione – comune a molti poeti “professionisti” ma anche a tantissimi dilettanti – di avere una solida struttura di base, un’impalcatura per non tentare il salto nel buio, o per non far scadere il suo poetare a un discorso logico ragionativo argomentativo : come sempre si uccide la bellezza… Per capire certi danni moderni consiglio a tutti il bel libro di Stefano Zecchi (che non è solo un personaggio tv, ma soprattutto un serio e “politicamente scorretto” docente universitario di Estetica) intitolato &lt;em&gt;L’artista armato&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;Forse è stato Ladolfi, in realtà, la vera anima segreta di Atelier, il vero motore: al quale si possono perdonare certe scivolate come la sua recensione al libro di Merlin, che esaltava un manufatto in fondo medio come se avesse scoperto il nuovo Eliot sulle rive del torrente Agogna (nomen - omen)… Ma si poteva capire la commozione dello scopritore del “genio” di Borgomanero…&lt;br /&gt;E invece due critici intelligenti ma non partigiani come il Berardinelli e il Di Spigno ne mettevano in luce i limiti; uno in maniera involontaria, facendo la recensione al libro di Merlin ma parlando sempre quasi solo di Sereni e l’altro parlando anche del libro in questione ma severamente e come di un sereniano fin troppo sereno…&lt;br /&gt;Tuttavia, è stato Guido Mazzoni che ha detto una indubbia verità nell’ultima parte della sua recensione quando scrive “Il problema è che troppo spesso, nel &lt;em&gt;Cielo di Marte&lt;/em&gt;, il discorso sulla realtà si irrigidisce in forme e modi che tolgono vita alla rappresentazione della vita. Per evitare che l’impalcatura classicistica si trasformi in una gabbia, e la ricerca della forma in un esercizio scolastico, sarebbe forse opportuno, per dirlo con una metafora meccanica, allentare i giunti di questa costruzione lasciando entrare più disordine stilistico, più immediatezza esistenziale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pienamente d'accordo con quest’ ultima parte del giudizio di Mazzoni, che poi è l’unica dove vi si formuli un giudizio essendo la prima, diciamo così, esplicativa; il quale, per trovare quel surplus di vitalità e verità potrebbe leggere il mio primo libro o ancor meglio il secondo che sto cercando di pubblicare (con molta flemma inglese...)... Questa di Mazzoni a Merlin è un po' la medesima critica che io rivolgo a molti poeti della covata anni '70 (tranne alcuni): poca algosità subacquea, poca sorpresa e poca vita... E poca visione… Come se avessero ben studiato (e il che non è male) ma non fossero poi accompagnati da una forza di follia eversiva e dal coraggio di osare e da quel più di vocazione e autenticità che fa il poeta memorabile...&lt;br /&gt;Appunto una poetica da cazzini… Una poetica che non cum-movet... Che può piacere a critici cazzoni ma non a critici e poeti cazzuti!&lt;br /&gt;Io, dopo il secondo libro, abbandonerò la poesia perché ci sono a giro troppi critici mediocri come Merlin, troppi poeti sfigati, leccaculo, sgomitanti e disinteressati al lavoro degli altri - gente noiosa - e pochi critici bravi come Mazzoni o Lagazzi… E non esiste un pubblico …&lt;br /&gt;E mi fa fatica andarmeli a cercare con il lanternino, chiedere indirizzi email, andare di telefono e di vocina dolce, non mi piace… dunque io sono il classico poeta che abbia bisogno di una buona distribuzione… (cioè del lavoro serio di un’editrice seria, dietro…)…&lt;br /&gt;Perché lascio tutta la libertà di amarmi o odiarmi, però mi devono perlomeno cercare, trovare, annusare in libreria… Senza doverli rincorrere o ingraziarseli, i critici…Ché non sono il tipo…&lt;br /&gt;Sapete qual è in verità il grosso problema? La mia croce è che io non ho manie di superiorità: sono realmente superiore…&lt;br /&gt;Che fatica!… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Orson Welles, da lassù, mi sta facendo l'occhiolino... Lui sì che ha dovuto penare contro gli idioti ed era un genio vero mica uno appena un po' geniale...) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6981800371579811829?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6981800371579811829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6981800371579811829&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6981800371579811829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6981800371579811829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/12/su-merlin-critico-angusto-e-poeta.html' title='Su Merlin critico angusto e poeta amatoriale…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RYA3ZWg6quI/AAAAAAAAAA4/43lMPRGUzsc/s72-c/andrew.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-2992780054810054994</id><published>2006-12-07T13:05:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:07.278-08:00</updated><title type='text'>Poesia del corpo? Poesia dell'anima? E la Bellezza?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXiGrUOBmpI/AAAAAAAAAAg/cLktjLyRBEw/s1600-h/cindy-crawford.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5005899064542337682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXiGrUOBmpI/AAAAAAAAAAg/cLktjLyRBEw/s320/cindy-crawford.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXiFu0OBmoI/AAAAAAAAAAY/29jwvgKheks/s1600-h/21855255.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5005898025160252034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXiFu0OBmoI/AAAAAAAAAAY/29jwvgKheks/s320/21855255.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’articolo di Francesco Muzzioli su Absolutepoetry &lt;a href="http://lellovoce.altervista.org/article.php3?id_article=572"&gt;http://lellovoce.altervista.org/article.php3?id_article=572&lt;/a&gt; che fa pendant con un altro di Erminia Passannanti – stavolta recensita – sempre nello stesso sito, qualche mese fa, mi pare affetto da una sorta di strabismo … In particolare, è la prima parte su cui mi interessa discutere e cioè quella dove Muzzioli lancia frecciatine avvelenate e non quella in cui parla del libro di Erminia…&lt;br /&gt;Muzzioli e Passannanti sembrano un po’ inviperiti contro un certo tipo di poesia che loro, un po’ riduttivamente, definiscono dell’anima… Il professore universitario romano ci sente anche un certo odore di incenso (?) e forse preferirebbe l’olezzo degli escrementi corporali…&lt;br /&gt;Tuttavia, non riesco a capire con chi, in realtà, loro ce l’abbiano: non fanno nomi, parlano genericamente di poesia dell’anima…&lt;br /&gt;Muzzioli, come appiglio forte al suo discorso o auctoritas, cita Baudelaire, autore da me amato… Avrebbe potuto anche tirare fuori il Dante dell’Inferno, se il fiorentino non fosse uno che dà un po’ fastidio, tanto che lo si deve parodiare (male e senza far ridere) con un’ intervista a Beatrice ad opera di Umberto Eco, vecchissimo e datato giochetto anni ’70, menzionato dal Corriere della Sera e rieditato da Donzelli (che farebbe meglio a pubblicare il mio nuovo libro, quello sì nuovo e di qualità; invece di codesta minestra riscaldata per sdentati), per la cura di Lorenzo Pavolini, scrittore il cui valore ignoro - non l’ho mai letto - ma che fa parte di quella sinistra carina e ben educata romana, che magari discute di massaggini giapponesi non alzando mai la voce…&lt;br /&gt;Quella sinistrina letteraria romana che poi si ritrova in blocco sulle pagine di Repubblica o nelle letture all’Auditorium, sempre gli stessi… (con l’eccezione di qualcuno, come Trevi, che almeno ha cultura e talento… Infatti ho avuto il piacere di averlo come ospite in due puntate del mio programma Rai su argomenti di poesia… Non avendo i paraocchi ideologici …) … O Desiati che non è affatto male o altre mosche bianche…&lt;br /&gt;Però fastidioso è questa specie di generone letterario artistico teatral cinematografico che ronza con la benedizione di Veltroni (il quale vuole essere amato da tutti: dunque un bacino in fronte anche da parte mia… Non è detto che chi gli voglia virilmente bene sia quello che gironzola più sotto la sua corte…) … Io dico: cambiate un po’, fate giocare con voi anche qualche bambino nuovo pure col rischio che vi rompa i giochi… Estendetevi, siate vasti… Così, tanto per variare, per dar l’idea che qualcosa si muove, che c’è del vivo… Ma lo stagno, per favore, proprio no!&lt;br /&gt;Storia vecchia, già accaduta, ad esempio, nel campo delle arti visive, con ottimi artisti, considerati incapaci di afferrare il proprio tempo solo perché non politicamente corretti o non assisi nel carrozzone INCULPOP dell’ ex Partito Comunista riciclato DS…&lt;br /&gt;Come se l’arte fosse quello…&lt;br /&gt;Con chi ce l’avete, Muzzioli e Passannanti? Diteci i nomi, tirateli fuori…&lt;br /&gt;Quanto a Baudelaire, (ma si potrebbe anche menzionare Rimbaud), ce l’aveva non certo con la poesia dell’anima ma con quella delle anime belle (cioè quelle poesie innocue che titillano la borghesia)…&lt;br /&gt;E anch’io non amo la poesia delle anime belle…&lt;br /&gt;Invece cosa sarebbe la Poesia dell’anima?&lt;br /&gt;Il discorso di questi materialisti storici potrebbe essere il seguente: siccome l’anima non esiste ed è un’ invenzione platonica, una poesia dell’anima appare come una mistificazione che si affianca docilmente e servilmente accanto alla, come dicono loro, “anarchia berlusconiana” (riescono a infilare sempre il solito da loro odiato Berlusca anche nei saggi letterari…Quando Berlusconi si ritirerà, uno come Curzio Maltese di Repubblica non saprà più che cazzo scrivere…) …Personalmente, pur non essendo un eccessivo fan del liberismo, preferisco “l’anarchia berlusconiana” alla piovra statalista Prodiana…&lt;br /&gt;Dunque l’anima non esiste? Lo avete ormai decretato? Ne siete proprio sicuri?&lt;br /&gt;E allora vediamo se codesta posizione sia ragionevole…&lt;br /&gt;Partiamo da una citazione da Karl Jaspers “…tutte le causalità empiriche e i processi biologici di sviluppo appaiono applicabili al substrato materiale dell’uomo, ma non all’uomo stesso”…&lt;br /&gt;E prendiamo ad esempio un bambino piccolo… Seguiamolo nel suo sviluppo tracciando una linea retta che rappresenti tale crescita: a un certo punto, quando comincerà ad avere l’età in cui non dice più delle tenerissime e dolcissime e sgangherate frasi, quando non si comporterà più da animaletto scoiattolino, emergerà un altro tipo di realtà, di tipo non misurabile e non corruttibile e non mutevole: l’idea (di bontà per esempio), il giudizio (se è vero), la decisione non sono realtà materialmente misurabili e restano valide anche dopo un secolo; per questo noi possiamo commuoverci, ancora oggi, leggendo Leopardi, per questo il tempo non ha corrotto quei pensieri lasciati sulla pagina, per questo, nel contatto elettrico tra il recanatese e un quindicenne internettiano di oggi, può scattare il cortocircuito che fa accadere la poesia…&lt;br /&gt;Dire che esiste solo un’unica realtà di tipo materiale, dalla quale l’altra deriva, significa investire l’esperienza che facciamo nel presente di un preconcetto, vuol dire forzare la realtà, vuol dire dimostrarsi poco ragionevoli sopprimendo un fattore in questione (ragione per me è apertura alla realtà nella totalità dei suoi fattori)…&lt;br /&gt;Le conseguenze nefaste di questa riduzione materialistica possono essere prese in esame considerando la terribile menomazione del complesso fenomeno dell’amore, oggi imprigionato nelle carceri della biologia e degli istinti…&lt;br /&gt;Ma possiamo dire ancora altro…&lt;br /&gt;Per esempio che, se codesti personaggi, diffusisi a macchia d’olio nelle Università, talvolta per merito, talaltra per cooptazione e per la solita teoria gramsciana dell’egemonia culturale, vogliono con questi discorsi sputare sulla Chiesa o sul Cristianesimo, in realtà sbagliano bersaglio…&lt;br /&gt;L’Incarnazione, (davanti alla quale Dante, nella Commedia, ammutolisce, e silenzia la sua voce tra le più alte di tutti i tempi), assume la realtà materiale e la salva…&lt;br /&gt;Dante intraprende il viaggio nella Commedia per capire se Beatrice morta può essere salvata…&lt;br /&gt;Il Verbo si è fatto Carne, cioè Corpo… Toccabile, incontrabile… E incontrabile oggi così come 2000 anni fa (il Corpo mistico di cui parla S.Paolo che ha il suo momento centrale nel gesto Eucaristico)…&lt;br /&gt;Un Corpo che si può mangiare… Il Santo Sacrificio si ripete ogni giorno nella Chiesa…&lt;br /&gt;Per questo il Cristianesimo non è solo un affare dell’Anima: il Cristianesimo è la religione più materialistica che ci sia… Corpo, Sangue… Mica una cosa per signore o anime belle che si riuniscono per il tè…&lt;br /&gt;E ancora non capisco cosa Muzzioli e Passannanti intendano per poesia dell’anima…&lt;br /&gt;Parlate di Giuseppe Conte? Possibile che l’importanza di questo autore debba essere illustrata da una studentessa del Sud Africa che scrive una tesi di 600 pagine?&lt;br /&gt;Come sono provinciali gli accademici italiani! Hanno mai studiato Mircea Eliade , sono mai usciti dai loro studioli in stile statal -fascista, sanno qualcosa della cultura dei pellerossa, degli sciamani, dell’animismo?… Del Mito?…&lt;br /&gt;O tutti questi tesori antropologici, patrimonio di civiltà, debbono essere bruciati sull’altare del razionalismo o temuti come espressioni di quell’irrazionalismo Ur-fascistico, di cui parlava proprio Eco?&lt;br /&gt;Provate a chiedere una tesi su Conte a Muzzioli a Roma o a Fausto Curi a Bologna: vi cacciano a pedate dal loro studio… E vi lasciano pure il segno della scarpa chiodata (mentre magari si preferiva il bacio di qualche loro assistente carina)…&lt;br /&gt;Quanto a me, non ritengo d’essere un poeta dell’Anima: il mio primo libro – &lt;em&gt;Diario tra due estati&lt;/em&gt; – si inserisce in un filone di, possiamo dire, esistenzialismo mitico-cristiano e il secondo è ancora più centrato e fissato sull’esistenza, sull'Amore e sul Mistero dell’Incarnazione (Corpo, dunque…)…&lt;br /&gt;Baudelaire è una mia stella fissa… Così come Rimbaud o uno come Testori che è sempre stato più che corporale, viscerale, anzi… Il Carnevale popolaresco di Bachtin è un mio topos, così come il realismo figurale di Auerbach…&lt;br /&gt;Non amo la poesia delle anime belle…&lt;br /&gt;Se, invece, per Poesia dell’anima (e non delle anime belle, intendiamoci…), i materialisti alla Muzzioli o Passannanti intendono le cose, ad esempio, di un De Angelis, io sfido chiunque a dire che nell’ultimo libro del poeta milanese non ci sia della grande poesia (che ho avuto modo di ascoltare in anteprima a Parcopoesia di Riccione; e in più l’onore di leggere dopo di lui) ; tanto che l’edizione di “Tema dell’addio” è andata subito esaurita… Possiamo dire lo stesso di altre che paiono l’Inno del corpo sciolto (che almeno faceva ridere)?... (ma Benigni – che mi pare sfottuto tra le righe da Muzzioli - è uno che ama davvero la poesia, e, come ha ricordato un mio amico poeta, anche Eliot aveva previsto che, nell’epoca dei mass-media, gli attori brillanti avrebbero potuto essere un veicolo per la cultura) …&lt;br /&gt;Più di certi professori universitari con la “pistola”, aggiungo io…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS&lt;br /&gt;Come vedete ormai mi sto facendo tanti di quei nemici nel fortino rosso delle Lettere romane: continuerò a non esser mai pubblicato su Vecchi Argomenti (però Pavolini mi aveva detto che gli era piaciuto il mio primo libro: forse una tecnica di management per fare il gentile o era sincero? O il problema è forse quello che lui chiama il suo orecchio ellittico? Ci sono cure?)… Non sarò nei luoghi dove il generone pascola e razzola…&lt;br /&gt;Dovrò trasferirmi sulla Luna, come l’Astolfo di ariostesca memoria, per recuperare il senno di qualcuno…&lt;br /&gt;Eppure, mi piacerebbe non essere investito da pre-giudizi ed essere valutato serenamente in quel che scrivo o scriverò… Molto tranquillamente…&lt;br /&gt;E confido nell’intelligenza democratica del “nemico”…&lt;br /&gt;Del resto, mi trovo bene a discutere con quelli come Mario Lunetta (che venne in una puntata del mio programma in Rai, una delle mie preferite)… Bisogna capire che la guerra fredda è ormai finita…&lt;br /&gt;E con Lunetta abbiamo ancora in sospeso una bevuta insieme… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-2992780054810054994?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/2992780054810054994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=2992780054810054994&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2992780054810054994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/2992780054810054994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/12/poesia-del-corpo-poesia-dellanima-e-la.html' title='Poesia del corpo? Poesia dell&apos;anima? E la Bellezza?'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXiGrUOBmpI/AAAAAAAAAAg/cLktjLyRBEw/s72-c/cindy-crawford.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-7640779384230077569</id><published>2006-12-03T14:25:00.000-08:00</published><updated>2008-12-10T01:43:07.459-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='polemos'/><title type='text'>Abbasso le antologie "bulgare" o narcisistiche, viva le vere bulgare e i narcisi...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXNQDkN_esI/AAAAAAAAAAM/0mHgD-GuOcc/s1600-h/Ipoetimaledetti.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5004431633130945218" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXNQDkN_esI/AAAAAAAAAAM/0mHgD-GuOcc/s320/Ipoetimaledetti.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo post è dedicato a tutte quelle antologie più ideologiche che letterarie o ambiguo - narcisistico - ideologiche, che vanno tanto di moda, escludendo, se mi si consente, proprio una crestomazia, di natura diversa, che ai tempi fu molto attaccata e cioè la Loi-Rondoni pubb. da Garzanti; la quale aveva un’onestà di fondo nell’impostazione: c’erano due ottimi poeti che dicevano “queste son le poesie che ci han colpito di più negli ultimi anni”: e stop… Tutto molto naturale e concreto, senza troppi orpelli, essenziale…&lt;br /&gt;Due poeti, anche critici ma non “di professione” e non storici della letteratura… Dunque senza debiti di ricostruzioni o inquadramenti…&lt;br /&gt;Ed escludendo anche gli interessanti progetti di Mondadori e di qualcun altro…&lt;br /&gt;Invece mi scaglio contro tutti quelli che fan le antologie “ideologiche” a indirizzo, cioè quelli che hanno certe amicizie e coperture politiche che vogliono far passare una certa idea, un identificabile pensiero di letteratura, così com’è stato fatto per cinquant’anni con molti testi storici che censuravano le stragi dei partigiani rossi e altro o davano una verniciata di buio oscurantismo al Medioevo…&lt;br /&gt;Com’è stato fatto nell’ARTE dove un Guttuso, pittore simpatico ma non eccelso, poteva continuare a fare il figurativo, alla luce dell'occhio di bue, perché godeva di certe protezioni politiche mentre un pittore di prim’ordine e dalla tecnica straordinaria, eccellente come Annigoni era “sorpassato”, emarginato e non poteva seguire la medesima linea figurativa …&lt;br /&gt;Sono tanti che hanno fatto carriera distruggendo quelli che Pasolini chiamava “pezzi di realtà” e aggiungo “pezzi di nostra Italia”…&lt;br /&gt;Pasolini che, paradossalmente e provocatoriamente a un certo punto dice “Africa!Unica mia/alternativa…” oppure “Che paese meraviglioso era l’Italia durante il periodo del fascismo…” in un’elegia paradossale e provocatoria rispetto alla bruttezza del suo presente (e in seguito sarebbe stato anche peggio, tanto che ormai siamo talmente abituati a vivere male e in modo innaturale che non immaginiamo neppure un modo diverso di vita…) … E non era solo colpa del neo-capitalismo, come pensava probabilmente Pier Paolo, ché è solo un sistema economico, ma ben più di una tendenza alla distruzione SOSTANZIALE della realtà in nome dell’Astrazione, del Nichilismo e del Relativismo culturale…&lt;br /&gt;E allora la foto di questo post è dedicata a tutti quelli che fanno le antologie in cui vogliono far passare una certa Idea (ancora!!! Dopo tutti i disastri nell’educazione dei ragazzi e nella formazione scolastica…In nome di un’utopia che nascondeva anche certi interessi politici…) o a quelli che usano tale Idea per bieche operazioni di lancio di certi poeti teste di serie (e usando altri come riempitivi) da far tradurre e circolare all’estero e nei salotti editoriali…&lt;br /&gt;La foto sopra del post è DEDICATA A TUTTI VOI!!!&lt;br /&gt;Ecco, come un telecronista vi faccio i nomi: Tristan Corbière, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Marceline Desbordes-Valmore, Villiers de L’Isle-Adam, Paul Verlaine (in anagramma Pauvre Lelian)…&lt;br /&gt;Leggete i Nomi nel frontespizio di codesta antologia della foto, anno 1888, e poi per favore, nella vostra ambiguità, nella vostra nullità, nella vostra meschinità, nella strisciante bava del vostro nanismo che ansima per un posto al semisole, per favore: TACETE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Una risposta a un post intitolato “Ramona mon amour” che mi coinvolge non si sa perché &lt;a href="http://golfedombre.blogspot.com/2006/12/ramona-mon-amour_01.html"&gt;http://golfedombre.blogspot.com/2006/12/ramona-mon-amour_01.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ramona” ha scritto tante cose e non solo su di me… Ma io ho avuto, nella vita reale e non in un blog, una breve storia con una donna bulgara di bellezza statuaria a cui ho dedicato una poesia intitolata Elly che si potrà leggere nel mio prossimo libro, e loro non parlano affatto così…&lt;br /&gt;Soprattutto non dicono tante stupidaggini televisive anche quando non siano troppo colte…&lt;br /&gt;La gente che viene dai paesi ex Comunisti non ha questa ironia viziata… C’era poco da scherzare, da loro…&lt;br /&gt;Doveva essere uno dei tanti travestimenti di qualche amico di Atelier (ma uno un po’ sfigato…) o, in mezzo alle varianti e agli scartafacci e agli alti pensieri, una pausa ludica di Merlin stesso, che come sapete ora mi sta simpatico anche se non capisco perché metta foto di suoi autografi in cui non si vede un cazzo nemmeno a Pavia… e al quale chiederei solo, un giorno e se ha il senso dell’onore (e soprattutto della poesia), di occuparsi in maniera un po’ più civile, intelligente, profonda e competente dei miei lavori poetici passati e futuri… Sempre che faccia ancora il critico, ché non ho capito se ha appeso le scarpe al chiodo… Altrimenti non saprei cosa dirgli…&lt;br /&gt;Pepe ce l’ha un po’ con me perché una volta ho detto che lui sta alla poesia come io all’esercito italiano (ho fatto l’Obiettore di coscienza)… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;è mio destino essere sempre attaccato da gente che non piace alle donne…&lt;br /&gt;E infatti si conferma anche qui dato che Pepe è più bello che poeta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cordialmente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;andrea margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-7640779384230077569?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/7640779384230077569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=7640779384230077569&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7640779384230077569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/7640779384230077569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/12/abbasso-le-antologie-bulgare-o.html' title='Abbasso le antologie &quot;bulgare&quot; o narcisistiche, viva le vere bulgare e i narcisi...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4qPNtzNx85Y/RXNQDkN_esI/AAAAAAAAAAM/0mHgD-GuOcc/s72-c/Ipoetimaledetti.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6368075261516826767</id><published>2006-11-29T06:54:00.000-08:00</published><updated>2006-11-29T07:00:58.467-08:00</updated><title type='text'>Il poeta dei poteri forti</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/178/1950/1600/80095/il%20margiot.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/178/1950/320/620412/il%20margiot.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il poeta, rappresentante della loggia massonica del Ghepardo in amore, è stato invitato a leggere le sue poesie nell'istituto culturale della Gran Cuccagna... Assieme a lui, il poeta simbolo dei rossi e quello dei bianchi... Poi non poteva mancare il poeta di punta degli azzurri e la poetessa dei rosa...&lt;br /&gt;C'era perfino il poeta di riferimento di una setta satanica che, ogni tanto, leggendo, spruzzava un liquidino verdastro e parlava lingue strane; tanto che qualcuno aveva parlato di plurilinguismo e contaminazione... E cambiava pure voce, ma si pensava lo facesse apposta in una performance di gran classe... Il gruppetto poi, sempre compatto, si è spostato un mese dopo in una Università americana con ragazze pon pon ad apertura d'incontro ...&lt;br /&gt;E, dieci giorni dopo, è stato invitato in pompa magna da una grande Fondazione bancaria ma il tutto si bloccava per una tentata rapina nell'agenzia di sotto ... Poi il presidente ha avuto un’idea geniale: facciamoli leggere uguale! E, coi microfoni ad ampio raggio, si potevano udire anche dal basso: e i ladri, pur di non sentirli leggere quei versi scemi, quello strazio, hanno rinunciato al colpo…&lt;br /&gt;Ormai c'è un'agenzia viaggi che organizza... Le mogli si conoscono e si scambiano regali e telefonate... Una volta, uno mancò perché doveva partorire la gatta, e tutti furono preoccupati a chiedersi che fine avesse fatto... Un altro da Marzullo, sottovoce, ha dichiarato che si sente stretto nel suo ruolo di poeta dei poteri forti e vorrebbe la sua libertà e fuggire con la donna delle pulizie su un'isola...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;andrea margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6368075261516826767?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6368075261516826767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6368075261516826767&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6368075261516826767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6368075261516826767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/11/il-poeta-dei-poteri-forti.html' title='Il poeta dei poteri forti'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-6339490730218348883</id><published>2006-11-22T15:49:00.000-08:00</published><updated>2006-11-22T16:35:23.275-08:00</updated><title type='text'>Una risposta all’editore Ramberti (a mo’ di esempio su certe tendenze buoniste che chissà se poi son davvero così buone…)</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/178/1950/1600/203286/Premioastrolabio.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/178/1950/320/848108/Premioastrolabio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dio, Ramberti, quanto sei fighetto! E zen e buddista… E anima bella e immacolata… Be’, si vede che lo puoi fare… Si vede che vivi un rapporto pacifico con i tempi… O che preferisci Rousseau a Hobbes… O che non hai mai sentito nominare una cosa che si chiama Peccato Originale…&lt;br /&gt;Consentimi però alcune perplessità su certe separazioni, a priori, che operi… Sfogo e dolore personale e ferite da una parte e letteratura dall’altra… Dunque? Cosa sarebbe la letteratura? Una specie di ingegneria della parola edificante, un salto in un mondo altro, un po’ virtuale e un po’ zuccheroso e un po’ pensoso e un po’filosofico e spirituale?… Tutto con gli ingredientini giusti?&lt;br /&gt;E dire che io sono più attratto da un giovane che mi porta dei testi, zoppicanti magari, ma che urlano, che chiedono un senso al dolore piuttosto che quelli di un cinghiale laureato in matematica pura che scrive poesie come sistemando un cifrario in codice…&lt;br /&gt;Caro Ramberti, Hemingway (un satanasso non da poco, uno che aveva vissuto la vita come pochi…) che, a un certo punto, prende un fucile e si spara evidentemente aveva dei problemini ed era un po’ frustrato?… E Pierre Drieu la Rochelle che scrive &lt;em&gt;Fuoco Fatuo&lt;/em&gt; e poi la fa finita, e Pavese?… E Celine col carico dei suoi dolori? … E Testori che, come pochi, portava i propri sfoghi e il proprio dolore in ogni campo dove si esprimeva , dal teatro alla pittura, alla critica d’arte alla poesia?… E Pasolini? Un viscerale come pochi (e proprio per questo attaccato dalla Neoavanguardia) … E Mishima? … E perché no, quanto si è sfogato, lui sessualmente frustrato e leggermente onanista, il Petrarca scrivendo il &lt;em&gt;Canzoniere&lt;/em&gt;? E il Ghepardo di Recanati? E Dino Campana che era un tantino folle?&lt;br /&gt;E Torquato Tasso con le sue turbe? E D’Annunzio con le sue manie? E Pascoli con le sue regressioni infantili e la depressione sessuale?&lt;br /&gt;E quanto c’è di sfogo in Alda Merini che va così di moda e piace ed è pure una poetessa autentica? E quanto erano turbati, Poe, Rimbaud, Baudelaire e Alessandro Manzoni?&lt;br /&gt;Il problema, caro Ramberti, non è operare queste ben educate e circostanziate separazioni:&lt;br /&gt;o esaltare una letteratura asettica che cancelli quelle pesantezze dell’amore, del dolore, del sacrificio, del sangue... L’unica cosa che conta in letteratura è lo stile che si sposa con la vocazione autentica e la necessità; poi uno può metterci anche la cronistoria delle sue disgrazie, come il Libro di Giobbe nella Bibbia…&lt;br /&gt;O Forse tu sei per una letteratura (e per un’arte) senza sangue, Ramberti? cioè per una letteratura morta…&lt;br /&gt;Ti sei mai chiesto perché siano cessate in letteratura certe polemiche e certi scontri all’ultima sciabolata di molto tempo fa? Quando ci si scannava perché la letteratura era ancora una cosa che contava qualcosa…&lt;br /&gt;Visto che ami l’Oriente, fatti una artistica scorpacciata dei film di Kim Ki-Duk o di Wong Kar-Wai o di Shinya Tsukamoto o di Zhang Yimou o del primo John Woo…&lt;br /&gt;Gente che non ha cancellato l’Io, con le sue gravezze e dolori corporei, in nome di un astratto e superiore Uomo ben educato, un tantino aperto ai soffi dello Spirito, civile e dai toni suadenti e pacati… E che abita in una delle tante case borghesi dei film di Muccino o di certo cinema italiano della sinistra bene e gentile…Un Uomo Superiore e dalle buone maniere; ma, in fondo, arido e indifferente…&lt;br /&gt;Stai facendo un processo alle intenzioni e alle psicologie che proprio non c’entra con la qualità e i risultati letterari…&lt;br /&gt;Critichi i blog che si guardano l’ombelico però pure tu non scherzi, nel tuo &lt;em&gt;Faranews&lt;/em&gt;, che ovviamente si guarda l’ombelico della tua editrice, con giusta filosofia di micro marketing ma spazia anche un po’ di più elencando tutti i tuoi trofei poetici… Io però devo ancora leggere qualcosa di tuo – in poesia - che mi colpisca… Non trovo ancora il lampo... Ma ben spero…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scusami ma sono stato abituato "alla grande e al palato fino" nella antica e lunga frequentazione dei Rondoni, Luzi e altri...&lt;br /&gt;E se proprio vuoi stare sulle psicologie, caro Ramberti, nel &lt;em&gt;Pinocchio&lt;/em&gt; (splendida fabula dell’umano) è proprio il cattivone Mangiafuoco quello che, tra i pochissimi, cerca di aiutarlo… E la fatina è buona certo, ma un pochino sadica…&lt;br /&gt;Invece quei Gatto e Volpe, con la loro parlantina suadente e i modi gentili…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;PS (piccola notarella di costume romagnolo interpretabile anche come marketta, se davvero lo fosse…)&lt;br /&gt;Il tuo collega e corregionale Raffaelli, quando mi sentì leggere a Parcopoesia di Riccione, disse a Lauretano: “questo qui è un poeta che mi piacerebbe pubblicare”… E Lauretano, che è un mio aficionados, come io di lui, probabilmente avrà avuto uno di quei suoi romagnolissimi sorrisi…&lt;br /&gt;Raffaelli e Lauretano sono rock… E tu? Tu sei capace di leggere il sottotesto, oltre le apparenze? Sai intravvedere quel quid misterioso che inazzurra? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;Spero che tu apprezzi la mia franchezza... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;In fondo è una forma di dialogo anche la mia...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;Virile e sincero... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo scritto di Alessandro Ramberti è in &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lapoesiaelospirito.com/Default.aspx?TabId=218"&gt;http://www.lapoesiaelospirito.com/Default.aspx?TabId=218&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-6339490730218348883?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/6339490730218348883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=6339490730218348883&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6339490730218348883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/6339490730218348883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/11/una-risposta-alleditore-ramberti-mo-di.html' title='Una risposta all’editore Ramberti (a mo’ di esempio su certe tendenze buoniste che chissà se poi son davvero così buone…)'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-116119756851704711</id><published>2006-10-18T11:26:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:19.137-08:00</updated><title type='text'>La via della Rosa…Considerazioni extra-vaganti…</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/gong%20li.0.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/gong%20li.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/freybourg04-01-05-34.2.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/freybourg04-01-05-34.2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so dirvi bene il significato del titolo di questo post: esprimere forse, più che una connessione logica di proposizioni, un colore, un’emozione… Considerazioni un po’ folli, oggi, ma di una lucida follia…&lt;br /&gt;Considerazioni sul cinema e altro…Ritengo che Andrej Tarkovskij sia una delle 10 vette del cinema di tutti i tempi…Provate a vedere uno dei suoi film meno celebrati (Andrej ci ha lasciato solo sette lungometraggi – più alcuni lavori giovanili - ) &lt;em&gt;Lo Specchio&lt;/em&gt; (tit. russo &lt;em&gt;Zerkalo&lt;/em&gt;) - no, non è la collana mondadoriana - : è una bellissima escursione in una zona onirico-visionaria, tra memoria del passato e dolore del presente, tra Individuo e Storia…Le opere di Tarkovskij hanno la solennità di Bach, la tensione spirituale di certe icone russe non ancora intaccate dalla prospettiva rinascimentale dei maestri italiani…Bergman diceva "quando scoprii il primo film di Tarkovskij, fu per me un miracolo" e continuava appellando il russo come "il più grande"...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so quanto sia giusta, per l’opera di Tarkovskij, la definizione che molti critici hanno usato quale cinema di poesia: non è del tutto corretta forse, ma può essere condivisa anche tenendo conto che Andrej si considerava un poeta (ed era figlio di un importante poeta russo) … Tarkovskij è anche uno tra quei pochi autori di cinema che abbiano accompagnato alle loro opere una attenta riflessione e considerazioni, diciamo così, di poetica che possono essere lette nel suo libro &lt;em&gt;Scolpire il tempo&lt;/em&gt;… In più ci sono i suoi Diari… è un autore che va letto, visto e studiato: è un autore che va percorso, una vetta impervia che bisogna scalare per poter poi fermarsi a mirare il paesaggio dall’alto, come il monaco buddista di &lt;em&gt;Primavera estate inverno e ancora primavera&lt;/em&gt; del coreano Kim-Ki-Duk … Il cinema si divide (si è sempre diviso) in due filoni principali: l’entertainment e l’opera d’arte, con vari altri sottofiloni e commistioni… Ben vengano Feste internazionali di cinema come Roma, di certo non mi danno fastidio… (ma abbiamo realmente bisogno di due eventi mega come Venezia e Roma? è giusto che SuperVeltroni spenda tanti soldi?)… Io continuo a pensare che il cinema sia altro e che abbia poco a che fare con l’entertainment …Il cinema, come i Tarkovskij, i Dreyer, Buñuel, i Truffaut i Bresson, i Pasolini è un segno espressivo intagliato nel tempo… Veicolo di verità, emozione, bellezza, ricerca espressiva, tensione etica… Oppure magia barocca-carnevalesca, come certo Fellini o Kusturica, o limpido esistenzialismo dei perduti, come Kaurismaki, oppure struggenti malinconie di amori impossibili come il mio amatissimo Wong Kar Wai, autore dell’unico episodio capolavoro nel film collettivo e omaggio ad Antonioni, &lt;em&gt;Eros&lt;/em&gt;, quel gioiellino lirico de &lt;em&gt;La mano&lt;/em&gt; con la bellissima Gong Li, che è ormai il volto splendido del cinema orientale …&lt;br /&gt;Bisognerebbe essere più operai e meno politicanti da passerella… Bisognerebbe operare una completa ristrutturazione del cinema italiano, partendo proprio dalla legislazione che dovrebbe favorire non solo i produttori (com’è oggi) ma anche gli Autori… Tornare, come si deve fare sempre, ai versi di Keats &lt;em&gt;“Bellezza è verità, verità bellezza", questo solo&lt;br /&gt;sulla terra sapete, ed è quanto basta…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Tornare a questi versi in tutti i settori di produzione e veicolazione del pensiero: editoria, giornali, tv…&lt;br /&gt;Mettendo un po’ tra parentesi, una buona volta per tutte, il Dogma del liberalismo più sfrenato e wild…Tornare alla Comunità fatta di Persone che vivono in empatia con la Natura e la Bellezza piuttosto che alla Società dei consumi individuali e dei Mostri urbanistici…&lt;br /&gt;Essere dei liberisti in economia vuol dire vendersi per qualche dollaro in più? Fare soldi e poi non possedere l’eleganza e la classe per goderseli bellamente e saggiamente (ma solo correre a possedere feticci contro la morte…)?&lt;br /&gt;Il desiderio di possesso uccide e corrompe l’anima…&lt;br /&gt;Il liberalismo è il camuffamento ipocrita della cupidigia… Nel Vangelo, Gesù ha insegnato a non attaccarsi troppo alle cose di questo mondo, a non arricchirsi a discapito degli altri, a non praticare usura e anzi donare il sovrappiù ai bisognosi. Il liberalismo, in senso economico e politico, propone l'esatto contrario…&lt;br /&gt;Il liberalismo non fa che operare una sostituzione ontologica, a livello pratico: a Dio si sostituisce il Mercato…Sono solo considerazioni di buon senso, senza arrivare agli eccessi di &lt;em&gt;Il Liberalismo è peccato &lt;/em&gt;del Sac. D. Felice Sardà y Salvany, del 1888…&lt;br /&gt;Oggi viviamo raccogliendo l’eredità di un illuminismo settecentesco sfociato in nichilismo: il cinismo nichilistico occidentale e il moralismo puritano protestante alleato del Grande Capitale e del liberalismo selvaggio sono accomunati nel far fuori una Verità come Presenza concreta sperimentabile nel presente…Il moralismo religioso dei puritani americani risolve tutto il naturale senso religioso dell’uomo in un sistema di regole morali a cui conformare la propria vita e in una interpretazione soggettiva della Parola biblica…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Facciamo un esempio di moralismo puritano, se non bastassero già le crociate salutistiche... Una star come Madonna decide di adottare, dopo averlo incontrato, un bambino piccolissimo africano...Ovviamente Lei riesce in tempi ultrarapidi...Gesto gratuito, umanissimo... Gesto amoroso di una star che, per di più, porta un nome che può anche suscitare richiami simbolici e ultraterreni...Non ci vuole un genio per capire che quel bambino è stato "miracolato", salvato...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma no, le varie associazioni devono moralisteggiare, tuonare contro quello che loro vedono come il capriccio di una star... Incapaci, nella loro mentalità burocratica-sociologico-invidiosetta, di capire la gratuità di un incontro e di un gesto...E questo è solo un piccolo esempio...&lt;br /&gt;Tornando al discorso di prima, io propongo un’alleanza rivoluzionaria, a partire dall’integrità delle rispettive proposte (perché l’unico modo per dialogare realmente è essere integrali…): un’alleanza tra l’Islamismo pacifico e la Chiesa di Roma come portatori storici di una Tradizione metafisica… Altro che scontro di civiltà… L’Islam e Roma dovrebbero stringersi la mano e combattere il demone del nichilismo e della cupidigia travestita da liberalismo e l’angusta gabbia del moralismo religioso di marca puritano-calvinista…L’immenso e, da me amatissimo, Karol Wojtyla ha speso la vita in un cattolico abbraccio…Benedetto XVI, nella sua famosa lezione, credo che volesse proprio tentare un dialogo non ipocrita e non edulcorato, partendo appunto da ragionevolezza e integrità delle rispettive identità religiose… Ovviamente non è stato capito anche per colpa dei soliti mass-media appiattiti in un sistema di pensiero ormai poco originale, globalizzato e politicamente corretto (da chi?)…&lt;br /&gt;Il segreto della vita credo sia ancora in quelle due parole che sottendono l’ultimo film di Andrej Tarkovskij, quello splendido poema lirico sinfonico del silenzio che è &lt;em&gt;Sacrificio&lt;/em&gt; : il segreto è in due parole: Amore e Sacrificio (il secondo termine viene continuamente rimosso nella mentalità dominante, il primo viene invece edulcorato o equivocato in una banalità sentimentale e istintiva…)…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo mio articolo non vuole essere un attacco al liberalismo-liberista ma un elogio e una difesa della libertà...&lt;br /&gt;Tra il Paradiso , come la scena del miracolo nel film &lt;em&gt;Ordet&lt;/em&gt; di Dreyer, una delle vette della storia del cinema, e l’Inferno nella guazza di volgarità di certi programmi televisivi, per cosa voi credete che siamo fatti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-116119756851704711?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/116119756851704711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=116119756851704711&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/116119756851704711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/116119756851704711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/10/la-via-della-rosaconsiderazioni-extra.html' title='La via della Rosa…Considerazioni extra-vaganti…'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115660379677167315</id><published>2006-08-26T07:38:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.693-08:00</updated><title type='text'>Le lune e i falò...</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/xagosto0001.1.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/xagosto0001.1.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/xagosto0002.0.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/xagosto0002.0.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/380-fal??.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/380-fal%3F%3F.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questi scampoli di fine estate, non si può non pensare a qualche momento della stagione calda, vissuto in un recente o lontano passato… Così, mentre tra pochi giorni sarò ancora in partenza per Ibiza (per la terza volta in quest’estate…mi daranno la cittadinanza spagnola?), ho pensato di inserire – e sapete che lo faccio raramente – una mia poesia che risale al 2000…Una poesia sulle notti di S.Lorenzo in spiaggia, che tutti, più o meno, abbiamo vissuto...forse un po’ troppo topica, ma con qualche momento interessante, penso…Potete cliccare sulle immagini…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andrea Margiotta &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115660379677167315?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115660379677167315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115660379677167315&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115660379677167315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115660379677167315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/08/le-lune-e-i-fal.html' title='Le lune e i falò...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115617709264993838</id><published>2006-08-21T08:44:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.608-08:00</updated><title type='text'>Il fisico della poesia e la fisica del senso</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/Scansione0007.6.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/200/Scansione0007.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/juliechristie%20final1_0.3.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/400/juliechristie%20final1_0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dispiaceva proprio abbandonare l’immagine dell’amata Julie Christie per dire solo due parole sul nuovo libro di Cortellessa: così, con un’ardita ma non troppo metafora, ecco la soluzione: Julie impersona per un momento il Fisico, il corpo, gli occhi della poesia…&lt;br /&gt;E poi c’è il nuovo libro di Andrea, “La fisica del senso” che, ovviamente, già si annuncia in contrapposizione a una qualsivoglia Meta-fisica del senso; per restare, come sempre in codesto critico (ne abbiamo già parlato in due o tre post ora conservati in archivio in occasione della sua antologia Parola Plurale) in ambito strettamente materialistico…&lt;br /&gt;Io Cortellessa lo incrociai qui a Roma, durante uno spettacolo teatrale al Testaccio, dove ero stato invitato da un’ attrice mia amica: lui era in compagnia di Cordelli io della mia bella ex fidanzata, la principessa nera…Fui colpito dalla gentilezza che egli usava e spendeva verso una ragazza che probabilmente lo aveva fermato per chiedergli qualcosa: mi pareva un segno di grande civiltà ed educazione…Questa è l’unica immagine che ho del nostro critico, ma spero che la vita e il destino mi portino ad altri incontri con lui, visto anche che abita, mi pare, nel mio stesso quartiere…(ormai non sono più un “pariolino” ma va bene così…)…Per esempio, potremmo incontrarci da qualche parte o a casa sua e potrei perfino sottoporgli il dattiloscritto del mio secondo libro che per ora ha 3 o 4 lettori illustri che ho scelto per stima…A casa sua andrebbe bene…Sicuramente Andrea Cortellessa (che ha il mio stesso primo nome, che è nato nel mio stesso anno e che abita a Roma, vicino casa mia) potrebbe fornirmi preziosi consigli e suggerimenti su questa seconda ipotesi-libro poetico che è parecchio distante dal primo…Vedremo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrei voluto scrivere una recensione puntuale e lunga su questo suo nuovo lavoro ma, purtroppo, la mia “cattiva” abitudine di eventualmente recensire solo dopo aver letto tutte, una per una, le più di settecento pagine, e presa una moltitudine di appunti e meditato, mi impedisce la cosa per questioni varie (di tempo e altro…)…A mia discolpa, c’è da dire che non è il mio mestiere, benché possa farlo benissimo e meglio di tanti che lo esercitano anche pagati…Anni fa scelsi di non fare il critico letterario e di non seguire eventuali strade accademiche per le quali pure pareva avessi una certa attitudine visti i brillanti risultati negli esami e gli incoraggiamenti dei professori: ma voi, come avreste visto uno che è nipote di Baudelaire, di Rimbaud, di Nerval e di Campana, che è nato nella stessa città di Carmelo Bene...e faceva le vacanze a Otranto dove il geniaccio del nostro teatro aveva casa, occuparsi di seminarietti e di esamini, di convegnucci e di leccamenti e alambiccamenti vari? E poi sgranocchiare la gruviera del topo da biblioteca seduto a una sedia mentre la vita, nel suo bruciante desiderio, attraverso le sue mille sirene, lo chiamava?&lt;br /&gt;E pensate davvero che l’Università italiana sia oggi un ambiente davvero stimolante? Ritenete che oggi la cultura sia da quelle parti? Forse qualche professore si salva ma, come diceva Giovanni Testori, il grande problema della cultura è che il Discorso ha sostituito l’Esperienza delle cose…Ormai è tutto un parlare, sparlare, parlarsi, discorsi sul discorso del metadiscorso: bisognerebbe interrogarsi sul significato autentico di Maestro, su quello di Autorità che il ’68 ha depauperato e spolpato proponendo il nulla e il vuoto…Io trovo stimoli solo dove c’è vita e azione e slancio e passione ed esempi grandi: i musei mi piacciono quando ospitino mostre di opere vive: non mi piace la museificazione della cultura, la cristallizazione del sapere…Il mio destino è quello di uno che deve suonare un violino che brucia ballando una danza spagnola (per usare un’immagine di una bella poesia di Ripellino che Cortellessa, giustamente, commenta nel suo libro)…&lt;br /&gt;Ed ecco approssimarci al libro in questione di Andrea Cortellessa: un lavoro davvero ben fatto, molto serio, appassionato, puntualissimo perfino nel riportare i nomi di alcuni estensori di risvolti di copertina in varie pubblicazioni menzionate (ero sempre stato curioso di questo…)…Un libro che può essere tranquillamente letto anche saltabeccando tra i luoghi che interessino di più: con un discorso generale nella prima parte, che affronta i soliti topoi cortellessiani, di chi ami molto Deleuze, la scrittura di ricerca sperimentale e si trascini tutto il tradizionale armamentario ideologico del materialismo nelle arti (rimando ancora ai miei interventi sull’antologia Parola Plurale, negli archivi); e una serie di interventi critici ad personam, su vari nomi della poesia italiana…Poi uno schedario e alcuni interventi molto interessanti extra-vaganti su Dino Campana…Nessun dubbio che il presente costituisca un lavoro ampio e meritorio, in contrapposizione a certe operazioni commerciali alle quali l’editoria ci ha abituati…&lt;br /&gt;In una recensione su Il Giornale, Mario Santagostini rimproverava a Cortellessa una certa mancanza di cattiveria, se si esclude il solito dente avvelenato nei confronti di Re Giuseppe Conte I, "il sèdulo"… Sono d’accordo con Santagostini e qui veniamo alla mia pars destruens… Io posso accettare un lavoro come questo (che preferisco di gran lunga all’antologia, il cui progetto aveva coinvolto altri assieme al Nostro) solo se si assuma il coraggio delle proprie tesi (che, nell’impianto generale, non condivido) senza alcune omissioni silenziose e un po’ ipocrite… Inutile stilare un elenco dei nomi importanti esclusi: sarebbe di certo risultata, riprendendo Santagostini, più efficace qualche stilettata verso i non amati, motivandone magari la mancata corrispondenza d’amorosi sensi…Personalmente, non mi arrabbio mai per la mia esclusione: bisognerebbe essere dei genii per dar credito, al primo colpo, all’esordio, alle qualità di un autore: c’è tutta una trafila da fare, dazii da pagare, prove seconde, terze o quarte da sostenere…Non mi fa paura…La poesia è un mio ozioso, nel senso latino, e superfluo lusso… Anzi, per ora son troppo impegnato e preoccupato nel guadagnarmi la pagnotta con la tv e con il cinema… Come diceva Celine, anch’io non sfuggo alla norma d’essere un apparato riproduttivo e una macchina digerente…Però c’è una strana maledetta aristocratica nobiltà in me…Tuttavia, in poesia, sono troppo convinto delle mie potenzialità, sono granitico, snob e questo mi fa guardare con ironia tutto: anche qualche idiota che spara giudizi senza capo né coda, anche le ingiustizie…Va tutto bene… Chi soffre per amore e per la situazione un po’ ridicola del nostro cinema e della nostra tv, (benché, nel primo caso, del corazon, si intravedono passeggere schiarite…) di certo non si cura dei movimentini, dei mille nani, o gnomi o elfi che si agitano nel sottobosco poetico… Tuttavia, Cortellessa è un critico di tutto rispetto e merita la mia considerazione e la mia stima benché da specola ideale quasi opposta: per questo, mi permetto solo una notazione che gli avrebbe potuto muovere anche un artigiano o un contadino svegli e di buon senso: parlando di uno dei Meridiani dedicati a Pasolini, l’Andreone tesse le lodi del poeta Fernando Bandini e del suo magnifico saggio introduttivo al volume, appellandolo quale “maggior critico stilistico su piazza”: la qual cosa mi vede del tutto convinto; per cui, stando così i fatti, ne consegue che la prefazione che Fernando Bandini (sì proprio lui…) gentilmente mi scrisse per il mio libro d’esordio &lt;em&gt;Diario tra due estati&lt;/em&gt;, che è una presentazione critica e non le solite frasi di circostanza che si scrivono, acquista un valore doppio o triplo, maggiorata dal valore critico-stilistico del prefatore, no? Per cui, Andreone, volgi il tuo sguardo anche al mio libercolo, quando ti capiti sott’occhi (forse lo hai pure in casa): e se l’ideologia non dovesse far veder nitido ma sfocato l’oculo tuo, mettiti gli occhiali e che sian lenti pulite…Apri le finestre che il costume accademico ti costringe a chiudere: fai entrare la vita, fai entrare anche un poeta ventoso come me, il quale non sia il tassello di un puzzle che vi rimbalzate da Università a Università, ma provenga dagli abissi del mare…E allora vedrai che, di giochini fonici, di rime ricercate, di accenti ribattuti di 6 e 7, di consonanze e dissonanze e assonanze, di metafore ardite, il mio libro è pieno…In una sovraeccitazione della parola a fini allusivi e suggestivi...Fonosimbolismo, forza musicale (che mi ha riconosciuto proprio il Conte che tu detesti...Mentre Citati, che forse ami, ci ha visto nitore e purezza...Se vuoi posso mandarti il bigliettino autografo...)...E non ti sarà difficile adoperare su qualche mio testo, la medesima analisi critica che hai usato per la bella poesia di Ripellino, al quale mi lega un comune barocchismo (e forse manierismo, in senso buono) meridionale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però certe uscite del tipo, cito a mente, - Flavio Santi che, purtroppo, collabora con il Domenicale, - (dove collaborano anche un ottimo poeta come Brullo e un polemista scatenato come Parente e non si sa cosa ci sia di male...); oppure nella scheda su Testori la faziosa smemoratezza per un libro pubblicato dalla Rizzoli, Bur Collana I libri dello spirito cristiano, intitol. &lt;em&gt;La Maestà della vita&lt;/em&gt;, che raccoglie gli interventi polemici e politicamente controcorrentissimi dell’autore lombardo specie sul Corriere d. sera (cioè sarebbe come stilare una scheda su Pasolini e non citare gli &lt;em&gt;Scritti corsari&lt;/em&gt; ed &lt;em&gt;Empirismo eretico&lt;/em&gt;…) sa molto di ideologico e ipocrituccio… Sovietichino…&lt;br /&gt;La solita tendenza degli intellettuali di sinistra: salvare un autore (perché Cortellessa, con mia grande e felicissima sorpresa e forse nella scia di certi suggerimenti raboniani, riconosce il ruolo di grande scrittore e drammaturgo che l’autore lombardo ha avuto, ma cerca assolutamente di non entrare nell’ultimo periodo della stagione testoriana, quella della conversione dopo l’incontro con i ragazzi di Cl e con il loro maestro Don Giussani… No, di quello proprio non ne vuole parlare…)... Così come, nell’immediato dopoguerra, si doveva salvare Pound solo per le sue qualità nella scrittura, lo si doveva pubblicare con strane fascette che dichiaravano la presa di distanza dalle sue idee politiche, il tutto con la solita ipocrisia dei Chierici Rossi… Stesso discorso ovviamente per Celine e Junger e molti altri… Si prende lo scrittore, certe volte proprio non si può negarne il valore (soprattutto se non sia un esordiente o uno sconosciuto) e poi si cerca di entrare dentro smembrandolo, assumendo le parti che piacciono, ma non per una sacrosanta idea di valore artistico letterario, il che sarebbe anche giusto, ma in senso ideologico: questo poteva dirlo, questo non poteva dirlo…Ecco…&lt;br /&gt;Tuttavia, nel caso di Testori, visto che Cortellessa parla dell’ecdotica dell’Ultima volontà dell’artista, come criterio nelle opere di curatela o di critica, avrebbe dovuto tener presente che, tutta l’opera testoriana va letta alla luce proprio di quella fede incontrata , ragionevolmente ed esperienzialmente, negli ultimi anni (perché sentimentalmente e per famiglia Testori cattolico lo era stato sempre, anche se a livello sottoepidermico)…&lt;br /&gt;Ovviamente, ho preso l’esempio di Testori (autore che amo) per evidenziare una certa forma mentis e un certo modo di ragionare che io capisco benissimo (sono stato un militante della sinistra extra-parlamentare, i cristiani, per alcuni anni dell’adolescenza e prima giovinezza mi davano un fastidio epidermico forse perché ci vedevo molta ipocrisia, forse perché li associavo automaticamente alla Dc, o forse per lazzo diabolico, ammesso che un laico come Andrea possa passarmi un termine che probably per lui è solo una parola senza oggetto…)…Anche S.Paolo fu un persecutore di cristiani…Poi può capitare (e dico può…) un cambiamento, una conversione che il tempo approfondisca sempre più nelle certezze e nelle convinzioni…&lt;br /&gt;Su Giuseppe Conte, altra bottarella ideologica: Cortellessa si chiede come fosse possibile che Calvino avesse preso un abbaglio nel gradire molto la nota &lt;em&gt;Elegia scritta nei giardini di villa Hanbury&lt;/em&gt; che lui trova invece noiosissima; ma caro Andrea, se a Calvino piaceva ne avrà avuto i suoi buoni motivi, non trovi? O pensi che fosse già in una fase di rincoglionimento senile che, peraltro, non ha mai avuto in sorte? Insomma, stiamo parlando di Calvino, no? Mica d’uno sprovveduto… O vuoi perfino sindacare nelle selve del cervello di Italo? Ed ecco che il Cortellessa arriva al paradosso, veramente sovietico, di negare Conte solo perché è Giuseppe Conte…Solo perché, a un certo punto della propria vita, il poeta ligure scopre la sua vocazione, la sua strada, il suo destino…Così Cortellessa fa finta di non capire la mossa d'importanza notevole per quegli anni, finissima, sottile, politicamente scorrettissima, inquieta, della rivolta contiana, che si definisce pienamente nei libri de L’Oceano e il Ragazzo e nelle Stagioni e via via fino ad oggi (e che ha trovato seguaci)…Il gesto di Conte è stato deciso per esigenza di respiro: voleva aprire le stanze chiuse degli anni settanta e respirare un po’ d’aria guardando fuori anche il profilo degli alberi che forse il "tuo" Deleuze non riusciva nemmeno più ad ammirare se decise il folle volo tragico da un balcone...Alberi che, ti assicuro, se abbracciati secondo un antico rituale, trasmettono energia vitale…Prova…Tutto questo in tempi in cui Pecoraro Scanio ancora era lontano dal profilarsi…E poi c’era stato Borges, a insegnare come la letteratura fantastica potesse essere una forma di realtà anche più profonda e non per questo meno vera (o fascista...)… Cortellessa ha dunque “un problema” ideologico con Conte: lo vede come un poeta di cartapesta, di stucchi e fondali, o come un travestito da Vate di provincia: e purtroppo non riesce proprio a saggiare la stoffa prelibata della poesia contiana ma, ancor più grave, a cogliere l’energia vitale, la luce, il respiro, il profumo di fiori dei suoi versi (fiori non parnassiani o decorativi ma spesso emblemi di un senso di rinascita o di perdita…)…Per fortuna, (per me che invece lo considero un autore importante) di recente Conte vince il Premio Viareggio con il suo nuovo libro… Ma forse Cortellessa, nella prossima e ventura sortita anticontiana, si chiederà perché i giurati del premio si fossero così sbagliati, come Calvino e come tanti altri…&lt;br /&gt;E ritornando a Julie Christie (che ho eletto in questo post quale personificazione della poesia, autorizzato dal Ripellino che associava la Schygulla alla sua vita ) potrebbe anche capitare che Cortellessa non ne riconosca la straordinaria Bellezza…In tal caso, però, a casa sua non ci andrei…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Andrea Margiotta &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115617709264993838?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115617709264993838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115617709264993838&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115617709264993838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115617709264993838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/08/il-fisico-della-poesia-e-la-fisica-del.html' title='Il fisico della poesia e la fisica del senso'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115386885767352716</id><published>2006-07-25T15:56:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.539-08:00</updated><title type='text'>Semiseria, prima di una breve vacanza...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/10111225A~Julie-Christie-Posters.2.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/10111225A%7EJulie-Christie-Posters.2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scusate, ma prima di partire per Ibiza devo fare qualche battuta propedeutica al clima leggero vacanziero al quale mi approssimo…Mizzeca! Ma Paci nella foto Oxfordiana ha proprio un aspetto inquietantemente Sovietico…Se avete visto il dottor Zivago, direi uno Strelnikov …Probabile che, quando giungerà il freddo inverno moskovita, me lo sogni la notte: io, Andrei Margiosky, trascinato dai suoi agenti segreti e al di lui cospetto accusato di fare una poesia non gradita al partito: troppo introspettiva, privata, stilnovistica e, ove politicamente impegnata, apertemente contraria alla Rivoluzione e reazionaria, individualistica: roba da tempi dello zar…A questo, si sommeranno accuse di magia e stregoneria e sciamanismo Rasputiniani e qualche agente ci metterà il carico da novanta dicendo d’avermi visto conversare con un prete in clandestinità (che potrebbe essere il Pope Centofantivitch”…Dunque, verdetto inappellabile : FUCILAZIONE!!!&lt;br /&gt;E mentre la neve cade lentamente, in un silenzio sinistro, vengo trascinato verso il luogo deputato: faccio in tempo a salutare, con un cenno di capo, altri poeti che conosco: l’Orgiasky (sospettato di dissolutezze antirivoluzionarie), il Fantuzzikov (di ironia beffarda e controrivoluzionaria), il Massarienev (per attività anarcoide sovversiva) e il Davolianovitch (di poesia acmeista e di contatti con la fronda temibilissima dei tartari maceratesi), i quali temono anche per le loro sorti… Era ancora scolpito nella memoria di tutti, il triste giorno in cui il noto poeta Rondonijesky veniva scoperto e deportato in Siberia, da dove non si era saputo più nulla di lui… Larissa Margioskaija, una biondona russa con gli occhi verdi come le foglie di betulla, accennava qualche lacrima…&lt;br /&gt;Tutto pareva volgere al peggio quando, all’improvviso, un commando guidato dal noto cospiratore Sergej Gianruggerovitch Manzonotov, con un manipolo di arditi, satanassi indiavolati sbucati forse dall’inferno, cominciò a seminare il panico: gli spari si mescolarono ad urla feroci… Era arrivato finalmente il momento della tanto sospirata Controrivoluzione…&lt;br /&gt;Nessuno avrebbe mai immaginato che, da lì a poco, si sarebbero visti tradotti in catene, sfilando davanti all’attonita e incredula folla, il capo del ministero della cultura Cortellesky, il capo di gabinetto Lellovic Vocionev, il capo dei rapporti con gli Artisti , Paciosky, il di lui sottoposto Pepenin, addetto al basso spionaggio e l’eminenza grigia, la Numero due del Partito, la potentissima Passannantova: la quale, unica, sarà graziata per la sua fede cristiana, che aveva dovuto sopire e tener nascosta al Numero Uno del Partito: ma questa è un’altra storia…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;un saluto e a presto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a.margiotta&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PS Nel link trovate la foto "oxfordiana" di Erminia Passannanti e Luca Paci... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115386885767352716?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.erodiade.splinder.com/media/8784333' title='Semiseria, prima di una breve vacanza...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115386885767352716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115386885767352716&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115386885767352716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115386885767352716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/07/semiseria-prima-di-una-breve-vacanza.html' title='Semiseria, prima di una breve vacanza...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115336164750038821</id><published>2006-07-19T18:46:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.459-08:00</updated><title type='text'>Umanamente uomo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/fotoandrea.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/fotoandrea.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Ho deciso di riprodurre la postfazione provvisoria al mio secondo libro di poesie, di probabile prossima e gattesca pubblicazione...Senza il corredo di citazioni in epigrafe...Nonostante il mio essere inguaribilmente libertario e affrancato da dichiarazioni, valga come mia possibile proposizione di poetica...&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Andrea Margiotta &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;POSTFAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un libro dai colori autunnali: un libro purgatoriale. A un certo punto, dopo il mio precedente Diario tra due estati in cui ricercavo la bellezza con curioso spreco di mezzi e virtuosismi stilistici, mi sono reso conto che mi mancava qualcosa. Occorreva uno sguardo più da aquilotto sulla realtà; dove, ciò che appariva lampante, era la perdita d’aureola del genere letterario: la poesia non ha più il posto d’onore che aveva nei secoli passati; essa è stata spodestata, defraudata… Mi interessa la nuda constatazione del dato reale: non voglio inoltrarmi nei territori di competenza dei sociologi letterari o antropologi o storici della cultura e delle idee.&lt;br /&gt;Ci sono poeti che continuano a scrivere ignorando tale stato dei fatti, seguitando nei loro preziosismi, nelle loro avventure mentali che spesso non interessano a nessuno…Ci sono critici che pensano ancora d’essere la coscienza del paese e perseverano non dismettendo il loro abitus mentale e non rinnovando e adeguando i loro strumenti alla nuova realtà. Ci sono critici e poeti che scrivono libri come se, dalla parte dei lettori, ci fossero ancora i Montale, i Contini, i Calvino, i Pasolini, i Fortini, i Sereni, nell’illusione che esista ancora una comunità letteraria: ma non è così… Potrebbe sembrare banale, ma è l’esatta descrizione di una realtà drammatica: non esiste più una comunità (tantomeno letteraria): ci sono solo migliaia di atolli o, con una metafora più siderea, tanti astri più o meno luminosi in un grande cosmo di indifferenza, in un tempo straniero che impone ritmi alquanto disumani. La realtà umana diventa sempre più mass-mediatica e virtuale. I confini tra realtà e finzione televisiva, tra realtà e virtual-game, appaiono sempre più labili (l’avevo accennato in un componimento poetico del mio precedente libro…). Oggi anche l’omicidio tragico di periferia, o quello “istituzionalizzato” delle guerre, sembrano avere la semplicità e la rapidità dei videogames…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si potrebbe tranquillamente dire: la poesia è morta come un’Ofelia annegata nel fiume…Si potrebbe dire se non ci fosse un dato reale, chiaro, a smentire ciò: milioni di persone scrivono poesie, milioni di persone affidano ancora al verso i segreti, i pensieri più riposti delle loro vite, le memorie; a parte i risultati, in certi casi disastrosi da un punto di vista letterario e comunicativo, occorre intenerirsi per tutto questo: intenerirsi per il carabiniere che scrive poesia o per la madre di famiglia “in distici”… Ciò significa che la poesia non è affatto morta e, dunque, non è morta neppure l’umanità, nel suo desiderio di senso e di giudizio sul mondo.&lt;br /&gt;Tuttavia, c’è da combattere con chi, detenendo un potere economico e mass-mediatico, avrebbe interesse a distruggere tutto questo patrimonio per creare uomini vuoti, senza giudizio, i quali abbiano come desiderio e come ultimo orizzonte quello di guadagnare tanto, pensare poco e consumare il più possibile per far guadagnare altri. Si chiama: politica dell’aumento dei consumi; essa non sarebbe diabolica se non procedesse in stretta alleanza con lo svuotamento dell’umano, intendendo uno svuotamento spirituale e culturale che si traduce in una perdita della libertà di giudizio; facoltà, quest’ultima, attraverso la quale si edifica la propria personalità nel mondo.&lt;br /&gt;La poesia è una delle pochissime cose che restino alla persona per dire: “Io sono”…&lt;br /&gt;Spesso mi chiedo: “A che serve essere multimiliardari se si vive la propria vita come stranieri? Che serve se uno si prende tutto il mondo e poi perde sé stesso?”…&lt;br /&gt;Si parte dalla persona (io, tu) … Ecco l’esigenza di codesto libro: tentare un gesto, la poesia come gesto attivo e attraente, la poesia che cerca una comunità, quindi una comunicazione, un abbraccio… La parola poetica vuole incontrare la singola persona, raggiungerla nei posti più impensati e inauditi. Per questo motivo non si può più giocare alla contemplazione della bellezza con l’esercizio e l’ausilio di mezzi squisiti; occorre la stretta di mano che incontri il singolo uomo.&lt;br /&gt;I mutamenti sociali e antropologici, si sono riverberati nel mare del linguaggio della gente, e, per forza di cose, toccano l’idioletto del poeta (almeno del poeta che non vuole parlare dalla sua torre…).&lt;br /&gt;Si troverà, quindi, un libro sporco, impuro, quasi non finito, come sporca è l’epoca che ci tocca…Un esempio?&lt;br /&gt;Anni fa, ricevetti le strane lettere di un adolescente poeta; tali missive, quasi messaggi in bottiglia, sono accolte in questo libro, rielaborate al minimo, come documento, come testimonianza dell’adolescenza; che non è, come voleva il Garin in un saggio su Leopardi, il periodo delle domande inutili, bensì quello delle domande capitali della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la poesia diventa gesto, non si dovrebbe tanto giudicarla sul piano della bellezza qualitativa, quanto su quello dell’efficacia: un gesto vale se porta qualcosa di buono nell’altra persona, se raggiunge il suo scopo; il gesto vince se porta una crescita, un aumento d’umanità, una soddisfazione; appare secondario se sia bello o brutto in sé… Quanti gesti, nella loro bellezza estetica, si dimostrano meramente inutili? Questa è un’ epoca curiosa: al bello falso e di cartapesta che riluce dalla televisione e dal cinema, fa da controcampo lo sporco e il brutto (anche dei sentimenti) nella vita quotidiana, nella vita reale dei più…&lt;br /&gt;Ma la bellezza è tale solo quando sia anche comunicazione di senso: la bellezza vuota è come una bella donna che non trasmette nulla, che resta fredda, inanimata, che non scalda il sangue, che non possiamo possedere…&lt;br /&gt;Un termine che si associa quasi naturalmente alla bellezza è piacere, inteso oggi solo in un’accezione erotico-sessuale; ma, se si pensi a Dante che nel canto 33 del Paradiso, riferendosi a Dio, usa l’espressione “sommo piacer”, s’intende quanto riduttivo (e fuorviante) sia l’uso moderno della parola che ha una potenzialità semantica ben più vasta. Chiarito il significato di piacere in senso “dantesco”, si può capire anche quello di bellezza in senso “tomistico”: ovvero la bellezza come splendore del vero; quindi dovrebbe essere più perspicuo quanto ho detto prima sulla bellezza come comunicazione di senso.&lt;br /&gt;Insomma, il gesto della poesia vuole comunicare (e cercare) un senso e la comunicazione di senso è ciò che veramente rende non vuota e fredda la bellezza.&lt;br /&gt;Il centro unitario del libro è ancora, come nel precedente, l’esigenza autobiografica di obbligare la ricerca poetica al vaglio degli avvenimenti, degli atti della vita: di trovare rimbaudianamente la verità “dentro un’anima e un corpo”. Però, in questa occasione, più che al ragazzo di Charleville, pensavo al maestro di tutti, Baudelaire, al suo non concluso e frammentario Mon coeur mis à nu, al cui progetto l’autore teneva oltremodo, come testimoniano alcune lettere.&lt;br /&gt;Oltre al centro vero e proprio, ovvero ai Quadri… e alla loro variante più estremistica costituita dai Portraits for Mr. Bacon, il libro è composto di poche sezioni: le Lettere bolognesi sono i messaggi in bottiglia dell’adolescente; i sogni (o incubi) di Gli occhi della mente o del sogno, rappresentano sospensioni apparenti delle facoltà razionali per approdare a una forma di conoscenza per ardore visionario (di tipo orientale più che occidentale); le Testoriane, infine, sono tre antichi e giovanili omaggi ad un autore, Giovanni Testori, che purtroppo ho conosciuto di persona troppo tardi e fugacemente ma che continuo ad amare nell’opera sua.&lt;br /&gt;E, infine, la Suite portoghese che è il centro metaforico-emotivo di questo libro…&lt;br /&gt;Si offre, dunque, questa stoffa tessuta come la luce in un caleidoscopio, dove ogni parte vive per sé ma si spera che ognuna irradi la sua propria sulle altre, in una circolarità luminosa; e che la mancanza di compattezza e unità non sia troppo rimpianta …Fossi stato un giovane allievo di Rodin, secondo la sua idea di armonia delle parti, mi avrebbe forse “rimproverato”…D’altra parte, nell’eterna tensione polare tra la categoria di barocco (nella quale molti inglobano anche il romantico…) e quella di classico, si può facilmente intuire la mia ascendenza: perdutamente barocca…Ma l’unità e l’omogeneità in codesto libro non credo sia da cercarsi entro il perimetro di una costanza stilistico-formale, bensì in un ritmo sincopato, in accensioni improvvise e spegnimenti: in un’ aritmia del cuore, nelle svolte improvvise del respiro. Dimodoché, l’apparente disomogeneità possa apparire come l’assunzione di varie maschere, le quali non si mescolano in una carnevalata fine a sé stessa, ma tallonano qualcosa di misterioso, cui ci si approssima ma non si tocca…Una bruciante, furiosa ricerca di senso…Tendersi per aprirsi in un abbraccio, e per riceverlo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© 2006 Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Le foto sono state scattate durante viaggi vari: Isola d'Elba, Parigi, Salento e Portogallo. Escludendo, per ragioni di privacy, la bellissima principessa che mi accompagnava, alla quale il libro sarà dedicato... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115336164750038821?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115336164750038821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115336164750038821&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115336164750038821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115336164750038821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/07/umanamente-uomo.html' title='Umanamente uomo'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115298008671137117</id><published>2006-07-15T08:45:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.319-08:00</updated><title type='text'>Pensieri e parole</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/99_1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/99_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/macerata_new2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/macerata_new2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cosa deve fare, oggi, nell’anno del Signore 2006, un poeta oggettivo? Il poeta oggettivo è quello che ha una storia alle spalle, non uno che si è svegliato la mattina e ha deciso di fare il poeta (quelli, semmai, sono i poeti aggettivi) …Il poeta oggettivo è quello che è stato "riconosciuto", avvistato, dalla parte più seria dell’ambiente, cioè da poeti come Luzi, Conte, Carifi, Bandini, Bigongiari, Ruffilli, Pusterla, Cucchi, Riccardi, Damiani, Gibellini, Rondoni, Lauretano e altri, o da critici come Pietro Citati, sia pur per lettera autografa e non con pezzo su Repubblica … Il poeta oggettivo è quello che avrebbe voluto essere tutt’altro, magari un pilota di aerei, un ufficiale della marina o un finanziere d’assalto, ma ha scoperto una vocazione, un dantesco dittare dentro e un destino, fatto di esperienze e incontri imprevisti e non progettati…Il poeta oggettivo è quello che ha un sussulto di gioia quando riceve in dono da un amico, che egli considera un altro poeta oggettivo, tre libri belli e ben fatti, o che ha un leggero brivido o moto di commozione leggendosi in treno un bell’articolo di Silvio Ramat, apparso su Il Giornale, sulla storia d’amore un po’ soffocato tra Eugenio Montale - uno dei preferiti - e Irma Brandeis, la Clizia delle poesie più belle dell’Eusebio nazionale…Moto di commozione perché anche il poeta oggettivo ha vissuto e amato a Firenze, percorrendo quel sentiero che da Dante porta alla critica anglo-americana, al Montale più araldico e a Bibi Berenson e Roberto Longhi, i grandissimi critici d’arte……Cosa deve fare se, oggi, in Italia, il mondo che ruota attorno alla poesia – come il poeta oggettivo disse a Gabriella Sica - è come la ex Unione Sovietica: un deserto percorso da bande armate che ne fanno razzie…Il poeta oggettivo vorrebbe cose semplicissime: soltanto scrivere quando ha qualcosa da scrivere, pubblicare in qualunque sede purché ben distribuita in libreria (come dovrebbe essere normale, in un paese normale, in una logica normale…), e poi essere giudicato, valutato da critici seri e, soprattutto, dal pubblico, dalla gente (il poeta oggettivo scrive per sé stesso e per la gente, in primis)…&lt;br /&gt;Il poeta oggettivo non ha nessun tipo di invidia perché sa di avere, da parte sua, qualche potenzialità, qualche carta da giocare (il poeta oggettivo è anche un ottimo giocatore di poker ma in questo caso non bluffa…)… Il poeta oggettivo è un po’ superbo e, come Dante insegna, i superbi quasi mai sono invidiosi…Non gl’importa nulla dei discorsi da retrobottega – a meno che non si parli di donne – o delle miserie o delle beghe o delle manovrine editoriali…Al poeta oggettivo importa solo della poesia ovunque ne scorga il dolce e levigato profilo…&lt;br /&gt;Il poeta oggettivo è anche un guerriero e, amando Pound, ama anche combattere per le proprie idee e per il proprio senso della giustizia… Bien…Fine della terza persona…&lt;br /&gt;Eccomi qua…Torno da Macerata e trovo le solite cose: viene Dylan a Roma e un gruppo di scrittori e poeti (alcuni dei quali conosco personalmente e stimo) devono leggere le poesie di Dylan all’Auditorium: ma scusate, ma se viene già Bob in persona a cantare, che bisogno c’è che voi leggiate pure le sue poesie come tributo-omaggio? Tradotto vuol dire: cosa si fa per un ulteriore quarto d’ora di celebrità (come se i chiamati non fossero già ben conosciuti); arriva una star, cioè una stella piena di luce, e si vuole brillare un po’ di luce riflessa…Ehi, ragazzi, può essere anche che le poesie di Dylan non siano granché o magari inferiori a quelle di Mark Strand che è venuto a leggere qui a Roma in sordina, qualche tempo fa… Ovviamente, non è che ci sia nulla di male e gli scrittori-lettori non hanno certo colpa alcuna, penso…Il problema è la perniciosità del pensiero di chi organizza… Il problema è quando l’arte diventa un pretesto per organizzare eventi…Il problema è che si dovrebbe tornare a un’etica dell’essenziale e del necessario… Il problema è che si dovrebbe tornare all’arte e basta… E l’arte, come i veri artisti sanno, non ha nulla a che fare con la democrazia né con gli assessorati o enti o paraenti (qualcuno inutile, qualcuno solo cassa di risonanza dei politici) che foraggiamo con le nostre tasse…&lt;br /&gt;Il grande pianista Benedetti Michelangeli, in un concorso, disse a un allievo bravino “in arte o sei bravo o vai fuori dai coglioni…”…Inutile raccontarvi quanto sia stata difficile la vita di Arturo Benedetti Michelangeli solo perché era geniale… Se uno è troppo, se uno si alza dalla media troppo, fa una vita difficile… (magari è riconosciuto post-mortem, forse – come diceva un personaggio dell’ultimo film di Bellocchio – in Italia i morti contano più dei vivi…)…&lt;br /&gt;Ho preso l’esempio di questa iniziativa dylaniana, non peggiore di altre, solo per mettere il dito sulla piaga…La piaga è come vengano pensati e organizzati gli eventi di natura artistico-letteraria…&lt;br /&gt;Altro esempio: il deserto percorso da bande relativo alle traduzioni letterarie…Una volta, in Italia, parlo di 50 anni fa, il poeta prima trovava un riconoscimento in patria e successivamente veniva tradotto…Oggi qualsiasi pirla può farsi tradurre all’estero, basta che abbia i contatti giusti…Così accade che professori o ricercatori universitari, magari bravi come professori ma pessimi come poeti, si facciano tradurre, escano in fantomatiche antologie estere di poesia italiana (e io mi chiedo: ma chi le legge, se all’estero al massimo conoscono Eco e Baricco?)…Non c’è limite davvero al narcisismo umano… Prendo a bersaglio – e ancora solo come esempio non peggiore di altri – una fantomatica &lt;em&gt;Poesia del dissenso&lt;/em&gt;, di cui si è parlato nel blog di Massimo Orgiazzi, che non so se sia uscita o debba uscire a Londra, città dove ho lavorato per un breve periodo della mia vita e dove mi sarebbe stato agevole usare certi contatti per propinare un’edizione inglese delle mie poesie: ma sarebbe stato troppo facile e meschino; pensai: no, prima devo farmi conoscere in Italia, come poeta, poi si vedrà, se scriverò qualcosa di meritevole…E questi qui invece, completamente sconosciuti in Italia, si fanno la loro antologia: ma ragazzi miei, ma siete di fori? come dicono a Firenze... Ma poi, come si fa a usare un titolo come &lt;em&gt;Poesia del dissenso&lt;/em&gt; quando ogni poesia autentica e vera, anche se fosse stata scritta da un fan di Silvio Berlusconi, porta sempre una visione e-marginata e un dissenso… Già il titolo è pessimo…Dunque, in codesta antologia, probabilmente ci sarà pure il Dissenso: ma ho i miei dubbi che possa esserci anche la Poesia…E allora, come dice il simpatico Novello Novelli, caratterista dei film di Nuti e di Ceccherini, mi sento di dire “Io Dissento”…&lt;br /&gt;E veniamo a Macerata: due parole sole, da parte mia, tanto il resoconto lo faranno altri…&lt;br /&gt;Non ero molto in forma anche se, probabilmente, non si è notato… La sera prima, a Roma, avevo avuto uno screzio scemo con una ragazza a cui tengo, con la quale ho un rapporto infinito e aperto come il mare (a lei sarà dedicato il mio secondo libro, ormai finito, e pronto eventualmente per la pubb.) e che qualcuno di voi ha anche visto di sfuggita, probabilmente con delizia degli occhi …Dunque ero sottotono…Poi non sapevo bene di cosa si dovesse parlare né mi ero preparato alcunché…Il risultato non è stato male, c’era pubblico fino a mezzanotte e mezzo, però avrei voluto gestire meglio la parte che mi riguardava nella discussione… Parlare più di poesia, per esempio, e meno di questioni che mi interessano poco come la polemica con Merlin o altro…Spero che in futuro l’ottimo Davoli o altri, vogliano invitarmi soprattutto per leggere poesie…è quello che mi interessa di più…&lt;br /&gt;Il mio blog Radiolondra non è nato soltanto per la nota polemica con Marco Merlin: ma primariamente, un po’ per la trasmissione televisiva fatta in Rai, e un po’ per altro, perché si era sviluppato un dialogo con alcuni giovani poeti, con qualche anno meno di me, conosciuti a Riccione, come ad esempio il bravo Federico Italiano e altri…Di Merlin non sopportavo la supponenza e l’aria da capetto e l’attenzione troppo marcata alla generazione dei nati negli anni ’70 e, quindi, lo consideravo funzionale a quel sistema editoriale che, per esigenze di marketing, proprio quella generazione lì aveva deciso improvvisamente di pompare… (dei quali, come ha detto giustamente un poeta che di quella generazione fa parte, l’onestissimo e poeticamente interessante Matteo Fantuzzi, ormai “conosciamo anche ogni pelo del culo”…)…Come se, guardando il quadro della poesia, un quadro grande, ci si affissasse solo a un particolare…E questo particolare era costituito da gente che spesso non aveva nemmeno un oggetto libro all’attivo, non solo riconosciuto, ma addirittura neppure mai pubblicato…&lt;br /&gt;Probabilmente il nostro incontro è stato uno scontro tra due caratteri un po’ discoli; sono sicuro che, se ci fossimo conosciuti anni prima, saremmo andati anche d’accordo… ora che si è placato, ora che è diventato un guru solitario, mi sta anche simpatico e sopporto perfino l’esegesi dei suoi manoscritti…La mia polemica con Merlin è terminata…Son ragazzi…&lt;br /&gt;Comunque è stato divertente e ho pure rivisto un amico dell'adolescenza marina estiva: Macerata ha mura e pietre suggestive e donzellette leggere dagli occhi bellissimi, come la “berbera” di cui si parlava che non ho capito se fosse la poetessa Franca Mancinelli (io ho conosciuto una Franca Mancinelli a Riccione, ma era un’altra! Chiaritemi, por favor, il quesito)…&lt;br /&gt;è bello che ci sia gente come Filippo Davoli, è bello avere un’antologia di poesie di Guy Goffette redatta con i controcoglioni, come dovrebbero fare le case Editrici che hanno fiumi di capitali alle spalle…&lt;br /&gt;Gian Ruggero Manzoni mi ha fatto ricordare la simpatia dei romagnoli schietti e autentici e felliniani (ho fatto il liceo a Forlì e l’Università a Bologna)…Un personaggio da primonovecento, futurista…Il rombo del suo motore, alle tre e mezza di notte, il rombo che squarcia il silenzio di una bellissima piazza e copre gli echi lontani della gioventù universitaria ancora in piedi, è probabilmente la cosa più poetica della serata…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS&lt;br /&gt;Tra gli interrogativi inquietanti: 1) perché le temutissime zanzare tigre hanno martoriato Filippo Davoli e hanno risparmiato il sottoscritto? Non ne ho incontrata una per tutta la serata e, nel povero ma suggestivo ostello, ho pure dormito con le finestre aperte… 2) Cosa faceva per due quarti della tardissima cena Filippo Davoli fuori la porta e dietro l’angolo, tra le mura? 3) Perché Fantuzzi ha optato per un taglio di capelli alla Toni Manero che lo fa sembrare un birro emiliano-romagnolo?&lt;br /&gt;4) Perché l’amico Massari veste sempre di nero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115298008671137117?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115298008671137117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115298008671137117&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115298008671137117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115298008671137117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/07/pensieri-e-parole.html' title='Pensieri e parole'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115194756332123040</id><published>2006-07-03T10:04:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.229-08:00</updated><title type='text'>Eivissa</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/ibiza-image.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/ibiza-image.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/ibiza1.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/ibiza1.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono appena tornato dalla mia vacanza a Ibiza-Eivissa e ho già la morte nel cuore o, come dicono i brasiliani, la saudade…Ormai mi ero perfettamente integrato nell’ambient…La vacanza è durata più del previsto perché avevo deciso di restare da solo (si fa per dire…eh eh…) anche dopo la partenza degli amici…Certo, è facile star bene in un posto quando sei in un hotel 4 stelle con bel mare vicino…&lt;br /&gt;Più che le spiagge affollate di Salinas o di Playa den Bossa, mi piaceva quell’angolino, quell’insenatura vicino al mio albergo perché mi ricordava qualcosa delle mie estati adolescenti in Puglia e alcune poesie di Montale… Che scemi gli ospiti del mio albergo che preferivano lo svacco ai bordi della piscina…Meglio così, meno gente…&lt;br /&gt;Ci ho messo poco a capire esattamente come funziona Eivissa, le cose che mi piacciono e quello che non mi garba…Come sapete, l’isola cominciò a essere il ritrovo degli Hippy di mezza Europa verso la fine degli anni ’60 ed è rimasta una certa aura libertaria e trasgressiva…Belli i tramonti sulla spiaggia con aperitivo, e le notti a ballare fino alle sette del mattino…Ambiente internazionale…La vicina Formentera è più consigliata per coppiette nel pieno dell'innamoramento...A Ibiza si va per far casino e senza portarsi dietro la ragazza...Movida...&lt;br /&gt;Quello che mi piace di Ibiza è legato alla naturalezza del posto e dei nativi, alla bellezza delle ragazze circolanti, all’aria che tira: quello che non mi piace è il solito business applicato a tutto ciò che si può spremere (che poi è una costante ovunque a meno che tu non vada in un’isola deserta e incontaminata, se ne esistono ancora)…Basta essere un po’ furbi… Allora, cominciamo a dire che nell’isola i ritmi di vita sono spostati molto in notturna: loro fanno gli orari che di solito io faccio anche in inverno a Roma… Ci si sveglia molto tardi e si balla fino alle sei o sette del mattino… A Ibiza le discoteche sono una cosa “seria”…Dalle 11 all’una di notte, è curioso vedere, nelle viuzze della ciudad che assomigliano alla mia Otranto o lungo i locali che costeggiano il porto, questi gruppi di cubiste bellissime che portano le insegne e gli stendardi della propria discoteca per pubblicizzare la festa del giorno…Le discoteche più importanti vengono denominate le sette sorelle… Io sono stato in quasi tutte ma devo dire che la mia preferenza va all’Amnesia (ricordo il film omonimo di Salvatores) e alla fighetta Pacha …&lt;br /&gt;Il Pacha è la più cara ma anche quella dove trovi un ambiente più raffinato…Ovviamente, moltissimi giovani si impasticcano o si fanno di coca per poter reggere fino alle sette del mattino e oltre (io non ne ho bisogno…)…&lt;br /&gt;Io mi chiedevo come mai ci fosse tanta concentrazione di bellezza, di gioventù e di energia in un luogo chiuso che pompava una musica martellante e sempre uguale…Cosa spinge i ragazzi o giovani uomini o maturi, dopo aver sganciato una spesso consistente cifra d’ingresso, a muoversi come scimmie in discoteca o a estraniarsi alienandosi tra musica, alcool e droga? C’è qualcosa di tremendamente serio in questo…Se llama ritmo, energia vitale…Una componente umanissima e propria della gioventù o della maturità che non si è ancora seduta…Ma ci sono vie alternative acciocché codesta vitalità possa trovare un dispiegamento più costruttivo per lo sviluppo e per la crescita della persona? In discoteca non si può neppure parlar bene… Inutile dire che io vengo da un’adolescenza “californiana” vissuta esattamente così, dunque nessuna sorpresa, ci sono abituato…Naturalmente, penso che il movente principale della discoteca sia la possibilità di vedere e conoscere belle ragazze (e viceversa per le ragazze)…Però non credo che nascano poi tantissimi rapporti, all’interno: c’è più una spersonalizzazione, un perdersi nella musica, uno gettarsi nel magma un po’ infernale della danza…Gettarsi: termine dell’esistenzialismo filosofico… Io sono un esistenzialista (più vicino a Camus che a Sartre), un esistenzialista cristiano (Marcel, Kierkgaard)…La cosa non mi dispiace; così come non mi turba il fatto che a Ibiza ci sia un’ aria libertaria e trasgressiva (e nessuno ti rompe le scatole…)…&lt;br /&gt;Ma qual è oggi, dopo che abbiamo provato tutto, la vera trasgressione?&lt;br /&gt;Più che le notti in discoteca, piacevoli, io ricorderò una bellissima serata passata con una giovanissima, bella (guapa) e raffinata chica argentina, in uno dei migliori ristoranti, tra aragoste e vino bianco… Ero encantado dal suo spagnolo e dalla profondità dei suoi occhi...Mi diceva che “tiengo il mistero”…Abbiamo parlato anche di Borges e di Cortazar…Però, quel suo sorriso bambino, quel suo stupore e curiosità… Mi ha fatto capire alcune cose di me, dei miei sentimenti per una certa ragazza che non ho mai dimenticato; era un semiangelo? Ogni tanto compaiono questi individui portatori d’amore e lontanissimi da ogni moralismo e benpensantismo, come segni del cielo por la mi vida…Spero di rivederla e di tornare a Ibiza…Hasta luego… &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115194756332123040?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115194756332123040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115194756332123040&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115194756332123040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115194756332123040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/07/eivissa.html' title='Eivissa'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-115042107334359578</id><published>2006-06-15T17:56:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.139-08:00</updated><title type='text'>Una risposta a Fabiano</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/P3011042%20Notre%20Dame%20Int.1.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/P3011042%20Notre%20Dame%20Int.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/vitello%20d"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/vitello%20d%27oro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Be’, Fabiano caro, ovviamente io sono arci-d’accordo con te…E questo non vale solo per la poesia…La cosa che mi colpiva del centro di Parigi era come loro tenessero bene i luoghi di memoria culturale e storica…per esempio, la casa di Victor Hugo; ma era tenuto bene proprio tutto il centro…Senza poi contare i soldi pubblici che loro destinano alla cultura, al cinema…(benché io creda che il cinema debba essere un’ industria, come negli USA…questo aiuterebbe anche i prodotti d’arte…)…L’Italia purtroppo esce sempre male, qualsivoglia confronto si faccia, da un punto di vista culturale; anche con realtà economicamente fragili come i paesi dell’est o certi paesi orientali…Ho già detto di come mi colpisse uno sfogo di Luzi, in una trasmissione registrata trasmessa in notturna, che appellava l'Italia come il buco nero in Europa per la poesia… Io stesso sono stato un “miracolato” perché mi hanno addirittura permesso di fare una trasmissione sulla poesia su Rai2 (ed era una cosa sulla poesia-poesia, non un quizzetto o una garetta in cui la poesia fosse un pretesto edificante): però alle 3 di notte! Penso che sia un problema di civiltà…Io non credo che l’Italia sia un paese civile, o meglio, il tipo di civiltà italiana non mi corrisponde, non è la mia, è solo un mix di retorica e politica…Troppa politica, davvero troppa…E troppo potere pseudoculturale ai giornalisti, categoria che detesto (diceva Balzac: "&lt;em&gt;il giornalismo, se non ci fosse, bisognerebbe soprattutto non inventarlo"&lt;/em&gt;…)…Con questo, non nego che ci siano giornalisti che mi piacciono, per esempio Giulianone Ferrara e qualcun altro…Ma è la categoria che ha troppo potere sulle coscienze: questo non è giusto…(e ciò accade perché i giornalisti sono più facili da manovrare, rispetto agli intellettuali o agli scrittori, dal potere politico-economico che usa, anzi non usa la cultura, per tenere basso il livello umano della gente e favorire la politica dei larghi consumi)...&lt;br /&gt;Ad ogni modo, è un problema complessissimo, con motivazioni antropo-storiche… Paradossalmente, il popolo italiano passa per uno dei più geniali al mondo, proprio per la creatività (anche se, internazionalmente, lo si nota solo nella Moda)…L'Italia ha uno dei più grandi patrimoni culturali artistici del mondo... Grande creatività certo, ma grande incuria, grandi sperperi, grande disattenzione… Io non so se sia un problema legato a fattori storico-economici o proprio a una caratteristica antropologica degli italiani…Qualcuno qui parlava dei paesi dell’est: be’, nessuno ama la poesia più di un russo: per loro la poesia è tutt’uno con la Madre terra e la Russia… Blok diceva, stranamente, che i russi assomigliassero ai meridionali italiani: ma forse aveva in mente i meridionali di un tempo, nell’Italia agricola nostalgicamente (e giustamente) rimpianta da Pasolini…In Ungheria, in certe fabbriche, si leggevano pubblicamente e collettivamente poesie: non so se fossero poesie di propaganda sovietica di regime, so che era una cosa usuale… T’immagini alla Fiat, la mattina alle otto, tutti gli operai che stanno ad ascoltare letture di poesia italiana? Eppure, non tantissimi anni fa, un uomo come Adriano Olivetti aveva dato vita a un progetto ideale di fabbrica dal volto umano; non per nulla, poeti come Fortini, Sinisgalli e Giudici, o critici intellettuali come Pampaloni, ad esempio, lavorarono per Olivetti…Di quell'ideale olivettiano, non erano troppo contenti né i padrun né i sindacati: tantomeno i marxisti...&lt;br /&gt;Dunque, se non fossi un italiano, molto italiano e molto anti-italiano allo stesso tempo, andrei via…Ma io sono molto legato alle mie radici…Per questo, cerco di sparare il meno possibile sulla croce rossa (cioè sulla disattenzione italiana per la cultura) e di essere realista: quando posso, combatto nel mio ambito per un’immagine ideale di società umana e civile: che poi per me è l’epoca medioevale d’occidente (prima di Boccaccio), un’epoca santa benché ignominiosamente mistificata da tanta storiografia giacobina che ne voleva assolutamente dipingere il volto buio e reazionario, per l’utopia di un progetto, apparentemente umanitario, ma sottilmente anticristiano e, ultimamente, anti-umano (le conseguenze si sono viste nel tempo, fino ai giorni nostri)…Io so che, nel medioevo, un artigiano fabbricava un oggetto cercando solo di farlo bene: importava, contava il lavoro ben fatto…Non si vuol dire certo, che in quei tempi non vi fossero peccatori, ladri assassini: Dante certo non risparmiò aspre accuse e invettive...La differenza, rispetto ad oggi, risiedeva probabilmente nella diversa coscienza del peccato e del male: la persona, la coscienza umana era maggiormente unitaria...La campana della Chiesa scandiva le morti, le nascite, le stagioni, il tempo: che era un tempo sacro, come dire, nell'aria che si respirava, anche se magari si poteva scegliere di passare una serata in osteria...Si partecipava a una mentalità comune e visione del mondo unitaria; in questo senso, lo storico Bloch parla dei medioevali come di un popolo di credenti, accomunati dalla religiosità (in senso etimologico come dipendenza originale, legame con il Dio) - “Popolo di credenti, si dice volentieri, per caratterizzare l’atteggiamento religioso dell’Europa feudale. Se si intende dire così che qualsiasi concezione del mondo da cui fosse escluso il soprannaturale restava profondamente estranea agli spiriti di quell’epoca; che, più precisamente, la loro visione dei destini dell’uomo e dell’universo si inscriveva quasi unicamente nel disegno tracciato dalla teologia e dall’escatologia cristiana, nelle loro forme occidentali, nulla di più esatto.” &lt;span style="color:#009900;"&gt;(M. Bloch, La società feudale, 1949 Einaudi)&lt;/span&gt; ...E, dunque: -"Questa "eccezionale sensibilità alle pretese manifestazioni soprannaturali suscitava negli animi una costante e quasi morbosa attenzione a qualsiasi specie di segni, sogni, allucinazioni" &lt;span style="color:#009900;"&gt;M.Bloch, op.cit.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che differenza c'è tra l'uomo medioevale e quello contemporaneo? Che l'uomo contemporaneo è più solo di fronte alla morte...Con l'ascesa della borghesia mercantile, si diffuse la mentalità del fabbricare una cosa con l’attenzione al guadagno che se ne poteva trarre…Il processo di disgregazione dell'Io comincia già ai tempi del Petrarca, splendido esemplare e testimone... In un certo senso, aveva ragione Marx quando diceva che tutto quello che diventa oggetto di interesse economico tende a corrompersi (poi ha “scazzato” sul generale…)…Ma prima di Marx (che era ebreo dunque lettore d. B.), molto, molto prima, c’era il racconto biblico del vitello d’oro, l’Idolo che aveva sostituito Dio…Non sentendo più l’unità col Dio vivente, la si cercava con un surrogato materiale, di materiale prezioso…&lt;br /&gt;Oggi, alla base di tutti i problemi del mondo, all’origine di tutto ciò che non funziona, dalle guerre all’ inquinamento, ai rapporti di coppia, c’è proprio questo: il Vitello d’Oro, (più propriamente, il Denaro) che è stato messo al posto di Dio nelle cure dei più…Ma questo non dipende dal capitalismo (che è soltanto un sistema economico come un altro), non è colpa del capitalismo: è colpa della paura, della solitudine, della sordità dell’uomo; dell’ignoranza sui suoi desideri più profondi…L’uomo non ascolta il Cuore (in senso biblico, come complesso di esigenze ed evidenze originali)…Gli occhi dell’uomo, non vedono più…&lt;br /&gt;Diceva Eliot: &lt;em&gt;"È la Chiesa che ha abbandonato l’umanità, o è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa?"&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Senza fare i catastrofisti, l’unica cosa seria è combattere, lottare con pazienza, umiltà e letizia, per un’Educazione al bello al giusto e al vero…E, come diceva Pasolini: &lt;em&gt;"Se qualcuno ti avesse educato, non potrebbe averlo fatto che col suo essere, non col suo parlare"…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per questo io credo che quello sull’Educazione, (e sulla libertà di educazione che non deve essere statale e centralizzata), sia uno dei temi chiave e strategici e urgenti in codesto povero Paese ucciso da una minoranza di avidi imbecilli ignoranti, ignoranti sull’uomo, purtroppo spesso con poteri che non meritavano… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Fabiano Alborghetti, tra le altre cose, nel 2006 ha pubblicato &lt;em&gt;l'Opposta Riva&lt;/em&gt; (Lietocolle Libri)...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rispondo al suo post #24, al link che trovate cliccando sul titolo... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-115042107334359578?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://universopoesia.splinder.com/post/8373031#comment' title='Una risposta a Fabiano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/115042107334359578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=115042107334359578&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115042107334359578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/115042107334359578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/06/una-risposta-fabiano.html' title='Una risposta a Fabiano'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-114805083335061494</id><published>2006-05-19T07:28:00.001-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:18.075-08:00</updated><title type='text'>Il Codice Da Perdi? No grazie, preferisco don Pedro...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/volver180_125.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/volver180_125.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/leonardo_cena.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/leonardo_cena.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Amici, non potendo e non volendo consigliarvi di boicottare il film sul Codice Da Perdi, perché intuisco una possibile curiosità, ma, semmai, confessandovi di preferire la contemporanea uscita del film Volver di don Pedro Almodovar (che negli ultimi lavori ha toccato i suoi vertici...), posto un'intervista allo storico Franco Cardini, da me molto stimato (da appassionato d'arte e cultura medioevale, qual sono...)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Andrea Margiotta&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CODICE DELLE AMBIGUITA’: IN ARRIVO NELLE SALE CINEMATOGRAFICHE IL FILM ISPIRATO AL ROMANZO DI DAN BROWN. LA RIFLESSIONE DELLO STORICO FRANCO CARDINI (&lt;a href="http://www.radiovaticana.org/" target="_blank"&gt;Radio Vaticana&lt;/a&gt; 9 maggio 2006) “Non ha né credenziali né capacità come storico”: con queste parole, il 7 aprile scorso, il giudice Peter Smith ha assolto il romanziere Dan Brown dall’accusa di avere plagiato Il Santo Graal, saggio pubblicato nel 1982, basato su documenti riconosciuti come falsi. Ora, però, il Codice da Vinci sta per approdare nelle sale cinematografiche di tutto il mondo accompagnato dallo slogan “La verità sarà svelata”. Un’ambiguità che non può essere considerata innocua. Ecco la riflessione dello storico Franco Cardini, intervistato da Alessandro Gisotti: &lt;a name="more-8006937"&gt;&lt;/a&gt;R. – Non c’è dubbio che il grande modello di Dan Brown è paraletterario e parastorico. Dan Brown fa dell’Opus Dei quello che, a partire dal XVIII secolo, si è fatto della Compagnia di Gesù: la grande associazione di devoti fanatici, che lavorano al servizio cieco della Santa Sede, che non arretrano davanti a nulla, pur di affermare la loro potenza. La Compagnia di Gesù è stata tutt’altro nei secoli, ma dal Settecento in poi la tradizione, prima protestante e poi anticlericale, ne ha fatto questo. La chiave di lettura per capire il discorso di Dan Brown dell’Opus Dei, e la certezza di Dan Brown di avere del successo e di essere, se non compreso, quantomeno inteso quando usava questo escamotage, è appunto il riferimento alla Compagnia di Gesù. D. – C’è anche un richiamo insistito di Dan Brown al cosiddetto principio del “femminino sacro”… R. – Un forte riferimento femminista Dan Brown lo ha preso a livello più basso, perché questo è il livello con cui si fa successo mass-mediale. Riprende così una vecchia tradizione che risale addirittura al libro di Margaret Murray del secolo scorso, “Il Dio delle streghe”, per riciclare la vecchia storiella, antropologicamente destituita, di fondamento del Dio originario femminile, fecondatore, buono, pacifico, sostituito dal Dio degli eserciti, dal Dio dei preti e dei guerrieri, che sarebbe il Dio monoteistico di Abramo, questo Dio violento, repressivo, crudele… D. – Lo spot del film che si ispira al libro annuncia: “Non importa in ciò che credete, ciò che avete letto, il Codice da Vinci svelerà il segreto”. Forse questo è il messaggio che irrita molto i credenti e la Chiesa… R. – Dà l’idea che il film possa essere costruito su un’ipotesi anticattolica. E badate dico anticattolica specificamente. Ciò rende naturalmente tutto più ambiguo. Che vuol dire fare tabula rasa di quello che si crede e andarsi a godere uno spettacolo? Ci si gode poi uno spettacolo nel quale ad un certo punto il credente si sente offeso negli elementi più intimi della propria fede? Evidentemente no. Questo non è un film innocuo e quindi non lo si può accettare come un puro parto della fantasia, anche perché si può chiedere tranquillamente che la fantasia si eserciti su altri oggetti che non offendano i sentimenti più profondi di nessuno. Mi chiedo se veramente la società civile, anche quella laica, sarebbe disposta ad accettare un film che offende profondamente i sentimenti religiosi degli ebrei, dei musulmani, dei buddisti. Ci sarebbe una corale levata di scudi, anche da parte dei laici, nei confronti di questa offesa a sentimenti intimi del credente e così via… Ora, mi chiedo perché contro i cattolici si possano fare cose che nessuno di noi penserebbe concepibile fare nei confronti degli ebrei, dei musulmani o di altri. D. – Cosa rispondere a chi invoca la libertà di critica? R. – La libertà della critica e anche magari della satira e della fantasia la si potrebbe esercitare tranquillamente in molte direzioni. Io mi chiedo: sarebbe possibile fare un film nell’Occidente di oggi che irridesse a quei valori di libertà, di democrazia, nei quali in modo magari diverso tutti crediamo e tutti condividiamo? Sarebbe possibile fare un film che irridesse per esempio alla Shoah o che magari, come frutto della fantasia, si mettesse a dare un’immagine positiva di Adolf Hitler o di Stalin e negativa delle grandi democrazie occidentali? Non lo accetteremmo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;testo da &lt;a href="http://kattolikamente.splinder.com/post/8006937#more-8006937"&gt;http://kattolikamente.splinder.com/post/8006937#more-8006937&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-114805083335061494?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/114805083335061494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=114805083335061494&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114805083335061494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114805083335061494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/05/il-codice-da-perdi-no-grazie_19.html' title='Il Codice Da Perdi? No grazie, preferisco don Pedro...'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-114796276838121259</id><published>2006-05-18T07:07:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:17.882-08:00</updated><title type='text'>La tensione dell'arte il poeta contemporaneo è ancora viator?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/Valentino%20Rossi%20Catalunya%202005%20002.3.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/Valentino%20Rossi%20Catalunya%202005%20002.3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi preme postare il testo di codesto incontro tenutosi al Meeting di Rimini quasi due anni fa...La questione è molto importante (e sempre attuale e aperta) per me e spero possa esserlo anche per altri...Mi ritrovo nelle parole del mio "fratello" Davide Rondoni...Chiedo scusa per eventuali errori o inesattezze che correggerò via via: purtroppo in questi giorni non ho proprio tempo per un editing che in questo caso servirebbe trattandosi di una trascrizione da sbobinatura effettuata probabilmente da qualche ragazzo giovane...Il testo è stato preso dagli archivi del sito del Meeting di Rimini, cui potete dirigervi cliccando sul titolo...&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Cordialmente&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Andrea Margiotta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica, 22 agosto 2004, ore 19.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relatori:&lt;br /&gt;Paolo Valesio, Docente di Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università di Yale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderatore:&lt;br /&gt;Davide Rondoni, Poeta e Scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderatore: La tensione nell’arte perché, come insegnava giustamente Giuseppe Ungaretti, che diceva che la tensione è proprio ciò che contraddistingue l’arte. Il miracolo della poesia – diceva parlando della poesia – non è tanto nel linguaggio, nelle capacità, nelle magie del linguaggio, ma nella tensione che lo mobilita e lo nobilita. E con il tema che il Meeting ha quest’anno, crediamo che interrogarsi su che cos’è questa tensione che è in gioco nell’arte, sia interessante. Io volevo fare appunto un piccolo percorso leggendo alcune poesie prese non proprio casualmente ma quasi. Che cosa vuol dire chiedersi se il poeta anche oggi può essere un viator? Questa è una domanda che riguarda tanto il poeta in quanto tale, con un funzione speciale, ma riguarda il poeta in quanto dice qualche cosa che riguarda tutti, quindi se la condizione di viator, di viaggiatore, di un uomo che cammina, di un uomo che tende, di un uomo che considera il proprio progresso come una continua tensione, è qualcosa che ha a che fare con la natura dell’esperienza umana di oggi. La poesia, come chiunque di voi anche solo per reminiscenze scolastiche sa, la poesia porta scritto nel suo DNA la questione del viaggio, dell’uomo che viaggia; pensate ai grandi classici dell’antichità: Omero, Virgilio e poi Dante, che ne ha dato come l’immagine sintetica e più compiuta in qualche senso; ma si potrebbe dire che la poesia ha sempre messo a tema e continua a mettere a tema il viaggio umano, dove questo viaggio, da sempre ha la pretesa di essere un viaggio che unifica, cioè un viaggio che conosce la realtà unificandola, un viaggio che passando anche attraverso tanti stati diversi (gli inferi, la veglia, il sogno), è un viaggio che però tende ad unificare tutte queste cose. Il poeta è un viaggiatore non appena perché trascorre tra una cosa all’altra, come l’uomo nella vita è un viaggiatore non appena perché passa da una cosa all’altra, ma il viaggiatore è tale perché il suo viaggio, in qualche modo, unifica queste cose, le mette insieme, tende ad unirle. Il poeta è quello che mette insieme il regno dei morti ed il regno dei vivi, mette insieme i sogni e la realtà (pensate a Shakespeare), e in qualche modo un poeta dice dell’umano questa tensione a viaggiare tenendo insieme le cose, mette insieme la memoria con il presente, nel viaggio nulla si deve perdere. E questo, come dicevo, non è solo di oggi, ma fa parte della tradizione di sempre. Io per fare qualche esempio, vi leggo delle poesie di popoli anche lontani, e dell’origine. Per esempio, c’è una poesia dei Boscimani che dice:&lt;br /&gt;“Noi che siamo stelle dobbiamo percorrere il cielo. Noi due cuore ed alba e tu che mi sei figlia siamo parte del cielo, gli apparteniamo. Noi siamo creature celesti, tua madre è della terra, percorre la terra, dorme sulla terra, deve camminare sulla terra e nella notte, creatura della terra animale da preda che divora carni di animali vivi e illumina la nera terra con occhi che sono gialli, mogli di cuore d’alba, lince, creature dell’oscurità.” E poi va avanti: “Io sono la stella del mattino, il mio cuore è cuore d’alba”. E va avanti con questa idea del viaggio che questa stella deve fare: appartiene al cielo e cammina sulla terra.&lt;br /&gt;Oppure un’altra bella poesia degli Irokesi dice:&lt;br /&gt;“Nell’oscurità aspettiamo. Venite voi tutti che ascoltate, aiutateci nel nostro viaggio notturno, ora che non brilla nessun sole, ora che non splende nessuna stella, venite mostrateci il cammino. La notte non è amica, lei chiude le sue palpebre, la luna ci ha dimenticato e noi aspettiamo nell’oscurità”. Il viaggio è sempre una condizione rischiosa, la vita come viaggio suppone, porta dentro questa tensione ad unire i frammenti dell’esistenza, gli stadi dell’esistenza: la vita, la morte, il sogno, la memoria. Tende ad unire queste cose qui ma presuppone che questo qui sia un viaggio rischioso, ci si può perdere: “l’oscurità ci è nemica” dice questa poesia. Il viaggio è un viaggio sempre rischioso, perché, come dice la parola stessa “esperienza” in cui c’è una radice latina che è la stessa della parola “pericolo”, “fare esperienza” vuol dire “correre un pericolo”, fare un viaggio vuol dire correre un pericolo e tutti i grandi viaggi che la poesia racconta, compreso quello di Dante, sono viaggi pericolosi, in cui ci si può perdere, ci si può perdere nella vanità del viaggio stesso; Itaca può essere una meta illusoria che non è adeguata al viaggio; Beatrice può non essere ritrovata nel viaggio di Dante.&lt;br /&gt;L’ambito del viaggio della grande poesia non è mai la letteratura: un poeta non fa mai un viaggio dentro la letteratura; porta anche tutto il materiale della letteratura, Dante porta anche con sé tutti i classici, come sapete; quindi la letteratura è portata, ma l’orizzonte del viaggio non è la letteratura, nessun poeta degno di questo nome scrive per fare un viaggio nella letteratura; lo fa inevitabilmente, ma l’ambito del suo viaggio è l’orizzonte dell’esperienza umana, è il destino, è il senso del destino.&lt;br /&gt;Il tempo che viviamo – faccio un salto qui dalle poesie che abbiamo appena letto – è segnato da quel poeta da cui si dice che sia iniziata la modernità – voi sapete che gli storici hanno bisogno di queste grandi definizioni, per cui la modernità inizia improvvisamente sembra, ma poi non è vero, con Charles Baudelaire, che non a caso fa un grande libro, un grande cattolico libro che si chiama I fiori del male; cattolico perché in quel libro c’è una grande sofferenza ed è la sofferenza di un uomo che si accorge che la vita non è più unita, che il viaggio non riesce più a tenere insieme le cose, che la vita è presa in un grande dualismo: i fiori del male; e nei fiori del male la vita è sempre doppia, non è più tesa nell’unità, ma la donna è l’amante ed è anche la puttana; la madre è madre ma è matrigna; la città è un grande paradiso ma anche un formicolio infame; la vita è tutta presa da doppiezza che Baudelaire soffre, non esalta, la soffre, la patisce, tanto è vero che Eliot, grande lettore di Baudelaire dice che la grande capacità, la grandezza di Baudelaire è nella sofferenza che ha avuto.&lt;br /&gt;Ma pensate subito dopo, questo nostro velocissimo viaggio, Baudelaire è un poeta che parla di viaggi continuamente, di questi viaggi nella metropoli, questo viaggiatore impossibile che è L’albatro, il poeta che viaggerebbe solo in cielo e poi in terra non sa nemmeno camminare. Ma subito dopo, il poeta che ha portato forse all’estremo questa percezione della vita come di viaggio impossibile, è Rimbaud, grande figlio di Baudelaire, grande figlio ma anche forse più grande come poeta, come genio. Rimbaud nella sua bellissima Stagione all’inferno non a caso dice – e sembra di sentire parlare un ragazzino dei nostri tempi – dice di sentirsi senza nessun antecedente, dice “io non ho nessun antecedente nella storia di Francia” e quanti di noi potrebbero dire di sentirsi così, che antecedenti abbiamo, quali sono i nostri antecedenti nella storia, quanti di noi si sentono come tappi che galleggiano nell’acqua, senza un’ appartenenza storica? Rimbaud dice: “io mi sento come uno che non ha antecedenti e quindi viaggio a partire da niente”; non a caso il suo viaggio sarà un viaggio che poi si perde in una grande immagine del niente. Rimbaud smetterà di scrivere e farà queste lunghe camminate, lui “camminatore dalle suole di vento” come si diceva, e viaggerà per l’Africa facendo mille mestieri, perdendosi in questo viaggio in qualche modo. E poi in un’altra bellissima immagine dice: “Non voglio viaggiare, non voglio vivere con Cristo come suocero” perché anche il cristianesimo proposto come suocero, con Cristo proposto come una suocera, come una moralità, appena come una moralità, non è un compagno di viaggio interessante. Rimbaud infatti rifiuta un compagno di viaggio così, dice: “io non voglio viaggiare con Cristo come suocero” già il viaggio è duro da solo, non c’è bisogno di uno che dice: “va bene qui, va bene là”. E c’è la bellissima immagine che un po’ ci descrive tutti, perché Il battello ebbro, una poesia grandiosa, in cui Rimbaud dice di essere uno che fa mille esperienze, esperienza dirette, esperienze aiutate con l’hashish. Non importa, mille esperienze come tanti oggi dicono di fare, e l’esperienza è però come una grande ebbrietudine, una grande ebbrezza, finita la quale, come dice la poesia stessa, quello che rimane alla fine è come un rimpianto, un rimpianto confuso, io dopo tutto questo viaggio ebbro “rimpiango i parapetti dell’Europa antica”; lui che dice di non avere antecedenti, alla fine di questo viaggio pieno di ebrietà, di esperienze di tutti i tipi dice che alla fine il massimo che posso fare è rimpiangere una sorta di tranquillità mitica, i “parapetti d’Europa” come la tranquillità della famiglia, apparentemente, la tranquillità delle istituzioni borghesi.&lt;br /&gt;Pensate poi il tema del viaggio in Pascoli... Pascoli è il poeta che sente come l’impossibilità del viaggio, c’è una sua poesia bellissima che si chiama Nebbia in cui lui sente che le cose lo chiamano ad un viaggio, perché la realtà ti chiama a fare un viaggio, ti chiama ad una conoscenza, ad un tentativo ad un rischio, Pascoli dice “no” lasciatemi qui solo nel mio orto, come un grande rospo che sogna. Lasciatemi qui. “nebbia nascondi le cose lontane che vogliono che io vada” Nebbia, nascondi. Non voglio che la vita mi chiami. E questo è un atteggiamento che ci troviamo addosso tante volte, perché le cose ci provocano a viaggiare, le cose ci invitano a viaggiare, ci invitano a concepire la vita come un viaggio da scoprire, le cose ci chiamano in tanti modi, le cose belle, le cose brutte, ci invitano a come metterci in moto, ma prevale in Pascoli, ma come in tanti di noi, in tanti momenti della nostra vita, l’atteggiamento a dire no, a questo invito voglio resistere, preferisco stare qui, qui dove conosco già tutto, dove “conosco le crepe del muro con le valeriane” come diceva Pascoli, dove sono padrone della mia misura.&lt;br /&gt;Oppure pensate come, ancora una volta il tema del viaggio, del viaggio come conoscenza, come unione, come sintesi delle cose, viene espresso dai futuristi: la velocità che cos’è? Non è appena una forma, una grande formalità: è la sintesi con cui le cose si affermano nella loro radice, quindi la velocità con cui si va in mezzo alla verità delle cose, la velocità come forma, ma che dice di una velocità ad entrare nel segreto del mondo. Il segreto del mondo per i futuristi era qualcosa da conoscere rovesciando quello che era stabilito, non sia accontentavano di quello che era stato detto, era una grande forza rivoluzionaria.&lt;br /&gt;Poi nella poesia del nostro tempo il viaggio molte volte assume anche la caratteristica del viaggio dentro l’esperienza umana, cioè il viaggio non più negli inferi, o meglio gli inferi che sono anche dentro di noi, il viaggio dei poeti contemporanei (Montale, Ungaretti che sicuramente avete almeno orecchiato) è un viaggio nell’esperienza umana, per conoscere l’esperienza umana, perché il mondo è grande quanto la tua esperienza come già insegnava Leopardi; quindi conoscere la tua esperienza vuol dire conoscere il mondo e allora ci sono poeti che si interrogano e in qualche modo provano a dire che cosa è questa esperienza. Per esempio pensate ad una grande poetessa come Anna Achmatova che ha vissuto anche grandi anni terribili come la persecuzione in Russia e che per esperienza personale si trova a vivere con un figlio questa persecuzione, e dice in una poesia: “Negli anni terribili ho passato diciassette mesi in fila alle carceri di Leningrado; una volta qualcuna mi riconobbe; allora una donna dalle labbra livide che stava dietro di me e che sicuramente non aveva mai sentito il mio nome, si riscosse dal torpore che era caratteristico di noi tutti e mi domandò in un orecchio – perché lì tutti parlavano sussurrando - : ‘ma lei questo può descriverlo?’ ed io dissi: ‘Posso’. Allora una sorta di sorriso scivolò lungo quello che un tempo era stato il suo volto”. Al poeta contemporaneo è chiesto di dire, di poter dire qualcosa che sembra indicibile, come per esempio le grandi sofferenze di questi casi: la famosa frase: “Non è più possibile scrivere poesie dopo l’esperienza dei lager nazisti” che cosa significa? Che la poesia deve fare un viaggio anche dentro quell’orrore, deve poter viaggiare anche lì dentro, deve poter dire che anche quello fa parte del viaggio, e anche qui la Achmatova dice: “Io posso, io devo poter dire che cosa vuol dire stare diciassette mesi in fila davanti ad un carcere aspettando notizie di uno che non si sa”.&lt;br /&gt;Oppure, per stare più vicino a noi, forse avete in mente quella grande poesia di Montale di cui parla proprio dei preparativi per un viaggio, dove tutto è preparato: le prenotazioni, i pernottamenti, le camere, ecc. e dice: ma forse tutto il viaggio si fa per il piacere di ritornare e poi come riscotendosi dal suo passo continuo un po’ scettico tipico di Montale, dice: ma forse il viaggio può avere un senso, un imprevisto potrebbe essere il significato del viaggio; e poi dice: “ma mi dicono che è una stoltezza dirselo”. Montale da vecchio furbone dice: “Ma mi dicono che è una stoltezza dirselo”, ma lo dice lui, in questa forma retorica per uno scetticismo che gira intorno, come se il viaggio non potesse avere più significato; solo un imprevisto può dare significato al viaggio, ma mi dicono che è una stoltezza dirselo. Ma stoltezza è una parola di San Paolo: “stoltezza per i greci…” – ricordate questa cosa di San Paolo rispetto al cristianesimo, Gesù Cristo è stoltezza. Montale è troppo avvertito grande lettore di grandi filosofi per non sapere che quella era una parola di San Paolo.&lt;br /&gt;I poeti contemporanei sono chiamati a fare un viaggio non solo nelle grandi dimensioni della vita, come la notte per gli Irokesi, come per Virgilio i regni ultramondani; ma un viaggio dentro questa esperienza uomo che è diventato come inconoscibile, che è diventato come misterioso a sé stesso. Allora Montale, allora la Achmatova, allora Ungaretti ancora, oppure sentite questa bella poesia di un poeta americano che si chiama Robert Frost che dice di sé, una poesia che si intitola Conoscenza della notte : “Io sono uno che ha conosciuto la notte – la notte americana ma anche la notte dell’esistenza – ho fatto nella notte la strada avanti e indietro, ho oltrepassato l’ultima luce della città, io sono andato in fondo al vicolo più tetro, ho incontrato la guardia nel suo giro ed ho abbassato gli occhi per non spiegare, io ho trattenuto il passo e il mio respiro quando da molto lontano un grido strozzato giungeva oltre le case da un’altra strada, ma non per richiamarmi o dirmi un commiato e ancora più lontano a una incredibile altezza nel cielo un orologio illuminato proclamava che il tempo non era giusto né errato. Io sono uno che ha conosciuto la notte”.&lt;br /&gt;Nei poeti del nostro tempo, come in questo caso, il viaggio, significato qui da questo grande emblema del tempo è l’orologio, è come se non fosse né giusto né errato, io sono uno che ha conosciuto la notte, sono che fa un viaggio di cui alla fine non sa giudicare il valore, sono stato qui, sono stato là, ma anche le voci che sento non mi chiamano da nessuna parte, non sono né un commiato né un richiamo.&lt;br /&gt;Oppure come dice un’altra bella poesia che volevo leggere, Il cittadino ignoto di Auden un altro grande poeta anglosassone che dice: “Lo stato dedica questo monumento marmoreo – un poeta contemporaneo morto nel ’70 – l’ufficio statistico attesta che mai fu fatta contro di lui querela, il rapporto sulla sua condotta non si dà, che non lo giudica un santo nel senso moderno di un termine antiquato, perché in ogni atto egli servì la comunità – un cittadino come noi, che non ha querele, che non si segnala per fatti strani, gente che serve la comunità –. Lavora in una fabbrica e mai fu licenziato ma piaceva ai padroni, eppure non era un crumiro, né aveva idee bizzarre, perché il sindacato attesta che pagava le sue quote e i nostri assistenti sociali hanno rivelato che era popolare tra i suoi compagni e bevevo di gusto. La stampa era convinta che comprasse ogni giorno un quotidiano, che reagisse alla pubblicità in modo strano, le polizze a suo nome mostrano che era assicurato a vita, il suo libretto sanitario prova che fu in ospedale una volta ma ne uscì guarito, le varie ricerche di mercato dichiarano che sapeva usufruire dei piani rateali e che aveva tutto quanto occorre all’uomo moderno: un grammofono, una radio, un’auto, un frigo. I vari sondaggi d’opinione rilevano soddisfatti che aveva l’opinione giusta al momento giusto – quando c’era la pace voleva la pace, quando c’era la guerra partiva. Era sposato e accrebbe di cinque figli la popolazione, numero perfetto secondo il nostro eugenista per un padre della sua generazione, le nostre insegnanti riportano che non ostacolò mai i loro programmi. Era libero? Felice? Che domande assurde, se qualcosa non avesse funzionato di certo ne saremmo informati.” Come se il viaggio dell’uomo contemporaneo avesse come notizie principali che opinione ha, se fa le cose giuste al momento giusto, se reagisce alle notizie di mercato nel modo giusto, ma se era felice, cioè se il viaggio ha un senso, se era libero, se il viaggio ha in sé l’energia per farsi, per essere rischioso, perché solo l’uomo libero rischia, rischia di fare un viaggio, lo schiavo gira intorno al perimetro che gli danno, l’uomo libero viaggia, se sei libero, se sei felice non interessa, sembra non interessare.&lt;br /&gt;Oppure, ancora, - lo faccio anche per omaggiare un poeta che è morto proprio in questi giorni, il grande Milosz: perché se è vero che questo viaggio sembra non avere direzione, c’è però una cosa, che resiste, che è l’umano: “solo, misero, trionfi l’umano”, ha scritto Giovanna Sicari, una poetessa nostra amica morta poco tempo fa, a 50 anni di una malattia-. Misero trionfi l’umano. E Milosz, premio Nobel nell’’80, scrive questa poesia: “Essere innumerevoli mai ricordati ci passano sulle mappe, senza un volto al primo piano della casa vicina alla piazza, senza quei due dietro ai cespugli accanto alla centrale del gas. Le stagioni non ritornano, le nevi delle montagne, i mari e il globo azzurro della terra che ruota, ma tacciono coloro che corsero nel fuoco dell’artiglieria, caddero nel fango per ripararsi. E coloro che furono portati via di casa all’alba e coloro che strisciarono fuori dalla catasta di corpi sanguinanti. E io qui, istruttore di dimenticanza, (lui insegnava) insegno che il dolore passa, perché è il dolore degli altri, salvando sempre nei miei pensieri la signorina Yadviga, una piccola gobbetta, di professione bibliotecaria che morì nel rifugio di un edificio ritenuto molto sicuro e che crollò e nessuno riuscì a scavare attraverso le lastre del muro, benché per molti giorni si sentissero colpi e voci. E così quel nome è perso per i secoli, per sempre, nessuno conosce le sue ultime ore. Nel tempo la porta ha lo strato del piogene; il vero nemico dell’uomo è la generalizzazione. Il vero nemico dell’uomo è la così detta Storia, con la maiuscola, che attrae e terrifica con i suoi plurali. Non credetele, insidiosa e traditrice, non è, come ci ha detto Marx, l’antinatura. E se è una dea, è dea del fato cieco. Il piccolo scheletro della signorina Yadviga, il punto dove pulsava il suo cuore, solo questo oppongo contro la necessità, contro il diritto, contro la teoria.” Ecco, questo attaccamento all’umano, di cui la signorina Yadviga, di cui si è persa qualsiasi notizia, è un segno, questo attaccamento all’umano di cui magari non si sa dire molto di più è una delle caratteristiche della poesia del nostro tempo, la grande poesia del nostro tempo di un poeta come Milosz, come Auden, i grandi poeti del nostro tempo che avvertono che il viaggio che nella poesia continua, è un viaggio perché questo umano sia preservato; si possa dire, si possa ancora opporre questo alla generalizzazione che invece sembra dominare nel resto della vita. Perché la poesia è sempre l’esaltazione del singolo, della persona, del viaggio della persona.&lt;br /&gt;Voglio solo leggere le ultime cose, ci sono alcuni poeti americani contemporanei, pubblicati da poco in una antologia in Italia, come Robert Pinski, che scrive in una sua lunga poesia di cui adesso vi leggo solo un pezzettino che mi ha colpito, perché dice: “In questo viaggio non dovrei votarmi a cercare solo in me stesso la mia unica retribuzione. Quanti dicono che lo scopo del viaggio della vita alla fine è stare bene con se stessi, - cercare in sé la propria retribuzione, come dice anche la reclame di “Rexona”, il deodorante: “sto bene con me stesso”, come se lo scopo del viaggio della vita è stare bene con se stessi – non dovrei votare solo in me stesso la mia retribuzione? Il viaggio, in fondo, non è solo un viaggio dentro di me? Oppure no? –Tutti i miei sensi, come antichi fuochi di segnalazione, suggeriscono gratitudine per quelle due ragazze dalla bella faccia sveglia che attraversano la piazza, bellezza data da luce o intelligenza, niente spiccioli per loro, gambe lunghe che balenano coraggiose, e, come se gli uomini dovessero farsi avanti, pavoneggiandosi in uniformi bianche con la spada. Come potremmo mai aspirare a tale eleganza e intelligenza.” Invece che votarsi a cercare in sé il significato del viaggio, Pinski dice: i miei sensi, il come sono fatto è come un antico fuoco di segnalazione che nella realtà vede i segni che mi chiamano ancora ad un viaggio che è fuori di me, che è per qualcosa che è fuori di me. Non è solo dentro di me, è qualcosa che devo cercare anche fuori, perché sono fatto come una cosa aperta; l’uomo è fatto come una cosa aperta, come una domanda aperta. E, se non altro, i suoi sensi, per due ragazze belle che passano lo invitano a un viaggio, non lo fanno stare contento di sé. Noi non siamo, in fondo, mai contenti di noi, cioè soddisfatti, tanto è vero che questo poeta suicida dice: “l’uomo persuaso, cioè l’uomo che si accontenta di sé non deve credersi nato, cioè deve far fuori la nascita, deve far finta di non provenire da niente, deve far finta di non essere legato a niente, mentre tutti i nostri sensi ci fanno legare a qualche cosa. Dice un altro poeta contemporaneo americano: “È vero che in un mondo senza paradiso (la parola “paradiso” va qui intesa come un mondo senza un punto bello, di compimento, di pienezza; senza Beatrice, avrebbe detto Dante, probabilmente) tutto è addio”, come se il viaggio, come ha detto qualcuno, fosse come una serie infinita di addii; il viaggio è solo dare addio lentamente alle tutte le cose. Senza paradiso, cioè senza un punto di compimento, la vita è un viaggio in cui tutto è addio, sia che tu saluti con la mano, o no. È addio. E se non ti salgono le lacrime agli occhi, è addio lo stesso; e se fingi di non accorgertene, odiando ciò che passa, è addio lo stesso, addio e basta. Questo dice Strand.&lt;br /&gt;Finiamola qui con le poesie, sono già troppe! Era solo per dare un piccolo assaggio (gli ultimi che ho letto sono tutti poeti viventi) per dire il tema che cosa è il viaggio, che cosa significa essere viaggiatori, che cosa significa essere un’esperienza, è potente, è via anche nella poesia di oggi, nella grande poesia di oggi. In questo senso, Dante (e qui mi esprimo personalmente) rimane un punto di paragone interessantissimo, non appena un classico che bisogna leggere, perché se no non puoi scrivere, non un problema culturale, appena; ma culturale in senso vero, in senso di coscienza critica dell’esperienza che si fa. Perché Dante è interessante per l’esperienza che si vive? Perché Dante fa un viaggio infinito e vario (ne parleremo meglio martedì), il cui scopo è quello di rivedere Beatrice; cioè di rivedere quello che aveva incontrato e che Montale, giustamente, chiama “un miracolo”, perché senza un miracolo (il miracolo di fronte a cui si spegne il cinema della commedia) non è Dio, non basta Dio come miracolo. Il miracolo di fronte cui Dante perde il senno, la visione, di fronte a cui la visione si compie, si spegne (e la poesia si compie nel silenzio) non è Dio, ma l’incarnazione. Perché solo il miracolo dell’incarnazione rende tutto ciò che incontra nel viaggio non-vano, non senza valore. È perché c’è l’incarnazione, cioè Dio che prende l’umano, Dio che si è fatto uomo, Dio che nobilita l’umano: se c’è questo miracolo allora il viaggio nelle cose umane non è un viaggio tra cose perse; allora, Beatrice non è persa, allora anche il miracolo che hai incontrato non si perde. Insomma, un viaggio è possibile, ed è possibile reiniziarlo sempre, se, in qualche modo, c’è un miracolo nella vita. C’è un miracolo che fa capire non tanto, come in una questione geometrica, che c’è un punto cui arrivare, perché il senso di un viaggio non è appena che c’è un punto cui arrivare; il senso di un viaggio è che c’è qualche cosa che rende interessante tutto. Il senso di un viaggio non è per un punto terminale, un punto al di là del quale arrivare, il senso di un viaggio (e qui la parola “senso” ha quasi il significato del sapore, ha un senso, è qualcosa che sento, è un sapore che sento) è qualcosa che mi permette che ogni cosa incontrata durante il viaggio abbia un valore, abbia un peso, sia interessante da incontrare. Per questo il “miracolo” di Beatrice per Dante è ciò che dà senso a tutto il viaggio, non è appena un punto terminale. E l’incarnazione che lui vede alla fine, come visione finale del suo viaggio, era il miracolo da cui si era mosso, perché Beatrice non è la teologia, non è la fede, non è una donna come le altre; Beatrice è l’incarnazione, è il miracolo dell’incarnazione. È questo che Dante ha visto, è questo che Dante non vuole perdere; e fa tutta la vita e tutte le cose umane dando un peso e un valore eterno a tutte le cose. Per questo il viaggio, il senso del viaggio rimane il problema che abbiamo noi quando scriviamo della nostra vita, e che chiunque di noi ha nel momento in cui considera se stesso, sia che ne scriva sia che non ne scriva. Dopo questa mia cavalcata un po’ confusa do la parola a Paolo Valesio. Lo ringrazio perché è arrivato stamattina, quindi ha ancora il jet-lag che sta smaltendo qui con noi. Lo ringrazio per il sacrificio che ha fatto, ma credo che per noi sia una bellissima occasione quella di poterlo ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Valesio: Davide gentilmente ha evocato il problema del jet-lag. Penso di fermarmi un momento su questo, non per farvi perdere tempo con la mia biografia, ma perché io credo che, più gli anni avanzano, un intervento, una conversazione, una presentazione, sia radicata in un qualche cosa che il “conferenziere” –chiamiamolo così- non può mai prevedere e che i greci chiamavano kairòs, il momento in cui si comincia a parlare, che non si può prevedere. Mi permetto allora di ritornare non al personale sfasamento di fuso orario, ma a quello che può significare simbolicamente. Sapete benissimo che il viaggio NewYork-Roma dura fra le sei e le sette ore, e dunque un viaggio fondamentalmente molto rapido. Che significa questo? Significa qualche cosa di molto pericoloso, che ci dà l’illusione di poter passare con disinvoltura da un paese all’altro e, per così dire, di controllare la situazione. In realtà, lo sfasamento di fusi orari, il fatto che per me continui ad essere l’ora di pranzo, non è soltanto un aneddoto personale, ma il simbolo di due profonde differenze: alcune ore fa passavo attraverso città tempestate di pioggia, e fondamentalmente in stato di pre-assedio (New York, che si prepara al congresso del partito repubblicano; una città quasi bloccata, una città abbastanza cupa, una città formicolante di vita, ma molto tesa). Il salto da questa città a Rimini è assolutamente sconvolgente; e qualunque parola abbia appuntato a New York qui rischia di non avere molto senso. Però il tema è sempre un viaggio -non parlo più adesso del mio viaggio- ma del viaggio come, con grande eloquenza ha evocato Davide Rondoni. Tornerò a questi due paesi illusoriamente simili, voglio dire gli Stati Uniti e l’Italia, in cui la diffusione della lingua inglese, dei consumi inglesi, delle canzoni inglesi, ecc. ci danno l’illusione della vicinanza. In realtà, secondo me, sono sempre più lontani. Una differenza tra le varie differenze, su cui vorrei soffermarmi per qualche istante con voi perché penso possa essere interessante. E’ nata l’idea di una antologia da due poeti italiani, un giovane poeta veneto e un anziano poeta napoletano che presero contatto con me e mi proposero di mettere insieme questa antologia e l’idea mi parve buona. L’antologia è finalmente pronta e, naturalmente, con gli inevitabili compromessi, non in un senso negativo: alcune preferenze loro, alcune mie, alcune preferenze che, chiaramente ci vedevano tutti concordi; non entro in questi dettagli che sono dettagli troppo tecnici, sono, se vogliamo i dettagli della cucina, del retrobottega. Il punto che mi ha colpito è stato che per i miei due interlocutori (uomini tra l’altro spiritualmente all’erta e molto laici, molto liberi), il termine poesia religiosa era automaticamente, tranquillamente, a-problematicamente legata al cattolicesimo. Per loro non c’era questione: poesia religiosa significava che si stava parlando di poeti cattolici. Questo è possibile in Italia oggi, e non mi pare né negativo né positivo: è un fatto della nostra storia e della nostra tradizione, ma è impossibile negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti oggi (dal punto di vista della problematica religiosa che voi affrontate direttamente o indirettamente e che si ripropone nei modi drammatici nel conflitto fra ragion di stato e ragion religiosa), antropologicamente il proporre un’antologia di poesia religiosa negli Stati Uniti, evocherebbe immediatamente un problema diplomatico e politico, un problema di quote, di presenze, un problema di par condicio, sostanzialmente, che vede soprattutto le grandi comunità religiose, i cui rapporti sono drammaticamente fusi e confusi, fratelli e rivali, la comunità ebraica e la comunità cristiana. Un’antologia che osasse proporre in inglese poesia religiosa, sarebbe pesata pagina per pagina, per vedere chi è, chi rappresenta e che cosa. In area anglosassone non si dice mai “cattolico”, ma si dice con un termine che io credo sia nato con Martin Lutero, “cattolico romano” che indica una distinzione, una limitazione.&lt;br /&gt;Io vorrei rivisitare un momento queste due categorie: il viaggio come novità, il viaggio come ricerca dell’uomo, e, giocando sul termine latino viator (termine chiaramente del latino cristiano), il tema del “religioso”. Io credo che, come informazione di sfondo, viviamo oggi (non so se questo può essere interessante o no, pertinente o meno, ma mi sembra necessario insistervi), un’antologia di poesia religiosa, la differenza non sta nell’essere scritta in italiano o in inglese; la differenza è innanzitutto culturale o antropologica. Negli Stati Uniti noi viviamo in una situazione sorprendentemente simile a quella di un testo, a cui mi riferirò fra poco in una citazione, che è la cristianità dei primi secoli, in cui c’erano due comunità rivali e sorelle che ancora non si conosceva che cosa fossero: la comunità ebraica e la comunità cristiana. Dunque, quando dico viator, in una dimensione globale, non posso non evocare una tensione-distinzione. Il tema della novità, il viaggio, tema lanciato da Davide Rondoni, pone per me fortemente il problema dell’uomo. Il tema dell’uomo mi è riapparso recentemente vedendo un film molto discusso ben noto qui in Italia e velocemente passato anche negli Stati Uniti, in cui a un certo punto la figura di Gesù alla domanda “perché fai tutto questo?” il protagonista del film risponde: “per fare nuove tutte le cose”. Alcuni recensori ostili sono subito saltati sulla cosa dicendo che questa non è una frase che Gesù dice nei vangeli”; ed è vero: il regista si è preso la licenza poetica che io trovo del tutto lecita, mettendo in bocca all’Uomo della Passione la frase che appare nel libro che noi chiamiamo Apocalisse e che la traduzione inglese, traducendo letteralmente il greco, chiama Revelations, il libro delle rivelazioni. Verso la fine di questo libro straordinario, un poemetto in prosa, scritto all’epoca delle persecuzioni dell’imperatore Domiziano in ambiente giudaico-cristiano, (siamo verso la fine del primo secolo dopo Cristo, secolo che ha una somiglianza straordinaria, ripeto, con gli Stati Uniti del 2004), un personaggio divino dice “colui che sedeva sul trono disse: «ecco io faccio nuove tutte le cose»”. Vorrei, in sostanza, soffermarmi su questa frase e su due altre frasi e così concludere il mio breve intervento. Questa frase evoca evidentemente una quantità di problemi, ed evoca per me soprattutto -e qui mi riallaccio all’antologia di Davide Rondoni- il problema del modernismo; qui è evocato il problema della modernità, che ha citato il poeta che, nel bene e nel male, fonda la modernità, cioè Baudelaire; siamo intorno al 1850-60. Vorrei evocare brevemente un poeta, un grande discussissimo poeta americano, tragicamente discusso e discutibile, che fonda secondo alcuni di noi il modernismo, cioè un particolare stile, una particolare pronuncia, una particolare tendenza che in Italia nasce con il futurismo, ovvero Ezdra Pound. E.Pound, in un suo famoso saggio che dà il titolo alla collezione di saggi da lui pubblicati negli anni Trenta, il saggio ”eponimo”, che dà il titolo alla collezione di saggi, è una esortazione poetica e dice: ”rendetelo nuovo”; in italiano suona un po’ goffo, ma in inglese si dice Make it new. È difficile tradurre questa semplice frase: che cosa è “it”? Qualunque cosa facciate rendetela nuova. Io non credo che Pound avesse in mente, non per ignoranza, ma che gli interessasse l’ambiente giudaico-cristiano; credo che la frase di Pound sia completamente laica; credo che il poeta viator, il poeta che pensa alla poesia come viaggio, sia anche sospeso fra queste due frasi, nessuna delle quali mi sento di fare direttamente mie; la prima, per ovvie ragioni teologiche: né io né qualcun altro pretendiamo di far nuove tutte le cose. Piuttosto, e questo era stato il mio suggerimento nella prima versione degli appunti, con una certa ironia, (per prima cosa autoironica) potrei fare qualche cosa nuova, non tutto, anche se il poeta è spesso considerato un demiurgo, ovvero un “piccolo dio”, o come diceva ironicamente Goethe, un “mezzo dio”. E dunque, non è che si possano fare nuove tutte le cose. Ma, a parte ciò, il tono che Pound poteva avere ancora negli anni Trenta – Fa’ che tutto rinnoviate, qualunque cosa fate rinnovatela- anche questo, perfino questo sembra eccessivamente ottimistico, eccessivamente ambizioso. Credo che il poeta, oggi, non possa più permettersi di dire nemmeno questo, a parte il fatto che questa frase poundiana ha un senso tecnico, non teologico, non metafisico; sta parlando, in sostanza, soprattutto di novità formali. Ma penso che anche questo ottimismo, questa idea che è del modernismo, di potere veramente rinnovare, sia oggi posta in questione in un modo che non ci consente -anche se io ammiro, e continuo a pensare fondamentale l’esperienza futuristica- di ripeterla, diciamo così, acriticamente. Nel viaggio noi possiamo conoscere qualcosa di nuovo, nel viaggio possiamo fare qualche cosa di nuovo, non molto; il viaggio, sono d’accordo ancora una volta con Rondoni, è un viaggio esperienziale, in cui, in fondo, l’esperienza tra il poeta e il non poeta, non è essenziale. Il poeta è semplicemente un testimone al limite che drammatizza questo concetto del viaggio, in modo riconoscibile e commovente, in modo in cui ci possiamo emotivamente identificare, in quanto colui o colei parla del viaggio che è di tutti noi. Qual è allora, o almeno per me, in questo tentativo di circoscrivere una visione del problema, non in una tenaglia, fra due culture (vorrei insistere su questo fatto); spero che voi accettiate il mio italiano come l’italiano di persona che lo parla come lingua materna: il punto non è se si parla italiano o inglese. Il punto è da quale cultura, nel senso antropologico, da quale contesto nasce un discorso.Il mio discorso è necessariamente ibrido, perché nasce da due culture, le quali si intendono fino a un certo punto. Per me il fascino del viaggio (che ha tanti aspetti: l’esperienza, il passaggio di soglia, il passaggio iniziatico, la conoscenza di cose nuove, ecc.) è legato a un processo che vorrei chiamare, più che di trascendenza, di trascendimento, di andare al di là. Ho cercato di rendere questo concetto con il titolo (ritorno così all’occasione, o meglio al discorso) di questa antologia “Oltre l’oltre” -sottotitolo che spiega più o meno che cos’è- “undici poeti italiani sul sacro”. Torno un momento su questo “Oltre l’oltre” che non è una frase mia, molto poetica, ma di un poeta che ha fatto la sua comparsa lateralmente, ma molto cospicuamente, nella nostra tradizione ovunque e quantunque noi parliamo di poesia: Dante certamente, ma Rondoni ha fatto anche il nome di Shakespeare. Chiederei il permesso di leggere quattro versi e mezzo (non porto via molto tempo), in inglese e poi in italiano. In inglese, per rendere omaggio alla vera radice della poesia angloamericana (termine che agli americani non piace assolutamente, ma la letteratura americana non è solo americana, ma proprio angloamericana): le radici di tutti i poeti che Davide ha letto sono inevitabilmente tutti in Shakespeare. Con questa mia proposta voglio dire due cose: primo, che è quasi impossibile tradurre Shakespeare, perciò farò una traduzione lineare, però non posso, così come nessun artista dopo Eliot citerebbe Dante senza prima aver tentato almeno di dirlo in italiano, così io non posso citare Shakespeare in italiano semplicemente. Debbo tentare per un momento di evocare un suono diverso. Sono versi marginali; un grande poeta, secondo me, ma la “diabolica” abilità (se posso usare questo aggettivo) di un grande poeta è di essere vivo e grande anche nei momenti marginali, nelle opere cosiddette minori. Questa è una tragedia che non credo tutti conoscano, “Cimbelino”, una strana tragedia, un po’ pasticciata, che si svolge per metà in una Inghilterra tutta inventata, dei tempi precedenti a Re Artù, e metà, con grande disinvoltura, nell’Italia rinascimentale, come se fossero cronologicamente legate. Finisce con l’invasione romana della Britannia, quindi Shakespeare mescola due o tre ere della storia con grande disinvoltura. Mi è capitato di vederla rappresentata a teatro due volte in tre settimane, in versioni completamente diverse, in cui funzionava la grande abilità teatrale di Shakespeare, ma alcuni versi mi colpirono entrambe le volte con estrema emozione, per cui dovetti tornare a casa a verificarli. Una giovane principessa, Imogene (sono nomi più o meno italiani) sta cavalcando verso la costa dell’Inghilterra, per incontrarsi clandestinamente con lo sposo esiliato tornato di nascosto, accompagnata dal suo fedele servitore che si chiama Pisanio. In questa parte, verso il mezzo, la principessa dice in sostanza che ha tanta voglia di rivedere il suo sposo. Entriamo subito nel tipico gioco concettuale shakespeariano: lei dice che ha tanta voglia di rivedere il suo sposo, ma che stranamente anche il servitore ne ha voglia, però lei ne ha più voglia: [versi in inglese ] “Allora, fedele, Pisanio,che brami come me di vedere il tuo signore, che brami, lasciami moderare ciò che ho detto, ma non come me tu brami in più debole modo, o non come me, perché la mia brama è oltre l’oltre”. Ora, è chiaro, io non voglio allegorizzare Shakespeare; già, secondo me, è più pericoloso allegorizzare Dante che pure ci incoraggia, ma non ho alcuna intenzione di allegorizzare Shakespeare, però mi pare che con la tensione estrema di questi versi si vada al di là del rapporto erotico e coniugale, la sposa che desidera lo sposo, e questo lord e questo desiderio diventino qualcosa di più, quasi naturalmente: non c’è bisogno ripeto di pensare a un’allegoria cristiana, vedo un percorso naturale, continuo, velocissimo di un desiderio che va oltre il normale, il limite dell’umano in modo naturale, veloce e quasi quotidiano. Davide Rondoni aveva evocato un poeta che è famoso per una frase secondo me erronea, ma che ha fatto molti danni alla traduzione, Robert Frost dice: “La poesia è quello che si perde in traduzioni” io non credo che la poesia si perda in traduzione, io credo che la traduzione che vi ho letto, anche se, molto modesta interlineare, comunichi la bellezza di questo passo. Quando l’ho scritta, anche se l’ho scritta in margine ad un foglio, ho usato una parola che sul momento esitai a scrivere e cioè “bramare”; bramare è una parola forte, è una parola che alcuni traduttori di oggi di Shakespeare dicono che è troppo breve e vogliono usare “desiderare”. Io credo che il passo che vi ho letto meriti la scelta “bramare”, per una strana coincidenza: correggendo le bozze correggevo una traduzione inglese di un sonetto, che adesso non vi leggo, della grande poetessa cristiana e musa di Michelangelo, Vittoria Colonna; e mi è balzata agli occhi la parola bramare che mi ha autorizzato a insistere su questo discorso della brama che, come seconda e ultima citazione, è di Vittoria Colonna che parla di sé stessa che vive in una sorta di esilio, vive in un’isola esiliata e impervia lontana dai luoghi della cultura e dello spirito: “Vivo su questo scoglio orrido e solo, quasi dolente augel che il verde ramo e l’acqua pura aborre e a quelli che amo nel mondo e da me stessa ancor m’involo, perché espedito al sol che adoro e colo vaga il pensier e se ben quanto bramo l’ali non spiega, pur quand’io il richiamo volge da l’altre strade a questa il volo”. Sono versi molto difficili; c’è fra l’altro un latinismo “colo” che è adorare (un latinismo molto duro), ma in sostanza c’è l’inquietudine tipica del vero mistico che non è mai contento e dice appunto io cerco di andare col pensiero a questo sol e non ci vado quanto voglio, non ci arrivo quanto io voglio ma almeno, quando io richiamo il mio pensiero verso questo sole almeno provo a volare verso il sole, perché “espedito al sol che adoro e colo vada il pensiero e se bene quanto bramo l’ali non spiega pur quand’io il richiamo volge da l’altra strada a questa il volo”: l’altra strada è la vita normale che lei si è lasciata dietro questa specie di volo in alto e almeno rivolge il volo, almeno tenta di volarci, almeno punta. Non è questo il solo senso, ovviamente di viaggio. Io credo fra l’altro che nel primo intervento si è insistito soprattutto sulla dimensione esperienziale, orizzontale di viaggio attraverso i paesi, naturalmente con implicazioni spirituali, viaggi da un paese, da un luogo all’altro, spesso ho evocato prima questa problematica estremamente concreta, a tutti noi costantemente nota, in una civiltà che ha l’ossessione del viaggio, fra l’altro, viaggio da un luogo all’altro ce n’è più che abbastanza da fare poesia e da rifletterci. In questi due passi che vi ho letto vedo un viaggio che subito, in modo continuativo, in modo graduale, sale verso l’alto, la cavalcata di Shakespeare verso la costa inglese, questo beyond e questa donna isolata che cerca di volare, non ci riesce ma cerca di volare. Che significa? Ci possono essere vari sensi: uno può anche dire che il poeta oggi non è più viator. Io ho tutti i miei colleghi più acuti e intelligenti, italiani e americani (non quando scrivono poesia e allora volano), quando scrivono di poesia sono estremamente scettici, estremamente nichilisti, estremamente cupi, trovo in loro costantemente la pars destruens e non la pars construens e parlo dei migliori, di quelli da cui imparo; non è facile non è ovvio dire che il poeta è viator, io penso che lo sia ma sto cercando in modo goldoniano in che senso lo sia.&lt;br /&gt;Due considerazioni: una è che questa continuità io la vedo e l’ammiro e mi emoziona profondamente, questo senso di corsa lo trovo molto difficile e a volte sento e credo che molti dei poeti che più amo lo sentano una specie di divisione, una specie di divorzio, una specie di differenza, per cui la presenza del divino nella poesia sia anche un ostacolo e anche un tormento; esprime anche, provoca anche movimenti di ribellione. Io credo che il grande dialogo della poesia spirituale sia il dialogo con la non-credenza, e quindi io credo che la poesia che io trovo più persuasiva è una poesia che si pone continuamente il problema della non-credenza, della difficoltà di viaggiare in questo senso, con momenti di ribellione, al limite della blasfemia, penso a un poeta come Testori, penso allo stile di Testori. Punto primo, il viaggio che ho descritto è un viaggio che io ammiro, è un viaggio che vorrei seguire, è un viaggio che mi sembra che in questo momento di grande barocco rinascimentale fra Shakespeare e la Colonna trovino espressioni bellissime e persuasive, ma è un viaggio che oggi per me pone soprattutto il problema dell’ostacolo di quello che ci sta nel mezzo, che possono essere tante cose: piattezza, inerzia, nichilismo forme esteriori espressive di religiosità ecc.&lt;br /&gt;Secondo punto, la parola che io ho evocato: il “sacro”. Sacro secondo me è una parola usata e abusata; è difficile trovare una poesia (anche la poesia più materialistica anche la poesia più ribelle, più nera e disperata) che non abbia il senso del sacro perché il sacro in fondo, come il termine latino dice bene, è ciò che sta al di fuori della normale nostra esperienza, voi sapete benissimo che il latino “sacer” si applicava sia al sacerdote, sia al parricida, il parricida è sacer cioè è fuori dai confini della città, non può essere accolto nella città è già un sacrificio umano lì, chiunque lo può uccidere, in questo senso sacer. Quindi l’espressione di eros e di thanatos, le nostre esperienze al limite, sono in fondo sacre se noi le guardiamo con rispetto, se noi ci scriviamo sopra poesia e quindi ci concentriamo su di esse con forza e foga. Dire che una poesia si occupa del sacro è dire quasi che poesia è poesia, poesia intensa, non ci serve come strumento distintivo, è troppo generica. Allora se all’interno della poesia del sacro, della sacertà della poesia, permettetemi questo, se all’interno della sacralità della poesia cerchiamo di distinguere il religioso in poesia (e quindi delimitate alcuni poeti che hanno questa tematica da alcuni che non ce l’hanno), c’è il pericolo opposto, cioè di creare, come evocavo all’inizio, delle barriere confessionali. Però io credo che il religioso sia una coltivazione del sacro all’insegna della speranza e quindi vedo poesia in chiave religiosa almeno nella tradizione cristiana, è una poesia che contiene della speranza, quindi la definizione è lecita, ma va fatta con mano molto leggera perché la disperazione, se permettete un termine barocco, la disperanza provoca grande poesia; la speranza è difficile, sia da coltivare nella nostra vita, sia a fare in poesia, perché la speranza in poesia può diventare un po’ troppo oleografica, può diventare un po’ troppo edificante, può diventare un po’ troppo predicatoria e allora il cammino del viator in senso pieno, religioso più che sacrale è un cammino di speranza, ma il compito difficilissimo del poeta contemporaneo è quello di descrivere questa speranza in tutta la sua difficoltà e in tutta la sua costante possibilità di cadere nella di speranza. Io non sento la poesia del viator, la poesia spirituale, la poesia della speranza se io non sento l’ombra continua, il timore, il brivido, la vibrazione, come volete voi, della disperanza, rischio di leggere una poesia non autentica, e temo che la poesia che leggo possa non essere autentica. Molto della poesia religiosa che io leggo in Italia e negli Stati Uniti ha questo tono lievemente troppo rassicurante e non credo che il compito della poesia sia quello di essere rassicurante. Ecco la sfida del poeta viator: io credo che i grandi siano “aviatori”, e io credo che sia un ruolo che non possiamo non considerare; la sfida è però non soltanto tecnica: “Ditelo in modo nuovo” diceva il modernismo di Pound “Dite qual che volete, ma ditelo in modo nuovo”: io non credo che sia semplicemente un concettismo, un formalismo, un manierismo, anche se tutto c’è tutto questo e più in Shakespeare: sono versi manieristi elegantissimi ma c’è l’oltre, andare oltre l’oltre dà la vertigine, andare oltre l’oltre deve contenere la speranza; perché se no perché si va oltre l’oltre? Però il poeta deve farci sentire sempre la possibilità della di speranza, il valde aliud come dice la tradizione cristiana, l’estremamente altro, il totalmente altro, che può essere anche l’altro della disperazione. Il poeta deve intrattenere questa possibilità e non lo fa per maledettismo generico, non sto parlando di un maledettismo, un moralismo generico, sto parlando del fatto che se il poeta non ci fa sentire il rischio, lui, lei, la sua poesia, rischia la inautenticità. La speranza è dialetticamente connessa al suo opposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moderatore: io credo che, per usare l’ultima parola usata dal professor Valesio, non ci sia domanda più rischiosa di quella: “Chi è che fa nuove le cose?” “Come è possibile che le cose siano nuove?” La risposta a questa domanda è il rischio dell’esistenza, la risposta che tu dai a questa domanda è il rischio che ti assumi per l’esistenza. E’ decidere, scegliere di aderire a che cosa fa nuove le cose, questo è il vero rischio dell’esistenza come giustamente diceva anche adesso Paolo: non è mai risolvibile se non in maniera drammatica, è un rischio che è sempre in corso. Anche la poesia di questo tempo, come abbiamo cercato di dire, è una poesia in cui questo rischio si documenta, questo rischio viene detto e viene in qualche modo rilanciato alla libertà di ciascuno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-114796276838121259?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.meetingrimini.org/ita/archivio/index.php' title='La tensione dell&apos;arte il poeta contemporaneo è ancora viator?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/114796276838121259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=114796276838121259&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114796276838121259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114796276838121259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/05/la-tensione-dellarte-il-poeta.html' title='La tensione dell&apos;arte il poeta contemporaneo è ancora viator?'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-114676756163017858</id><published>2006-05-04T11:14:00.000-07:00</published><updated>2006-11-14T23:39:17.671-08:00</updated><title type='text'>in margine ad alcune divertenti discussioni musicali nel blog di massimo orgiazzi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/Scansione0003.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/Scansione0003.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Partiamo da Bologna, la mia ex città, dove tuttora esiste il Centro di Poesia Contemporanea gestito da gente che in qualche modo ho frequentato (siano amici come Rondoni, la Serragnoli, Galaverni o miei professori universitari come Bertoni…); se uno voglia occuparsi di poesia, non può fare a meno di considerare le iniziative del Centro, sempre molto interessanti e non grancassa dell’assessorato DS alla cultura, partito che a Bologna, come si sa, regna sovrano – con qualche pausetta come il periodo Guazzalochiano…A Bologna, come in quasi tutta l’Emilia Romagna, esiste la strana figura del comunista pieno di soldi che odia il Berlusca solo per invidia…Un oximoron? Forse, ma ormai la guerra fredda è finita, evviva la piadina e il lambrusco… Bologna la città del Guccini – che apprezzava qualche mia canzone anche per intercessione della sua morosa mia amica, ma non ne ho mai approfittato (che palle, eventualmente, fare le turné, le promozioni e sgolarsi!…Semmai bello solo realizzare i dischi e poi andarsene al bar, circolando come voce misteriosa…) – del Guccini che in una cena tra amici volle insegnarci l’antico tarocchino bolognese, del quale si ritiene un grande esperto, credo non a torto; dei Dalla, che purtroppo non ho mai conosciuto, perché è uno davvero gentile e buono, dei Claudio Lolli (conosciuto, aveva un cane lupo nervosetto…), dei Vasco Rossi transitanti ospiti di Telethon, che dice a mio padre “Direttore, non mi spinga! Mica sono un suo impiegato!”…Dei Capossela, che amoreggiava con una che conoscevo, la quale mi chiamava il Condor, per fare la disinteressata e la simpatica con un mio carissimo amico, ma che, in verità, mi aveva rivolto parola lei in Universa (all’epoca, pareva che emanassi un fascino selvaggio e primitivo, forse per la barba e i capelli lunghi e l’aria stronza e strafottente, fascino che poi è diventato più ermetico e ingentilito con gli anni – ma dopo i 30anni – signori miei - cambiano le carte in tavola e i giochi…)…Dei Ligabue, con cui litigo nel periodo in cui faccio il servizio civile a Ferrara e che poi mi ritrovo quando comincio a lavorare per Procacci di Fandango e Radiofreccia…Ligabue: tipo tosto, mi piace come regista di Radiofreccia, non come cantautore…Dei Luca Carboni che posano da cucadores nel fighettissimo e bolognesissimo Rosa-Rosae, ma che scrivono canzoni romantiche e dolci che si possono usare per inebriare le ragazze…Che dire, sono cresciuto anche con queste cose…Capossela è quello che mi piace di più…Però Adriano è Adriano…Celentano, intendo…Una volta, di notte, suonando con un gruppo piuttosto nutrito di amici, d’estate, svegliai il custode del villaggio turistico che mi puntò il fucile minacciandomi con un - “ora mi tieni sveglio fino all’alba e mi fai tutto Celentano con la chitarra” -…Dovetti accontentarlo, ma dopo le prime canzoni, che parevano cantate dal vero Adriano, si rabbonì e cominciò a raccontarci le sue storie svizzero-lombarde… Molti amici dicevano che in realtà io ERO Celentano…Sì, effettivamente c’è qualcosa in comune tranne il fatto che lui dice d’essere il re degli ignoranti ed io (purtroppo!) ho una cultura da snob…Mi piace questa vostra discussione: De André? Grandissimo così come De Gregori e Battisti…Leonard Cohen? Immenso, più di Bob Dylan… Però che ne dite di Elvis? Fantastico…E dei Beatles? Tutti i gruppi successivi, sino agli ultimissimi, hanno rubato qualcosa da loro… E i Doors? Morrison scriveva testi bellissimi e le canzoni avevano un fascino ipnotico… Ora mi piacciono i Red Hot Chili Peppers (grazie anche ad Enrico Brizzi amico bolognese di mia sorella) e la Morisette e tanti altri… Però volete mettere con la musica classica? Quella che ascoltava in radio il buon Bukowski, tra una scopata e un racconto? Ma io, come nostalgia di bellezza, ordine e verità, sono un uomo d’altri tempi…Mi stanno sulle palle tutti quelli che vanno ai concerti per “spersonalizzarsi”…I danni della cultura di massa, livellata verso il basso e mercantile…Però Mi piace il ballo, adoro il tango argentino, ma pure Bach o Ludovico Van (come lo si chiamava in &lt;span style="color:#ff6600;"&gt;Arancia meccanica&lt;/span&gt;)…E la musica brasiliana? Oh, delizia, come dicono loro…Un peccato non aver conosciuto una “tipa giusta” come Chiara De Luca, ma forse c’è sempre tempo…Sono stato – ma per come sono fatto io non è un vanto - il "cigno" poetico dell’Università bolognese, poi uno dei “cavalli buoni” di clanDestino; ora sono un uomo che non ha smesso di cercare, anche se ha già trovato la cosa più importante…Inquieto, nottambulo…I ragazzi dei ’70 sono forti e spesso bravi ed io che sono del ’68 sto a cavallo tra le due “generazioni”…Sto alla finestra e ridacchio sentendo spesso molte cazzate sulla poesia o il gracidare dei mediocri (o qualche sciocchezza gratuita sulla mia persona…)... Ho vissuto troppo intensamente e ho conosciuto troppa gente…Ormai possono sorprendermi solo le cose e le persone semplici come &lt;span style="color:#3333ff;"&gt;l’acqua&lt;/span&gt;; può darsi che mi deciderò a usare un po’ di talento, che mi ritrovo addosso senza merito, per una apparizione con &lt;span style="color:#993300;"&gt;la lettiga&lt;/span&gt; e &lt;span style="color:#993399;"&gt;l’uva imperiale&lt;/span&gt;, nel poco attraente panorama poetico italiano (per ora, mi cattura più il cinema e la tv, per un fatto professionale e anche di &lt;span style="color:#006600;"&gt;“dollari”&lt;/span&gt;, necessari per la mia libertà)…Per dire poi, era tutto qui? Questa sarebbe la poesia? Meglio la vita e il bacio di una bella donna…Tale sospetto è ciò che maggiormente mi frena…Nostalgico di un solo abbraccio del &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Christus patiens&lt;/span&gt;…E di una vita vera…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS Per Massimo Orgiazzi…Forte il tuo cognome, peccaminoso! Forse ci vedremo a Macerata da Filo Davoli…Complimenti per il tuo blog, utilissimo e concreto… &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PS2 La foto mi ritrae, quindici o sedicenne, con un'amica del mare (amica e basta!)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;andrea margiotta &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/15974578-114676756163017858?l=supermargiotta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://supermargiotta.blogspot.com/feeds/114676756163017858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=15974578&amp;postID=114676756163017858&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114676756163017858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/15974578/posts/default/114676756163017858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://supermargiotta.blogspot.com/2006/05/in-margine-ad-alcune-divertenti.html' title='in margine ad alcune divertenti discussioni musicali nel blog di massimo orgiazzi'/><author><name>andrea margiotta</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03607345402722937823</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-15974578.post-114257554179879033</id><published>2006-03-16T21:58:00.000-08:00</published><updated>2006-11-14T23:39:14.591-08:00</updated><title type='text'>una risposta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/1600/soniamennabarreto_enxuta.4.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/120/1499/320/soniamennabarreto_enxuta.4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Antonio Desantis,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sulle cose che dici in: &lt;a href="http://universopoesia.splinder.com/post/7433133#comment"&gt;http://universopoesia.splinder.com/post/7433133#comment&lt;/a&gt; – nel post #47 - penso che siamo d’accordo un po’ tutti… Tuttavia, la formazione del canone letterario, sia pure un micro-canone di poeti degli ultimi trent’anni, ha dinamiche che non dipendono da lettori appassionati come te, che in poesia, tra l’altro, sono molto pochi (almeno in Italia…), ma da un concorso di vettori e di forze variegate che hanno movimenti interni piuttosto strani, complessi ed anche leggermente schizofrenici; ma in cui spesso ci sono, appunto, delle regie o delle linee guida precise...Se lo dico è perché lo so… Conosco bene l’ambient… Sarà che io ragiono non soltanto da lettore ma anche da poeta e con una mentalità più politica, se scorgo subito il senso di certe mosse e di certe iniziative… Anch’io non amo le antologie, proprio per nulla: ma realisticamente so che esse, se vuoi per una pigrizia intellettuale dei più, hanno un loro peso, appunto nella formazione del Canone…&lt;br /&gt;Perché gli studiosi di domani, non verranno a cercare negli scaffali della tua libreria, ma piuttosto nei repertori antologici, i nomi e le linee e le tendenze…&lt;br /&gt;Dunque, certe esclusioni o certe sottovalutazioni è da tenere bene a mente che non sono mai casuali o “innocenti”…&lt;br /&gt;Ma il mio discorso non è la banale scoperta di “amicizie” o consorterie (che ci sono sempre state e sempre ci saranno e in tutti i colori politici): la mia denuncia è quella della mancanza di libertà e d’aria fresca, l’ impossibilità per certi poeti di scrivere guardando più al mythos che al logos senza essere penalizzati , la libertà di poter essere cristiani senza essere pregiudizialmente catalogati come democristiani o senza provocare attacchi isterici che aprano a surreali scenari e visioni da Inquisizione, e via dicendo…I sensi unici non mi sono mai piaciuti perché sono funzionali a certi poteri… Se vogliamo fissare una data (senza risalire alla Rivoluzione francese che il pensiero tradizionalista vede come l’inizio di quasi tutti i mali e delle diaboliche storture e perversioni moderne…) diciamo solo che, in Italia e in Francia (con i due maggiori partiti comunisti d’Europa), soprattutto dal 1945 ad oggi, si è determinata una nebulosa culturale di chiara derivazione prima marxista e laicista, poi degenerata in relativista-nichilista, che ha soffocato altre piante culturali più rigogliose e contrapposte (la cultura alora spregiativamente indicata "dell'irrazionale" o del mistero; il mito classico, l'esoterismo, la Tradizione, la cultura cattolica)…Questo era un disegno preciso, non è stato un fatto casuale: c’erano gli scritti di Gramsci e le note indicazioni sulla necessità dell’egemonia culturale per la conquista del potere…Lo stesso ’68, come diceva Pasolini, in realtà è stata una rivolta intra-borghese volta soltanto a distruggere gli ultimi residui di una tradizione cattolica e rurale…&lt;br /&gt;Tutto questo, a livello culturale, ce lo portiamo ancora dietro; anche perché gli intellettuali non schierati a sinistra, non fanno gruppo o quadrato, ma restano sparpagliati ed isolati e spesso anche invisi, paradossalmente, allo stesso potere di centro-destra… C’è l’incapacità di
